5 problemi che nessun fornitore di email marketing può risolvere

Tempo di lettura: 03 minuti

 
I risultati della tua campagna di email marketing non sono quelli che ti aspettavi? Verifica se la colpa è del tuo fornitore di email marketing o se si tratta di un problema che devi risolvere da solo!

 

1. Cambiare offerente di email marketing non risolverà i problemi di deliverability

La deliverability dei messaggi è una delle cause principali nell’email marketing che spinge i pubblicitari a cambiare offerente di servizi di email marketing – ma senza alcuna base. Solamente il 30 % della decisione se aprire un messaggio o meno dipende dall’offerente di email marketing, il restante 70 % invece, dipende da te!

sign gotta make things happen

Quello che puoi fare è controllare se il tuo offerente di servizi di email marketing utilizza server stranieri e condivide i suoi indirizzi IP con altri, perché così facendo è possibile che il problema sia lui.

Squalo ha server propri e non utilizza servizi di terzi per gli indirizzi IP e di invio. Anni e anni di esperienza in questo campo sono una delle ragioni che rende i risultati d’invio dei nostri destinatari superiori dell’11 % rispetto alla media nell’industria.

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Se vuoi migliorare la tua deliverability leggi anche i seguenti articoli:

 

2. Cambiare offerente di email marketing non risolverà i problemi di coinvolgimento dei destinatari

Tutto quello che abbiamo scritto sulla deliverability è solo un’introduzione al tema sul coinvolgimento dei destinatari. Per attirare e coinvolgere i tuoi destinatari, dovrai offrirgli un contenuto interessante. Può trattarsi di offerte speciali, svendite, buoni sconto, contenuto educativo, ricette di cucina, consigli di moda o di salute, news divertenti sul tempo libero o risposte ai problemi frequenti dei tuoi lettori.

Ma qual è il contenuto giusto e come scoprire a cosa sono interessati i destinatari? Pensa alla loro identità, a cos’hanno di caratteristico e segmenta il tuo database in base al sesso, età, location, acquisti precedenti, carrelli abbandonati, cosa hanno osservato sul tuo sito web o negozio online e in base ad altre caratteristiche importanti per la tua impresa.

business email marketing content connection on people

Se i destinatari si annoiano leggendo il tuo contenuto, scegliere un altro offerente di servizi di email marketing non cambierà niente. Cambierà tutto invece conoscere il tuo gruppo target e adattare i messaggi in base ai loro desideri con valore aggiunto per il destinatario. E non dimenticare – un maggiore coinvolgimento dei destinatari aumenterà anche la deliverability dei tuoi messaggi!

 

3. Cambiare offerente email non risolverà i tuoi problemi con il database

Il contenuto è il re, ma a regnare è il database. Se la tua mailing list è vecchia, piena di indirizzi email sbagliati, non validi e non esistenti o (addirittura) è stata comprata e contiene i c.d. «spamtrap», i tuoi risultati saranno tutt’altro che buoni. Per ulteriori informazioni, leggi l’articolo Come evitare la black list con la pulizia.

Visto che la responsabilità di un database pulito non è dell’offerente, assicurati di fare tutto il possibile per avere un’ottima mailing list e raccogliere con insistenza e pazienza i tuoi indirizzi email in modo giusto. Squalo si occupa dei bounce e delle cancellazioni dalla lista dei destinatari, rendendo il processamento dei bounce e delle cancellazioni automatico, senza bisogno dei tuoi interventi, ma questo non vale per tutti gli offerenti di servizi di email marketing, perciò controlla!

A beautiful young woman is holding a blank white sign.

In ogni caso, trovare destinatari nuovi e un continuo riguardo per il tuo database è il cuore di ogni strategia di email marketing. Utilizzando la conferma d’iscrizione alle tue news o il modulo Double Opt-In, raccoglierai indirizzi email in modo trasparente e sicuro.

4. Cambiare offerente email non risolverà i problemi sulle aspettative irreali

A volte i pubblicitari pensano che qualsiasi contenuto abbia un valore aggiunto per il destinatario e incolpano l’offerente dei servizi di email marketing quando i loro messaggi non coinvolgono sufficientemente il destinatario. Ma sfortunatamente questo non è così. La responsabilità di un contenuto rilevante, interessante e attuale, che offre al destinatario sempre qualcosa di utile, ricade esclusivamente sulle spalle dei pubblicitari e non dell’offerente della piattaforma. Verifica se il contenuto della tua newsletter offre al destinatario qualcosa di quest’ultimo:

  1. Risparmia tempo e denaro.
  2. Educa e sensibilizza.
  3. Divertimento.
  4. Offre vantaggi speciali.
  5. Offre qualcosa di nuovo e interessante al destinatario.

Se la risposta è no, leggi prima l’articolo sui 6 tipi di messaggi di email marketing che dovresti inviare, e poi crea nuovamente la tua strategia.

 

5. Cambiare offerente email non risolverà i problemi dell’analisi dei dati

I pubblicitari email hanno a disposizione tantissimi dati, ma spesso non hanno né conoscenze né esperienze per analizzarli, interpretarli e utilizzarli. Verifica se il tuo offerente di servizi di email marketing permette un controllo accurato dei risultati, l’efficacia delle tue campagne in tempo reale e la possibilità di esportare i dati per un’analisi avanzata in programmi come Excel e SPSS.

statistics on computer

Nell’analisi di questi dati raccolti possono sempre aiutarti gli esperti. Le informazioni che otterrai con questo tipo di analisi sono infatti la base per decidere e riconoscere i trend sui quali costruire, pianificare e creare la tua prossima strategia di email marketing.

 

Sfrutta i vantaggi dell’email marketing e prova la piattaforma di Squalo subito!

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Comincia a inviare la tua newsletter in soli 6 giorni

Tempo di lettura: 8 minuti

 
Non hai ancora cominciato a inviare le newsletter? È veramente un peccato, si tratta infatti di uno strumento semplice ed efficace con il quale puoi migliorare notevolmente i tuoi risultati commerciali. La ragione più comune per cui le aziende non inviano messaggi email pubblicitari di solito è che «Non abbiamo tempo». Ma davvero non hai tempo o è solo una scusa?

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Se non hai voglia di leggere questo articolo puoi anche guardarlo come un Video podcast.

E se ti dicessimo che puoi cominciare a inviare le tua newsletter in meno di una settimanamettendoci ogni giorno solo circa 30 minuti di tempo? Questi 30 minuti di tempo ce li hai, vero?

In ogni caso ti consigliamo di prenderteli – una volta che avrai scoperto tutti i vantaggi dell’email marketing, non te ne pentirai sicuramente.

5 motivi per cui dovresti cominciare a inviare le newsletter

1. Perché genera un ROI eccezzoniale

Nel mondo dell’email marketing è importante che il tuo investimento nelle attività di marketing porti anche un determinato reddito – e l’email marketing in questo campo è di gran lunga il più convincente. L’investimento iniziale è basso, i risultati invece ottimi. Perciò è adatto sia alle grandi aziende che cercano uno strumento economico per il marketing, sia alle aziende piccole che non possono permettersi di investire cifre da capogiro a scopi di marketing.

2. Perché non ti ruberà molto tempo

Come già detto prima, potrai inviare la tua prima newsletter in una sola settimana e per prepararla ci vorrà circa mezz’ora al giorno. Non è molto, vero? Un’altra buona notizia è che ogni prossima newsletter ti ruberà ancora meno tempo – le basi saranno già state costruite nella prima newsletter, con quelle a seguire sarà tutto ancora più facile e veloce.

3. Perché si tratta di un ottimo modo per comunicare con i clienti

Come ti contattano i tuoi clienti di solito? E tu solitamente come contatti loro?

Se la tua risposta è «via telefono», allora saprai già che questo richiede parecchio tempo ed energie, oltretutto devi essere sempre a disposizione. Sai com’è, chiamate durante i weekend, la sera, magari proprio quando sei alla cassa in un negozio – quindi nei momenti più inopportuni.

Reindirizzando la maggior parte della tua comunicazione sull’email, la tua vita sarà molto più semplice e le tue comunicazioni più efficienti. Risparmierai tempo e nervi, i risultati invece saranno migliori – una combinazione vincente, non ti pare?

4. Perché non hai bisogno di conoscenze precedenti

Vuoi fare marketing ma solo al pensiero di dover ingaggiare tutte quelle persone e spendere un sacco di soldi ti fa passare subito la voglia? Un programmatore e un designer sono la base, probabilmente avrai bisogno anche di un copywriter e di un esperto di marketing … Per creare una newsletter invece puoi fare quasi tutto da solo, anche senza avere conoscenze precedenti.

La piattaforma di Squalo infatti ti consente di creare la tua newsletter con pochi click da solo e inviarla ai tuoi destinatari. Ed è talmente facile che anche la prima volta sarà come bere un bicchier d’acqua.  E se per caso dovessi avere qualche problema, il nostro team sarà sempre pronto a darti una mano!

5. Perché è tutto molto facile

Se sei arrivato fino a qui, probabilmente vuol dire che anche tu sei d’accordo con noi, giusto? Creare e inviare le newsletter non è affatto impegnativo, specialmente se utilizzi una piattaforma di qualità che fa la maggior parte del lavoro al posto tuo. Se non ne sei ancora convinto, prova – nel migliore dei casi guadagnerai molto, nel peggiore invece perderai solo qualche ora.

Mettiamoci al lavoro:

6 giorni per cominciare ad inviare le newsletter

1°giorno: Importa la tua lista d’invio nella nostra applicazione

Se possiedi già una lista d’invio che, per esempio, usavi per l’invio manuale dei messaggi email o in qualche altra applicazione, dovrai prima importarla in Squalo.

Farlo è molto semplice. Trovi le istruzione dettagliate sul nostro sito: www.squalomail.com.

2°giorno: Scegli il tuo template e adattalo al tuo marchio

Si tratta di un passaggio estremamente importate che molti mittenti trascurano. È importate infatti che i destinatari della tua newsletter riconoscano i tuoi messaggi già in base al loro aspetto esteriore, perciò all’inizio dovrai prenderti del tempo per creare un’immagine riconoscibile.

Per inviare la tua newsletter puoi scegliere tra uno dei tanti template a tua disposizione nell’app di Squalo. Inserisci nel template il tuo logo e utilizza i tuoi colori; cioè i colori che, per esempio, usi sul tuo sito web, nel tuo logo, sui tuoi imballaggi, ecc. Tutti i template si adattano a dispositivi mobili!

È importante che la tua immagine sia riconoscibile il più possibile, ti aiuterà a costruire il tuo marchio, ma fai attenzione a non esagerare quando crei il tuo marchio. Troppi colori e troppi dettagli possono presto diventare eccessivi, perciò attieniti sempre alla regola «meno è meglio» –  puoi sempre aggiungere qualcosa più tardi se vedi che nel tuo template c’è ancora spazio.

Come già detto, l’uso dei template nel sistema Squalo è estremamente facile, per renderlo ancora più semplice abbiamo preparato per te alcune istruzioni aggiuntive, disponibili sul nostro sito.

I template sono un’ottima scelta anche perché ti faranno risparmiare tempo – un buon design ti farebbe sicuramente perdere tempo prezioso e poi dovresti avere anche conoscenze in questo campo.

3°giorno: Crea il modulo di iscrizione alla newsletter

Se vuoi che le persone si iscrivano alla tua newsletter devi dargli questa possibilità. E arrivato quindi il momento di creare il modulo da inserire nel maggior numero possibile di indirizzi internet per poter ottenere il numero massimo di nuovi destinatari.

Naturalmente, con Squalo anche questo passaggio è estremamente facile, per avere più informazioni  visita il nostro sito.

Bisogna dire però che la sola presenza del modulo di iscrizione sul tuo sito web probabilmente non basterà. Sarebbe saggio usare anche le così dette finestre pop up, che suggeriscono in modo più efficace ai tuoi visitatori di iscriversi alla newsletter.

Creare le finestre pop up con Squalo è molto facile. Fai click questo collegamento.

4°giorno: Pubblica il modulo di iscrizione alla newsletter sul tuo sito web e sulle tue pagine dei social media

Il tuo modulo di iscrizione è pronto, è il momento di pubblicarlo su internet. Il primo indirizzo, che deve contenere il tuo modulo di iscrizione, è ovviamente il tuo sito web, ma non dimenticarti neanche dei tuoi social media. I tuoi follower hanno infatti già mostrato interesse verso il tuo marchio e quindi anche interesse verso i tuoi prodotti/servizi, perciò sarà più facile convincerli a seguirti anche tramite email – specialmente se aggiungi qualche piccolo regalino, come per esempio uno sconto o del contenuto gratuito.

Puoi posizionare i moduli di iscrizione ovunque sulla tua pagina web, dove puoi con l’aiuto del contenuto o del materiale grafico indirizzare i visitatori a compilare il modulo. In questo modo l’indirizzo email e gli altri dati dei nuovi destinatari si annoteranno nell’applicazione Squalo automaticamente.

Se hai deciso di utilizzare le finestre pop up, questo sarebbe il momento giusto. Ma tieni in mente che le opinioni degli esperti sull’uso dei pop up sono ancora contrastanti: tutti sono d’accordo sul fatto che i pop up sono uno strumento estremamente efficace, visto che le persone non possono ignorarli, d’altra parte però è vero anche che possono essere molto fastidiosi e possono far scappare i visitatori.

Il nostro consiglio è questo: usa le finestre pop up, ma fallo con cautela. Puoi, per esempio, utilizzare le finestre pop up che appaiono con ritardo, magari quando il visitatore sta leggendo la tua pagina da qualche minuto. Allora il contenuto avrà già attirato la sua attenzione e ci saranno più probabilità che si iscriva alla newsletter.

Un ultimo, ma ottimo stratagemma: offri di più. Le finestre pop up possono essere veramente fastidiose, ma se ci aggiungi qualche offerta interessante, sarà più facile anche per i visitatori tollerarle. Un pop up che chiede solo l’indirizzo email? Irritante. Un pop up che offre contemporaneamente anche un’alta percentuale di sconto per il primo acquisto? Tutta un’altra storia, vero?

Fonte: Tommy Hilfiger

5°giorno: Prepara un’email di benvenuto automatica

Sei del parere che l’email di benvenuto sia solo un’altra delle tante email nella casella dei tuoi destinatari? Beh, allora ti stai sbagliando di grosso. Si tratta infatti di un’email estremamente importante che raggiunge ottimi risultati: un tasso di apertura dei messaggi 4 volte più elevato e un CTR fino a 5 volte superiore. Statistiche da non perdere, vero?

Nella tua email di benvenuto quindi saluta i clienti e inviali quello che hai promesso all’iscrizione alla tua newsletter (codice di sconto, e-book gratuito o qualche altro bocconcino con il quale hai attirato la loro attenzione).

Spiega la frequenza con cui invierai loro i messaggi e cosa ci includerai, racconta qualcosa su di te e sulla tua azienda e alla fine chiedigli di aggiungerti al loro elenco email per prevenire che i tuoi messaggi finiscano nella cartella della posta indesiderata.

Nell’email di benvenuto puoi costruire le basi per un futuro rapporto con il cliente, assicurati quindi di fare del tuo meglio. Non dimenticarti, hai una sola occasione per fare buona impressione, perciò sfruttala. Usa un tono gentile, offri informazioni utili, aggiungi qualche regalino gratuito che i clienti non si aspettano – tutto ciò che farebbe felice te, farà felice i tuoi destinatari.

L’email di benvenuto può essere anche sfruttata in un altro modo: puoi chiedere ai tuoi nuovi destinatari di compilare il loro profilo e confidarti più dati personali, in cambio riceveranno un altro sconto o altri vantaggi. Facendo così prenderai due piccioni con una fava: riuscirai ad ottenere dati preziosi sui tuoi clienti e oltretutto li stimolerai ad effettuare il loro primo acquisto.

E la cosa più importante: assicurati che l’email venga inviata automaticamente ad ogni nuovo indirizzo sulla tua lista d’invio.

Con Squalo ci vorranno solamente pochi minuti, per avere istruzioni dettagliate fai click su questo collegamento. È importante soprattutto se decidi di inviare una serie di email di benvenuto, il processo in questo caso sarà molto più facile ed efficace.

Le email automatiche, chiamate anche autoresponder, fanno un lavoro importante e ti aiutano a mantenere buoni rapporti con i clienti, tu invece (dopo aver preparato i contenuti per questi messaggi) non dovrai più muovere un dito. Come se in ufficio avessi un sacco di persone che lavorano nel marketing – solo che a fine mese non devi preoccuparti del loro stipendio. Non è fantastico?

6°giorno: È tempo di inviare la newsletter!

Ecco, la tua prima newsletter è pronta ed è arrivato il momento di inviarla.

Ma prima, ovviamente, devi assicurati che ogni cosa sia al suo posto, controlla tutto per bene. E solo quando sei sicuro che tutto sia come dovrebbe essere, allora puoi premere solennemente il pulsante dei pulsanti – invia.

Nell’applicazione imposta semplicemente la data e l’ora in cui desideri inviare la newsletter, poi, dimenticati di tutto e vai al mare. Fino al momento in cui dovrai preparare la prossima newsletter, si capisce!

Per concludere

Ecco qua, ce l’hai fatta, hai inviato la tua prima newsletter!

Con ogni newsletter seguente le cose diventeranno ancora più semplici e veloci, perciò in futuro impegnerai sempre meno tempo per l’email marketing. Speriamo che i risultati siano soddisfacenti!

Se avrai bisogno di qualche altro stratagemma o consiglio, visita nuovamente il nostro blog – ogni settimana pubblichiamo un nuovo articolo con informazioni utili sull’email marketing.

 

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10 passi da verificare prima di scegliere il fornitore di email marketing

Tempo di lettura: 05 minuti

 

Non solo per un’azienda piccola, che sta iniziando a formare la propria strategia di email marketing, ma anche per le aziende già affermate, che vogliono diminuire i costi della pubblicità, è fondamentale scegliere il fornitore di servizi di email marketing giusto (Email Service Provider – ESP). Però qual è quello giusto per te? Verifica a cosa devi stare attento durante la scelta e se il fornitore ti può garantire ed offrire:

1. Prezzo del servizio

Uno dei motivi, perché l’email marketing è uno dei metodi pubblicitari più amati ed efficaci è che con il suo aiuto puoi rivolgerti ai tuoi clienti già esistenti e futuri in un modo semplice e senza costi elevati. Verifica i costi del tuo provider di servizi di email marketing e scegli il più conveniente, senza fare un compromesso riguardo l’affidabilità, la sicurezza, l’utilizzo semplice. Indipendentemente dal fatto che le necessità della tua azienda siano grandi o piccole e in quale settore si trovi. E’ importante scegliere il provider giusto e conveniente.

Di solito esistono dei limiti riguardo al numero consentito di destinatari, la quantità dei messaggi inviati e la velocità d’invio dei messaggi. Per questo è necessario che il provider ESP possa adattarsi velocemente alla crescita della tua azienda e abbia a disposizione vari pacchetti, che ti permettano di scegliere quello più adatto a te.

2. Tutela dei dati e affidabilità del servizio

Per la protezione rigorosa Anti-SPAM e altri ostacoli tecnici l’invio di email a scopo commerciale non è così semplice come la classica email, perciò la scelta di un provider di servizi email sicuro e affidabile è essenziale. Con il provider si deve sempre firmare anche l’accordo di non divulgazione dei dati (NDA) che però può essere incluso già nelle condizioni commerciali del provider (come da Squalo). Dobbiamo essere attenti a questo perché oggi molti provider di servizi nella nuvola si comportano come se i tuoi dati appartengano a loro (per esempio Dropbox). I punti essenziali per il livello massimo di sicurezza e rispetto della legislazione sono:

  • sicurezza della tua mailing list e di altri dati,
  • sicurezza delle tue campagne d’email marketing e delle relative statistiche,
  • sicurezza del tuo dominio (reputation), che cosi non finirà sulle cosidette black lists,
  • che i tuoi messaggi non finiscono nella mappa SPAM delle caselle dei tuoi destinatari,
  • tecnologia avanzata ed efficiente,
  • affidabilità dell’applicazione e alta delivarabilitiy dei messaggi.

3. Segmentazione dei destinatari semplice

È importante ascoltare i tuoi gruppi target e rispondergli con un tipo di pubblicità su misura per loro. Puoi ottenerlo aggiungendo nell’applicazione vari attributi (campi su misura), come per esempio sesso, età, acquisti passati, interessi e residenza del destinatario o altre caratteristiche che sono rilevanti per la tua azienda. In base a queste potrai creare vari elenchi ai quali inviare le Newsletter, che sono adattate ai tuoi destinatari target. Verifica sempre, se il tuo provider supporta i campi su misura del destinatario e la loro segmentazione!

4. Creazione dei template

Sicuramente vuoi che le tue Newsletter attraggano anche visualmente i destinatari senza doverti tormentare con i codici HTML e CSS. Perché i tuoi template appaiano perfetti, verifica se l’applicazione ESP contenga già l’uso di template preimpostati che, se necessario, possono essere cambiati con testo e materiale grafico della tua azienda in modo facile e veloce. Un email design efficace e attraente insieme ad un contenuto interessante aiuta infatti che la chiamata all’azione (CTA) sia più evidente e incoraggia così i destinatari a realizzare lo scopo per cui la Newsletter è stata inviata.

Sicuramente è sempre opportuno avere un template proprio, che sembri fatto apposta per noi. Alcuni provider offrono la creazione di template su misura, ma non tutti, perciò devi sempre accertarti di questo in anticipo.

Pensando ai destinatari su dispositivi mobili

Il numero di destinatari che guardano la loro posta con l’aiuto degli smartphone e tablet è in continuo aumento, perciò il tuo futuro ESP deve offrirti anche una forma responsive dei template, in modo tale che la tua Newsletter venga visualizzata in modo corretto sul desktop e sui dispositivi mobili. Verifica anche se l’applicazione ESP permette la visualizzazione di base su dispositivi vari.

5. Possibilità di A/B testing

Verifica se la tua applicazione ESP permette gli A/B o split test, che offrono la possibilità di paragonare due versioni della Newsletter, che possono differire nel titolo, nella forma, nel contenuto, per il tempo d’invio o la parte target del tuo gruppo prova. Scegli la versione della tua Newsletter che otterrà i risultati migliori. Se vuoi sapere di più, clicca qui.

6. Analisi dettagliata dei risultati

L’email marketing si distingue dalle altre forme del marketing diretto anche dal fatto che offre un monitoraggio immediato dei risultati e l’efficacia di varie offerte pubblicitarie in tempo reale. Verifica se il tuo futuro provider di servizi d’email marketing permetta la misurazione del tasso di apertura dei messaggi, dei click sui link all’interno del messaggio, i rimbalzi (»bounce«) e cancellazioni, che misurano l’attività dei destinatari ai messaggi inviati, ma anche una statistica più approfondita e la misurazione delle conversioni finali, come per esempio la comparazione tra i costi e la realizzazione del ritorno economico dell’email marketing (ROI).

I dati così acquisiti sono la base su cui costruire, pianifichare e creare le tue future Newsletter, perciò devi verificare la possibilità di esportare i dati per le analisi avanzate negli strumenti come Excel e SPSS. Puoi leggere di più su cosa si deve misurare in questo articolo.

7. Invio di campagne “drip marketing”

Il marketing graduale (ingl. drip marketing) è un modo per incoraggiate i clienti a collaborare con te. Esempio: Quando si effettua un acquisto online si riceve prima la conferma dell’ordine, dopo la conferma che l’ordine è stato mandato, dopo una settimana la richiesta per valutare il prodotto e per il compleanno un buono per il prossimo acquisto. I primi due messaggi sono transazionali, gli altri due invece di marketing. Questo modo di mandare i messaggi viene chiamato drip marketing. Si distingue dalle Newsletter, perché le Newsletter sono basate sul tempo, il drip marketing invece sulle azioni del destinatario. L’argomento e quali scenari avanzati permette, verrà presto descritto sul nostro blog in maniera più approfondita, perciò ti invitiamo ad iscriverti alle nostre notizie.

Squalo sostiene il drip marketing, ma ti consigliamo di verificarlo anche con il tuo provider. Le cose essenziali sono soprattutto tre:

  • Possibilità di campagne di drip marketing, che dipendono dal ritardo in base all’iscrizione a una lista specifica.
  • Possibilità d’accesso dal software tramite l’interfaccia API per l’iscrizione e cancellazione dalle liste.
  • Possibilità d’accesso dal software tramite l’interfaccia API per acquisire il numero maggiore possibile di dati statistici, sulla base dei quali puoi creare un sistema di scelta per il drip marketing.

 

8. Possibilità d’accesso ai dati tramite l’interfaccia API

L’applicazione ESP deve avere la possibilità di accedere a più dati possibili in modalità programmazione (tramite l’API). Questo ti consente di collegare la tua strategia di email marketing con il tuo sito web, il tuo negozio online e i social network dell’azienda. Così darai la possibilità ai visitatori di registrarsi e iscriversi alle notizie o offerte dell’azienda con l’aiuto di vari moduli online e di aumentare significativamente la tua mailing list. Il tuo nuovo provider deve permettere anche la gestione delle campagne del punto 7, l’avanzato drip marketing e l’accesso a tutte le statistiche per le decisioni commerciali avanzate.

9. Supporto per telefono e email

Si può fare tutto da soli? Esiste il rischio, nonostante tu sia un esperto o no, che forse avrai bisogno della risposta a qualche domanda o dubbio, perciò è consigliabile verificare se hai a disposizione anche il supporto tecnico o te la dovrai cavare da solo.

10. Prova gratuita

ESP provider affidabili ti offriranno con piacere un periodo gratuito, in cui potrai provare l’applicazione e convincerti se sia quella giusta per te. Squalo ti offre 15 giorni di uso gratuito senza impegni, perciò ti invitiamo a provare la nostra soluzione e accertarti, che l’email marketing con Squalo è migliore.

In conclusione

Possiamo concludere riassumendo che al fine di portare a termine una camapgna email di successo è necessario poter contare sul prorpio ESP – Email Service Provider.

Assicurati dunque che ti offra tutto quello di cui hai bisongo, sopratutto un’assitenza constante che ti supporti se dovessi trovare difficoltà nell’utilizzo della piattaforma. Rivolgendoti ad un ESP affidabile costruire una campagna di emailmarketing di successo sarà un gioco da ragazzi.

 

Squalo – la soluzione che ti permette tutto questo

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I messaggi di testo hanno veramente più probabilità di arrivare nella casella di posta dei destinatari rispetto ai messaggi HTML?

Tempo di lettura: 09 minuti

 

Sembra incredibile, vero? Al giorno d’oggi quando tutto sembra girare solo intorno a ciò che è più vivace, più esuberante e più diretto, dei semplici messaggi di testo dovrebbero raggiungere risultati migliori? Ovviamente non è tutto così semplice, ma il fatto è che i messaggi di testo non sono ancora del tutto da buttare.

Questa volta parleremo quindi della differenza tra i messaggi di testo e i messaggi HTML, dei loro vantaggi e svantaggi, dei risultati che raggiungono e anche di – questo sicuramente è ciò che ti interessa di più – quale di questi due tipi di messaggi scegliere. Ma vediamo!

Messaggi di testo e messaggi HTML – cosa sono e qual è la differenza tra loro?

Cominciamo quindi dall’inizio – cosa sono i messaggi di testo e cosa sono i messaggi html? La spiegazione più semplice sarebbe che i messaggi di testo contengono solamente il testo, mentre i messaggi HTML sono quelli che comprendono anche immagini, colori, grafiche e simili. I messaggi HTML sono quindi come dei siti web, i messaggi di testo invece come qualcosa che ci invierebbe un amico.

Semplice, vero? In realtà non lo è. Il fatto è che alcuni messaggi che apparentemente sembrano di testo sono in realtà messaggi HTML– a prima vista sembrano messaggi di testo, come quelli che, per esempio, riceveresti da un amico, non contengono alcun elemento di design e quasi nessun elemento grafico, ma si tratta comunque di messaggi HTML.

Questa versione di messaggi HTML, spesso chiamati anche messaggi ibridi, negli ultimi tempi vengono utilizzati sempre più spesso anche nel mondo del marketing online. Perché? Perché combinano i vantaggi di entrambi i tipi di messaggi e allo stesso tempo superano efficacemente la maggior parte degli svantaggi. Le statistiche dimostrano che il 62 % degli esperti di marketing preferisce utilizzare messaggi ibridi.

Il fatto è che i messaggi di testo vengono percepiti come messaggi personali – danno la sensazione che il mittente si sia preso del tempo per scrivere alcune parole solo per noi. Nel mondo del marketing questo è molto importante siccome le persone reagiscono meglio a dei messaggi personalizzati con l’aiuto dei quali il mittente stabilisce con noi un contatto “unico”. Mentre i messaggi HTML sono visti come troppo generici, come qualcosa che il marchio ha inviato a numerosi destinatari non pensando minimamente a noi come clienti singoli.

Poi c’è anche il fatto che i messaggi di testo generici hanno alcuni svantaggi che vengono superati con facilità dai messaggi ibridi. Tra questi, per esempio, fanno parte la possibilità di tracciare i messaggi, la possibilità di includere link e la possibilità di evidenziare le parti importanti del testo. La combinazione dei due mondi è quindi molto amata per delle buone ragioni.

Bisogna dire che anche i messaggi di testo consentono un certo grado di personalizzazione, come per esempio l’utilizzo dei tag che nel messaggio includono, per esempio, il nome del destinatario. Nel sistema di Squalo puoi inserire questi tag con facilità e garantire così una migliore personalizzazione delle tue email.

Se stai utilizzando il sistema Squalo, allora potrai farlo aggiungendo tag personalizzati.

Se quindi pensi che i messaggi di testo siano completamente privi di funzionalità avanzate, questo non è affatto così– ma è anche vero che i messaggi HTML, ma anche i messaggi ibridi, offrono più possibilità per quello che riguarda il design e la personalizzazione.

Ma in realtà cos’è più efficace?

È difficile rispondere a questa domanda in modo univoco, molto dipende infatti da diversi fattori, ma anche dal fatto che alcune persone dicano una cosa, invece ne fanno un’altra. E cosa significa questo?

Le ricerche hanno dimostrato che le persone nella maggior parte dei casi dicono di preferire i messaggi HTML ma in realtà rispondono meglio ai messaggi di testo. Interessante vero? Due terzi degli intervistati ha affermato di preferire i messaggi HTML con immagini e grafici. Ma come stanno in realtà le cose?

Quando durante la ricerca hanno testato il tasso di apertura con due messaggi diversi, dove uno era un messaggio di testo, l’altro invece un messaggio HTML, hanno scoperto che il tasso di apertura era del 23 – 37 % più alto nei messaggi di testo. Le persone quindi pensano di preferire i messaggi HTML (e forse in realtà è così), ma il fatto è che ai messaggi di testo rispondono molto meglio.

E il CTR? Il click-through rate, che rappresenta il rapporto tra i click e le visualizzazioni, è stato più alto nei messaggi di testo. I messaggi HTML hanno raggiunto un CTR minore anche del 20 %, che in combinazione con un tasso di messaggi aperti più basso raggiunge circa il 50 % di click in meno. Questa invece sì che è una grande differenza, vero?

Ma questo per te cosa significa? Che d’ora in poi dovrai inviare solamente messaggi di testo? Assolutamente no, prima abbiamo detto che il successo dei messaggi dipende da vari fattori. Entrambe le versioni dei messaggi hanno infatti i propri vantaggi e svantaggi, sta a te poi decidere cos’è importante per il tuo business. Per semplificarti il lavoro il più possibile abbiamo analizzato tutti i vantaggi e gli svantaggi di entrambi i tipi di messaggi.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei messaggi di testo e messaggi HTML?

Abbiamo già visto che entrambi i tipi di messaggi hanno i propri vantaggi e svantaggi, mentre i messaggi ibridi sono una via di mezzo. Con l’aiuto della seguente analisi riuscirai a decidere quale tipo di messaggio è più appropriato per il tuo marchio, il tuo prodotto o la tua campagna.

Messaggi di testo – vantaggi e svantaggi

 

Fonte: Engagebay

Fonte: Aweber

I vantaggi dei messaggi di testo

  • Vengono visualizzati nello stesso modo da tutti i client di posta

Non ci sono problemi con immagini mancanti, design distorti o altri inconvenienti. I messaggi di testo vengono visualizzati sempre e dappertutto – anche su dispositivi mobili e smartwatch.

  • Risultano più personali

I messaggi di testo danno la sensazione che l’email sia stata scritta solo per noi. Questo nel mondo del marketing è un risultato notevole che può migliorare notevolmente i risultati di vendita.

  • I messaggi raggiungono ottimi risultati in questo periodo

Le statistiche mostrano che ognuno di noi riceve più di 100 email al giorno. Non c’è da stupirsi quindi che ormai siamo diventati immuni alle email. Ma il fatto è che nella maggior parte dei casi si tratta di messaggi HTML, colorati e appariscenti, perciò i messaggi di testo riescono a distinguersi e raggiungere ottimi risultati.

  • I messaggi si caricano più velocemente

I messaggi di testo contengono solamente del testo e non immagini, video e altri elementi di design, perciò si caricano molto velocemente. Tutti i tuoi destinatari, che hanno una connessione lenta o poco tempo, te ne saranno grati.

  • Sono più veloci e semplici da preparare

Anche se al giorno d’oggi puoi aiutarti con numerosi template, che ti consentono di preparare i messaggi HTML, i messaggi di testo rimangono comunque più veloci e semplici da preparare, se non altro perché non hai bisogno di preparare e cercare anche tutti gli elementi di design.

  • Meno probabilità di errori tecnici

Delle email esigenti con tanto design lasciano anche molto spazio agli errori. Nei messaggi di testo invece quasi non ci sono probabilità di fare errori tecnici, perciò sono più facili anche per chi non è ancora un esperto in questo settore.

Gli svantaggi dei messaggi di testo

  • Sono meno attraenti

Le foto, i video, le grafiche e gli altri elementi di design ovviamente migliorano l’aspetto visivo del messaggio, nei messaggi di testo sfortunatamente non abbiamo a disposizione tutti questi elementi.

  • È più difficile evidenziare la chiamata all’azione

Questo è anche uno dei grandi svantaggi dei messaggi di testo – non abbiamo uno strumento efficace per evidenziare la nostra chiamata all’azione. Tutto infatti dipende solo dalle parole …

  • Ci sono meno possibilità di tracciare i messaggi inviati

I messaggi di testo offrono meno possibilità di tracciare e analizzare i messaggi inviati rispetto ai messaggi HTML, perciò ci sono anche meno feedback e possibilità di migliorare.

Messaggi HTML – vantaggi e svantaggi

 

Fonte: Starbucks

Fonte: Birchbox

I vantaggi dei messaggi HTML

  • Buone possibilità di tracciare i messaggi inviati

I messaggi HTML, rispetto ai messaggi di testo, offrono molte più possibilità di tracciare e analizzare i messaggi inviati, il che ovviamente ci mette a disposizione molti più feedback e possibilità di migliorare le nostre campagne email.

  • Sono più attraenti e permettono di evidenziare i prodotti

I messaggi HTML possono includere numerosi elementi di design perciò già a prima vista sono molto più attraenti e poi permettono di presentare ed evidenziare in modo più chiaro i prodotti con le immagini, video e altri elementi grafici.

  • Consentono di evidenziare la chiamata all’azione

Anche la chiamata all’azione nei messaggi HTML è più visibile visto che possiamo utilizzare diversi colori, caratteri, pulsanti e tutto ciò che solitamente vediamo nelle email di marketing.

  • Consentono di cliccare facilmente sui collegamenti

I messaggi HTML consentono di inserire link integrati che sicuramente sono più belli da vedere ma anche più facili da cliccare.

  • Offrono più possibilità di personalizzare i messaggi

Anche i messaggi di testo offrono alcune opzione per la personalizzazione, ma i messaggi HTML ne hanno a disposizione molte di più.

  • I messaggi possono essere più trasparenti e facili da leggere

I messaggi che contengono del design sono molto più trasparenti, attraenti e facili da leggere. I messaggi HTML con la loro forma sono quindi più piacevoli da leggere rispetto ai paragrafi concentrati dei messaggi di testo. Ciò ti permette anche di inserire nel messaggio più contenuto – nel messaggio di testo la stessa quantità potrebbe sembrare eccessiva.

  • Messaggi con un aspetto più moderno

Dei messaggi con un bel design accattivante hanno un aspetto più moderno, i messaggi di testo invece a volte sembrano stati inviati negli anni 90 del secolo scorso.

Gli svantaggi dei messaggi HTML

  • Alcuni client di posta non ricevono bene i messaggi HTML

Nonostante il progresso tecnologico i messaggi HTML possono ancora incontrare una varietà di problemi con alcuni client di posta elettronica, come problemi di deliverability (di cui parleremo di più in seguito), ma anche altri.

  • Con determinati client le immagini e altre grafiche non vengono visualizzati

Anche questo è uno dei problemi che devono affrontare i messaggi HTML con alcuni client di posta. Determinate immagini e altri elementi di design forse non verranno visualizzati il che potrebbe essere poco piacevole o addirittura poco professionale.

  • Danno l’impressione di essere messaggi generici

Il fatto è che nei messaggi HTML è del tutto chiaro che non sono stati preparati solamente per il destinatario, ma che si tratta di un invio di massa. Questo potrebbe infastidire alcuni destinatari, in ogni caso con un approccio del genere è difficile instaurare un rapporto personale con i potenziali clienti.

Messaggi ibridi

Come abbiamo già detto prima i messaggi ibridi che combinano i vantaggi e gli svantaggi di entrambe le versioni, appaiono invece in questo modo:

Fonte: Aweber

E la deliverability? I messaggi di testo hanno veramente una deliverability migliore dei messaggi HTML?

Sì, il fatto è che con alcuni client di posta elettronica i messaggi HTML vengono recapitati più di rado nella casella di posta in arrivo dei destinatari rispetto ai messaggi di testo. Il problema sono proprio gli elementi, come foto, grafiche e un alto numero di link, a causa dei quali i client di posta (giustamente) li percepiscono come messaggi promozionali o addirittura come posta indesiderata e perciò non vengono recapitati nella casella della posta in arrivo.

Su tutto ciò influisce molto anche la quantità degli elementi HTML nel messaggio. Se ce ne sono pochi il messaggio riesce ad evitare i filtri e arrivare nella casella di posta in arrivo, se invece sono presenti tanti elementi HTML, allora il messaggio finirà nella cartella con contenuti promozionali o addirittura in quella della posta indesiderata.

Ma il fatto è che la deliverability dei messaggi email non dipende da un solo fattore, anzi, ce ne sono tantissimi e poi non sono sempre gli stessi. Un’altra cosa che dovresti considerare è che diversi client di posta elettronica considerano diversi fattori in modi diversi, perciò non esiste un approccio universale che funzioni per tutti.

Se hai una buona reputazione come mittente e se i tuoi destinatari accolgono bene i tuoi messaggi, questo può avere un ruolo molto più importante rispetto all’invio dei messaggi HTML o quelli di testo. Ma siccome di fattori ce ne sono veramente tanti e le opinioni degli esperti sono molto diverse, sarebbe bene non lasciarsi influenzare troppo dai possibili problemi con la deliverability e quindi nella scelta tra messaggi di testo o messaggi HTML.

Per concludere …

Gira e rigira, sembra che anche per l’email valga la regola meno è meglio. Nonostante le numerose limitazioni i messaggi di testo in molti casi raggiungono risultati migliori e sono più amati dai destinatari – anche se loro potrebbero dire diversamente.

Ma resta il fatto che i messaggi di testo non sono adatti a tutti i marchi e nemmeno per tutte le occasioni o tutte le campagne. La chiave per il successo è quindi riconoscere il momento giusto per i messaggi HTML e il momento giusto per i messaggi di testo, e poi combinarli per raggiungere i migliori risultati. Ovviamente anche in questo settore, come del resto anche negli altri settori del marketing, l’elemento chiave è fare dei test. Forse scoprirai che i tuoi destinatari rispondono meglio ai messaggi di testo invece che a messaggi HTML, o viceversa. In ogni caso fare ragionamenti senza prove concerete non ha alcun senso, prima di prendere la decisione finale fai dei test con entrambe le versioni dei messaggi.

 

Qualsiasi cosa tu scelga e qualsiasi tipo di messaggio tu decida di inviare, la piattaforma di Squalo ti aiuterà il più possibile. Con l’aiuto del nostro sistema potrai inviare con facilità entrambi i tipi di messaggi e la cosa migliore è che puoi cominciare subito e fare così il primo passo nella direzione giusta!

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Comunicazione via email sul posto di lavoro

Tempo di lettura: 09 minuti

 

Negli articoli precedenti abbiamo scoperto che l’email è tutt’altro che morta e che oggi giorno gioca un ruolo importantissimo nella comunicazione quotidiana. Ma avevamo parlato soprattutto di email marketing. Oggi analizzeremo questo argomento da un’altra prospettiva: e cioè quanto l’email sia fondamentale per la comunicazione all’interno di un’organizzazione.

Bisogna ammetterlo, l’email ci fa perdere un sacco di tempo – si potrebbe anche dire fin troppo. Nell’articolo precedente abbiamo spiegato che un dipendente medio dedica gran parte della sua giornata lavorativa alla sua casella di posta elettronica, il che, siccome molti messaggi non sono per niente urgenti, è una cosa estremamente improduttiva.

Se desideri migliorare la tua comunicazione nell’ambito dell’email, fare un passo in avanti nella tua organizzazione e risparmiare a tutti i tuoi dipendenti tanto tempo prezioso, abbiamo preparato per te alcuni stratagemmi estremamente utili per instaurare una comunicazione efficace via email sul posto di lavoro. Ma cominciamo dall’inizio …

1. L’email rimanere lo strumento principale di comunicazione nella maggior parte delle organizzazioni

Le riunioni giocano un ruolo importante, perciò le nuove tecnologie che conquistano il mondo spesso vengono usate anche nelle organizzazioni, ma la regina della comunicazione nella maggior parte delle aziende rimane l’email. In che modo vi mettete d’accordo sulle questioni in azienda? Sì, via email!

Lo confermano anche le statistiche. Al lavoro un utente medio riceve e invia circa 110 messaggi al giorno. Tu ne invii meno? Anche gli altri: di questi 110 messaggi infatti circa 75 sono i messaggi ricevuti. Ma non ti preoccupare, non devi leggerli tutti: in media sono 62 i messaggi davvero utili, 13 invece vengono recapitati nella casella della posta indesiderata.

Ma se i messaggi inviati sono solo 35, mentre quelli ricevuti circa 75, come mai questa differenza? Certo, ci sono persone che inviano più di 35 messaggi (sicuramente anche tu avrai un collega molto simpatico che continua a inviare messaggi banali), alcuni messaggi poi sono destinati a più di un solo destinatario (ad alcuni piace mettere nel campo CC semplicemente tutti i dipendenti dell’azienda),una parte significativa dei messaggi invece fa parte delle newsletter interne.

La newsletter all’interno dell’organizzazione?

Sì! La newsletter sta diventando sempre più popolare anche nella corrispondenza interna, non solo per la comunicazione con i clienti. Il primo vantaggio è che si tratta di uncanale già esistente(in azienda sicuramente tutti hanno un indirizzo email professionale), oltretutto tutti i destinatari controllano regolarmente la loro casella di posta – o almeno dovrebbero. Un altro vantaggio è che nell’email puoi includere diverse forme di contenuto, testi, immagini, video o altro, e poi una

comunicazione regolare via email ti consente di informare in modo chiaro e trasparente tutti i dipendenti della tua organizzazione.

Se i tuoi dipendenti riceveranno aggiornamenti sulle attività all’interno della tua azienda, sarà più semplice per loro perseguire l’obiettivo comune e lo faranno in modo più efficace. È importante anche informarli tramite newsletter sulle nuove tendenze e sugli sviluppi nel tuo settoreper istruirli in modo che possano fare meglio il loro lavoro.

Un altro incredibile vantaggio della newsletter interna è che saprai esattamente quanti dipendenti hanno aperto il messaggio e quanta attenzione gli hanno dedicato. Potrai scoprire anche quali sono gli argomenti che più li interessano per offrire contenuti migliori, ancora più rilevanti in futuro.

2. Ma la gente veramente legge ancora le email?

Certo. Inoltre molti di loro utilizzano il proprio indirizzo email personale a scopi lavorativi. Questo cosa significa? Che utilizzano la loro email personale per leggere questioni di lavoro e che dal proprio indirizzo inviano anche email professionali.

Le ricerche dimostrano che 4 persone su 10 utilizzano l’indirizzo email personale a scopi lavorativi. Il 16 % delle persone inoltra la posta professionale anche sulla propria email privata. In entrambe le categorie sono in testa gli uomini: il 42 % degli uomini utilizza l’email privata a scopi professionali (rispetto al 34 % delle donne) e il 21 % degli uomini inoltra la posta professionale sull’email privata (rispetto al 15 % delle donne). Il sesso non è l’unico fattore a giocare un ruolo importante, ma è interessante anche l’influenza dell’età.L’email privata viene utilizzata a scopi lavorativi soprattutto dai più giovani e i più anziani: il 62 % nella fascia di età tra i 18 e i 24 anni, mentre il 41 % per gli over 65. Nelle fasce di età intermedie, dai 35 ai 64 anni, la percentuale varia dal 23 al 33 %.

L’email perciò non è solamente molto popolare, tante volte la posta professionaleriesce ad invadere la nostra vita privata– anzi, siamo noi a lasciarla entrare. Anche se per vari motivi questa non è una cosa buona, dall’altra ciò dimostra che l’email è un media estremamente importante al quale bisognerebbe dare la giusta attenzione anche all’interno dell’azienda.

3. Come migliorare la comunicazione via email all’interno della tua organizzazione?

Ora che conosci l’importanza di una buona ed efficace comunicazione all’interno della tua organizzazione, vediamo come migliorarla ulteriormente.

1. Lascia che il titolo dell’email parli da sé

Lo abbiamo già detto, ogni giorno riceviamo un sacco di messaggi email – alcuni sono rilevanti, altri invece no. Poi ci sono messaggi molto importanti, ma non in quel determinato momento. È fondamentale cheil destinatario riesca a capire di che categoria si tratti già dal titolo.

Se nel titolo scrivi, per esempio«Ciao!» o «Domanda», il destinatario non avrà la minima idea di cosa si tratta, perciò dovrà aprire il messaggio perdendo tempo prezioso durante il lavoro – mentre tu volevi solamente fargli sapere che nella stampante non c’è più carta e che ne hai ordinata della nuova. E d’altra parte: forse nel tuo messaggio c’è qualche informazione importantissima ma a causa del titolo potrebbe essere ignorata.

Quando scrivi il titolo dell’email devi essere quindi chiaro e concreto. «Dati per il report del dipartimento acquisti 2019» o «Invito alla riunione di martedì, 15/6/2020» sono esempi di titoli efficaci che annunciano il contenuto del messaggio.

2. Scegli le tue parole con attenzione

Nella comunicazione scritta succede spesso che le parole vengano percepite con un tono più aspro di quanto siano state pensate. Se aggiungiamo il fatto che solitamente le email vengono scritte in fretta, il nostro messaggio potrebbe apparire alquanto scortese, nonostante questa non fosse stata la nostra intenzione.

Quando scrivi i messaggi devi essere gentile, se invece hai bisogno di affrontare qualche argomento più delicato, sarebbe meglio utilizzare il telefono. L’email è un ottimo strumento, ma sfortunatamente non appropriato per tutte le situazioni.

3. Scrivi e poi correggi

È vero, non stai scrivendo un saggio, né un articolo scientifico, ma se invii un messaggio senza capo né coda, pieno di errori di battitura ed errori grammaticali, nessuno ti prenderà sul serio. Non importa quanto tu sia occupato o quanta fretta tu abbia – un messaggio email scritto in modo sensato e grammaticalmente correttoè la base di una comunicazione professionale di cui non si può fare a meno.

4. Tieni in mente che anche il tempo del destinatario è prezioso

Come ti senti quando ricevi un messaggio dove il mittente spiega in lungo e in largo qualcosa che poteva dirti in una frase o due? Abbastanza infastidito, vero? Ecco, vale lo stesso anche per le persone alle quali mandi i messaggi tu.

Quando scrivi un’email devi considerare che anche il destinatario forse non ha tempo e che vorrebbe conoscere il più presto possibile l’essenza del tuo messaggio, assicurati che ciò succeda.

5. Attenzione a quando usi gli emoji

Gli emoji oggi giorno sono molto popolari nella comunicazione, soprattutto nei messaggi brevi e nelle applicazioni per la comunicazione, ma ciò non significa che siano accettabili anche nella comunicazione professionale via email. Se scrivi a un collega con il quale hai confidenza, non c’è niente di male a utilizzare qualche emoji (ma tieni in mente che potrebbe inoltrare la tua email a qualcun’altro), in tutti gli altri casi sarebbe meglio evitarli.

Forse pensi che usando gli emoji l’atmosfera sia più piacevole e il messaggio più gentile, ma non è così. Le ricerche hanno dimostrato che chi invia tanti emoji dà l’impressione di essere una persona meno capace, ma non più gentile.

6. Non dimenticarti dell’allegato

Quante volte ti è successo di ricevere un messaggio nel quale il mittente annunciava la presenza di un documento in allegato – ma l’allegato non c’era. Certo, non è niente di grave, ma il fatto è che in questo modo si perde un sacco di tempo prezioso. Prima devi prenderti del tempo per comunicare al mittente che l’allegato non c’è, questi poi deve prendersi del tempo per cercarlo e inviartelo.

Fai attenzione al numero e alla dimensione degli allegati. Se vuoi inviare una grossa quantità di documenti, sarebbe meglio unirli comprimendoli in una sola cartella che il destinatario potrà salvare più facilmente, se invece vuoi inviare un file di grandi dimensioni, sarebbe meglio farlo in forma di collegamento a un servizio cloud per l’archiviazione dei dati per non occupare troppo spazio nella casella di posta del destinatario

Un’altra cosa: se includi un allegato ricordati di avvisare il destinatario nel messaggio, in caso contrario potrebbe ignorarlo.

7. Dedica attenzione anche al saluto finale

Cordiali saluti è un modo perfettamente accettabile per congedarsi dal destinatario, ma dedicare ai saluti un po’ più di attenzione certo non guasta. Se il messaggio contiene una richiesta per il destinatario, sarebbe bello ringraziarlo alla fine, se invece si tratta di un altro genere di contenuto puoi augurare al destinatario una bella giornata o un bel weekend.

Nel congedarti fai attenzione soprattutto a non essere troppo affettuoso o amichevole («Ciao» o «Ci sentiamo» nelle email professionali potrebbe sembrare troppo confidenziale), ma neanche troppo ufficiale e formale – alla fin fine non stai scrivendo alla regina di Inghilterra, ma a un collega.

8. Usa una firma professionale

Una firma professionale, che il tuo client aggiunge automaticamente alla fine del messaggio, ti farà risparmiare del tempo. Primo perché non dovrai continuamente scrivere il tuo nome e secondo perché il destinatario della tua email riceverà tutti i dati di cui ha bisogno per contattarti; il tuo indirizzo email ce l’ha già, ma forse non ha il tuo numero di telefono.

Fai attenzione a non includere troppi dati. Non c’è nessun bisogno di inviare ai tuoi colleghi anche le tue citazioni preferite, la tua foto e i collegamenti a tutti i social media dove hai un profilo attivo

E qui vorremmo fare un’altra osservazione, ai destinatari non interessa minimamente da che tipo di dispositivo stai inviando il messaggio, perciò «Sent from my iPhone e avvisi del genere è meglio risparmiarseli.

9. Controlla tre volte di aver scritto correttamente il nome del destinatario

Gli errori di battitura li facciamo tutti, ma se sbagliamo a scrivere il nome del destinatario questa è veramente una cosa imbarazzante. Il destinatario penserà che eravamo distratti e che di lui non ce ne importa un bel niente. Qualche errore può succederesoprattutto con i nomi stranieria cui non siamo abituati e che il programma per il controllo ortografico sottolinea comunque, anche se sono scritti in modo corretto, perciò ci stiamo meno attenti.

Quando utilizzi i nomignoli fallo con prudenza. Non puoi presupporre che il destinatario utilizzi una versione abbreviata del suo nome; utilizzarla potrebbe essere inappropriato. Forse il modo migliore e più sicuro è copiare semplicemente il nome del destinatario dalla sua firma alla fine del messaggio, ed evitare così di fare errori imbarazzanti.

10. Rispondi alle email

Forse questo ti sembrerà scontato, ma sempre più spesso non lo è. È importante quindi rispondere al messaggio in un determinato periodo di tempo (solitamente nell’arco di 24 ore) se questo non è possibile invia almeno una risposta per informare il mittente di aver ricevuto il messaggio e di quando hai intenzione di rispondergli. Così saprà quando aspettarsi la risposta, cioè le informazioni che ha chiesto.

Se il messaggio non richiede nessuna risposta, sarebbe giusto comunque rispondere per informare il mittente di aver ricevuto il messaggio – specialmente se questo contiene informazioni importanti.

11. Tieni presente che a volte l’email è meglio non inviarla

Sei di fretta e hai bisogno subito di informazioni? Allora chiama direttamente il tuo collega, così otterrai le informazioni di cui hai bisogno in modo più veloce ed efficace. Vuoi chiedere al tuo capo un aumento? Non discuterne tramite email, fissa un appuntamento. Devi licenziare un dipendente? Sì, non è una cosa semplice e il modo più facile sarebbe inviare un’email, ma ciò non è affatto appropriato – è una cosa di cui bisogna discutere faccia a faccia.

12. Assicurati di aver inviato il messaggio a tutti i destinatari

Anche questa una delle ragioni per cui le aziende decidono di utilizzare la newsletter. In teoria potresti anche aggiungere i destinatari nell’intestazione appropriata e inviargli il messaggio – per inviare la newsletter non hai bisogno di nessun sistema particolare. Ma siccome tutti siamo solo esseri umani e le cose ce le dimentichiamo, spesso ci dimentichiamo di aggiungere qualche destinatario sulla lista.

E questo può portare a non poche complicazioni. Se le persone non vengono informate, il lavoro non viene eseguito, questo può causare ritardi inutili nelle tue attività e di conseguenza anche costi elevati.

E poi c’è lo scenario peggiore: se aggiungi i destinatari manualmente puòsuccedere che l’email la riceva anche qualcuno a cui non era destinata. I segreti commerciali escono presto dalla cerchia più stretta, perciò controlla sempre di aver scelto i destinatari giusti.

Per concludere

L’email è uno strumento estremamente potente nel mondo della comunicazione e anche se siamo perfettamente consapevoli del ruolo che svolge nell’email marketing a volte dimentichiamo di quanto siaimportante anche nella comunicazione interna. Una comunicazione adeguata e chiara all’interno di un’azienda o organizzazione gioca un ruolo chiave per il successo commerciale, perciò è importante che tutti, dal primo all’ultimo, conoscano le basi dell’uso efficace della posta elettronica.

Le regole di base ora le conosci, ti suggeriamo però di pensare a cos’altro potresti fare per aggiornare e sfruttare al massimo il sistema email nella tua azienda. Forse potresti usare la newsletter che rappresenta uno degli strumenti per la comunicazione interna più efficaci negli ultimi periodi.

L’email infatti è semplice ed estremamente efficace perciò sarebbe un peccato non sfruttare tutto il suo potenziale. Con alcuni semplici provvedimenti potrai migliorare notevolmente la comunicazione all’interno dell’azienda e di conseguenza anche l’efficacia e il successo del tuo marchio, e questo alla fin fine è l’obiettivo più importante.

 

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L’email è davvero morta? Ma neanche per sogno!

Tempo di lettura: 09 minuti

 
Ogni volta che compare un nuovo media, un nuovo modo di comunicazione o una nuova tecnologia, si pensa subito che tutto il resto verrà presto dimenticato. Probabilmente l’avrai già sentito dire un sacco di volte: che l’email è morta e che è stata sostituita da altri modi di comunicazione, ma questo è solo un mito – le statistiche dimostrano esattamente il contrario. L’email è ancora viva e vegeta e in alcuni aspetti anche più pratica e popolare che mai.

Facebook, marketing via SMS e l’ultimo trend, TikTok – ognuno di questi avrebbe dovuto sostituire l’email e farla cadere nell’oblio, invece è successo proprio il contrario. Tutte le nuove tendenze con il tempo sbiadiscono o perdono una gran parte della loro popolarità, i messaggi email invece continuano ad arrivare nelle nostre caselle di posta, e questo non è tutto –vengono anche letti regolarmente. L’email quindi non è affatto morta, anzi!

1. Chi dice che l’email sia morta?

Se fino ad ora eri convinto che l’email avesse già da tempo raggiunto il suo apice (e anche il suo declino), probabilmente non ci crederai sulla parola. Non ce lo aspettavamo nemmeno, perciò abbiamo raccolto alcune statistiche interessanti con l’aiuto delle quali potremo confermare che l’email è ancora viva e vegeta.

1. Con che frequenza le persone utilizzano l’email?

Molto spesso. Potremmo addirittura dire che la maggior parte di noi sia ossessionata con la posta elettronica. Una ricerca, condotta negli USA, ha dimostrato che l’84 % degli intervistati controlla la propria casella di posta almeno una volta al giorno. Tra tutti gli intervistati la percentuale più alta appartiene a chi controlla la sua casella da 2 a 5 volte (il 36 %), seguono quelli che controllano la posta una volta al giorno (21 %), al terzo posto invece ci sono quelli che controllano la propria casella di posta da 6 a 10 volte al giorno (il 12 % degli intervistati).
Nella ricerca sono state incluse tutte le fasce di età, perciò potrebbe sorgere un dubbio; i risultati sono dovuti alla percentuale degli anziani intervistati che non conosce ancora bene le nuove tecnologie. Ma questo non è affatto vero: il 95 % degli intervistati, che in base all’età fanno parte della generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012) e la generazione millenial (nati tra il 1981 e il 1996), hanno affermato che la loro email è una parte importante della loro vita.

2. E Facebook invece?

Chi sostiene che l’email sia morta sostiene anche che questa si astata o sarà sostituita da media più grandi, come per esempio Facebook. Ma le statistiche dicono che non è affatto così. Vediamo cosa dicono i numeri.
Negli ultimi anni il numero degli utenti di Facebook sta diminuendo – vale soprattutto per gli utenti più giovani. Nella fascia di età tra i 12 e i 34 anni, per esempio, la percentuale di utenti negli ultimi anni è scesa dal 79 % nel 2017 al 67 % nel 2018 e solo al 62 % nel 2019. La percentuale degli utenti nelle altre fasce d’età continua a rimanere uguale o scende di poco, d’altra parte la percentuale degli utenti che vanno dai 55+ nel 2019 è addirittura cresciuta di qualche punto.
Facebook quindi non sta guadagnando popolarità, anzi, in alcune fasce di età la percentuale sta diminuendo in modo significativo. Le ragioni sono diverse, tra quelle maggiormente citate c’è quella del linguaggio ostile e delle notizie false, ma anche il fatto che su Facebook ci sia sempre più pubblicità e sempre meno contenuti utili.

3. Qual è la prima cosa a cui pensi quando apri gli occhi?

All’email! Sembra incredibile, ma è vero. Una delle prime cose a cui pensiamo quando ci svegliamo la mattina è proprio la casella di posta – tutto il resto arriva dopo. Le statistiche per esempio hanno dimostrato che nella maggior parte dei casi le persone la mattina pensano a controllare la casella di posta (58 %), alcuni invece prima aprono il browser (20 %) e solo al terzo posto ci sono i social media (ad aprirli è il 14 % delle persone).

2. I nuovi media arrivano e poi se ne vanno – l’email invece resta

Quanti sono i trend che hai visto nascere nella tua vita – e poi scomparire tutto ad un tratto?
Tanti, vero? Ogni nuovo media arriva con un grande boom e sembra prevalere e sconfiggere tutti gli altri media esistenti. Ma come vedi di solito succede proprio il contrario.
Ti ricordi ancora del Tamagotchi? Tutti lo abbiamo avuto e tutti ci siamo presi tanta cura di lui (beh, almeno la prima settimana, poi un po’ meno …) – ma conosci qualcuno che ce l’ha oggi? No, vero? E sicuramente ti ricordi quando qualche anno fa tutti correvano in giro a cercare i Pokemon. Quante persone conosci che lo fanno oggi? Non tanti, vero?
Le nuove tendenze arrivano e se ne vanno e anche se oggi in un primo momento ci pervadono completamente questo entusiasmo non dura mai. La popolarità dell’hit del momento, TikTok, cresce di giorno in giorno e il numero dei suoi utenti continua ad aumentare. La domanda è, quanto tempo durerà …
Ti ricordi per esempio di Snapchat? Un’applicazione amata anche oggi giorno, che ha raggiunto una popolarità incredibile e per un po’ sembrava che dovesse diventare la nuova hit del momento. Ma anche quando il numero degli utenti aumentava a dismisura, il numero degli utenti dell’email era comunque maggiore. Quando tra il 2014 e il 2017, per la fascia di età dai 12 ai 17 anni il numero degli utenti di Snapchat è aumentato dal 39 % al 67 %, il numero degli utenti email nello stesso periodo e per la stessa fascia di età è cresciuto dal 69 % al 82 % confermandosi in testa alla calssifica.

1. E gli altri media?

Facebook, ma anche qualche altro media, come per esempio LinkedIn, che registra una crescita graduale, ma costante (anche se in base alle caratteristiche, ma soprattutto per lo scopo, si differenziano dagli altri social media), sono un’eccezione. Non si tratta di due idee effimere, che in un solo giorno sono diventate una hit e poi sono scomparse velocemente. Ma anche questo non significa che abbiano qualche probabilità di sconfiggere l’email.
Facebook, il numero uno tra i social media e il più grande concorrente della posta elettronica, negli ultimi anni sta perdendo utenti, come già menzionato. All’email questo non succede: il numero degli utenti sta crescendo piano, ma in modo consistente e sembra che sarà così anche in futuro.

2. Sono veramente sempre più gli utenti email?

Sì, è vero. E i numeri sono veramente incredibili. Nel 2018 nel mondo c’erano 3,8 miliardi di utenti email, il che significa che più della metà del pianeta utilizza la posta elettronica. In confronto, nel 2017 c’erano 3,7 miliardi di utenti, gli esperti prevedono che fino al 2022 il numero crescerà fino ad arrivare adirittura a 4,2 miliardi.
Le tendenze mostrano che il numero degli utenti ogni anno aumenta del circa 3 %, significa 100 milioni di nuovi utenti ogni anno. E c’è ancora chi pensa che l’email sia morta …
Anche nell’Unione Europea i risultati sono simili al resto del mondo. Il numero di utenti è in costante crescita: nel 2007 l’email veniva utilizzata dal 48 % di tutta la popolazione tra i 16 e i 78 anni, nel 2018 questo numero è salito al 73 %.

3. Quanti indirizzi email esistono?

La maggior parte di noi ha più indirizzi email, solitamente uno per lavoro e uno privato, ma possiamo averne anche altri: per iscriverci a diversi giochi a premi per esempio, o per il lavoro in qualche associazione o altri scopi privati. Anche la statistica lo dimostra: un utente medio ha 1,75 indirizzi di posta elettronica. Considerando qualche eccezione, la maggior parte delle persone ha quindi 2 indirizzi email.
Ma questo non è stato sempre così. Il numero degli indirizzi email esistenti cresce più rapidamente rispetto al numero degli utenti. Nel 2015 per esempio esistevano 4,4 miliardi di indirizzi email, nel 2010 invece «solamente» 2,9 miliardi. Non solo sta aumentando il numero degli utenti, ma l’email viene usata anche sempre più spesso.

4. Quanto spesso usiamo la posta elettronica?

Molto spesso. Le statistiche rivelano che nel 2018 sono stati inviati ogni giorno circa 281 miliardi di messaggi email. Le tendenze mostrano che questo numero continuerà ad aumentare: si calcola che nel 2022 ogni giorno verranno inviati addirittura 333 miliardi di messaggi.

5. Quanti sono però i messaggi che vogliamo effettivamente leggere?

Il fatto è che tutti riceviamo un sacco di posta indesiderata, nonostante la sua percentuale stia diminuendo di anno in anno o nonostante il fatto che in alcuni segmenti almeno non stia aumentando. Nel 2009 per esempio il 94 % di tutti i messaggi era rappresentato dalla posta indesiderata, oggi questa percentuale è scesa al 67 %. Più della metà dei messaggi email che riceviamo quindi è indesiderata.
Una curiosità: la maggior parte della posta indesiderata, il 12 %, arriva dalla Cina. Al secondo posta ci sono gli USA con il 9 %, al terzo posto invece la Germania con il 7 % di posta indesiderata.

6. E questo il motivo che ci fa percepire l’email come invadente?

Ti sorprenderà, ma non è così! Anche se ogni giorno riceviamo tantissimi messaggi che in realtà non vogliamo, le ricerche dimostrano che la posta elettronica rimane per tutti noi la scelta migliore per la comunicazione con i marchi. Il 61 % degli intervistati preferisce che i loro marchi preferiti li contattino tramite posta elettronica, poi c’è il 5 % che preferisce i social media e i messaggi SMS. Sono ancora meno popolari le chiamate telefoniche, preferite solamente dal 4 % degli intervistati.
In altre ricerche la percentuale di quelli che preferiscono ricevere i contenuti promozionali tramite email è più alta, anche più del 70 %. Ciò dimostra che ancora oggi la posta elettronica è estremamente efficace e popolare come strumento di vendita.

3. E i risultati di vendita concreti?

Abbiamo già menzionato prima che l’email continua ad essere uno strumento di vendita estremamente efficace – ma quanto è efficace rispetto agli altri social media? Molto. Le ricerche hanno dimostrato che l’email favorisce la maggior parte dei fattori che giocano un ruolo chiave per i tuoi successi di vendita.
Ma andiamo per ordine. I dati sono del 2018, perciò fino ad oggi ci sono ovviamente stati dei cambiamenti, ma comunque – in base a ciò che è stato detto – probabilmente a favore dell’email.

1. Numero di utenti

Abbiamo già detto che al mondo ci sono circa 3,8 miliardi di utenti email: Facebook d’altra parte ha 2,2 miliardi di utenti. Già qui si vede la differenza.

2. Uso quotidiano

La maggior parte di noi utilizza sia l’email che Facebook ogni giorno, nonostante ciò c’è una differenza significativa nell’intensità dell’uso. Su Facebook per esempio gli utenti creano 710 milioni di attività al giorno, tra le quali ci sono pubblicazioni, messaggi e condivisioni. Sembra tanto, vero? Ma non lo è rispetto ai 280 miliardi di messaggi email che ogni giorno vengono inviati nel mondo …

3. Portata

La portata organica su Facebook negli ultimi tempi è diminuita a causa del nuovo algoritmo che ha cambiato la visualizzazione delle pubblicazioni. Nel 2012 la portata organica di Facebook era del 16
%, nel 2018 invece solo del 2 %.
L’email non dipende da questo tipo di algoritmi, perciò la sua portata viene definita dalla deliverability dei messaggi email. Su base globale per l’anno 2018 ha raggiunto circa l’85 %, oltretutto continua ad aumentare. E cosa significa questo nella prassi? Se hai per esempio un gruppo Facebook con 50.000 Mi piace e pubblichi un contenuto, questo verrà visto da circa 1000 – 3000 dei tuoi follower. Se invece hai un elenco di invio con 50.000 indirizzi email e invii a tutti un messaggio, questo verrà recapitato in 42.500 caselle di posta. Una bella differenza, vero? Certo, in entrambi i casi c’è la probabilità che i tuoi destinatari non leggano il contenuto, ma questa è un’altra cosa …

4. Il CTR

Il CTR ovvero il Click-Through-Rate (grado dei click) è uno dei fattori importanti con cui si misura l’efficacia del marketing. Su Facebook per esempio è del 0,9 %, mentre per l’email raggiunge il 5,86 %. Un’altra vittoria per l’email!

5. Conversione

L’email è quindi più efficace in diversi campi, ma vediamo adesso anche il punto più importante: quante sono le persone che effettuano l’acquisto per via di un messaggio promozionale su Facebook o sull’email? Anche qui l’email vince nettamente: in un sondaggio il 66 % dei consumatori ha affermato di aver effettuato l’acquisto dopo aver ricevuto un messaggiopromozionale tramite email, solamente il 20 % invece ha detto di aver fatto l’acquisto dopo aver visto lo stesso messaggio su Facebook.

Vale ancora la pena utilizzare l’email?

Giudica tu stesso, noi, in base ai numeri sopra elencati, pensiamo di sì. Il mito che l’email sia morta ovviamente non è esatto, anzi, l’email continua ad essere la regina e la sua popolarità aumenta ogni giorno. Nel tuo lavoro quindi vale e come la pena utilizzare l’email, questa infatti porta al migòiore dei risultati.
Ciò non significa che devi dimenticarti di tutti gli altri media. I social media, che molte volte sono solo di passaggio, quando sono al loro apice possono essere estremamente popolari, perciò non nuoce investire tempo e denaro anche in questi. Ma la tua arma principale dovrebbe rimanere l’email. Oltre ad essere estremamente conveniente dal punto di vista economico, è (e lo sarà anche il prossimo anno) molto efficace anche dal punto di vista delle vendite

 

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L’email marketingè una cosa abbastanza semplice, ma ciò non significa che non sia soggetta a determinate regole. Anche nell’email marketing bisogna rispettare alcune regole di base, in caso contrario i nostri errori potrebbero costarci caro. Quali sono gli errori che facciamo più spesso e quali sono invece quelli che possono avere gravi conseguenze?

Siamo andati ad analizzare una serie di newsletter, inviate e ricevute, e abbiamo poi preparato una breve lista degli errori più comuni che andrebbero assolutamente evitati nell’email marketing. Questo ti aiuterà a migliorare le tue campagne di email marketing e di conseguenza anche i tuoi risultati commerciali. Ma vediamoli insieme!

Errore #1: Inviare messaggi email manualmente invece di utilizzare uno strumento per l’email marketing

Forse pensi che agli inizi non ci sia niente di sbagliato nel inviare le tue newsletter manualmente; scrivi un’email e poi la mandi ai tuoi destinatari tramite il tuo client di posta elettronica. E se ti ricordi pure di scrivere gli indirizzi email nella casella della copia nascosta, allora avrai anche la sensazione di essere diventato già un vero e proprio genio dell’email marketing.

Ma sfortunatamente, inviare le email in questo modo, non è una grande idea. Tutto è più complicato, ci sono meno possibilità di organizzare i messaggi in modo semplice e veloce, e poi c’è sempre la probabilità di fare errori. Un altro svantaggio è che non potrai seguire le statistiche che nell’email marketing sono di vitale importanza.

Come puntini sulle i: è importante anche il fornitore che scegli. Tutti offrono più o meno la stessa cosa: uno strumento per l’email marketing. Ma il fatto è che alcuni offrono più servizi di altri. Fai attenzione soprattutto che l’editor sia facile da utilizzare, che il sistema offra un analisi dettagliata dei risultati e che il fornitore ti garantisca un buon supporto e una prova gratuita.

Errore #2: Inviare messaggi email senza il consenso degli utenti

Solo perché in passato le persone hanno effettuato un acquisto nel tuo negozio non significa che puoi inviargli messaggi di email marketing. Se qualcuno ti confida la sua email, ma non ti dà il permesso esplicito per l’invio delle newsletter, è una cosa che devi rispettare. Non solo perché è giusto così e perché è l’unico modo per mantenere buoni rapporti con i clienti – ma anche perché lo dice la legge.

Questo è anche il motivo per cui utilizzare liste di indirizzi email comprati è una pessima idea. Si tratta per lo più di indirizzi di persone che non si sono mai iscritte alla tua newsletter. Non solo è probabile che la tua offerta non gli interessi minimamente, ma c’è anche il pericolo che tu abbia problemi legali. Non dimenticarti che tutti i tuoi messaggi devono contenere un collegamento che permetta ai destinatari di cancellare l’iscrizione dalla newsletter.

Come determinare e raccogliere i consensi dei destinatari esistenti

Per saperne di più su come impostare i consensi nell’applicazione di Squalo, leggi questo articolo.

Errore #3: Inviare la newsletter dall’indirizzo email personale

Oggigiorno la registrazione di un dominio personale è una cosa estremamente facile che viene a costarti circa 10 € all’anno, perciò è assolutamente inaccettabile e poco professionale inviare messaggi di marketing dalla tua email di Gmail o Yahoo.

Utilizzare un tuo dominio personale ti aiuta a costruire e rafforzare il tuo marchio, oltretutto diminuisce la possibilità che il tuo messaggio venga recapitato nella cartella di posta indesiderata. E poi ha un altro vantaggio importante: il dominio, ovvero l’indirizzo email, dal quale è possibile individuare subito il mittente, aumenta in modo significativo anche il tasso di apertura dei messaggi.

Errore #4: Non assicurarsi che il dominio sia autenticato

L’autenticazione del dominio è un processo che serve a confermare l’autenticità del dominio sul server del fornitore di servizi per l’invio di messaggi email. Questo servizio potrà poi inviare messaggi a tuo nome, l’autenticazione invece aiuterà a prevenire che i tuoi messaggi vengano recapitati nella casella di posta indesiderata.

Sembra complicato? In realtà non lo è – almeno non per te. La maggior parte dei fornitori ti darà istruzioni dettagliate su cosa e come fare e perciò l’intero processo ti ruberà solo pochi minuti.

Poi dovrai aspettare qualche ora affinché l’autenticità del tuo dominio venga confermata e poi potrai cominciare a inviare i tuoi messaggi email.

Scopri come modificare il record SPF per determinare chi può inviare per conto del tuo dominio. Se sei un utente del sistema Squalo, devi aggiungere l’autorizzazione per il dominio squalomail.com al tuo record SPF. Puoi leggere di più su come modificare un record SPF qui.>

Errore #5: Fare una pessima figura con il titolo (oggetto) del messaggio

Il titolo (l’oggetto) del messaggio è il tuo primo contatto con il destinatario – e se farai una brutta impressione è probabile che tutto quanto finisca qui. Le persone infatti ogni giorno riceviamo centinaia di messaggi email e non possiamo certo leggerli tutti, perciò apriamo solo quelli che attirano la nostra attenzione. All’inizio ovviamente ad attirarci è il titolo, assicurati perciò che questo sia abbastanza interessante. Titoli troppo lungi e noiosi non raggiungeranno certo il loro scopo, assicurati perciò che i titoli siano sbalorditivi, contestualmente rilevanti e sufficientemente informativi. Evita l’uso eccessivo dei punti esclamativi, lettere maiuscole e frasi scontate.

Aumenta il tuo Open Rate: 15 idee per il titolo della newsletter

Come in ogni altro tipo di pubblicità, anche nell’email marketing il 75 % del successo dipende dal titolo. È stato dimostrato che se il titolo non è convincente e non attira l’attenzione, il messaggio non viene aperto. Leggi l’elenco dei titoli o »subject« più efficaci e aumenta il grado di messaggi aperti!

Errore #6: Il contenuto dei messaggi non è né interessante né utile

Certo, non tutti siamo nati con il dono della scrittura. Ma ciò non significa che puoi permetterti di inviare ai tuoi clienti messaggi noiosi e monotoni che non hanno alcun beneficio. Se sei nel dubbio, chiediti: ma io una newsletter così lunga la leggerei? Troppo spesso la risposta è no.

La prima regola quando si inviano messaggi email è sicuramente meno è meglio. Questo significa che devi cercare di dire il più possibile in poche parole e non dimenticarti di arricchire il tuo messaggio con qualche fotografia o addirittura qualche video. Se sarai breve e conciso e allo stesso tempo riuscirai a riportare ai destinatari della tua newsletter informazioni utili e interessanti, i tuoi messaggi saranno sicuramente ben accolti.

Come migliorare i risultati dell’email marketing con il contenuto giusto

Vuoi mantenere i tuoi destinatari e farti riconoscere tra i numerosi annunci nella casella di posta? Verifica come!

Errore #7: Evitare i filtri spam ma senza successo

Magari credi che facendo del tuo meglio, preparando contenuti di qualità e inviando messaggi solamente ai destinatari che si sono effettivamente iscritti alla newsletter, niente possa andare storto, ma sfortunatamente non è così. I filtri per la posta indesiderata, chiamata anche spam, lavorano notte e giorno e a volte lo fanno anche in modi che non hanno niente a che fare con la logica.

Il filtro antispam può essere attivato già da una parola apparentemente casuale. Così il tuo messaggio, nonostante tutta la fatica che ci hai messo, viene recapitato nella cartella della posta indesiderata. Anche determinate frasi non sono troppo popolari tra i filtri antispam, ma devi fare anche attenzione alla lunghezza dell’email; i messaggi lunghi infatti hanno più probabilità di ritrovarsi nella cartella dello spam.

Non è consigliabile neanche l’uso esagerato di foto; i messaggi che contengono solo immagini e niente testo hanno grosse probabilità di non arrivare alla casella di posta in arrivo dei tuoi destinatari.

16 rimedi per non finire nella posta indesiderata

In questo articolo chiariremo alcuni dubbi e forniremo delle informazioni dettagliate sui messaggi che finiscono nello SPAM, sull’aiuto che può dare il fornitore della piattaforma di email marketing e anche su cosa può fare il mittente del messaggio. Continua a leggere!

Errore #8: Non avere orari concreti di invio di messaggi email

Forse pensi che il problema maggiore siano i messaggi inviati troppo spesso, ma questo non è vero. Certo, se continui a molestare con le email i tuoi destinatari in continuazione, probabilmente non ne saranno troppo entusiasti, ma saranno ancora meno entusiasti se ti dimentichi di loro per qualche mese. Sicuramente hai tanto altro lavoro da fare e non trovi tempo per le newsletter – ma ti suggeriamo di prendertelo. Se mandi messaggi email troppo di rado, i destinatari si dimenticheranno presto di te. Forse si dimenticheranno persino di essersi iscritti alla tua newsletter e percepiranno la tua posta come indesiderata. Ti consigliamo anche di non inviare i messaggi con ritmo irregolare – niente per due mesi e poi tre messaggi in una settimana. Sarebbe meglio preparare un orario preciso per poi seguirlo attentamente. Se non hai abbastanza contenuti o tempo, imposta intervalli leggermente più lunghi tra un messaggio e l’altro, non c’è niente di sbagliato se invii solo due messaggi al mese.

Una buona idea sarebbe anche avvertire i destinatari delle newsletter con che frequenza riceveranno i messaggi già all’iscrizione, alcune aziende addirittura permettono ai destinatari di decidere da soli quante volte desiderano ricevere le news: una volta al giorno, alla settimana, al mese …

Puoi posizionare i moduli di iscrizione ovunque sulla tua pagina web, dove puoi con l’aiuto del contenuto o del materiale grafico indirizzare i visitatori a compilare il modulo. In questo modo l’indirizzo email e gli altri dati dei nuovi destinatari si annoteranno nell’applicazione Squalo automaticamente.

Errore #9: Non prestare sufficiente attenzione alle statistiche e all’analitica del tuo email marketing

Uno dei maggiori vantaggi dell’utilizzo di un sistema specializzato per l’invio di messaggi email, in confronto a un client di posta elettronica generico, (ovviamente oltre a semplificare e facilitare l’invio dei messaggi) è proprio l’accesso ai dati analitici. Ma sfortunatamente a dedicarsi a questi dati è un numero sempre più basso di mittenti.

I dati analitici ti dicono tutto quello che devi sapere sui tuoi destinatari. Non c’è nessun dubbio, questi dati valgono oro, rivelano infatti a cosa sono interessati i tuoi destinatari, cosa amano e cosa preferiscono acquistare. Con tutti questi dati potrai perfezionare le tue prossime campagne e raggiungere risultati migliori.

I mittenti delle newsletter spesso non sfruttano abbastanza questi dati e la ragione principale è che non sanno dove cominciare. È vero, tutti questi numeri e grafici a prima vista possono sembrare abbastanza complicati, ma una volta che gli avrai analizzati capirai presto che sono molto logici. Capire le basi della statistica ti farà sicuramente perdere un po di tempo, ma vedrai che alla fine ne sarà valsa la pena.

L’app Squalo include anche l’ANALITICA, che ti consente di monitorare il coinvolgimento dei tuoi destinatari. Ti consente di visualizzare per ogni newsletter quale abbonato ha aperto la newsletter, fatto clic su un link o annullato l’iscrizione alla tua newsletter.

Errore #10: Non dedicare abbastanza tempo alla segmentazione

È vero che di tempo non ce n’è mai abbastanza – e la cosa più facile e veloce è preparare un messaggio e poi semplicemente inviarlo a tutti i destinatari sulla tua lista di invio. Ma ciò che è facile e veloce solitamente è anche poco efficace.

Investendo un po’ di tempo e sforzo nella segmentazione dei tuoi destinatari per creare liste di invio più piccole, nelle quali inserire i destinatari in base alle caratteristiche scelte, ti permetterà di raggiungere risultati migliori. Tutti preferiscono ricevere contenuti interessanti, tutti reagiscono meglio se si sentono apprezzati e tutti preferiscono effettuare l’acquisto dove si sentono capiti.

Segmentazione – che cos’è in realtà e perché è così utile?

Le aziende, che con l’email marketing ottengono i risultati migliori infatti, dedicano molto tempo e attenzione proprio alla segmentazione dei destinatari per poter comunicare con loro in modo più efficace.

Errore #11: Non impegnarsi nella personalizzazione dei messaggi email

La tecnologia moderna ormai si è talmente evoluta che non ci sono più scuse per non rivolgersi ai propri clienti con il loro nome. Questo è sicuramente uno dei grandi vantaggi dell’email marketing – sai sempre esattamente con chi stai parlando e siccome la pubblicità nei media stampati, sulla televisione e sul web non permette un contatto così personale, sarebbe saggio approfittarne.

È molto semplice, nella maggior parte dei sistemi di invio di messaggi email lo puoi fare in modo automatico. Devi solo decidere se desideri rivolgerti ai clienti con il loro nome, nome e cognome o magari solo con il cognome, e poi impostarlo nell’applicazione. Si tratta di un piccolo passo che non ti ruberà molto tempo, ma garantirà un contatto più personale con i tuoi destinatari e questo sicuramente porterà a numerosi risultati positivi.

Se stai utilizzando il sistema Squalo, allora potrai farlo aggiungendo tag personalizzati.

Errore #12: Non controllare il testo prima di inviarlo

Tutti facciamo errori, è del tutto normale, ma molti si potrebbero anche evitare. Nessuno ti condannerà se nel tuo testo ci sarà qualche piccola imprecisione, ma se i tuoi messaggi email saranno pieni di errori di battitura, senza virgole o addirittura di contenuti insensati, i destinatari perderanno interesse per i tuoi messaggi.

I numerosi errori potrebbero dare l’impressione che non ti sia impegnato abbastanza o che tu non abbia investito il tempo necessario nella preparazione della tua newsletter. Ai destinatari non piace avere la sensazione che una determinata azienda non abbia voglia di impegnarsi per loro, perciò con questo tipo di atteggiamento potresti perderli per sempre. Se non sei un talento nella scrittura e non hai né tempo né interesse per approfondire le regole grammaticali, forse non sarebbe una brutta idea chiedere aiuto a un professionista. Se non hai difficoltà nel preparare il testo, ma hai problemi con la grammatica, fai leggere il testo ad un collega per avere un riscontro sulla qualità o assumi un professionista che si occupi esclusivamente di correzione dei testi, se invece vuoi lasciare la creazione dei contenuti a qualcun altro, rivolgiti a un autore di testi.

La piattaforma Squalo ti consente di inviare un messaggio di prova prima di impostare l’invio finale. Ciò ti consente di verificare nella tua casella di posta che la newsletter è come la desideri (link funzionanti, layout corretto, immagini, colori, ecc.).

Errore #13: Dimenticare la chiamata all’azione (CTA)

La chiamata all’azione (detta in inglese call to action ed indicata con le sigle CTA) è una delle parti più importanti dell’email e sicuramente l’elemento più efficace dal punto di vista della vendita. Perciò è alquanto schioccante il fatto che molte aziende si dimentichino di includerla nei propri messaggi.

Non fare anche tu questo errore, includi la CTA in ogni singolo messaggio. A prima vista è quasi troppo semplice e diretta per funzionare davvero, ma le ricerche hanno dimostrato che le persone per reagire hanno bisogno di una chiamata chiara. Nella chiamata all’azione perciò non devi essere insicuro o indeciso, devi dire chiaramente ciò che vuoi che i destinatari facciano.

Degli ottimi esempi di CTA sono, per esempio, «Clicca qui per avere maggiori informazioni», «Iscriviti subito» o «Guarda i prodotti in offerta».

Chiamata all’azione – le 6 pratiche migliori

Il successo delle conversioni finali dipende proprio dalla sua persuasività, perciò scopri come creare una perfetta chiamata all’azione per la tua campagna di email marketing successiva!

Errore #14: Progettare male i messaggi email

Durante la progettazione dei tuoi messaggi email devi fare attenzioni a dei dettagli importanti. È sconsigliato, per esempio, utilizzare le lettere maiuscole o troppi punti esclamativi, specialmente nel titolo del messaggio. Poi è molto importante dividere il contenuto del messaggio in sezioni non troppo grandi – a nessuno piace leggere un testo ammucchiato senza titoli secondari o paragrafi.

La cosa migliore sarebbe mantenere la quantità del testo al minimo e in ogni caso questo va diviso e circondato da sufficiente spazio bianco. Lo stesso vale anche per gli elementi come le immagini, i video e i pulsanti; intorno ad essi deve sempre esserci abbastanza spazio vuoto per evitare che il testo appaia confuso e illeggibile.

9 semplici consigli per un design email efficace

Nel seguente articolo troverai alcuni consigli semplici e utili che ti aiuteranno a organizzare e creare messaggi di email marketing più attraenti ed efficaci. Provali anche tu!

Le immagini sono un ottimo strumento, ma esistono delle regole a riguardo. Tutte devono essere delle stesse dimensioni (o devono almeno seguire uno schema specifico) e della stessa qualità. Se aggiungi sulle immagini del testo, assicurati che sia facilmente leggibile e fatto in modo professionale – non che sembri fatto da un alunno delle elementari. Assicurati anche che le immagini non siano troppo grandi; alcuni client di posta potrebbero non lasciarle passare, oltretutto queste immagini ci mettono troppo tempo per caricarsi e i destinatari durante questo tempo potrebbero perdere l’interesse e chiudere il messaggio.

Un altro trucchetto: inserisci sempre nelle immagini il collegamento al tuo sito web. Molte volte i destinatari cliccano sulle immagini, perciò è molto utile se vengono reindirizzati sul tuo sito dove avranno a disposizione più informazioni. Tutti i collegamenti, sia quelli nelle immagini che quelli nel testo, nei pulsanti e nelle altre parti della newsletter devono essere controllati – i collegamenti che non funzionano sono davvero una cosa fastidiosa.

Nel Drag&Drop editor di Squalo potrai modificare in modo semplice e veloce le tue immagini con l’editor delle immagini.

La CTA non deve far parte dell’immagine, ma deve sempre essere parte integrante di un pulsante. Si tratta di una parte importantissima del messaggio e se per caso una delle immagini non venisse caricata significherebbe che il destinatario non vedrà la chiamata all’azione. Nel messaggio deve essere visibile anche il tuo marchio, così i destinatari sapranno con chi stanno comunicando.

Nel Drag&Drop editor di Squalo puoi creare in modo semplice dei pulsanti CTA attraenti, che attireranno l’attenzione dei tuoi destinatari.

Verifica sempre come viene visualizzato il tuo messaggio su diversi dispositivi per evitare spiacevoli sorprese. Oggigiorno le email vengono lette su diversi tipi di dispositivi, perciò è importante che i tuoi messaggi vengano visualizzati correttamente su tutti. Anche qui può aiutarti il sistema di Squalo che ti garantisce di vedere un’anteprima della tua newsletter su diversi tipi di dispositivi.

Per concludere …

Ora conosci tutti gli errori imperdonabili – se rispetterai le regole di base ed eviterai questi errori, sarai sulla buona strada per creare ottimi messaggi di email marketing. Forse ora ti sembra che ci siano troppe cose e troppi dettagli da ricordare. Puoi aiutarti scrivendoti i punti più importanti e poi, prima di inviare il messaggio, rivedere velocemente l’elenco per controllare che tu abbia veramente pensato a tutto.

Ti auguriamo di fare pochi errori e creare tante campagne di successo!

 

Migliora le tue campagne di email marketing e i tuoi risultati commerciali con l’aiuto del sistema di Squalo. Provalo subito gratuitamente!

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6 consigli indispensabili per fare i test nell’email marketing

Tempo di lettura: 04 minuti

 
6 consigli su come testare le tue Newsletter e garantire dei messaggi vincenti, che attireranno e manterranno viva l’attenzione dei tuoi destinatari nel miglior modo possibile.

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Come fare il test?

Cominciamo prima con una breve spiegazione – come cominciare con il test di diversi elementi nell’email marketing. Parliamo di A/B test o split test, che ti da la possibilità di paragonare due varianti di Newsletter (la variante A e la variante B) che differiscono tra loro nel titolo, nella forma, nel contenuto o nel tempo d’invio.

Il tuo fornitore di email marketing deve offrire questo servizio nella sua applicazione – tecnicamente invece significa, che alla metà della lista verrà inviata la versione A, invece all’altra metà la versione B. In base ai risultati puoi scoprire quale variante ha avuto più successo ed inviarla ad una lista secondaria.

La lista primaria e la lista secondaria possono essere la stessa lista, solo che la lista primaria rappresenta per esempio il 20 % della lista secondaria. Con questo meccanismo puoi ottenere dalla lista secondaria il massimo successo della tua campagna.

Ovviamente puoi fare il test anche su una sola lista e poi usare le caratteristiche vincenti per ogni campagna successiva. Un esempio del genere sarebbe il test A/B della forma (design) della Newsletter. Di seguito ti faremo vedere quali sono le caratteristiche consigliabili per effettuare gli A/B test.

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1. L’oggetto della Newsletter

Prima di fare un profondo respiro e premere il tasto »Invia«, per inviare ai tuoi destinatari la tua accuratamente preparata Newsletter, è indispensabile fare un test d’invio.

Parlando di test, per verificare quale delle Newsletter sia quella migliore, nella maggior parte dei casi vengono testate proprio le diverse proposte dell’oggetto del messaggio. Infatti l’oggetto è la prima cosa che il destinatario vede controllando la sua posta elettronica, per questo motivo, oltre al mittente, l’oggetto influisce di molto sul fatto che il messaggio verrà aperto oppure no.

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Fonte: xenoxglobal.com

Tenete in mente chi sono i destinatari delle vostre Newsletter, per esempio se si tratta di un gruppo target di donne o uomini, e quali sono le parole che faranno una maggior impressione su di loro.

Ti consigliamo di dare spazio alla tua creatività e di provare diversi titoli: divertenti, creativi, attraenti, misteriosi o diretti e descrittivi. Con l’aiuto della statistica Open-Rate puoi seguire attentamente le loro reazioni e ricevere immediatamente i risultati, quindi quale è il titolo vincente che ha generato più aperture.

Per maggiori informazioni su come scrivere l’oggetto vincente, leggi queste 7 regole.

 

2. La Forma

Per ottenere dalla tua strategia di email marketing i risultati migliori devi testare diverse varianti del contenuto e del design. La scelta di template, forma, colori e caratteri della scrittura, nonché il materiale grafico aiutano ad aumentare le reazioni del destinatario, facendo notare il brand e rafforzano la sua riconoscibilità.

In ogni caso ha senso fare un test delle diverse varianti visuali, per vedere cosa preferiscono i tuoi destinatari. Questo è anche un ottimo metodo per aumentare i click nelle tue newsletter.

Per colpa dei diversi client di posta elettronica e delle loro specifiche caratteristiche nella visualizzazione dei messaggi, i test sono ormai indispensabili nell’ambito dell’email marketing. Qui bisogna prendere in considerazione anche alcune particolarità degli smartphone e tablet, come ad esempio il touch screen e la dimensione dello schermo, che è più piccola.  Tutto questo richiede un adeguamento in confronto allo schermo classico del computer.

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Ti consigliamo per questo di avere a disposizione degli indirizzi email di prova per i diversi client, come ad esempio MS Outlook, Mozilla, Thunderbird, Gmail, Yahoo, Apple mail, iOS o Google Android mail e di verificare se la tua Newsletter si visualizza in modo appropriato su tutti i client e su tutte le piattaforme ed applicazioni – sia sul desktop che sugli smartphone e tablet.

 

3. Il Contenuto

La caratteristica fondamentale di ogni Newsletter preparata con cura è nella sua chiarezza, comprensibilità e nel valore aggiunto del contenuto. Verifica se il tuo contenuto è dedicato al giusto gruppo target e con l’aiuto della statistica segui le loro reazioni. Proprio dalla chiarezza del contenuto e dalla chiamata all’azione principale (Call To Action), quindi da cosa ci si aspetta dal lettore, dipende il successo delle conversioni finali.

Verifica anche se funzionano i collegamenti alle pagine aziendali ossia alle così dette landing pages e quanto sono attive, perché è inutile aspettarsi che i destinatari cercheranno da soli i prodotti pubblicizzati.

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4. La frequenza e il tempo d’invio

Pensa a chi sono i tuoi destinatari e qual è il momento più probabile in cui apriranno le tue Newsletter. Dipende molto anche dall’intento e dal contenuto della Newsletter, quindi se si tratta di un messaggio informativo o se il messaggio ha un tono più divertente, un contenuto dedicato alla promozione e al tempo libero.

Se il tuo gruppo target sono degli impiegati, esiste una grande probabilità, che i tuoi messaggi verranno aperti sul posto di lavoro. Per questo alcune ricerche consigliano di scegliere i giorni della settimana tra martedì e giovedì, perché il lunedì la casella di posta elettronica è troppo piena, il venerdì invece i lettori pensano già al fine settimana.

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Le ricerche hanno mostrato che i destinatari aprono la posta spesso anche la mattina prima di andare a lavorare e nelle ore serali, ma tramite smartphone e tablet.

Le abitudini variano anche durante i fine settimana e le feste, quando il controllo della posta elettronica sul desktop è minore, mentre i giovani usano più spesso i dispositivi mobili.

 

5. La pratica rende perfetti

Allora non esiste solamente una regola, che funziona sempre. L’unico consiglio, che è sicuramente utile è quello di provare e verificare, quando il tuo gruppo target reagisce nel modo migliore e quando preferisce leggere le tue newsletter.

La nostra applicazione Squalo ti permette anche di impostare facilmente la data e l’ora preferite, per inviare automaticamente i tuoi messaggi – in questo modo i tuoi lettori riceveranno la tua newsletter anche quando non sei fisicamente davanti al computer.

 

6. Salvate, per non dimenticare!

Salva le varianti che hanno avuto più successo, perché ti danno l’informazione migliore su cosa attira i tuoi destinatari. Una conoscenza così ti aiuterà a migliorare la tua prossima Newsletter, infatti i test sono il modo migliore per verificare la tua strategia di email marketing e garantirti i risultati desiderati.

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La soluzione che ti permette tutto questo

Come abbiamo detto, gli A/B test sono una funzionalità dell’applicazione del fornitore di email marketing. La nostra soluzione Squalo ti permette di utilizzare tutte le possibilità che abbiamo menzionato sopra in tutte le edizioni, per questo ti invitiamo a provarla per 15 giorni gratuitamente!

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Psicologia dell’email – perché non riusciamo a smettere di controllare continuamente la nostra casella di posta elettronica?

Tempo di lettura: 10 minuti

 

Pensi che l’email sia morta? Allora perché continui a controllare la tua casella di posta aspettando che arrivi qualche nuovo messaggio? E perché leggi immediatamente ogni email che arriva? Evidentemente l’email non è estinta come forse pensavi … Anche le ricerche sostengono che le persone, nonostante ciò gli faccia perdere un sacco di tempo, reagiscono alla posta elettronica con estrema velocità.

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Una delle ricerche ha dimostrato, per esempio, che durante una giornata lavorativa media controlliamo la nostra casella di posta circa 74 volte. Ovviamente lo facciamo in modo inconsapevole: in un’altra ricerca hanno chiesto alle persone quante volte controllassero la loro posta. La risposta era ogni 15 minuti, ma questa ricerca ha dimostrato che in realtà lo facevano ogni cinque minuti.

Altre due statistiche interessanti: quando riceviamo un nuovo messaggio lo apriamo in circa un minuto e 45 secondi. Ma questa è la media; alla maggior parte dei messaggi, cioè il 70 %, reagiamo in soli sei secondi. Che velocità, vero?

Se fino ad ora eri convinto che oggigiorno l’email non fosse la scelta migliore per la comunicazione con i clienti, ti dimostreremo il contrario. L’email infatti è molto utile, può raggiungere i destinatari con facilità – e questi, non potendo resistere, aprono subito il nostro messaggio.

Ma perché non riusciamo a lasciare la nostra email in santa pace?

La verità è che nella nostra casella di posta trascorriamo tanto tempo, si potrebbe anche dire decisamente troppo tempo. Ed è anche vero che la maggior parte dei messaggi che riceviamo non è neanche così importante o urgente. Una delle ricerche ha infatti dimostrato che solo l’11 % dei messaggi email richiede immediatamente la nostra attenzione – mentre il restante 89 % può aspettare senza problemi.

Ma esistono sei fattori che rendono tutto ciò un po’ più complicato.

1. Nella nostra casella di posta a volte troviamo anche qualcosa di veramente interessante

Oggigiorno i messaggi email – ammettiamolo – sono per lo più indesiderati. Notifiche che non ci interessano, informazioni che non abbiamo mai chiesto, pubblicità che ci danno sui nervi, e, di tanto in tanto, un’email confusa del nostro capo che preferiremmo non aver mai ricevuto. Ma a volte tra i messaggi troviamo anche qualcosa di interessante, per la quale vale la pena avere l’indirizzo email.

Il messaggio di un vecchio amico con il quale avevamo perso i contatti da anni, il premio di un gioco a premi del quale ci eravamo già dimenticati, o un video molto divertente sui gatti che potrebbe farci ridere per ore ed ore. O magari un messaggio dal principe nigeriano che vorrebbe regalarci qualche milione di dollari. Tutti motivi per cui vale la pena aprire la nostra casella di posta – e poiché abbiamo paura di perderci qualcosa di importante, continuiamo a premere il tasto «aggiorna».

2. La nostra email è facilmente accessibile

Ti ricordi i bei vecchi tempi quando per accedere alla posta elettronica dovevi prima accendere il tuo computer (e ci volevano un paio di minuti), connetterti con internet (ma prima digitare la password, solitamente lunga e complicata), poi ascoltare per un po’ suoni strani e quando finalmente la connessione era stabilita, aspettare di nuovo che si caricasse il sito web.

Anche per accedere alla posta elettronica dovevi digitare la password, poi aspettare di nuovo, cliccare su ogni messaggio e di nuovo aspettare … Insomma, capisci? Tutto ciò era una vera e propria perdita di tempo …

Oggi invece? Tocchi una volta, scorri due volte e in tre secondi hai aperto la tua casella, nei due secondi successivi invece hai già controllato la tua posta. La tecnologia si è evoluta tanto da rendere l’email facilmente accessibile, perciò sarebbe veramente un peccato non utilizzarla.

3. Le persone preferiscono che i loro impegni siano conclusi

E nell’email questo è molto facile. Quando abbiamo finito con un’email abbiamo la sensazione di aver concluso un impegno importante. Non importa se rispondiamo, la archiviamo, forse anche cancelliamo, leggiamo e poi ce ne dimentichiamo – abbiamo comunque concluso con successo un altro impegno sulla lista dei nostri compiti.

Questa è anche la ragione per la quale una casella di posta piena ci provoca disagio. Continua a ricordarci che abbiamo degli impegni – e non riuscimmo a smettere di pensarci fino a che il numero delle email lette in cima alla nostra casella di posta non indica lo zero.

Ma perché siamo così coscienziosi verso le email non lette mentre con gli altri impegni no? Sicuramente è passata già una settimana da quando hai deciso di cambiare quella lampadina, anche il rubinetto in bagno andrebbe sostituito da qualche mese, per non parlare dell’armadio in corridoio, sono passati mesi da quando hai deciso di doverlo mettere a posto.

Il segreto sta nel fatto che questi impegni sono più difficili e richiedono più tempo, l’email invece è semplice, ci vogliono solo un paio di secondi o qualche minuto al massimo per leggere i messaggi, perciò con poco tempo e sforzo riesci a raggiungere quel senso di soddisfazione per aver risolto un impegno importante.

4. L’email ci permette di progredire con facilità e raggiungere risultati visibili

Già nel punto precedente abbiamo detto che l’email ci permette di raggiungere con poco sforzo la sensazione di aver fatto qualcosa di importante. L’email ha un grande vantaggio: il progresso che abbiamo fatto si vede subito. Se riusciamo a far scendere il numero dei messaggi letti da 50 a 0 questo è un risultato visibile che ci dà subito la sensazione di aver fatto qualcosa.

span lang=”it-IT”>È importante soprattutto perché ci dà la sensazione di avere successo nel nostro lavoro. Il successo è una motivazione importante che ci dà la carica per continuare a lavorare.

Ma sfortunatamente la sensazione di successo può essere ingannevole. Svuotando la casella di posta abbiamo forse raggiunto risultati visibili, ma sicuramente non abbiamo fatto un gran lavoro. D’altra parte il lavoro che investiamo in grandi progetti, e che forse non è visibile subito, può avere più valore – ma sicuramente non ci da quella sensazione istantanea di soddisfazione.

5. Le email vengono percepite in modo diverso rispetto agli altri tipi di comunicazione

L’email si differenziano molto dalla comunicazione personale, ma anche dalla comunicazione tramite telefono. In un certo modo si differenzia anche dalla comunicazione con brevi messaggi o diverse applicazioni: anche se tutte queste comunicazioni si basano sulla messaggistica scritta, i messaggi brevi e le applicazioni sono più informali, quindi vengono percepite con più tranquillità, mentre l’uso degli emoji permette di esprimere in modo efficace le nostre emozioni.

L’email è diversa, più formale e più seria. E poi noi persone siamo fatte in modo da pensare sempre prima al peggio. Questo significa che i messaggi positivi via email vengono percepiti in modo neutrale, mentre quelli neutrali in modo negativo – anche se magari non lo sono. Questa è una delle ragioni che ci fa passare tanto tempo nella nostra casella di posta – cercando di decifrare il significato nascosto dietro le parole del mittente. Perché è arrabbiato/a con me? Dove ho sbagliato? Come devo rispondere a questo messaggio?

È importante quindi essere consapevoli che i messaggi email possono sembrare taglienti e scritti con rabbia, anche se in realtà non sono stati pensati cos. Quando leggi un messaggio rivolto a te ricordati che l’email in generale è una forma di comunicazione più fredda e non perdere più tempo del necessario a cercare di capire tutto ciò che potrebbe essere stato inteso tra le righe – forse non c’è proprio niente.

6. L’email ci dà la sensazione di dover rispondere

Quando riceviamo un messaggio email, abbiamo (nella maggior parte dei casi) la sensazione di dover rispondere. Questo è motivo di stress che fa nascere il bisogno di controllare continuamente la casella di posta: abbiamo paura che, non rispondendo, potremmo essere percepiti come maleducati.

Ma cosa significa tutto ciò nella prassi? Qualcuno ci manda un messaggio, noi rispondiamo, il destinatario ci ringrazia, noi rispondiamo che non c’è problema … e questo può andare avanti all’infinito facendoci perdere tanto tempo prezioso. Poi c’è anche la pressione temporale; l’email ci mette un secondo ad essere recapitata nella nostra casella, perciò è inaccettabile non rispondere. Probabilmente anche tu inizi la maggior parte dei messaggi con la frase «Mi dispiace se rispondo con ritardo …».

Una volta che ti sarai convinto che rispondere subito ad ogni email non è di vitale importanza, ma soprattutto che non tutti i messaggi richiedono una tua risposta o reazione, la tua vita diventerà più facile e meno stressante, oltretutto non perderai più tanto tempo a controllare la tua casella di posta.

Quindi ora sappiamo perché l’email ci ha in pugno – e anche perché riesce a influenzare negativamente le nostre vite. Ma il fatto è che l’email è un media che rimane e rimarrà a far parte della nostra comunicazione quotidiana, perciò dovremo trovare il modo di conviverci – senza che questi ci causi stress e ansia.

Come evitare che l’email ci causi stress e angoscia?

1. Disattiva le notifiche

Estremamente semplice ma allo stesso tempo molto efficace. Se ad ogni nuovo messaggio non riceverai una notifica non sentirai la necessità di leggerlo subito, di reagire o rispondere. Non ti preoccupare, non ti perderai niente di importante – se si tratta di un’emergenza sicuramente riceverai una chiamata o ti scriveranno un SMS.

2. Scegli un orario specifico per controllare i messaggi email

Se hai l’abitudine di controllare costantemente la tua casella di posta interrompendo così il tuo lavoro, probabilmente questo influisce sulla tua produttività. Ti suggeriamo di scegliere un’ora specifica del giorno per controllare i messaggi e rispondere. Decidi, per esempio, di prenderti mezz’ora di tempo alle 10 e alle 14 per controllare la tua casella di posta e rispondere ai messaggi, il resto del tempo dedicalo al tuo lavoro.

3. Informa le persone che ti stanno vicino di questa tua nuova abitudine o imposta una risposta automatica

Se l’email ti provoca spesso angoscia, probabilmente per te sarà un problema non rispondere ai messaggi email subito dopo averli ricevuti. Non ti preoccupare, la cosa più facile sarà informare gli altri. Puoi comunicarlo personalmente a chi ti sta vicino, mentre per tutti gli altri nelle prime settimane puoi preparare una risposta automatica che li informa sulla tua nuova abitudine.

Scrivi che a scopo di aumentare la tua produttività hai deciso di introdurre una nuova abitudine e quindi di controllare i messaggi solo due volte al giorno. In questo modo sapranno perché non gli rispondi subito, allo stesso tempo però sapranno anche che se si tratta di qualcosa di urgente devono chiamarti.

4. Abbassa le aspettative delle persone con cui comunichi tramite posta elettronica

Se vedi che semplicemente non hai tempo per rispondere a un messaggio che richiede una reazione, puoi diminuire lo stress rispondendo brevemente al destinatario dicendogli che gli risponderai in modo più dettagliato in seguito. Per esempio «Gentile Chiara, grazie per il tuo messaggio. Questa settimana sono molto impegnato perciò potrò dedicarmi alla tua email la settimana prossima, spero di risponderti entro lunedì pomeriggio. »

In questo modo abbasserai le aspettative, diminuirai lo stress e farai in modo che i messaggi a cui non hai ancora risposto non ti causino notti insonni.

5. Chiudi la scheda con l’email o rimuovi/blocca l’applicazione sullo smartphone

Se la tua casella è continuamente a disposizione, continuerai a controllarla – se invece per accedervi devi impegnarti un po’ di più, probabilmente non avrai la voglia di farlo così spesso. Ti suggeriamo di chiudere la scheda nella quale hai aperto la tua casella di posta, ovviamente prima esci dal tuo account, sullo smartphone invece rimuovi o blocca l’applicazione che ti consente di leggere le email.

Ora per accedere alla tua posta ogni volta dovrai prima fare un sacco di cose e questo garantirà che tu non abbia più voglia di farlo così spesso.

6. Utilizza risposte predefinite

Alcuni client di posta elettronica, tra questi c’è per esempio Gmail, hanno a disposizione delle risposte predefinite, dagli altri client invece puoi crearle da solo. Ti ricordi quando in uno dei punti precedenti parlavamo dei ringraziamenti e delle risposte ai ringraziamenti tramite email che potrebbero andare avanti all’infinito?

Con questo strumento puoi facilmente ridurre questo tempo. Se hai la sensazione di dover rispondere a un messaggio, anche se in realtà non c’è più niente da dire, clicca semplicemente su una delle risposte predefinite e in un paio di secondi avrai già la risposta pronta.

7. Trovati qualcosa di più divertente da fare

 

Quante volte ti capita di navigare nella posta elettronica perché non hai niente di meglio da fare? Guardare i messaggi email non è proprio il migliore dei passatempi – ma sicuramente è uno dei più convenienti.

La prossima volta che ti ritrovi a girovagare nella tua casella di posta, perché non hai nient’altro da fare, comincia a fare qualcos’altro. Cosa? Qualsiasi cosa – certo, la cosa migliore sarebbe trovare qualche hobby interessante, ma anche lavare le stoviglie, fare le flessioni o dormire sono meglio che stare a leggere le email.

8. Se qualcuno non risponde al tuo messaggio non pensare subito al peggio

A volte succede che qualcuno non risponda a un tuo messaggio – ma ciò non è sempre una cosa negativa. Forse la persona non ha visto il tuo messaggio, forse se ne è dimenticata, forse ha moltissimo lavoro da fare e non ha tempo – è abbastanza improbabile che non ti risponda perché ha qualcosa contro di te.

Quando ti ritrovi in una situazione del genere e cominci ad avere pensieri negativi, pensa prima: quante volte è successo anche a te di non aver risposto a un messaggio email? E qual stato il motivo? Niente di importante, vero? E quante volte ti è successo che qualcuno non abbia risposto a un tuo messaggio, ma poi finito tutto bene?La maggior parte delle volte andata proprio così, vero? Capirai presto che non hai motivo di preoccuparti.

Per concludere

L’email non è affatto morta – è viva e vegeta edè in grado di causare stress come mai prima d’ora. La tecnologia è una cosa buffa, ci facilita la vita, ma allo stesso tempo può renderla anche difficile – ma solo se noi glielo permettiamo.

È importante quindi sviluppare strumenti efficaci con l’aiuto dei quali possiamo difenderci dagli svantaggi delle tecnologie moderne, ma allo stesso tempo sfruttarne i vantaggi. Siamo onesti: l’email è un media che porta a numerosi vantaggi e se riusciamo a limitare i sui difetti siamo sulla strada giusta per poter usufruire di tutto il suo potenziale.

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L’email marketing e la psicologia – esempi di buone prassi

Tempo di lettura: 09 minuti

 

Dopo aver letto il nostro precedente articolo probabilmente avrai già capito l’importanza della psicologia nel marketing e, ancor di più, nell’email marketing. L’ultima volta abbiamo analizzato la teoria e visto alcune generalità, ora invece è tempo di presentare degli esempi interessanti ed estremamente utili di buone prassi.

Abbiamo esaminato innumerevoli campagne e individuato i migliori esempi di messaggi email che sfruttano al meglio i principi di persuasione e influenza per raggiungere ottimi risultati. Se anche tu vuoi fare un passo in avanti, segui l’esempio dei migliori – utilizzando le stesse tattiche riuscirai presto a migliorare i tuoi risultati di vendita e di conseguenza ad aumentare il profitto.

 

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Esempio #1: HubSpot

Fonte: HubSpot

Principio: Reciprocità

Il principio di reciprocità prevede che quando qualcuno fa per noi qualcosa di buono o utile, siamo più inclini a restituirgli il favore, se questo è possibile. È un principio che agli esperti di marketing piace sfruttare, è per questo motivo che ci regalano prodotti, contenuti o altro nella speranza che noi «restituiamo il favore» e decidiamo di effettuare l’ordine o l’acquisto.

La prossima volta che riceverai un messaggio email che ti offre qualcosa di gratuito tieni in mente che non si tratta della gentilezza del marchio, ma di uno strattagemma ben pensato. Se accetti il regalo gratuito avrai la sensazione di essere in debito e presto deciderai di effettuare l’acquisto – che sicuramente avrà un valore superiore al regalino gratis ricevuto.

Vediamo l’esempio del marchio HubSpot. Nel messaggio email prima offre ai destinatari l’accesso a uno strumento che valuta lo stato attuale del marketing sul loro sito web. Questa valutazione, ovvio, è completamente gratuita; tutto ciò che bisogna fare è inserire nel campo l’indirizzo del sito web e l’indirizzo email.

Si ottiene quindi una valutazione che va da un numero tra l’1 e il 1000 e che comprende diverse aree nelle quali il sito web si è distinto, ma anche quelle che non sono un granché. In quel momento il destinatario è molto grato a HubSpot per il suo report dettagliato, ma allo stesso tempo anche un po’ preoccupato perché a quanto sembra ci sono alcune aree del web marketing in cui non è proprio il massimo. Cosa segue?

Insieme al report HubSpot naturalmente offre anche un accesso a tempo limitato alla piattaforma con l’aiuto della quale si possono risolvere efficacemente i problemi e migliorare il web marketing. Molti decidono di usufruire del periodo di prova (un altro regalo gratuito – cosa si vuole di più?!) e certo, una determinata percentuale dei clienti continua ad utilizzare la piattaforma anche dopo la scadenza di questo periodo, quando per usarla bisogna cominciare a pagare.

I regali e i servizi gratuiti sono quindi un’ottima tattica per attirare nuovi clienti e che ha effetto in tutte le aree del marketing, anche nell’email marketing.

Esempio #2: Kissmetrics

Fonte: Kissmetrics

Principio: Impegno e coerenza

Il principio di impegno e coerenza ci insegna che le persone solitamente seguono le decisioni che hanno già preso in passato – anche se queste non sono necessariamente la scelta migliore. Il fatto è che si cerca sempre di rimanere fedeli al proprio comportamento e questa abitudine può essere utile anche nell’email marketing. Se riesci a convincere il destinatari della tua newsletter ad impegnarsi in qualcosa, anche se piccola, sei sulla strada giusta per poterli convincere a fare anche qualcos’altro. È importante però che loro facciano il primo passo – tutti gli altri, anche se più grandi, saranno di gran lunga più facili.

Vediamo l’esempio di Kissmetrics che nelle sue newsletter invita i destinatari a unirsi al loro webinar. Ovviamente il webinar è gratuito e oltretutto promette informazioni interessanti e utili, diventando così attraente agli occhi dei clienti.

Tutto quello che all’inizio il messaggio email chiede ai destinatari e che aggiungano il webinar sul loro calendario. Si tratta di una richiesta semplice, che richiede solo un click, mentre i clienti a prima vista non prendono alcun impegno. Ma questo piccolo passo è sufficiente per farli sentire impegnati e li stimola a fare, in modo più facile e con meno esitazione, il passo seguente.

Se vuoi sperimentare questo principio anche tu tieni presente che il primo passo deve essere veramente piccolo e deve trattarsi di qualcosa che attiri i destinatari. L’iscrizione a un webinar gratuito, il download di un contenuto gratuito, magari un e-book o solo l’iscrizione alle news possono essere quei primi passi che con il tempo porteranno ad altri passi più grandi, e questi poi a veri risultati.

Esempio #3: daFlores

Fonte: daFlores

Principio: Riprova sociale

Il principio della riprova sociale sostanzialmente sostiene che è meglio se a farci i complimenti siano gli altri. Certo che sui vari siti web possiamo andare e lodarci anche da soli, ma se un’opinione positiva viene da un cliente soddisfatto avrà un maggiore impatto sui potenziali clienti.

E come servirsi di tutto ciò nell’email marketing? Semplicemente riportando, tra le altre cose, ai destinatari anche le informazioni su quanto siano soddisfatti i nostri clienti attuali, ma anche su quante siano le persone che si fidano di noi.

Nella maggior parte dei casi ci piace seguire cecamente la massa, ciò significa che se qualcosa va bene per gli altri quasi sicuramente va bene anche per noi. Quindi se la nostra azienda ha molti clienti agli occhi dei potenziali clienti sicuramente ci sarà una buona ragione – perciò non hanno motivo di non fidarsi.

Vediamo l’esempio dell’azienda sudamericana daFlores, si tratta di un negozio di fiori online che si occupa principalmente della consegna di fiori. Con una sola modifica nel header del loro messaggio hanno infatti quasi raddoppiato la vendita, il che è veramente un risultato eccezionale.

E cosa hanno fatto? Hanno semplicemente scritto che su Facebook che hanno più di 600.000 follower. Questo è tutto. Questa informazione è bastata a far crescere le loro vendite addirittura del 44 %, il che ha influito ovviamente anche sul profitto.

Ma perché questa tattica è stata così efficace? La ricerca che hanno fatto prima della modifica ha infatti dimostrato che le persone non conoscevano bene il marchio daFlores e che di conseguenza non si fidavano abbastanza da effettuare l’acquisto. Ma quando hanno scoperto che l’azienda è conosciuta e seguita da ben 600.000 persone, il che non è poco, le cose all’improvviso sono cambiate.

Hanno pensato che probabilmente queste 600.000 persone sanno esattamente perché hanno scelto questa azienda e non un’altra, perciò è bastata come riprova sociale che il marchio fosse degno anche della loro fiducia.

Nota: le riprove sociali sono uno ottimo strumento, ma utili solamente se avete abbastanza materiale. Possono essere infatti una lama a doppio taglio: se sui social network hai pochi follower, non sarai convincente, perciò sarebbe meglio nel frattempo affidarsi ad altre tattiche, almeno fino a quando non avrai abbastanza supporto.

Esempio#4: Kaya

Fonte: Kaya

Principio: Autorità

Il principio di autorità afferma che le persone hanno molta più fiducia in chi è considerato un esperto nel suo campo – il che in effetti è logico. È importante quindi apparire come uno che sa quello che fa, ma allo stesso tempo non bisogna esagerare. A nessuno piace l’esperto autoproclamato, perciò è importante sostenere le nostre conoscenze, esperienze e capacità con delle determinate prove.

Ma concentriamoci sui vantaggi dell’autorità. Le persone sono molto più attratte dai marchi considerati leader nel loro settore, che continuano a sperimentare e presentare delle novità. Lo stesso vale per i venditori: un venditore che conosce il suo business e che sa consigliare e aiutare il cliente a trovare la soluzione giusta, venderà anche di più.

L’esempio del marchio Kaya è molto interessante perché con una semplice modifica ha migliorato notevolmente le sue campagne. Nella prima versione del messaggio ha chiesto ai destinatari di prendere un appuntamento per una valutazione cutanea, ma con questo debole invito hanno ricevuto solamente risposte deboli.

Ma quando all’invito hanno aggiunto la parola «esperto», le reazioni sono aumentate addirittura del 137 %, mentre le vendite sono aumentate del 22 %.

Malgrado ciò, la CTA in entrambe le versioni era troppo scadente e generica, perciò probabilmente hanno perso parecchie opportunità. Ma proprio questo fatto dimostra che non c’è bisogno che i tuoi messaggi email siano perfetti, ma che ogni passo nella direzione giusta conta e una piccola differenza può portare già a grandi risultati.

Esempio #5: Follow the Frog

Fonte: Follow the Frog

Principio: Simpatia

Il principio di simpatia è molto semplice: se il marchio ci piace ci sono più probabilità di effettuare l’acquisto. Se ci piace ciò che il marchio rappresenta, ci sono più probabilità di effettuare l’acquisto. Se il venditore/la venditrice ci sta simpatico/a, ci sono più probabilità di effettuare l’acquisto. La nostra decisione d’acquisto molte volte non ha niente a che fare con il prodotto, ma più con la persona/il marchio che ci propone questo prodotto.

Molti marchi sfruttano questo principio nelle loro campagne di marketing includendo simpatici animali o graziosi bambini, sostenendo determinate cause che sono importanti per le persone, o in qualche altro modo cercando di risvegliare sentimenti positivi nei loro clienti. E nella maggior parte dei casi ci riescono e come.

Pensa – quante volte ti è successo di comprare qualcosa solo perché avevi una buona opinione sul marchio? E non solo per la qualità dei prodotti ma per le pubblicità attraenti hanno risvegliato che in te sentimenti piacevoli. Forse non te ne sei neanche accorto, ma molte volte sono questi i motivi che influiscono sulla decisione d’acquisto.

Vediamo l’esempio della bellissima campagna di Follow the Frog. Si tratta di un cortometraggio simpatico e interessante che cerca di convincere le persone a utilizzare prodotti che aiutano a proteggere la foresta pluviale. Questo è> un argomento che spesso viene ignorato dalla gente, la campagna di Follow the Frog invece è riuscita a presentare il problema e a far riflettere le persone.

Se il tuo marchio riesce a suscitare delle emozioni e a risvegliare nelle persone una qualsiasi reazione, allora sei sulla strada giusta per arrivare a buoni risultati di marketing. Fai attenzione però che si tratti di un tema adatto all’area del tuo business, in caso contrario potrebbe sembrare una bufala.

Esempio #6: Coca-cola

Fonte: Coca-cola

Principio: Scarsità

Il principio della scarsità è semplice: se qualcosa scarseggia (o, come nel mondo dell’email marketing se riusciamo a dare l’impressione che scarseggi), può migliorare notevolmente i nostri risultati di vendita. Meno beni sono a disposizione, più le persone li desiderano, perciò la scarsità può essere un’ottima tattica di vendita.

Questo strumento viene usato con efficacia da numerosi marchi in forma di offerte a tempo limitato (Solo oggi! Mancano solamente 12 ore alla scadenza dell’offerta!) o offerte con scorte limitate (A disposizione solamente 13 prodotti, chiama subito!). Se riesci a risvegliare nei clienti la sensazione d’urgenza, ci sono più probabilità che questi effettuino l’acquisto.

Un bell’esempio di scarsità è l’esempio della Coca-Cola che negli anni 80 del secolo scorso ha deciso di cambiare gusto. Non si trattava di grandi cambiamenti, il gusto della bevanda sarebbe stato solo più dolce, ma il marchio per questo cambiamento e soprattutto per le attività di marketing legate alla modifica, ha speso tantissimi soldi.

E cosa è successo? Quando Coca-Cola ha pubblicato la notizia che da quel momento in poi avrebbe venduto una bevanda con un gusto diverso le scorte della Coca-Cola sono andate letteralmente a ruba. I consumatori hanno comprato tutte le lattine che c’erano ancora in circolazione, mentre sul mercato nero venivano vendute a prezzi stratosferici.

Ripetiamo: si tratta della Coca-Cola. Una bevanda che fino a quel momento si poteva acquistare per alcuni spiccioli in ogni negozio, che probabilmente anche tu avrai comprato almeno un migliaio di volte e alla quale, fino a quel momento, non hai fatto neanche caso.

In quel periodo le vendite di Coca-Cola stavano diminuendo rapidamente – le persone quindi non la compravano con entusiasmo, nonostante fosse a disposizione. Ma nel momento in cui hanno saputo che non ci sarebbe più stata sono semplicemente andati fuori di testa e l’hanno comprata tutta, fino all’ultima goccia.

Questo esempio dimostra quanto la scarsità influisca sulla decisione d’acquisto, perciò si tratta di un ottima tattica che andrebbe sperimentata anche nel tuo email marketing.

Per concludere

La scorsa volta abbiamo conosciuto la teoria, oggi invece gli esempi di buone prassi, ma ora sta a te creare la formula magica. I principi psicologici di persuasione sono estremamente semplici, ma nonostante ciò pochi esperti di email marketing ne sono a conoscenza, significa che con questi stratagemmi puoi distinguerti dagli altri e migliorare efficacemente i tuoi risultati di vendita.

Ma attenzione, quando utilizzi questi trucchetti, sii prudente e paziente. Non cercare di utilizzarli tutti in una volta e non essere troppo ovvio. Con campagne non pensate e precipitose otterrai l’esatto contrario, perciò prenditi tempo, rifletti attentamente e poi prepara la campagna più efficace e trionfante fino ad ora. E in bocca al lupo!

 

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L’email marketing e la psicologia

Tempo di lettura: 09 minuti

 

Perché alcune campagne di email marketing hanno tanto successo altre invece no? Perché alcuni messaggi raggiungono ottimi risultati, altri invece non suscitano alcuna reazione? Osservando attentamente le regole dell’email marketing (o del marketing in generale), ci si rende presto conto che a svolgere un ruolo estremamente importante in questo settore è anche la psicologia.

La psicologia nel marketing è talmente importante da essere oggetto di studio di numerosi esperti in diversi settori, le loro scoperte invece vengono seguite con cura dai giganti nel campo dell’email marketing per migliorare i risultati e aumentare il profitto. Non vorresti esserci anche tu tra questi?

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Uno dei grandi classici sulla psicologia del marketing è il testo:”Le armi della persuasione”, scritto dal professore di psicologia e marketing all’Università dell’Arizona, dr. Robert B. Cialdini. Nel suo libro, sottotitolato:”Come e perché si finisce col dire di sì”, ha presentato i risultati di 35 anni di ricerca, di cui 3 anni spesi nella ricerca delle cause e ha delineato 6 principi che influiscono sulle decisioni quotidiane.

Nel libro ha incluso numerosi esempi pratici di come è possibile, con il giusto approccio, influire sulle persone, abilità inestimabile per chiunque lavori con l’email marketing. Certo, non nuoce leggere tutto il libro, ma se vuoi conseguire le basi e cominciare a metterle in pratica subito, abbiamo preparato per te un breve riassunto dei 6 principi e alcuni consigli su come utilizzarli a tuo vantaggio.

Principio #1: Reciprocità

Si tratta di un principio semplice: se facciamo un favore a qualcuno, questi sentirà l’obbligo di doverci restituire il favore – e viceversa. Se quindi qualcuno ci invita a pranzo, avremo la sensazione di dover ricambiare questo invito a pranzo. Se fai un favore a un tuo collega, questi avrà la sensazione (ma anche tu) di doverti ricambiare – e alla prima opportunità lo farà.

Questo principio funziona in tutte le sfere. Una delle ricerche più interessanti in questo campo è stata condotta nei ristoranti. Pensa all’ultima volta che hai mangiato in un ristorante. Alla fine del pasto, ti hanno offerto qualche dono gratuito, forse un digestivo, qualche caramella alla menta, una barretta di cioccolato o qualcosa di simile? Ciò ha influito sul quantum della mancia che hai lasciato al cameriere?

Forse pensi di no, ma le ricerche hanno dimostrato il contrario. I risultati hanno rivelato che gli ospiti che alla fine del pasto hanno ricevuto un piccolo dono, hanno lasciato il 3 % in più di mancia rispetto a quelli che non hanno ricevuto nulla. Ma la storia non finisce qui: è curioso che chi ricevuto due doni (per esempio due caramelle invece di una), non ha raddoppiato la mancia, ma l’ha quadruplicata (la mancia media in questi casi era del 14 % in più).

E un altro dato interessante: se il cameriere dava prima una caramella agli ospiti, poi si girava, faceva un paio di passi e tornava con un’altra caramella, dicendo «ecco un’altra caramella per delle persone tanto gentili», la mancia aumentava del 23 %. La chiave del successo quindi non si nasconde in quello che diamo, ma soprattutto nel modo in cui lo diamo.

Principio #2: Impegno e coerenza

Le persone a volte agiscono in modi insoliti, a provarlo è anche il principio d’impegno e coerenza. Significa che quando si assume un impegno, nella maggior parte dei casi, lo si rispetta per coerenza– anche se la situazione nel frattempo è cambiata o se l’impegno che abbiamo preso non ha più alcun senso.

Significa che bisogna convincere i clienti a prendersi un piccolo impegno, a prima vista insignificante, per avere così più possibilità che questi continuino nella direzione desiderata. Uno degli stratagemmi, usati spesso nel web marketing, per esempio, è chiedere ai visitatori del sito web di iscriversi alla newsletter, se questi non vogliono, bisogna dargli la possibilità di chiudere la finestra e cliccare sul testo «No grazie, mi iscriverò più tardi ». I visitatori del sito in un certo modo prendono l’impegno di iscriversi alla tua newsletter più tardi, perciò la prossima volta che gli verrà offerta questa possibilità, ci saranno più probabilità che si iscrivano.

È importante dare ai potenziali clienti anche la possibilità di prendere un impegno da soli, di essere quindi attivi nel processo. Che confermino qualcosa su cui vi eravate messi d’accordo, che esprimano la loro opinione e se possibile che lo facciano in forma scritta – così le cose sono più reali.

Vediamo come esempio il caso di un ambulatorio che prova come il coinvolgimento attivo aiuti a richiamare la coerenza verso l’impegno. Invece di dare ai pazienti un foglietto con scritta la data e l’ora del prossimo appuntamento, hanno chiesto loro di compilare il foglietto con il prossimo appuntamento da soli – il numero di disdette è diminuito drasticamente.

Principio #3: Riprova sociale

In genere alle persone non piace distinguersi dalla massa – a dire il vero, potremmo anche paragonarci a un gregge di pecore, abbiamo la tendenza a seguire gli altri, non importa dove. Ma questo principio, quando parliamo di psicologia del marketing, può tornarci utile. Ci piace fare quello che fanno gli altri – e quindi anche comprare quello che comprano gli altri. Quante volte ti è successo di aver comprato una cosa solo perché l’hanno comprata anche gli altri? Non importa se esistono altri 100 prodotti simili o quasi uguali, alcuni persino migliori di quello che abbiamo scelto. Ma siccome è stato acquistato già da tante persone, DEVE essere il migliore, no? Abbiamo l’abitudine di dare molta importanza all’opinione di chi ci circonda e questo è un fatto che nel marketing va assolutamente sfruttato.

Un ottimo esempio di riprova sociale sono gli asciugamani negli alberghi. Se hai mai soggiornato in un hotel, allora saprai che nella maggior parte dei bagni degli alberghi c’è un bigliettino che ti invita a riutilizzare gli asciugamani per contribuire a un ambiente più pulito. E sai cosa? I messaggi effettivamente funzionano, il 35 % degli ospiti utilizza gli asciugamani più volte. Eppure – questa percentuale potrebbe essere più elevata?

Certo. Le ricerche hanno dimostrato che nei soggiorni che superano i quattro giorni, il 75 % degli ospiti ha riutilizzato l’asciugamano almeno un’altra volta. E se usassimo questo dato per incoraggiare gli ospiti? Un messaggio del tipo «guarda cosa fanno gli altri!» dovrebbe, secondo la logica del principio della riprova sociale, raggiungere il suo obiettivo. E infatti e così. Gli ospiti che sono stati informati di quel 75 % di persone che riutilizzavano almeno una volta l’asciugamano, hanno fatto ancora meglio, l’utilizzo degli asciugamani è aumentato di un ulteriore 33 %.

Un altro esperimento interessante che valutava la riprova sociale: hanno ingaggiato un attore e lo hanno pagato per mettersi in strada e fissare attentamente un punto a caso nel vuoto. Dopo un po’ anche gli altri hanno cominciato a guardare nella stessa direzione in cui guardava l’attore, perché volevano sapere cosa stava succedendo. In uno dei casi hanno persino dovuto interrompere l’esperimento perché le persone che fissavano in aria avevano bloccato il traffico – un esempio che conferma che le persone sono pronte a fare cose irragionevoli solo perché a farle sono anche gli altri.

Principio #4: Simpatia

Il principio di simpatia è semplice e assai logico: se qualcosa o qualcuno ci piace ci sono più probabilità di dire di sì a questa cosa o persona. Questo cosa significa? Che se alle persone piace il nostro marchio, ci sono maggiori probabilità che questi effettuino l’acquisto. Sembra facile, ma che cosa bisogna fare per piacere alle persone? La scienza della persuasione sostiene che ci siano 3 fattori: ci piacciono le persone simili a noi, quelle che ci apprezzano o ci fanno un complimento e quelle che collaborano con noi per raggiungere lo stesso obiettivo.

Quindi prima di iniziare a pensare all’incremento delle vendite, rifletti su come aumentare la tua simpatia. Riesci a trovare dei punti d’incontro con i tuoi clienti che ti aiutino a determinare gli obbiettivi in comune? Puoi fargli un complimento sincero? Ma fai attenzione affinché sia veramente sincero – le persone non provano certo simpatia per i leccapiedi o per le false lusinghe.

Un’altra caratteristica interessante della simpatia: l’aspetto ha un ruolo importantissimo per la vendita. Le ricerche dimostrano infatti che ci sono più probabilità di acquistare un prodotto da una persona attraente. Contano anche le cose superficiali: cosa siamo vestiti, quanto siamo curati e il modo in cui ci esprimiamo. Tutto questo influisce sull’apparenza generale e di conseguenza anche sulla simpatia.

Principio #5: Autorità

Sicuramente avrai già sentito parlare di quanto sia importante rappresentare un’autorità nel tuo campo, cioè essere un esperto nel tuo settore, uno che sa esattamente quello che dice. Se i tuoi clienti avranno l’impressione che tu sia un esperto e che sappia consigliarli riguardo l’acquisto, ci saranno più probabilità che effettuino l’acquisto. Certo, non puoi andare in giro a spiegare ai tuoi potenziali clienti quanto tu sia bravo, perciò è importante che glielo dica qualcun altro. Un ottimo metodo sono le raccomandazioni dei clienti soddisfatti, ma non c’è niente di sbagliato se fai valere la tua autorità pubblicando diversi consigli, stratagemmi e contenuti utili, o magari puoi fare anche un passo in più e assumere qualcuno che ti faccia i complimenti. Hm, cosa?

Un esempio interessante preso dalla prassi è l’esempio di un’agenzia immobiliare che ha aumentato notevolmente il numero di contratti stipulati con l’aiuto di un trucco molto semplice. Alla reception, ad ogni chiamata, lo staff passava la telefonata a un altro collega facendogli prima dei complimenti. «Vorrebbe quindi vendere l’appartamento? Perfetto, Le passo Chiara, che in questo campo ha più di 15 anni di esperienza.» O magari: «Vuole comprare una casa? Allora sarebbe meglio che parlasse con Marco, i clienti solitamente sono molto soddisfatti di lui.»

Semplice, ma estremamente efficace! Questo stratagemma ha aumentato il numero delle riunioni con i clienti del 20 %, di conseguenza sono aumentati del 15 % anche i contratti stipulati.

Un altro esempio interessante: i dottori, dentisti e terapeuti solitamente nei loro ambulatori hanno sui muri appese le loro lauree e altri riconoscimenti. Non è una cosa che fanno per vantarsi dei loro successi ma perché vogliono risvegliare nei pazienti la sensazione di fiducia, confermare che loro sono veri esperti nel proprio campo – e i riconoscimenti non sono altro che prove concrete.

Naturalmente questo non vale in tutti i settori. Se nella tua azienda hai ricevuto qualche certificato, premio o un qualsiasi altro riconoscimento, sarebbe saggio mostrarlo a tutto il pubblico interessato e non c’è niente di sbagliato nel vantarsi di questo riconoscimento menzionandolo nella newsletter.

Principio #6: Scarsità

Se hai a che fare con l’email marketing allora saprai già che le scorte limitate hanno un ottimo effetto sull’aumento delle vendite. Se l’email informa i destinatari che una determinata offerta è a disposizione in un numero molto limitato, questi non ci penseranno due volte ad effettuare l’acquisto. Questa infatti è la base del principio di scarsità: più una cosa è rara, più è interessante.

Un bell’esempio è quello del famoso aereo Concorde Londra-New York. Quando la compagnia aerea British Airways nel 2003 ha annunciato che a causa del poco interesse non avrebbe più volato due volte al giorno, la vendita dei biglietti è aumentata subito a dismisura.

Bisogna sottolineare però che non è cambiato proprio niente. La linea è rimasta uguale, l’offerta non è cambiata e neanche il prezzo è sceso di un solo centesimo. Tutto è rimasto assolutamente uguale – tranne il fatto che l’offerta ora era limitata e perciò all’improvviso molto più desiderata.

Se riesci a preparare un’offerta esclusiva con un numero limitato di prodotti, a tempo limitato e a convincere i tuoi clienti che c’è il rischio che perdano l’offerta, allora sarai sulla strada giusta per aumentare notevolmente le tue vendite.

Ma perché questi principi sono così importanti?

Leggendo questo articolo avrai probabilmente già capito che si tratta di principi molto utili che possono aiutarti a migliorare notevolmente i tuoi risultati di vendita, ma possiamo comunque elencare altri vantaggi che otterrai rispettando le regole della psicologia del marketing.

  1. La psicologia è un elemento di marketing estremamente importante, che non va dato per scontato

Non si tratta solo dei principi elencati – la psicologia in generale è una parte essenziale del marketing – e se non la rispettiamo può costarci caro. In ogni caso, se lavori nel campo del web marketing e desideri migliorare i tuoi risultati dovresti approfondire le tue conoscenze sulla psicologia.

  1. Con semplici stratagemmi potrai aumentare le probabilità di convincere i clienti ad effettuare l’acquisto

I principi che abbiamo elencato sono utili soprattutto perché sono semplici. Pochi hanno il tempo e la voglia di leggere libri di psicologia e quindi può essere molto utile se qualcuno prepara una guida, semplice ed utile che puoi mettere in pratica subito e cominciare a raggiungere risultati migliori.

  1. Le tattiche di persuasione ti aiuteranno ad aumentare notevolmente il tasso di conversione

Una conversione migliore, più vendite, più profitto – dopo tutto questo è l’obiettivo principale, giusto?

  1. Anche tu potrai evitare le «fregature» nel marketing

D’altro canto, se conosci tutti gli stratagemmi del marketing quando sarai nel ruolo di consumatore, potrai evitarli in modo più facile. Le aziende molte volte non possiedono una bussola morale e quando utilizzano gli stratagemmi del marketing non danno la giusta importanza all’onestà – conoscere quindi tutte le trappole che usano, e di cui sfortunatamente anche abusano, ti tornerà sicuramente utile!

Per finire …

e nonè ancora finita! Questa volta abbiamo approfondito la teoria con degli esempi generici di tutti e sei i principi di persuasione, nel prossimo articolo invece ci concentreremo sull’uso di questi principi direttamente nell’email marketing. Se desideri utilizzare questi stratagemmi psicologici del marketing nella tua newsletter, non perderti la prossima guida nella quale analizzeremo il lato pratico della psicologia di persuasione.

 

Con l’aiuto del sistema Squalo potrai utilizzare i principi elencati anche nelle tue campagne di email marketing.

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10 tendenze di design nell’email marketing del 2020

Tempo di lettura: 09 minuti

 

Nell’articolo precedete ci siamo dedicati alle tendenze che regneranno nel mondo dell’email marketing nel 2020, oggi invece ci concentreremo su uno solo degli elementi: il design.

L’aspetto visivo della newsletter è il primo elemento che vediamo e per questo motivo è anche la prima cosa che attira, o meno, la nostra attenzione.

Affinché i tuoi messaggi anche nel 2020 catturino l’attenzione dei tuoi destinatari nel modo giusto, abbiamo raccolto e analizzato le tendenze di design più importanti che caratterizzeranno quest’anno. Sei pronto a conoscerle anche tu?

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Trend #1: Contenuti video nei messaggi email

 

I contenuti video sono molto amati negli ultimi tempi, permettono infatti di riportare (o ricevere) in breve tempo e in modo molto efficace più informazioni rispetto a tutti gli altri contenuti. Per questo motivo il video è un elemento di design molto amato e ci si aspetta che la sua popolarità nel 2020 continui ad aumentare.

Ma bisogna fare attenzione, perché alcuni client di posta non permettono la visualizzazione dei video integrati, tra questi c’è, per esempio anche Gmail. Perciò sarebbe meglio inserire nella newsletter solo l’immagine del video con il collegamento che una volta cliccato reindirizza i destinatari sulla pagina con il video.

Con il sistema di Squalo fare ti tutto ciò sarà ancora più facile. Aggiungere i video alle tue newsletter con il sitema trascina e rilascia non è mai stato così semplice.

Siccome il video è un elemento che ha molti vantaggi, sarebbe davvero un peccato rinunciarvi. È uno strumento molto personale, che migliora notevolmente il CTR, aumenta il grado delle condivisioni e aiuta a rafforzare la fiducia e la credibilità. Non dimenticarti di menzionare la presenza del video nel messaggio già nel titolo per migliorare così le probabilità che i destinatari aprano la tua newsletter.

Ma attenzione: oggi giorno tutti abbiamo poco tempo, perciò il video non deve essere troppo lungo. Un contenuto breve, conciso e interessante attirerà l’attenzione in modo molto più efficace e porterà ai risultati desiderati.

Trend #2: L’effetto «rollover»

L’effetto del movimento, chiamato in inglese rollover, è uno strumento di design molto interessante che sta diventando sempre più popolare anche nelle campagne di email marketing. È un effetto con il quale l’immagine dell’oggetto cambia al passaggio del mouse. Consente una visualizzazione più dettagliata dell’oggetto (di solito del prodotto), allo stesso tempo però è anche interessante e divertente e ciò non può che migliorare l’esperienza dell’utente.

Va considerato però che per muovere l’immagine con il mouse abbiamo innanzitutto bisogno del mouse –che i cellulari non hanno. L’effetto rollover nei messaggi email che i destinatari leggono sui cellulari o tablet non avrà lo stesso effetto (perché bisognerà cliccare sull’immagine), ma ciò non significa che non valga la pena usarlo. Esiste comunque un gruppo di utenti che per leggere i propri messaggi email usa il computer, e perciò sarebbe un vero peccato non usufruire di questo elemento.

L’effetto rollover può essere utilizzato in maniera efficace in numerose occasioni, nella maggior parte dei casi si usa per mostrare la parte posteriore di un determinato prodotto, per presentare i colori a disposizione, l’utilizzo del prodotto o un capo d’abbigliamento, mostrare informazioni dettagliate sul prodotto, per visualizzare il pulsante per la CTA e molte altre necessità di marketing.

Anche se a prima vista l’effetto rollover può sembrare complicato, in realtà non lo è. Avrai solo bisogno di due immagini diverse: una che viene visualizzata quando l’utente non muove il mouse, l’altra invece quando questi passa con il mouse sull’immagine. Per tutto il resto potrai affidarti al sistema di Squalo che consente una facile trasformazione del movimento.

Trend #3: Carosello di fotografie

Il carosello con le fotografie è uno strumento interessante di cui abbiamo già parlato. Ti consente infatti di includere nelle tue campagne email più fotografie e in questo modo di riportare ai destinatari più informazioni. L’incredibile adattabilità di questo elemento lo ha reso uno degli elementi di design più amati. In questo anno ci si aspetta che la sua popolarità cresca ancora.

Se sei spesso nel dubbio su quale contenuto o quale fotografia merita l’attenzione principale nel tuo messaggio email, questo d’ora in poi non sarà più un problema – con l’aiuto del carosello infatti potrai mettere al primo posto diversi argomenti attirando così anche i destinatari con interessi diversi.

I caroselli sono anche interattivi, aggiungono una nota personale e sono piacevoli per i destinatari, visto che li hanno già conosciuti sui social media. Sono appropriati per tutti i tipi di utenti, perché sono efficaci per diversi settori, oltretutto consentono di reindirizzare i destinatari dopo un click esattamente sul contenuto del tuo sito web che li interessa.

I caroselli, nonostante la loro complessità e flessibilità, sono estremamente facili da usare.

Trend #4: Reattività e accessibilità

Si tratta di due concetti diversi che però hanno anche qualcosa in comune: è importante verificare come i tuoi messaggi vengono visualizzati su diversi dispositivi, diversi client di posta e diversi destinatari. Nel 2020 non ci sono più scuse per non inviare messaggi di posta non ottimizzati e non adattati.

Devi essere consapevole che sempre più utenti leggono i propri messaggi su altri dispositivi, non solo sui computer. La maggior parte delle persone legge le proprie email sugli smartphone durante il viaggio in treno, o sul tablet mentre se ne stanno sdraiati sul divano. Se i tuoi messaggi non rispettano questi tipi di dispositivi, allora sarebbe meglio non inviarli affatto.

Una delle tendenze di design più importanti per il 2020 è quindi anche la reattività e l’ottimizzazione su tutti i tipi di dispositivi e per tutti i tipi di utenti.

Squalo ti offre più di 100 template responsive, allo stesso tempo ti consente anche di verificare minuziosamente i tuoi messaggi su diversi client di posta e su diversi dispositivi. In questo modo potrai assicurarti che i tuoi messaggi vengano recapitati senza errori banali, che potrebbero lasciare una pessima impressione.

Verifca l’anteprima delle tue newsletter sui vari dispositivi e sui client di posta più utilizzati.

Trend #5: Interattività e feedback

Gli elementi interattivi nelle newsletter stanno diventando sempre più amati perché permettono ai destinatari l’interazione con il contenuto dell’email, senza dover effettivamente visitare il sito web. Oltretutto danno ai messaggi una nuova dimensione e aumentano efficacemente il coinvolgimento dei destinatari, per questo motivo gli elementi interattivi vengono usati da molti marchi e nel 2020 ci si aspetta che il fenomeno aumenti a dismisura.

Puoi includere l’interattività nelle tue campagne in modi diversi, per esempio in forma di questionari e sondaggi, che creano l’interazione con i destinatari, ma ti aiutano anche a raccogliere informazioni preziose per la pianificazione delle tue campagne future.

Uno dei trend più interessanti del nuovo anno è anche la cosiddetta micro interazione. Come suggerisce già il nome stesso, si tratta di un’interazione appena percettibile, ma che raggiunge comunque il suo scopo – perché anche nel mondo dell’email marketing vale la regole del meno è meglio. Un esempio di micro interazione è quando il destinatario deve scorrere o tastare un punto nel messaggio; si tratta di un piccolo gesto, ma che può essere molto efficace dal punto di vista dell’esperienza del utente.

Trend #6: Semplicità

Che significato ha la semplicità nel design? Il concetto di semplicità si basa su una teoria e cioè che i mucchi di messaggi che ogni giorno riempiono le nostre caselle di posta competono fra loro, chi è riuscito a includere più contenuto, più colori, più azione e più immagini. Fino a un certo punto può anche essere efficace, ma una volta raggiunto il limite, quando siamo letteralmente sazi, un design semplice sarà molto più efficace.

La semplicità si rispecchia nel minimalismo: design semplici con pochi colori, tanto spazio vuoto, una sola immagine e poco testo. Se anche tu nel 2020 vuoi optare per dei design più semplici con lo scopo di raggiungere risultati migliori, allora ti suggeriamo di utilizzare il seguente stratagemma: pensa agli elementi che devono obbligatoriamente esserci nel messaggio email, tutto il resto semplicemente escludilo.

Succede però spesso che semplice in realtà non è più poi così semplice, se nel messaggio includiamo troppo contenuto. Certo, non c’è niente di sbagliato se la newsletter contiene qualche informazione in più – ma in questo caso non avrà certo lo stesso effetto rispetto a un messaggio minimalistico.

Trend #7: Animazioni e immagini APNG

Le animazioni sono state una delle tendenze più importanti già nel 2019, per il 2020 ci si aspetta letteralmente un esplosione di animazioni. Ormai siamo abituati ad essere attaccati da tutte le parti da diversi stimoli e a volte siamo già immuni alle immagini che non si muovono, ma stanno lì ferme e non fanno assolutamente niente. Per questo motivo le animazioni sono uno strumento di design molto efficace: attirano la nostra attenzione più in fretta. Nel campo delle animazioni è arrivato un nuovo giocatore, e cioè le immagini APNG; si tratta di una versione animata delle immagini PNG, che ormai conosciamo bene. Rispetto alle classiche animazioni GIF, le immagini APNG sono più vivaci e colorate, oltretutto offrono anche un migliore supporto su diversi client di posta rispetto alle animazioni CSS.

Le immagini APNG hanno quindi numerose caratteristiche positive e per questo sono state già molto amate l’anno scorso, ma saranno ancora più popolari nel 2020. Ti suggeriamo quindi di farci conoscenza, sono uno strumento di design relativamente semplice ma molto efficace per l’email marketing.

Attenzione: le animazioni non devono essere troppo grandi. Gli elementi grandi hanno bisogno di più tempo per essere caricati, ciò significa che i destinatari che hanno una connessione lenta non vedranno niente per un po’ di tempo e c’è il pericolo che chiudano il messaggio prima di vedere i tuoi contenuti preparati con tanta cura. Un peccato, no?

Trend #8: Immagini 3D

Le immagini 3D sono uno degli ultimi trend che le grandi marche usano nelle loro campagne di marketing. Perché solo le grandi marche? Soprattutto perché le immagini 3D sono abbastanza impegnative e di conseguenza costose da creare, perciò i marchi più piccoli spesso non possono permettersele.

Proprio a causa della complessità nel creare questo tipo di figure le immagini 3D raramente appaiono nei messaggi email – ma quando ci sono, fanno effetto. A differenza delle immagini comuni sono estremamente intense, vibranti e appariscenti, attirano con facilità l’attenzione dei destinatari e raggiungono ottimi risultati. Se decidi di investire in immagini 3D e di includerle nelle tue newsletter, questo è ciò che ti farà distinguere dalle masse, sarai infatti uno dei pochi che ha il coraggio di fare questo passo.

Trend #9: Design scuri

Ma cosa sono i design scuri? Non ti preoccupare, non nascondono niente di oscuro, parliamo semplicemente di design – scuri. Questo significa che utilizzano soprattutto colori scuri, nella maggior parte dei casi il colore nero, blu scuro o qualche altro colore scuro.

Ma perché i design scuri negli ultimi tempi sono diventati così popolari? Una delle ragioni è che gli utenti degli smartphone usano sempre più spesso i dispositivi nel così detto dark mode che diminuisce la luminosità dello schermo e invece del bianco usa prevalentemente colori scuri. Il tema scuro è molto popolare soprattutto perché non stanca gli occhi e ha un qualcosa di affascinante.

Ma i messaggi chiari in combinazione con il tema scuro non vengono visualizzati in modo altrettanto affascinante, perciò i designer si sono dovuti abituare alle nuove tendenze e adattare i propri design ai colori scuri per coordinarli meglio con i dispositivi scuri.

Una ragione importante del perché ci siano sempre più design scuri è che già nel 2019 si usavano colori audaci e intensi – tra cui anche i colori scuri, come il nero e il blu scuro. Nel 2020 questa tendenza farà un ulteriore passo avanti, questi colori scuri stanno assumendo il ruolo principale in numerosi design delle campagne di email marketing.

Trend #10: Illustrazioni isometriche

Anche le illustrazioni isometriche fanno parte degli elementi di design futuristici più popolari utilizzati da un numero sempre più alto di marchi. Anche se a prima vista appaiono come delle immagini 3D, le illustrazioni isometriche sono diverse: vengono create con una visuale posta ad un angolo di 30 gradi che le rendono pulite e semplici.

Le illustrazioni isometriche uniscono quindi il design accattivante e prorompente delle immagini 3D con un design semplice, ma allo stesso tempo propongono un aspetto complesso rispetto alle comuni immagini 2D. Essendo anche immagini molto chiare permettono di mostrare anche strati o parti del prodotto o determinate parti del processo di fabbricazione, che altrimenti rimarrebbero nascoste siccome le fotografie tradizionali non riescono a farle vedere.

Le illustrazioni isometriche quindi non sono solo attraenti a prima vista, ma sono anche estremante utili ed efficaci nella presentazione dei nostri prodotti o offerte, e questo è anche il motivo perché sempre più marchi ne fanno uso. Erano popolari già l’anno scorso, nel 2020 invece cominceranno a riempire sempre più spesso anche le nostre caselle di posta. Se sei tra quelli che vogliono cimentarsi in questo campo, ti garantiamo che ne varrà la pena.

Per concludere

Le ultime tendenze le conosci, ora è tempo di riflettere attentamente su cosa può interessare e attirare anche i destinatari dei tuoi messaggi di email marketing. Non avrebbe alcun senso utilizzare gli elementi di design solo perché questi vanno di moda – una delle regole di base del design è che questo deve fare la sua parte e svolgere la sua funzione, non solo apparire.

Nell’introdurre nuove tendenze di design devi avere coraggio e non paura delle novità. I cambiamenti fanno parte del progresso.

È il momento giusto per pensare ai tuoi obiettivi per quest’anno e intraprendere nuove iniziative. Sicuramente ti saranno di grande aiuto anche tutte le funzionalità del sistema Squalo che ti permettono di creare ottime campagne senza sforzo, con soli pochi click.

 

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I migliori trend dell’email marketing nel 2020 – esempi di buone prassi

Tempo di lettura: 10 minuti

 

Il 2020 è cominciato e sicuramente avrai già intrapreso numerose nuove sfide. Se tra queste c’è anche un uso più proficuo dell’email marketing, probabilmente avrai già letto con interesse le due guide pubblicate in precedenza, ora invece è tempo di dare un’occhiata agli esempi di buone prassi.

Se le nuove tendenze ti hanno colpito e vorresti provarle anche tu, ma ti mancano l’ispirazione e le idee, allora prendi spunto dagli altri. Abbiamo cercato per te alcuni esempi di messaggi email inviati dai migliori. Siamo convinti che tra questi esempi troverai anche contenuti che ti serviranno come ispirazione per creare messaggi destinati ai tuoi lettori.

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Esempio #1: Tiffany & Co

Fonte: Tiffany & Co

 

Nella sua newsletter, l’azienda Tiffany & Co, ha fatto un passo indietro rispetto all’approccio usuale: invece di mostrare direttamente il loro prodotto, come fa la maggior parte degli altri marchi, lo hanno coinvolto in modo creativo in una situazione quotidiana dove il ruolo di protagonista spetta al prodotto.

Una grafica interessante e un messaggio amichevole creano un’offerta attraente che non può che attirare l’attenzione. Allo stesso tempo i creatori della newsletter hanno usato anche uno stratagemma estremamente efficace, che sicuramente ti tornerà utile: con l’aiuto di diversi colori hanno diviso il messaggio in più parti.

La parte che sollecita all’acquisto dell’anello ha uno sfondo blu, la parte con i suggerimenti invece ha uno sfondo rosso. Si tratta di uno strumento molto efficace che ti aiuta a dividere in modo sensato diverse parti del tuo messaggio all’interno della stessa newsletter per facilitare ai destinatari la comprensione e garantire una maggiore trasparenza.

Esempio #2: Grammarly

Fonte: Grammarly

 

Negli articoli precedenti abbiamo menzionato più volte che una delle tendenze di design più importanti per il 2020 sarebbe stata la semplicità ed essenzialità – e il marchio Grammarly questo lo sa bene. Segue infatti il principio che “meno” molte volte è meglio e questo si rispecchia anche nella loro newsletter. Un design semplice, con molto spazio bianco, poco testo ma di qualità, un’illustrazione divertente e una CTA chiara – questi sono gli elementi chiave per un buon messaggio email che Grammarly nella sua newsletter è riuscito a unire in una totalità efficace.

Le email semplici hanno anche un altro vantaggio: sono facili da preparare. Se quindi nel mondo dell’email marketing sei un principiante e non sai ancora bene come utilizzare gli elementi più complicati, la cosa più facile sarà cominciare con quelli semplici. Così, oltre ad apprendere le basi, sarai al passo con le ultime tendenze di quest’anno.

Esempio #3: Data Camp

Fonte: Data Camp

Lo abbiamo menzionato già più volte, la sensazione di urgenza e pressione temporale incitano efficacemente i consumatori all’acquisto, ma vediamo un esempio di newsletter. L’azienda Data Camp, che organizza corsi di formazione online, ha offerto un elevato sconto nell’ultima settimana Cyber limitando temporalmente l’offerta con il conto alla rovescia.

Il conto alla rovescia, che calcola i secondi alla scadenza di un’ottima offerta, è uno strumento estremamente efficace nell’email marketing. I destinatari infatti avranno subito la sensazione di dover fare in fretta e che questa è un’offerta da non lasciarsi scappare. Anche nel 2020 il conto alla rovescia rimane uno dei trend più importanti dell’email marketing che sicuramente ti aiuterà a raggiungere migliori risultati di vendita.

Esempio #4: Email on Acid

Fonte: Email on Acid

 

In precedenza abbiamo già parlato del tema scuro, uno dei trend più amati degli ultimi tempi, che nel 2020 continuerà ad aumentare di popolarità, ma vediamo ora qualche esempio di newsletter.

Si tratta di una tecnica che cambia la tavolozza cromatica del messaggio email, mostrando così contenuti chiari su un sfondo scuro. Uno dei vantaggi, oltre al fatto che questo aspetto cromatico stanca meno i nostri occhi, è che i colori scuri hanno un non so che di affascinante.

Il tema scuro è uno dei trend che nel 2020 avrà un ruolo importante nel campo del design di messaggi email, sarebbe quindi una buona idea dedicargli l’attenzione che si merita.

Esempio #5: Apple News

Fonte: Apple News

 

Se le tue newsletter informano i destinatari sulle news, blog o altri contenuti, la newsletter di Apple News è sicuramente uno dei migliori esempi da seguire. Semplice, organizzata, ma comunque attraente ed efficace!

Se guardiamo con un po’ più di attenzione vedremo subito che si tratta di un design estremamente accurato. Un titolo accattivante, una fotografia interessante e una breve introduzione che attira l’attenzione, sono la combinazione vincente – classico, ma non per questo meno efficace.

Per rendere le cose ancora più interessanti e far emergere il contenuto delle proprie newsletter, Apple News utilizza una combinazione di fotografie a colori e in bianco nero, che attirano ancora di più l’attenzione dei destinatari.

Esempio #6: Google Home Mini

Fonte: Google Home Mini

Se nelle tue newsletter solitamente tratti molti argomenti diversi ed esponi anche diversi contenuti il messaggio potrebbe risultare caotico e disordinato, il che di solito a molti lettori non piace. Google Home Mini propone un ottimo esempio di come con il design giusto è possibile presentare in modo chiaro anche diversi temi.

La newsletter inviata da Google Home Mini include tanto spazio bianco il che aiuta a dividere in modo efficace diversi argomenti e diversi contenuti. Nonostante la varietà l’impressione generale è chiara e trasparente, e ciò aumenta le probabilità che i destinatari leggano o almeno guardino la newsletter, oltretutto nessuna parte del messaggio si perde tra le altre.

Esempio #7: Harry’s

Fonte: Harry’s

La semplicità spesso è anche la migliore soluzione e continuerà ad essere una delle tendenze principali anche nel 2020. Ne sono ben consapevoli al marchio Harry’s, infatti i loro messaggi email sono semplici, trasparenti e incredibilmente attraenti.

Uno stile minimalista con molto spazio bianco trasmette un messaggio chiaro e ne facilita la lettura, una delle ragioni per la quale Harry’s, con l’email marketing, raggiunge ottimi risultati.

Esempio #8: New York Times

Fonte: New York Times

 

Meno è meglio – è una regola di design che vale anche per l’email marketing. Numerosi marchi perciò scelgono design semplici con molto spazio vuoto, che crea un senso di ariosità, facilita la leggibilità del testo e non appesantisce i destinatari con una grossa quantità di informazioni. Tra questi marchi c’è anche il famoso New York Times.

Esempio #9: Franer

Fonte: Franer

Franer propone un ottimo esempio di come utilizzare i video nei messaggi email. Raccontando una storia con l’aiuto dei video, riesce, in breve tempo e in modo carino, a comunicare più di quanto riuscirebbe a fare con un testo lungo.

Proprio grazie al suo formato, che piace tanto ai destinatari, e la capacità di trasmettere molte informazioni in breve tempo, anche nel 2020 il video rimane uno dei trend più importanti nel email marketing.

Esempio #10: Lyft

Fonte: Lyft

L’ottima combinazione tra 3D e animazione attira immediatamente l’attenzione e previene che i destinatari, almeno per un paio di secondi, chiudano il messaggio – vogliono scoprire infatti cosa succederà. Si tratta di tecniche avanzate che portano a ottimi risultati ed è per questo che fanno parte dei trend più popolari per l’anno 2020.

Esempio #11: Suiteness

Fonte: Suiteness

 

Le infografiche sono uno strumento molto popolare già da diversi anni e per il 2020 questa popolarità non sembra diminuire. Le infografiche sono infatti molto trasparenti, intuitive, divertenti e semplici, oltretutto permettono all’utente di cogliere subito le informazioni più importanti – il che oggi giorno, siccome tutti abbiamo poco tempo, è un vantaggio importante.

Anche la newsletter è adatta a contenere le infografiche, perciò sempre più marchi decidono di presentare i propri contenuti nel messaggio email in questo modo. Il metodo visuale di raccontare una storia è infatti estremamente efficace, oltretutto può essere utilizzato per diversi temi e contenuti.

Includere nell’infografica informazioni interessanti e forti elementi di design ti aiuterà ad aumentare il numero di lettori e a migliorare l’efficacia dei tuoi messaggi email. Proprio come fa Suiteness.

Esempio #12: Kate Spade Saturday

Fonte: Kate Spade Saturday

 

La newsletter di Kate Spade Saturday è un ottimo esempio dell’utilizzo di un design e di colori più audaci – ma allo stesso tempo propone la semplicità come la chiave per un layout perfetto. Gli elementi provocanti nel messaggio email sono un’idea estremamente efficace, ma non devono essercene troppi. Se si esagera l’aspetto del messaggio può diventare presto caotico ed eccessivamente sfrontato.

I designer di questa newsletter hanno creato un messaggio semplice che però si abbina molto bene con l’aspetto vivace del colore giallo. La newsletter sicuramente attira l’attenzione, ma segue comunque le regole del meno è meglio.

In questa email è presente anche un’altra tendenza di cui abbiamo parlato nelle guide precedenti: la newsletter, infatti, incita i destinatari ad esprimere la propria opinione in cambio di uno sconto concreto. Facendo così prendono due piccioni con una fava: ricevono informazioni dai destinatari e li stimolano ad effettuare l’acquisto.

Esempio #13: HomeGoods

Fonte: HomeGoods

 

Anche la newsletter di HomeGoods è estremamente efficace, se vuoi prendere spunto su come ottenere dei feedback dai tuoi destinatari. In modo discreto e senza fargli perdere troppo tempo chiedigli di confidarti i loro desideri e interessi, in questo modo guadagnano entrambe le parti: i destinatari che ricevono più contenuti a cui sono realmente interessati e il mittente della newsletter (tu gentile lettore), poichè ora hai a disposizione più informazioni utili sui tuoi clienti.

I contenuti adattati che attirano i destinatari e suscitano il loro interesse sono uno dei trend più importanti di quest’anno, perciò rifletti attentamente su quali informazioni potrebbero servirti e poi chiedi ai tuoi destinatari di esprimere la loro opinione.

Esempio #14: Headspace

Fonte: Headspace

 

Headspace è una delle app più popolari per la meditazione, hanno quindi perfettamente ragione ad utilizzare nella loro newsletter tonalità rilassanti e chiare che aiutano subito i destinatari a calmarsi. Sono un ottimo esempio del fatto che per costruire un marchio e inviare dei messaggi forti non si ha bisogno necessariamente anche di colori forti – può bastare anche una paletta cromatica più tranquilla.

Oltretutto Headspace è anche un ottimo esempio dell’uso di video contenuti nella newsletter. Il messaggio email che stiamo vedendo è destinato ai nuovi utenti che ancora non conoscono l’applicazione e perciò offre una breve presentazione in forma di video che spiega in modo conciso e amichevole tutte le funzioni e i vantaggi dell’app.

Esempio #15: Bunny Farm

Fonte: Bunny Farm

 

Questa newsletter rappresenta un ottimo esempio dell’utilizzo delle animazioni APNG per creare esperienze divertenti e contenuti che attirano l’attenzione. Cercare le uova di Pasqua nella newsletter è un gioco a cui i destinatari non potranno resistere e per questo motivo garantisce ottimi risultati.

Certo, puoi creare qualcosa di simile per numerose altre feste o inventarti una campagna interattiva tutta tua, che segua le tendenze di quest’anno.

Esempio #16: Trello

Fonte: Trello

 

La newsletter dell’azienda Trello è un altro ottimo esempio di come dividere in modo chiaro e trasparente diversi contenuti all’interno di una sola newsletter per permettere ai destinatari di scegliere con più facilità i temi che li interessano.

Ogni argomento ha uno sfondo di colore diverso (all’azienda Trello hanno deciso di alternare il colore bianco e l’azzurro), così è perfettamente chiaro dove finisce uno e ne inizia un altro, oltretutto ogni tema riceve l’attenzione che merita – nessuno di essi è nascosto in qualche angolo o evidenziato in alcun modo.

Come puntini sulle i l’azienda Trello ha arricchito il contenuto con illustrazioni divertenti e chiamate all’azione chiare e attraenti su uno sfondo verde. Il risultato è armonizzato nei colori, vivace quanto basta ed estremamente attraente per i destinatari che quasi sicuramente cliccheranno su uno dei collegamenti.

Esempio #17: REI

Fonte: REI

 

La newsletter dell’azienda REI è l’esempio perfetto di come una newsletter ben pensata possa aiutare a costruire l’aspetto del marchio in un modo assolutamente naturale e raggiungere allo stesso tempo ottimi risultati di vendita.

Immagini raffiguranti la natura, che sicuramente attirano un cliente medio dell’azienda REI, e un aspetto semplice e alquanto robusto si intrecciano con colori contrastanti e una CTA chiara. Alla REI hanno quindi pensato proprio a tutto e hanno progettato una newsletter estremamente efficace che segue i trend, ma allo stesso tempo rimane fedele all’essenza del suo marchio e dei suoi clienti.

Esempio #18: Pottery Barn Kids

Fonte: Petco

I contenuti creati dagli utenti che si riferiscono ai tuoi prodotti valgono oro, perciò dovresti utilizzarli dove possibile. Non c’è niente che possa migliorare la reputazione del tuo marchio più delle opinioni che hanno espresso i reali utenti dei tuoi prodotti ovvero servizi.

Uno dei trend più importanti dell’email marketing nel 2020 sono quindi anche contenuti creati dagli utenti. Pottery Barn Kids ci propone un ottimo esempio di come utilizzare questo strumento. Nella loro newsletter infatti hanno incluso le foto degli utenti nelle quali i bambini usano i loro prodotti. Attraente, convincente e molto molto carino.

Ma non finisce qui. Puoi includere nella newsletter anche qualcosa di più semplice, come per esempio le opinioni scritte o le esperienze dei clienti, o puoi fare un passo in più e inserire nei messaggi email contenuti video creati dai tuoi destinatari.

Esempio #19: Envelopes.com

Fonte: Pottery Barn Kids

 

Lo abbiamo già accennato che le animazioni saranno uno dei trend principali di quest’anno e la newsletter dell’azienda Envelopes.com ci offre un ottimo esempio del loro uso. Il movimento nel messaggio email attira subito l’attenzione dei destinatari, oltretutto le animazioni sono anche estremamente divertenti e (almeno per ora) abbastanza rare, quindi ti faranno distinguere dagli altri.

Esempio #20: EmailMonks (interactivity)

Fonte: EmailMonks

 

I contenuti interattivi fanno parte dei principali trend di quest’anno, una delle nuove entusiasmanti tecnologie è sicuramente lAMP (Accelerated Mobile Pages). Questa tecnologia consente ai destinatari di fare tutto direttamente nel messaggio email, senza dover visitare il sito web del mittente.

Nella newsletter i destinatari possono rispondere a un sondaggio, compilare un modulo, confermare la loro partecipazione a un evento o addirittura effettuare l’acquisto. Poiché tutto è così semplice e il processo richiede molto meno tempo ci sono più probabilità che i destinatari rispondano e facciano esattamente quello che ci si aspetta da loro.

Per concludere

Adesso conosci veramente tutto: nelle due guide precedenti ti abbiamo presentato la teoria, oggi invece tutto quello che c’è da sapere sulla pratica. Ora è tempo di mettersi al lavoro e creare messaggi. Gli esempi sicuramente ti daranno l’ispirazione necessaria per creare la combinazione perfetta che attirerà l’attenzione dei destinatari e ti aiuterà a migliorare i risultati di vendita. E se hai bisogno di aiuto, sai dove trovarci! E in bocca al lupo!

 

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10 tendenze dell’email marketing per il 2020

Tempo di lettura: 09 minuti

L’anno nuovo è iniziato ormai da qualche settimana e noi abbiamo deciso, per tutti quelli che quest’anno vorrebbero migliorare ulteriormente le loro campagne di email marketing, di presentare tutto quello che c’è di nuovo in questo settore e quali saranno le tendenze più importanti per il 2020. 

Se tra i tuoi buoni propositi per l’anno nuovo c’è anche il desiderio di migliorare i tuoi risultati nel campo dell’email marketing, allora i seguenti consigli, stratagemmi e novità ti saranno sicuramente utili. 

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L’email marketing è un processo variabile

Probabilmente l’avrai già capito che nel mondo del marketing digitale l’unica costante è che non ci sono costanti. Le cose cambiano di continuo, ci sono sempre nuove tendenze, tecnologie e nuovi approcci. Ciò che l’anno scorso era in voga ed efficace quest’anno potrebbe già essere fuori moda, perciò devi – se ovviamente vuoi avere successo – rimanere sempre al passo con le tendenze e le novità.

La concorrenza è spietata e se non vai avanti per la tua strada e non segui le nuove tendenze potrebbe farti fuori in men che non si dica. Se rimani indietro di qualche passo farai fatica a rientrare a far parte della corsa, ci impiegherai troppo tempo e troppe energie per raggiungere gli altri – per questo motivo è importante seguire le nuove tendenze appena queste si manifestano.

A volte però è difficile, soprattutto perché ciò richiede molto tempo ed energie – tempo ed energie che spesso non hai, specialmente se devi preoccuparti che i tuoi affari filino liscio. Ma non ti preoccupare, ci siamo presi del tempo al posto tuo e siamo andati a scoprire quali sono le principali tendenze dell’email marketing per il 2020, sta a te poi seguirle.

 

Trend #1: Segmentazione e automatizzazione dinamica della posta elettronica

Fonte: Events Calendar

Si tratta sicuramente di una delle tendenze da non trascurare se vuoi rimanere al passo con la concorrenza. Ormai quasi tutto funziona in modo automatico, significa che determinate attività richiedono meno tempo perché il lavoro lo fa il computer al posto tuo. Di conseguenza hai più tempo per le altre attività che ti faranno raggiungere risultati migliori.

Una segmentazione dinamica è una nuova tendenza che ti permette di classificare i destinatari in segmenti man mano che ottieni i loro dati. Questo significa che non dovrai più esportare manualmente i destinatari e classificarli in segmenti, ma sarà fatto automaticamente in base all’interazione dei destinatari con i tuoi messaggi e/o il sito web.

Nel sistema di Squalo puoi segmentare il tuo database di indirizzi con l’aiuto dei FILTRI SU DESTINATARI.

Logicamente il prossimo passo sarebbe automatizzare la posta elettronica. L’email marketing è una delle forme di marketing più semplici e temporalmente efficaci, ma che comunque richiede il suo tempo – ecco, con l’automatizzazione ce ne vorrà un po meno.

Nel sistema Squalo stiamo rapidamente sviluppando anche un sistema di automazione del marketing, ti invitiamo pertanto, a tenere d’occhio i nostri prossimi annunci.

L’aumento dell’utilizzo e dell’efficacia dell’intelligenza artificiale nell’email marketing permette anche un’automatizzazione sempre più vasta ed efficace della posta elettronica, uno degli scopi principali è ovviamente anche quello di risparmiare tempo – che puoi utilizzare per ulteriori sviluppi, miglioramenti o semplicemente per le cose belle della vita.

 

Trend #2: Più testo meno grafica

Questa tendenza è in netto contrasto con le tendenze degli anni precedenti – ma proprio per questo è così importante seguirla, altrimenti la concorrenza potrebbe farti uscire presto dal gioco. I messaggi email che contengono più testo e meno elementi grafici appaiono più personali e questo è uno degli scopi principali dell’email marketing oggi giorno.

I messaggi che contengono del testo vengono percepiti come messaggi scritti da una persona reale, seduta davanti ad un computer – e questo aiuta a creare una migliore connessione tra il destinatario e il marchio.

I messaggi email che contengono troppi elementi grafici possono essere visti come posta indesiderata e questo ovviamente non va bene. Quando crei le tue campagne di email marketing attieniti quindi alla regola «meno è meglio» – con meno elementi grafici (significa anche meno lavoro!) raggiungerai risultati migliori.

 

Trend #3: Contenuti creati dall’utente

I contenuti creati dagli utenti sono un trend estremamente efficace in tutti i campi del marketing e anche per l’email marketing non è un’eccezione. Aiuta ad aumentare il coinvolgimento dei destinatari (si tratta del c.d. subscriber engagement) e aumenta efficacemente la fiducia dei consumatori, perché questo logicamente aumenterà anche le probabilità d’acquisto.

Pensa a come fai acquisti tu. Ti è mai capitato di comprare qualcosa solo per perché il prodotto sul sito aveva ottime recensioni? Le opinioni degli utenti reali contano, e forse oggi, che l’email marketing è talmente aggressivo, la verità invece così ambigua, ancora di più.

Qualsiasi contenuto creato dagli utenti, che si tratti di recensioni, feedback, foto, blog, vlog (video blog) o altro, è uno strumento estremamente prezioso, che dovresti includere anche nella tua strategia di email marketing.

 

Trend #4: Design interattivo

I design interattivi sono eccellenti perché attirano l’attenzione dei tuoi destinatari – ma devi fare attenzione. Non basta includere nel messaggio una GIF o un video, l’elemento interattivo deve avere anche un valore aggiunto.

Una CTA animata, caroselli di fotografie, menu o questionari incorporati, questi sono degli strumenti efficaci e ottimi esempi su come l’interattività può essere allo stesso tempo utile e divertente.

Nel sistema Squalo stiamo sviluppando anche delle nuove funzionalità di progettazione interattiva, ti invitiamo pertanto, a tenere d’occhio i nostri prossimi annunci.

Un’altra cosa alla quale bisogna fare attenzione: l’interattività va bene, ma considera che la maggior parte delle persone oggi giorno legge la posta sugli schermi dei cellulari, non solo sul computer. Questo significa che i contenuti interattivi devono essere ottimizzati e adattati ai dispositivi mobili, solo così tutti i destinatari riusciranno a leggerli.

 

Trend #5: Un email marketing più intelligente

L’email marketing è uno strumento estremamente efficace, ma da solo non basta. I clienti ormai sono consapevoli che di concorrenza ce n’è tanta, mentre le offerte sono diverse, perciò per l’acquisto non si basano esclusivamente su un solo canale comunicativo, ma prima della decisione ne consultano altri.

Parliamo dei cosiddetti punti di contatto (touchpoints), che rappresentano tutti i punti dove il consumatore viene a contatto con un determinato marchio. Tra questi ci sono le newsletter, i social media, negozi fisici, siti web, ma anche conversazioni con gli amici, i contenuti su altri siti online e comparatori di prezzi online.

Fonte: NGData

Le ricerche mostrano che il cliente prima di prendere la decisione d’acquisto verifica in media 3 punti di contatto, a volte meno, a volte di più, dipende dal valore dell’acquisto (quando si acquistano prodotti meno costosi, come abbigliamento, ci si impegna meno, mentre per acquisti di valore più alto, come gli  elettrodomestici, ci si prende più tempo e si verificano più punti).

Ciò significa che dovrai essere il più coerente possibile sia sui diversi canali che sui diversi punti di contatto. In alcuni casi questo è semplice (per esempio il sito web e la newsletter), in altri più difficile (i pareri dei clienti). Ma è comunque importante che i destinatari della tua newsletter non notino differenze tra il contenuto che esponi nelle tue campagne di email marketing e le informazioni alle quali accedono tramite altri punti di contatto.

 

Trend #6: Chiamata all’azione chiara (CTA)

La chiamata all’azione è una delle basi dell’email marketing, ma sfortunatamente molte aziende ancora non ne usufruiscono. Se trai i tuoi propositi per l’anno nuovo c’è anche quello di migliorare le chiamate all’azione che utilizzi nelle tue campagne di email marketing, vedrai che di conseguenza miglioreranno anche i tuoi risultati.

Ma cosa significa una chiamata all’azione chiara? Significa che devi dire esplicitamente ai destinatari cosa devono fare – in modo da non lasciare alcun dubbio. Come già detto, i destinatari oggigiorno vengono bombardati da tutte le parti con messaggi di marketing aggressivi, perciò a volte i messaggi neutri, che non hanno uno scopo preciso, vengono semplicemente trascurati ed ignorati.

Un altro stratagemma: le chiamate all’azione più efficaci sono quelle che offrono qualcosa e non chiedono niente in cambio – o almeno non troppo. Offri quindi qualche contenuto gratuito, sconto o altro tipo di vantaggio che attiri il destinatario e migliori le tue probabilità che questi faccia quel passo in più ed effettui l’acquisto.

 

Trend #7: Contenuto della newsletter adattato

Della segmentazione e della personalizzazione ne abbiamo già parlato tanto (e ne parleremo ancora), ma siccome si tratta di un tema talmente importante, vale la pena menzionarlo più volte. Una delle tendenze principali dell’email marketing per il 2020 infatti è anche un contenuto adattato il più possibile all’utente.

Due clienti che vengono a visitare allo stesso tempo il tuo sito web, sbirciano un po’, si iscrivono alle e-news e poi chiudono la pagina, secondo la logica dovrebbero ricevere un messaggio email uguale. Ma questo sarebbe un grande errore. Perché? Perché questi due clienti sono completamente diversi – e per questo motivo dovrebbero ricevere anche due messaggi totalmente diversi.

Considerare il comportamento sul sito web, gli acquisti precedenti e tutti gli altri dettagli è di estrema importanza quando si sceglie il contenuto della newsletter, ma è ancora più importante essere consapevoli che una sola newsletter non può soddisfare tutti. Non possiamo offrire gli stessi prodotti a clienti diversi, giusto? È vero anche che dovendo preparare diverse newsletter avrai più lavoro da fare, ma vedrai che i risultati non tarderanno ad arrivare.

 

Trend #8: Storytelling

Raccontare storie è una delle maggiori tendenze del marketing negli ultimi anni e nel 2020 diventerà ancora più importante.

Si tratta di creare nel messaggio un insieme sensato, una storia che attiri i destinatari, che comunichi qualcosa da ricordare, che lasci il segno. Lascia stare frasi casuali e messaggi del tipo «l’importante è inviare qualcosa», prenditi del tempo e crea una storia.

Sì, è vero che per creare e raccontare storie ci vuole molto tempo ed energie, ma fidati, l’investimento ne varrà la pena. Si tratta di una strategia a lungo termine che ti aiuta a creare un marchio forte e instaurare stretti legami con il tuo pubblico – anche questa è una delle tendenze importanti dell’email marketing per il 2020.

 

Trend #9: Legame stretto e personale con il pubblico

Anche tu hai già ricevuto nella tua casella di posta centinaia di offerte per le piccole pillole blu o inviti a conoscere ragazze sexy nei tuoi dintorni? Se non hai risposto è probabilmente perché questo tipo di offerte non ti interessa minimamente – ma l’interesse nell’email marketing ovviamente è di vitale importanza.

È quindi d’obbligo instaurare un legame stretto e personale con il proprio pubblico target, e non solo perché anche questa è una delle tendenze più importanti per il 2020. Sarebbe un peccato non approfittare di tutti i dati e le informazioni che abbiamo sui nostri destinatari e sulle loro abitudini d’acquisto.

Una buona segmentazione dei destinatari e un’ottima personalizzazione sono la chiave per costruire un legame personale con i clienti e nel 2020 sarà più importante che mai. In un mare di messaggi di marketing veloci e aggressivi i clienti apprezzano sempre di più offerte adattate e personalizzate che rispecchiano lo sforzo e il tempo impiegati dall’offerente (non importa se poi tutto il lavoro lo fa il computer).

Se stai utilizzando il sistema Squalo, allora potrai farlo aggiungendo tag personalizzati.

 

Trend #10: Creare una comunità inclusiva

Si tratta di uno dei trend più importanti che sta emergendo nel mondo del marketing, ed è molto utile anche nel campo dell’email marketing. È già da un po’ di tempo che le persone non usano internet solo come strumento per trovare informazioni, ma anche come canale per conoscere persone nuove, socializzare, passare tempo libero e divertirsi.

Perciò è importante offrire tutto questo. Una comunicazione rigorosamente ufficiale fa parte del passato, le nuove tendenze suggeriscono più rilassatezza e un maggiore senso di comunità. E come crearlo? Se ti aspetti che i destinatari si rilassino in tua compagnia innanzitutto dovrai rilassarti tu. Nella tua newsletter (e anche sugli altri canali, tra cui i molto amati social media), confida ai tuoi destinatari qualche informazione personale, cosa ti piace, qual è il tuo prodotto preferito, puoi presentare la tua routine quotidiana con qualche fotografia, puoi pubblicare un video che presenta in dettaglio il processo di lavoro – tutto ciò che rende la comunicazione più interessante, diversa e personale.

Se riesci a creare una comunità dove tu e i destinatari della tua newsletter potete condividere contenuti non strettamente correlati al processo d’acquisto o ai tuoi prodotti, sei sulla strada giusta per migliorare i tuoi risultati nel 2020.

 

Per concludere …

Come riassumere quindi tutte le tendenze dell’email marketing per il 2020? Tutto ruota intorno a un maggiore coinvolgimento del destinatari, un approccio sempre più personale verso i clienti e un’automatizzazione d’invio sempre più intensa della newsletter. Suona contradditorio? In realtà non lo è.

È ovvio che non puoi occuparti personalmente di ogni destinatario, se sull’elenco d’invio ce ne sono più migliaia, ma puoi sempre farti aiutare dalla tecnologia che fa il lavoro al posto tuo in pochi secondi. L’uso intelligente delle nuove tecnologie ti permette di raggiungere in modo più veloce, facile ed efficace risultati migliori – e questa è una combinazione vincente!

E come puntini sulle i: siccome riuscirai a fare più lavoro più in fretta, avrai tutto il tempo per pianificare i tuoi passi successivi che ti aiuteranno a portare il tuo business a livelli ancora più alti.

 

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9 consigli su come scegliere il carattere perfetto per la tua newsletter

Tempo di lettura: 10 minuti

 
Con l’invenzione della tipografia, la creazione dei caratteri è diventata una parte indispensabile della comunicazione del messaggio. Oltre al contenuto, che il messaggio comunicava, l’autore riusciva a suscitare sensazioni nel lettore anche con l’aiuto dei caratteri. E questo principio si è conservato fino ad oggi.

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Quando i pubblicitari creano siti o applicazioni sul web, possono provocare negli utenti l’effetto desiderato anche con l’uso corretto dei caratteri – accanto a un giusto contenuto, naturalmente.

E questo vale anche per chi crea le campagne di email marketing. Con l’uso corretto dei caratteri, che devono essere adattati al contenuto e al gruppo target dei destinatari, si possono raggiungere conversioni ancora più alte, migliorando così i risultati della campagna.

Se una volta i web font erano accessibili solamente ai designer, oggi sono disponibili anche per chi fa email marketing… e ce ne sono di tutti i tipi!

Leggi la nostra guida di consigli utili su come scegliere il carattere perfetto per la tua newsletter ed entusiasmare così i tuoi destinatari con un design rivoluzionario.

Per cominciare ti presentiamo alcuni concetti tipografici di base, che devi assolutamente conoscere:

1. Che cos’è la tipografia

Se non sei un designer, il termine tipografia potrebbe avere un suono terrificante. Sembra una parola vecchia che si sente a scuola. E infatti è così.

In passato, la tipografia era stata progettata in modo da influenzare la comunicazione del messaggio. Si è scoperto poi, che un carattere creato in modo adeguato, poteva esprimere lo stato d’animo, il tono di voce e addirittura la personalità di chi scriveva.

E lo stesso principio vale anche oggi giorno per la posta elettronica. Ovvio, i sentimenti e le opinioni si esprimono principalmente con il contenuto, ma con la scelta giusta del carattere si può rafforzare ulteriormente la comunicatività della newsletter.

2. La differenza tra i tipi di carattere e il font

Spesso succede che i due concetti, tipo di carattere e font, vengano confusi. Alcuni pensano, addirittura, che il loro significato sia lo stesso.

Il termine tipo di carattere proviene dai tempi in cui si utilizzava la tecnica di stampa analogica, cioè quando per stampare una lettera si utilizzava un blocco di metallo mobile.

Se gli addetti alla stampa volevano utilizzare un determinato tipo di carattere in dimensioni diverse, avevano bisogno di diversi blocchi di metallo. Per stampare le lettere in grassetto, invece, necessitavano di un ulteriore peso.

Per questo motivo l’Arial di dimensione 10 punti era diverso dall’Arial in grassetto di 12 punti.

Il tipo di carattere precisava la forma delle lettere, mentre la dimensione e il peso indicavano il font.

Ma questi due concetti nel mondo digitale hanno un significato diverso. Il font comprende tutte le caratteristiche di un tipo di carattere. Alla fine non sono più due concetti differenti, visto che l’uno senza l’altro non potrebbero esistere.

3. Quadro veloce sulle diverse famiglie di caratteri

Ogni carattere ha una sua caratteristica e si può utilizzare per diversi scopi comunicativi. Alcuni caratteri sono più adatti per le email formali, alcuni sono più rilassati, giocosi e quindi adatti alla comunicazione informale:

  • Caratteri Serif

I caratteri Serif presentano arrotondamenti delle aste orizzontali e verticali, simili a riccioli e legature. Aiutano a dirigere lo sguardo per poter leggere in modo più facile il testo stampato. Questi tipi di caratteri si utilizzano, per esempio, nei libri.

  • Caratteri Sans Serif

In francese «sans» significa «senza». I caratteri Sans Serif perciò non hanno alcuna caratteristica particolare. Questi caratteri sono facilmente leggibili sullo schermo. Arial, Verdana e Helvetica fanno parte di questa famiglia.

  • Caratteri Fantasy

Questi caratteri richiedono un’analisi particolare. Sono a disposizione in tutte le forme e dimensioni, il che ti permette di esprimere la tua creatività. Ma bisogna essere cauti nell’utilizzarli, visto che non sono adatti a tutti i tipi di contenuti.

Questi caratteri non sono adatti ad essere utilizzati nel corpo centrale del messaggio, perché difficilmente leggibili. Utilizzali solo nei titoli.

  • Caratteri Monospaced

La caratteristica principale di questi caratteri è che ogni lettera ha la stessa larghezza orizzontale. Questi tipi di caratteri vengono da sempre utilizzati nei programmi di videoscrittura in quanto hanno una buona leggibilità.

  • Caratteri Cursive

Con questo tipo di caratteri si ha la sensazione di leggere un manoscritto. I segni sono raggruppati come se fossero scritti a mano. Come i caratteri Fantasy anche quelli Cursive non sono adatti per scrivere la parte centrale del messaggio.

4. L’uso dei web font

Ogni azienda desidera essere consistente nel costruire il proprio marchio perciò è importante anche l’uso consistente degli stessi colori e caratteri. A questo proposito i designer delle newsletter hanno cominciato ad utilizzare i web font sfruttando la propria creatività.

Tuttavia, nell’uso dei web font possono emergere dei problemi. Differenti client di posta elettronica, come Outlook, Windows o Apple, utilizzano diverse impostazioni predefinite. Questo significa che a causa di queste impostazioni il font del tuo messaggio non verrà visualizzato così come vorresti.

I client di posta elettronica possono persino limitarsi ad usare i font installati sul computer. A rendere la tua vita ancora più complicata sono i computer di Macintosh e Windows, anche loro con le proprie impostazioni predefinite.

Perciò è importante utilizzare i font corretti nelle tue email, in caso contrario il tuo messaggio potrebbe non venire visualizzato correttamente sugli schermi dei destinatari.

I client di posta elettronica che supportano i web font:

  • Android email app (l’applicazione predefinita, non Gmail app)
  • Apple Mail
  • iOS Mail
  • Outlook 2000
  • Outlook.com app
  • AOL Mail
  • Thunderbird

Una volta che hai individuato il font che vuoi utilizzare il fattore più importante è considerare la sua utilità: questo font verrà visualizzato correttamente per la maggior parte dei destinatari? Se la tua risposta è non lo so, assicurati di avere un piano di riserva con un font sostitutivo.

Se quindi il client di posta elettronica del destinatario non supporta il font che hai utilizzato, verrà visualizzato il font di riserva. Il tuo piano di sicurezza deve comprendere web font sicuri, come Helvetica, Arial, Times New Roman, etc.

Chi crea posta elettronica perciò di solito utilizza web font sicuri, che vengono visualizzati correttamente dalla maggior parte dei client di posta, tuttavia così facendo limitiamo le nostre possibilità di essere creativi. Questi font sono:

  • Times New Roman
  • Verdana
  • Georgia
  • Arial
  • Courier
  • Helvetica
  • Tahoma
  • Trebuchet

Se vuoi davvero utilizzare un font speciale, esiste ancora una soluzione: inserisci un’immagine con scritta nella tua newsletter. Ma ricordati che non tutte le immagini vengono visualizzate automaticamente da tutti i client di posta elettronica.

In questa newsletter, ad esempio, l’immagine non è stata visualizzata, perciò non si sa se nell’immagine sia stato utilizzato il CTA o no.

Ecco, ora che sai di cosa stiamo parlando.

 

Leggi la guida con i nostri suggerimenti su come scegliere il carattere perfetto per la tua newsletter:

1. Quanti caratteri diversi usare nella newsletter?

A volte meno è meglio. Nelle tue newsletter non utilizzare più di tre caratteri diversi. Cerca invece di creare un messaggio organizzato e chiaro.

Ti consigliamo anche di utilizzare i così detti web font sicuri, ovvero i font email predefiniti. Questi font vengono visualizzati correttamente su ogni schermo e sono anche compatibili con tutti i client, per cui puoi usarli per qualsiasi scopo di invio.

I caratteri maggiormente usati per le newsletter sono Times News Roman, Verdana, Arial e Tahoma.

Combinare i font

È importante che il titolo e il nucleo del messaggio si distinguano visivamente l’uno dall’altro. Puoi combinare i caratteri serif con i caratteri sans serif: serif per il titolo e sans serif per il nucleo del messaggio.

Puoi utilizzare anche un solo tipo di carattere nell’intero messaggio, ma in questo caso il titolo deve essere almeno due volte più grande del nucleo del messaggio.

Georgia e Verdana solitamente funzionano bene insieme nelle email.

2. Quanti colori diversi utilizzare?

I colori possono avere un grande impatto sui nostri lettori. Utilizza la scala di colori che hai scelto per il tuo sito web. Non dimenticare che ogni colore ha un effetto diverso, assicurati perciò di scegliere quello che meglio si addice al tuo marchio di fabbrica.

3. Scegli la giusta dimensione e il colore del carattere

Cerca di semplificare le cose: nelle tue newsletter non utilizzare più di tre dimensioni di carattere e due colori. Cerca di essere coerente nella realizzazione di questo consiglio, in caso contrario il tuo messaggio potrebbe sembrare confusionario e disordinato.

La dimensione del carattere dipende dal tipo di carattere. I titoli devono essere tra i 22 e i 28 pixel, la dimensione dei caratteri nel nucleo del messaggio invece intorno ai 14-18 pixel.

Questo esempio di newsletter mostra come l’uso eccessivo di colori diversi può portare ad un’esperienza visiva davvero sgradevole. Quattro colori e varie dimensioni dei caratteri danno al messaggio un aspetto mediocre.

4. Come deve essere l’allineamento del testo

Puoi allineare il contenuto del messaggio al centro, a sinistra o a destra. Per una migliore leggibilità è consigliabile l’allineamento a sinistra, siccome quello al centro e a destra sono difficilmente leggibili.

Naturalmente puoi giocare con l’allineamento del testo nei titoli o quando posizioni il testo sull’immagine per evidenziarlo.

Questa newsletter dell’azienda EE è semplice e chiara. Il testo è allineato a sinistra, il che dà al messaggio un aspetto organizzato.

5. L’interlinea è molto importante

Diversi tipi di caratteri richiedono una diversa spaziatura tra le righe. Le righe non devono essere troppo vicine né troppo lontane. Utilizza una dimensione tra 1,4 e 1,5 per lo spazio tra le righe, per garantire una migliore leggibilità.

Nel Drag & Drop editor di Squalo puoi modificare in modo semplice lo spazio tra righe del testo. Clicca sull’elemento testuale nel template per aprire l’editor a destra:

Guarda l’esempio che segue, il testo al centro è facilmente leggibile, mentre le righe del testo a sinistra sono troppo vicine, a destra invece troppo distanti. Ti suggeriamo di scegliere una via di mezzo.

Testo: 99Designs.com

Se hai utilizzato uno sfondo scuro devi considerare un’interlinea diversa, altrimenti il testo sarà più difficile da leggere.

Fonte: 99Designs.com

6. Lascia respirare la tua newsletter

Il «whitespace», ovvero lo spazio bianco è l’area che circonda il contenuto della tua newsletter. Aiuta a evidenziare l’essenza del messaggio e ad attirare l’attenzione del lettore.

Puoi creare l’effetto «whitespace» in modo semplice con il Drag & Drop editor, impostando i bordi interni o esterni dei rettangoli:

Esempio di un template senza bordi:

E con bordi.

Meglio, vero?

Ecco un altro esempio dell’uso corretto dello spazio bianco. L’azienda Waitrose utilizza nelle proprie newsletter solo il colore nero e 3 dimensioni di caratteri. Semplice e brillante.

7. Crea i collegamenti

Utilizzare delle immagini e dei pulsanti è un modo elegante per inserire un collegamento URL nella tua newsletter. Anche i destinatari con dispositivi mobili riusciranno a premere su un immagine o pulsante in modo più semplice e veloce. Così ci saranno più possibilità che compiano lo scopo del messaggio, e cioè visitino il tuo sito web.

Se hai deciso di inserire gli URL nel testo (per esempio Clicca qui), puoi utilizzare i caratteri in grassetto o il colore della tua azienda per evidenziarli.

Scopri come inserire un link con l’applicazione Squalo usando il Drag & Drop Editor.

Aggiungere i collegamenti (link)

I collegamenti sottolineati ed evidenziati con il colore blu, tuttavia, fanno parte del secolo scorso. Il modo migliore è consentire ai lettori di premere sul collegamento sia nell’immagine che nel pulsante e all’interno del testo principale. Non si sa mai cosa preferirà il lettore in un determinato momento.

8. Considera le impostazioni predefinite dei client email

Gmail utilizza Arial, Chrome invece non supporta Arial, perciò lo converte in Helvetica. Anche Apple mail utilizza Helvetica.

La domanda è, perché vengono utilizzati questi caratteri, anche se tu non gli hai scelti? La risposta sta nella tecnologia. Questi caratteri vengono visualizzati bene sugli schermi a bassa risoluzione. Sebbene la tecnologia abbia fatto già passi da gigante in questo campo e adesso si utilizzano caratteri e schermi ad alta risoluzione, dobbiamo, per motivi poco chiari, continuare a usare i vecchi caratteri.

9. Quali sono i caratteri migliori per i messaggi formali?

Per una corrispondenza formale via email è preferibile usare caratteri seri e antiquati. Il più sicuro da utilizzare è il carattere Georgia. Risulta serio ed è anche facile da leggere. Evita invece i caratteri fantasiosi e corsivi.

Qual è il font migliore per la firma?

La tua firma è un qualcosa di personale che può incoraggiarti a mostrare la tua vera personalità. Ma non farlo. Meglio utilizzare Verdana, che è elegante e umile. La dimensione 12 sarebbe perfetta.

Esempio:

Fonte: Tutsplus.com

Riassumiamo

  • Sii coerente

Utilizza sempre lo stesso font e dimensione dei caratteri nei tuoi messaggi di email marketing. Sarebbe poco professionale se una newsletter fosse scritta in Comic Sans, l’altra invece in Times New Roman.

Fai attenzione che i caratteri nelle tue newsletter siano conformi ai caratteri del tuo marchio di fabbrica. Scegli anche i colori giusti, quelli che utilizzi nel tuo sito web.

  • Non utilizzare font troppo piccoli

Questo è fondamentale se si prendono in considerazione i dispositivi mobili. I template adattabili dovrebbero sempre essere una priorità, poiché più del 45 % dei destinatari delle newsletter aprirà i messaggi sui dispositivi mobili. La dimensione consigliata è di almeno 14 px o anche 16 px.

  • Neanche i font troppo grandi vanno bene  

Con i font troppo grandi i destinatari potrebbero avere la sensazione di essere sgridati. Perciò li sconsigliamo.

Nel caso in cui il tuo pubblico di destinazione sia una popolazione più anziana, per esempio pensionati, è invece consigliabile utilizzare dei caratteri più grandi, così potranno leggere il tuo contenuto anche senza occhiali.

  • Caratteri personalizzati che nessuno usa tranne te

Alcuni designer di newsletter hanno la passione per i caratteri speciali e raramente usati. Se però i destinatari non vedono questi caratteri, perché non installati sul loro computer, usarli non avrà alcun senso.

  • Caratteri inappropriati

Se invii messaggi email aziendali utilizza tipi di caratteri e font seri. I caratteri più usati nei messaggi email aziendali sono Times New Roman, Helvetica e Arial. Sicuramente durante le riunioni utilizzi un linguaggio commerciale, perciò devi esprimere uno stile di comunicazione simile anche nei messaggi email.

 

Conclusione

L’uso dei web font nelle tue newsletter è sicuramente utile, anche se il destinatario certe volte non vede il risultato finale. Puoi sfruttare la tecnologia moderna al punto da mantenere la consistenza del tuo marchio di fabbrica attraverso vari canali di marketing, incluso l’email marketing.

Ma ciò che conta è che se decidi di utilizzare i web font devi assicurarti sempre di impostare dei caratteri sostitutivi – così la tua newsletter verrà visualizzata correttamente anche sui diversi client di posta elettronica e sui dispositivi che non supportano i web font.

 

Un’ampia scelta di web font è disponibile anche nell’applicazione di Squalo – verifica se anche il tuo è tra loro.

VERIFICA I CARATTERI DI SQUALOMAIL

 

6 regole degli A/B test trascurate da molti pubblicitari

Tempo di lettura: 3 minuti

 
Eseguire l’A/B testing in maniera corretta non sempre è una cosa semplice. Scopri le 6 regole comunemente trascurate dagli altri pubblicitari!

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L’A/B testing vuol dire testare l’efficacia di due versioni di newsletter (versione A e versione B), con delle minori differenze p.es. nel titolo, nella forma, nel contenuto, nella posizione della chiamata all’azione o del tempo d’invio, su una piccola parte dell’elenco dei destinatari (p.es. il 20%). Seguendo i risultati riusciremo a determinare la newsletter vincente che invieremo poi all’elenco completo.

Squalo ti consente effettuare L’ A / B test sullle tue newsletter

Se i risultati non sono quelli desiderati o non sei sicuro della loro esattezza, leggi i seguenti consigli. Dei piccoli, ma importanti cambiamenti possono notevolmente migliorare il tuo A/B testing:

1. Prima verifica gli elementi più importanti

Uno degli errori più frequenti nel testing pubblicitario è cominciare con le variabili non fondamentali. Il colore del tasto della chiamata all’azione è importante, ma ancora di più lo è accertarsi che i nostri destinatari aprano il messaggio.

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Fonte: xenoxglobal.com

Sfortunatamente i pubblicitari spesso scelgono le variabili che non hanno alcun effetto sul conseguimento dei risultati desiderati. Lo scopo degli A/B test infatti è quello di contribuire al miglioramento delle conversioni finali – questo significa acquistare nel negozio online, visitare il sito web o blog dell’azienda, partecipare al concorso a premi o compilare il questionario.

Pensa alle priorità della tua azienda, a cosa desideri raggiungere con la campagna di email marketing e quale variabile contribuirà a raggiungere i risultati desiderati.

 

2. Testa una variabile alla volta

Se vuoi che i risultati del tuo A/B testing siano corretti, dovrai testare solo una variabile alla volta, perché solo così potrai vedere qual è il cambiamento che ha portato a determinati risultati. Elenchiamo un paio di esempi:

  • cambia il titolo della newsletter, ma non il colore,
  • cambia il colore del tasto, ma non la forma,
  • cambia la dimensione dell’immagine, ma non l’immagine stessa.

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3. Formula un’ipotesi

Fai una supposizione e prendi nota su quali, secondo te, saranno i risultati del testing:

  1. La variabile testata (p.es. Le dimensioni del tasto per il collegamento al sito web dell’impresa).
  2. Il risultato che raggiungerai con il cambiamento (p.es. Un tasto più grande aumenterà le visite sul sito web).

O per esempio – cambiando il «subject» della newsletter influirai sul grado dei messaggi aperti (Open rate). Scommetti prima sul vincitore e poi effettua il test. Così sarà più facile analizzare i risultati e determinare se i cambiamenti sono sensati, quanto sono importanti e se il risultato è veramente una conseguenza di questo cambiamento.

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4. Il test deve essere valido

Non esistono degli A/B test veloci, raccogliere dati richiede sempre del tempo. Quindi devi sapere quando finire il testing, prima di averlo concluso e poi trarre delle conclusioni. In uno dei nostri prossimi blog post ti prepareremo 6 consigli indispensabili per fare i test nell’email marketing.

5. Non seguire i risultati degli altri

Se utilizzi gli A/B test di altri e quindi prendi delle decisioni in base alle loro constatazioni è come portare degli occhiali senza averne bisogno – risolvono un problema, che però non è tuo. L’unico modo per capire cosa funziona meglio e cosa attira il tuo gruppo target è arrivare a delle conclusioni in base al proprio testing.

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6. Considera i risultati

La strada per raggiungere i risultati migliori con la tua strategia di email marketing comprende la verifica di diverse versioni sia di contenuto che di forma. Creando dei messaggi vincenti, che possono convincere il destinatario, potrai arrivare a quello che nell’email marketing conta – a dei risultati migliori delle conversioni finali (ROI). Comincia subito!

La soluzione che rende tutto ciò possibile

Come menzionato, l’A/B testing deve essere una delle caratteristiche dell’applicazione del fornitore dell’email marketing. La nostra soluzione si chiama Squalo e ti offre le opzioni elencate in tutte le edizioni. Provala gratis per 15 giorni!

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Le 5 regole d’oro per una campagna di email marketing efficace

Tempo di lettura: 8 minuti

 
Lo sviluppo di nuove tecnologie digitali stimola costantemente al progresso, ma allo stesso tempo può causare veri e propri mal di testa. Qual è la combinazione giusta di marketing? Quanto investire in nuovi canali? I pubblicitari moderni cercano in continuazione dei nuovi modi per coinvolgere i destinatari, aumentare la notorietà del marchio di fabbrica e il profitto dell’azienda. Leggi queste cinque regole di email marketing, che ti potranno di certo aiutare!

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Regola N°1: Fai da te

Oggi giorno la tecnologia semplifica le cose fino a tal punto, da consentirti di fare quasi tutto da solo. La tecnologia sofisticata ha fatto sì che tutto quello che una volta veniva fatto dagli esperti di IT, ora possiamo farlo da soli – indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda, campo o settore.

Benvenuto nel periodo della pubblicità Fai da te – le aziende come Optimizely per l’A/B testing, Sqarespace per realizzare siti web, Unbounce per creare le landing page e Magento per gestire facilmente gli e-commerce, ci permettono di creare tutto da soli.

In passato i periodi critici di un’azienda duravano settimane o addirittura mesi e necessitavano dell’intera equipe di IT per conseguire quello che i pubblicitari oggi riescono a fare in un paio di minuti. E l’email non è per niente diversa. Il destino dei messaggi inviati e dei risultati della tua campagna di email marketing sono quindi tutti nelle tue mani.

email-marketing

Visto che i marchi di fabbrica rappresentano le aziende, i pubblicitari devono garantire che i messaggi email si riferiscano al marchio di fabbrica dell’azienda e che nei messaggi ci sia sempre il loro logo. Oltretutto, anche il contenuto e la forma devono essere evidenziati. Con un mare di strumenti a disposizione potrai assicurarti che ogni elemento all’interno del messaggio, oltre ad essere piacevole, evidenzi anche il marchio di fabbrica.

I fornitori di servizi di email marketing moderni, come anche Squalo, offrono ai pubblicitari strumenti intuitivi e semplici per creare fantastici messaggi email, senza aver bisogno dell’aiuto degli esperti di IT.

Template già pronti

Per inviare newsletter, avvisi o promozioni, i tuoi messaggi email dovranno essere creati correttamente. E qui si pensa subito al tempo necessario per creare il design giusto, che rifletta il marchio dell’azienda. Utilizzando i template già pronti all’uso, ogni tuo messaggio apparirà professionale e non ti servirà nemmeno conoscere i codici HTML e CSS.

Con Squalo, il sistema ti propone template attraenti e professionali, con l’aiuto dei quali potrai preparare un ottimo messaggio email in soli pochi minuti.

Galleria dei template

 

Adattare e trasformare i template è facilissimo

I pubblicitari che vogliono adattare i propri template per email hanno a disposizione numerosi strumenti, come la tecnologia trascina e rilascia (drag and drop). Aggiungendo colori e caratteri dei propri marchi di fabbrica, la campagna si trasformerà in successo. Anche da Squalo, per facilitare la realizzazione e organizzazione dei template, abbiamo installato il Drag & Drop editor.

Regola N°2: Non puntare tutto sulla carta del desktop

Lo stile di vita veloce che comporta l’uso di diversi dispositivi con differenti dimensioni di schermi fa ormai parte della nostra vita quotidiana. Il 60 % degli adulti, che utilizzano il web ogni giorno, lo fanno tramite almeno due dispositivi. Oggi giorno i dispositivi mobili sono diventati l’epicentro dell’esperienza web. Dal 2010 al 2015 il numero dei messaggi aperti su dispositivi mobili è cresciuto del 30 %.

mobile-email-marketing

I visitatori del web si muovono costantemente tra vari dispositivi. Le ricerche hanno mostrato che il 40 % delle persone comincia un’attività su un dispositivo e la finisce su un altro.

In passato eravamo sempre preoccupati su come un nostro messaggio sarebbe stato visualizzato dai diversi client. Ma l’esplosione di diversi dispositivi con i loro client email ha creato per i pubblicitari una sfida incredibile.

Conosci la % dei destinatari che aprirà i tuoi messaggi email su cellulari rispetto a tablet e desktop? E la percentuale che li aprirà su Android invece che sull’iOS?

Per questo motivo i template mobile friendly non solo sono benvenuti, ma obbligatori. Per questo motivo hai bisogno di un fornitore di servizi email moderno, che te li possa offrire, per poterti concentrare unicamente sul contenuto dei messaggi, perfezionare e ottimizzare la tua campagna.

Non è più possibile prevedere dove saranno i tuoi destinatari quando apriranno il messaggio, ma le ricerche mostrano che il 53 % dei messaggi email viene aperto con l’aiuto di dispositivi mobili. Quindi hai bisogno di un template che si adatti bene sia su desktop che su dispositivi mobili.

Regola N°3: Sii rilevante

Se i tuoi messaggi email per i destinatari non saranno rilevanti, finiranno nella spazzatura. In questo periodo di personalizzazione e pubblicità mirata, l’acquirente si aspetta che i marchi di fabbrica sappiano chi lui sia e che gli inviino il contenuto che gli interessa. Devi quindi offrire il contenuto giusto alla persona giusta e al tempo giusto.

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Oggi giorno ci imbattiamo in un’enorme quantità di informazioni, perciò i pubblicitari devono trovare dei nuovi approcci per poter prevalere su tutto questo caos, e finalmente arrivare al proprio pubblico. L’arma segreta dei pubblicitari è quindi la rilevanza, che allo stesso tempo è la via più veloce alla produttività.

I messaggi email con titoli o «subject» adattati vengono aperti del 26 % in più, le campagne segmentate invece aumentano il reddito del 760 %.

Se stai utilizzando il sistema Squalo, allora potrai farlo aggiungendo tag personalizzati.

La buona notizia è che personalizzare le campagne email e fornire un contenuto rilevante non è mai stato così facile. Le strategie di successo della personalizzazione comprendono 3 ingredienti chiave:

1. Segmentazione

I pubblicitari dell’email hanno bisogno di un modo efficace per creare gruppi in base alle informazioni demografiche, alla cronologia degli acquisti e alle visualizzazioni sul web. In base a queste informazioni è possibile creare messaggi email adattati ad ogni singolo gruppo. Con un maggior coinvolgimento dei tuoi destinatari, crescerà anche la possibilità di una segmentazione migliore.

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Nel sistema di Squalo puoi segmentare il tuo database di indirizzi con l’aiuto dei FILTRI SU DESTINATARI.

2. Contenuto dinamico

Le ricerche mostrano che il 74 % dei visitatori abbandona il sito web quando il contenuto, come p.es. l’offerta, gli annunci e le promozioni, non hanno niente a che fare con i loro interessi. Il contenuto pubblicitario deve essere adattato agli interessi individuali di ogni singolo destinatario. I messaggi di massa non funzionano più, il messaggio deve essere quindi fatto su misura del destinatario. Questo è anche il motivo per cui le previsioni mostrano, che nel 2018, ben il 75 % delle aziende investiranno nella personalizzazione dei messaggi.

3. Automatizzazione dei messaggi email

Con la crescita dell’azienda, diventa anche più difficile offrire ad ogni cliente un approccio personale. Con l’automatizzazione dei messaggi email, i pubblicitari possono creare l’invio automatizzato di messaggi email personalizzati e rilevanti al tempo giusto. Le piattaforme email moderne appunto lo permettono, con solo alcuni click.

Nell’app Squalo con l’aiuto degli AUTORESPONDERS è possibile automatizzare la comunicazione con i destinatari, come i messaggi di benvenuto, i ringraziamenti per l’acquisto, l’invio di e-book, ecc.

Regola N°4: Analizza i risultati

I metodi per raccogliere i dati dei tuoi destinatari sono sempre più veloci ed efficaci e questo ti aiuta a conoscere veramente bene le loro caratteristiche ed interessi, il che senza dubbio contribuisce a raggiungere dei risultati aziendali. Questa è anche la ragione per la quale il 94 % dei pubblicitari investe in raccolte dati e nella loro analisi.

Se in passato volevamo conoscere i risultati dell’efficacia della nostra campagna, bisognava dedicarle molto tempo, ora invece i risultati sono raggiungibili in un paio di click. Devi comunque stare attento a come utilizzerai tutti i dati che all’improvviso avrai a tua disposizione. Dovrai adeguare e ottimizzare la tua campagna successiva il meglio possibile, infatti questa è proprio quella che ti separa dalla tua concorrenza.

Un pubblicitario email moderno, deve continuamente concentrarsi su novità e miglioramenti. Per raggiungere i destinatari bisogna sempre provare nuovi modi: testare titoli diversi, ottimizzare i tasti di chiamata all’azione, adattare la forma e il contenuto dei messaggi della campagna, raggiungendo una maggiore efficacia, con il fine di rendere ogni campagna successiva migliore di quella precedente.

L’app Squalo include anche l’ANALITICA, che ti consente di monitorare il coinvolgimento dei tuoi destinatari. Ti consente di visualizzare per ogni newsletter quale abbonato ha aperto la newsletter, fatto clic su un link o annullato l’iscrizione alla tua newsletter.

 

A/B o split testing

Ogni gruppo target si differenzia dall’altro, perciò il testing è l’unico modo esatto per constatare cosa funziona davvero. Sapevi che i test A/B possono migliorare il grado di conversione anche fino al 49%? I fornitori moderni di servizi di email marketing, come anche Squalo, hanno facilitato il testing delle campagne email, il che ti permette di applicare immediatamente i risultati migliori.

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Squalo ti consente effettuare L’ A / B test sullle tue newsletter

Campagna efficace

Capire quali sono gli elementi della tua campagna email che coinvolgono maggiormente i destinatari e influiscono sulle loro decisioni d’acquisto, è di cruciale importanza per la sua efficacia. Per questo motivo hai bisogno di uno strumento per determinare quali sono i campi più interessanti per i tuoi destinatari, quale chiamata all’azione (Call To Action – CTA) e quali collegamenti portano a un maggiore coinvolgimento dei destinatari.

Reddito

Il fatto è che i pubblicitari di email riescono ad arrivare a ottimi risultati ROI con piccoli investimenti e più conoscono i propri destinatari, migliori sono i risultati.

Regola N°5: Utilizza messaggi transazionali

I tuoi destinatari si aspettano un’esperienza utente positiva indipendentemente da quando, come e dove sono entrati in contatto con la tua azienda. Hai pensato anche ai tuoi messaggi email transazionali? Questi sono tutti i messaggi automatici inviati singolarmente ai destinatari in base ad una loro determinata azione o iniziativa. Può trattarsi di una conferma dell’acquisto, prenotazione, controllo dello stato della spedizione o avviso di un nuovo nome utente e password.

Il grado di messaggi transazionali aperti è di 8 volte superiore a quello dei messaggi normali, visto che sono proprio i destinatari stessi a richiedere e ad aspettare le informazioni.

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Di solito questi tipi di messaggi venogno codificati da parte degli sviluppatori. I pubblicitari che si rendono conto dell’importanza dell’esposizione di un marchio di fabbrica e del fatto che ogni contatto con il destinatario del messaggio sia un’interessante sfida personale, vedono questi messaggi transazionali come un’ottima opportunità per costruire la riconoscibilità di un marchio di fabbrica e la reputazione dell’azienda.

Riuscirai a raggiungere questo scopo anche inviando novità sull’azienda o sconti e messaggi email promozionali, certo, ma ora puoi aggiungere anche dei messaggi transazionali sfruttando così il loro alto grado di apertura per una migliore comunicazione con i tuoi destinatari e nuove opportunità per aumentare il reddito.

In questo nuovo periodo di email marketing i pubblicitari ingegnosi possono utilizzare degli strumenti semplici ed efficaci per sfruttare i diversi interessi dei propri destinatari e così raggiungerli con dei messaggi speciali, ben accolti e rilevanti, che genereranno dei risultati commerciali notevolmente migliori.

Riassumendo

La chiave di successo di una campagna di email marketing sta quindi nella personalizzazione dei messaggi inviati. Più conosciamo i nostri utenti più saremo in grado di invare messaggi con un contentuo ad alto valore aggiunto. Per fare  questo però dobbiamo arrivare a consocere i nostri clienti, e per farlo abbiamo bisogno di poter testare i diversi contenuti delle newsletter per verificare quale ha più effetto su di loro.

L’applicazione Squalo ti offre la possiblità di fare degli A/B Test, così che a gruppi diversi di clienti, potrai inviare email differenti e verifcare in prima persona quali sono qulli che ti hanno garantito un maggior grado di aperture e conversioni.

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9 semplici consigli per un design email efficace

Tempo di lettura: 5 minuti

 
Nel seguente articolo troverai alcuni consigli semplici e utili che ti aiuteranno a organizzare e creare messaggi di email marketing più attraenti ed efficaci. Provali anche tu!

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Se non hai voglia di leggere questo articolo puoi anche guardarlo come un Video podcast.

 
Avremmo potuto scrivere un articolo a parte, per ognuno dei punti sotto elencati – ma abbiamo preferito presentarli insieme, così potrai acquisirli velocemente e utilizzarli nella tua prossima campagna di email marketing.  Leggili, apri il tuo email editor e controlla se il design delle tue newsletter ha bisogno di essere aggiornato!

1. Mantieni la larghezza a 600px

La maggior parte delle persone legge i propri messaggi email con l’aiuto degli smartphone, ma questo non vuol dire che bisogna trascurare quelli che controllano la loro posta sul desktop. Sui numerosi client di posta elettronica come MS Outlook, Mozilla, Thunderbird, Gmail, Yahoo, Apple mail, iOS o Google Android mail, e sui vari dispositivi che possono essere utilizzati dagli utenti per leggere le email, la tua newsletter di solito non viene visualizzata allo stesso modo.

A causa della visualizzazione limitata è d’obbligo rispettare le buone prassi valide nel campo dell’email marketing e mantenere la larghezza del template a 600px. Le tue newsletter così saranno facilmente leggibili e i tuoi destinatari non dovranno adeguare la visualizzazione ogni volta che apriranno un tuo messaggio. Le ricerce ci mostrano, che la larghezza ottimale è quella di 50-60 caratteri per riga.

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2. Utilizza sufficiente spazio vuoto

“White space” è lo spazio vuoto intorno a un determinato elemento del messaggio, che oltre ad essere utilizzato spesso è anche molto apprezzato nei template per email. Perché ?– perché attira immediatamente lo sguardo del lettore su quello che vuoi che veda. Dà agli occhi la possibilità di risposare dalla continua stimolazione, perciò ricordati di utilizzare sia lo spazio vuoto attivo che passivo.

Lo spazio vuoto attivo intorno ad un determinato elemento, mette in evidenza ciò che ha una funzione chiara. Un esempio del genere è p.es. la tua chiamata all’azione (Call To Action – CTA) che risalterà di più, se intorno lascerai dello spazio vuoto. Lo spazio vuoto passivo, invece è p.es. lo spazio intorno alla parte principale del contenuto.

L’uso di entrambi contribuirà a mantenere attiva e indirizzare l’attenzione dei tuoi utenti sui punti chiave. Così ogni parte della tua newsletter sarà percettibile e il lettore, nonostante la fretta, ne capirà subito il contenuto.

Vediamo come esempio la seguente newsletter – attira subito l’attenzione e dirige l’occhio verso quello che vogliamo noi. Vorremmo sottolineare che la ragazza sulla foto, guarda direttamente verso la parte del contenuto, dove vogliamo che guardino anche i destinatari.

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Fonte: Business2Community

3. Meglio troppo che poco

Forse questo ti sembrerà un cliché, ma non significa che non bisogna attirare il lettore anche visualmente, dovrai solo fare un po’ d’attenzione. Le immagini e altro contenuto grafico hanno un ottimo effetto in quanto indirizzano l’attenzione del lettore esattamente dove vogliamo.

Per esempio – il titolo dell’immagine è un ottima opportunità per comunicare qualcosa di importante. Le ricerche hanno dimostrato che questi titoli hanno il 300% di possibilità in più di essere letti rispetto al testo. Perciò se nella tua newsletter hai inserito un’immagine, sfruttane il potenziale!

Quando usi materiale fotografico assicurati che questo sia rilevante per il contenuto del messaggio in sé e non distolga l’attenzione da quello che vuoi comunicare.

4. Non utilizzare l’immagine per lo sfondo

Se come sfondo della tua newsletter utilizzi immagini, rimuovile, perché:

  1. Danno fastidio – La tua chiamata all’azione di solito si trova nella parte centrale del messaggio, perciò non c’è bisogno di attirare l’attenzione del destinatario altrove.
  2. Hanno un prezzo – Più immagini utilizzi, più tempo servirà ai tuoi messaggi ad aprirsi. Questo potrebbe influire sulla deliverability dei messaggi e di conseguenza sulla diminuzione delle conversioni finali. Se i tuoi messaggi ci mettono troppo tempo ad aprirsi, perderai dei lettori inutilmente.
  3. Non sono supportate ovunque – Molti client di posta elettronica non visualizzano le immagini dello sfondo.

5. Utilizza il piè di pagina o «footer» del messaggio

La tua newsletter deve avere una successione logica che i lettori si aspettano e alla quale sono abituati. Come prima cosa presentati – all’interno del messaggio deve essere ben visibile il logo della tua azienda o il marchio di fabbrica, invece le parti importanti del messaggio devono essere al centro dell’attenzione.

Ma questo non vuol dire che il piè di pagina o «footer» non sia importante. Ti consigliamo di inserire qui il collegamento per la cancellazione o le modifiche d’iscrizione, i dati di contatto della tua azienda e le regole sul settore della privacy.

Footer_newsletter

Il Drag & Drop Editor di Squalo ti consente anche di modificare singole sezioni della tua newsletter. Nella sezione Footer è possibile modificare l’aspetto dell’intero elemento.

6. Utilizza chiamate all’azione grandi e chiare

Un tasto attira più attenzione di un collegamento ipertestuale – soprattutto se messo nella posizione giusta. Questi tasti sono anche molto utili per tutti quelli che utilizzano dispositivi mobili, visto che possono semplicemente premerli con un dito. Tieni a mente però che la dimensione minima sulla quale è possibile premere è di 44×44px – la tua chiamata all’azione perciò deve avere almeno queste dimensioni.

Quanta attenzione in più si ottiene con un tasto? Per farti un’idea più chiara guarda il seguente esempio e ti convincerai da solo:

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Fonte: VWO

Chiamata all’azione – le 6 pratiche migliori

Il successo delle conversioni finali dipende proprio dalla sua persuasività, perciò scopri come creare una perfetta chiamata all’azione per la tua campagna di email marketing successiva!

7. Non esagerare con il font

I client di posta elettronica supportano solo alcuni tipi di font, perciò con un font troppo esclusivo rischi che i tuoi messaggi non siano leggibili. Ovviamente c’è anche spazio per la creatività: gioca con la dimensione, il colore del font e separa le parti importanti del contenuto dal resto del messaggio.

8. Troppe colonne

La maggior parte dei designer ti consiglierà di utilizzare la forma con una sola colonna e con una buona ragione – un template del genere infatti si dimostra migliore su dispositivi mobili. Se utilizzi un template creato in base ai principi di Responsive Email Design – RED, potrai utilizzare più colonne, ma non c’è (ancora) garanzia che con l’App di Gmail  qualcosa non vada storto.

9. Rispetta il modello F

Il modello di lettura F significa che quando si vuole controllare velocemente cosa c’è di importante in un messaggio, si forma con lo sguardo la lettera F. Perciò quando pianifichi dove inserire un contenuto importante, tieni a mente questo modello.

F-reading-pattern

Fonte: webjx.com

In conclusione

La pratica rende maestri e lo stesso vale anche nella creazione di template per newsletter. Utilizzare gli A/B test, conoscere il tuo email editor e i tuoi destinatari target, ti farà capire cosa funziona e cosa no.

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Timer – che cos’è, come si usa ed è veramente così efficace?

Tempo di lettura: 9 minuti

Hai mai ricevuto un messaggio email con un gigantesco timer per il conto alla rovescia che mostrava i secondi che mancavano alla scadenza dell’offerta? Cosa hai provato in quel momento? Se sei come tutti gli altri sicuramente una sensazione di urgenza. E gli acquisti che facciamo di fretta sono di solito acquisti avventati – peggio per noi, ottimo invece per i commercianti.

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Se sei quindi dalla parte del venditore sai cosa fare. Comincia a utilizzare anche tu il timer nei tuoi messaggi email e presto scoprirai che è uno strumento molto utile – forse addirittura lo strumento più utile e più efficace nel mondo dell’email marketing. E perché il timer è così efficace?

Timer e tutti i suoi vantaggi

Il primo lo abbiamo già menzionato: crea la sensazione di urgenza e di tempo estremamente limitato e questo convince la maggior parte delle persone ad effettuare l’acquisto.

E gli altri vantaggi?

1. Migliora i risultati di vendita

Questo te lo aspettavi, vero? Più persone persuadi all’acquisto, più riesci a vendere. E questo nel marketing è sempre un’ottima cosa.

2. Migliora il legame con i clienti

I messaggi email con il timer suscitano emozioni nelle persone, e questo fa sì che si leghino maggiormente al tuo marchio. Con dei semplici trucchetti puoi intensificare il legame che hai con i clienti aumentando così anche la fedeltà verso il marchio.

3. Migliora la riconoscibilità

Includere i timer per il conto alla rovescia nei tuoi messaggi non è certo qualcosa di complicato – ma all’apparenza non sembra proprio così. Nell’ondata di email con design scadenti e numerosi errori, i messaggi organizzati che oltretutto hanno anche il timer, sono una vera rarità. Questo ti aiuterà a distinguerti e di conseguenza a rafforzare la riconoscibilità e la reputazione del tuo marchio.

4. Facilita la pianificazione dei tuoi clienti

Andremo nel dettaglio più tardi, per adesso basta dire che è molto utile annunciare in anticipo la tua campagna a tempo limitato. Ciò permetterà ai tuoi clienti di pianificare in anticipo, di risparmiare dei soldi per gli acquisti e magari di aspettare prima di effettuare l’acquisto da qualche altra parte, per vedere se la tua offerta è migliore.

5. Incoraggia le decisioni veloci

Un’offerta a tempo limitato significa che le persone hanno meno tempo per pensare, di conseguenza hanno anche meno tempo di trovare un’offerta migliore altrove. Con il timore di perdere l’ottimo prezzo che gli hai appena offerto, effettueranno l’acquisto in modo più avventato di quanto farebbero altrimenti.

6. Migliora il tuo CTR

Le ricerche hanno dimostrato che le campagne con il timer migliorano il CTR, ovvero la percentuale di click nei messaggi email. Le differenze non sono drammatiche (ne parleremo più in avanti), ma sono abbastanza grandi da rendere conveniente l’uso del timer. Se vuoi quindi migliorare il tuo CTR e attirare più clienti sul tuo sito internet, allora il timer per il conto alla rovescia è proprio quello che fa per te.

7. Gioca la carta del FOMO

Il timer riesce a provocare la sensazione d’urgenza, oltretutto gioca anche sul così detto FOMO (fear of missing out), si tratta di una sensazione, ovvero paura di perderci qualcosa, che nella psicologia del marketing viene considerata come un’arma molto potente. Un’offerta buona, ma temporalmente limitata risveglia nel consumatore la sensazione che se non effettuerà l’acquisto potrebbe pentirsene e questo per le vendite è un’ottima cosa.

8. Il conto alla rovescia è comprensibile a tutti

I tuoi clienti sono diversi: alcuni capiscono meglio i numeri, altri non tanto. Alcuni parlano la tua stessa lingua, altri un’altra. Alcuni vogliono prima esaminare attentamente le offerte e cercare quella migliore, altri, posti davanti a delle complicate condizioni di vendita, chiudono semplicemente la tua email e vanno a cercarne una più semplice. Il conto alla rovescia è diverso: lo capiscono tutti. Non c’è bisogno di conoscere le lingue o saper calcolare le percentuali, i tuoi clienti, senza eccezione, sapranno subito cosa gli stai offrendo e fino a quando è valida l’offerta – perciò ci saranno più probabilità che effettuino l’acquisto.

9. Crea una sensazione di eccitazione

La sensazione di eccitazione è un’ottima base per aumentare le vendite e si raggiunge con l’aiuto del timer. Le persone avranno la sensazione che stia succedendo qualcosa di speciale, di far parte di qualcosa di diverso, esclusivo e questo li convincerà ad effettuare l’acquisto.

Come usare il timer?

Il timer per il conto alla rovescia può essere utilizzato in diverse campagne, di seguito riportiamo solo alcune idee:

  • Conto alla rovescia per un giorno importante: se stai pianificando un importante novità, come una nuova collezione o servizio, o magari un evento, puoi usare il timer per ricordare ai clienti questa data importante.
  • Conto alla rovescia alla fine dei saldi: in caso di saldi o un altro tipo di offerta speciale, vale la pena usare il timer per il conto alla rovescia per ricordare ai clienti che l’offerta sta per scadere, convincendoli così ad effettuare l’acquisto il prima possibile.
  • Conto alla rovescia alla scadenza di un coupon esclusivo: se ogni tanto regali ai tuoi clienti coupon esclusivi per ringraziarli della loro fedeltà, sarebbe un’ottima idea dargli delle date di scadenza, per enfatizzarle usa il timer.
  • Conto alla rovescia per il compleanno: se hai la data di nascita di chi si è iscritto alla tua newsletter puoi inviare ai tuoi destinatari un’email con il countdown. Aggiungi al messaggio qualche buono sconto che possono usare il giorno del loro compleanno.
  • Conto alla rovescia per il Black Friday: il Black Friday è considerato il giorno più efficace dell’anno per le vendite, tutti lo aspettano con ansia: sia i commercianti che i clienti. Non c’è niente di male quindi a condividere con i tuoi destinatari i giorni che mancano all’inizio degli sconti e ricordare loro la tua imperdibile offerta.
  • Conto alla rovescia per la fine di un’offerta speciale per un determinato prodotto: se per una determinata festività o occasione includi nella tua offerta un articolo speciale (magari anche a prezzo scontato) sarebbe saggio limitare questa offerta con il conto alla rovescia per evidenziare la sensazione di esclusività ed unicità.
  • Conto alla rovescia al termine della spedizione gratuita: la spedizione gratuita è un’ottima tattica commerciale che quasi sempre aumenta le vendite. Se decidi di fare un’offerta con spedizione gratuita ti consigliamo di limitare la fine di quest’offerta con l’uso del timer per sottolineare la sensazione che conviene approfittarne.
  • Conto alla rovescia all’inizio dei saldi: se stai pianificando i saldi conviene avvisare i clienti in anticipo. Con l’uso del timer riuscirai a intensificare la sensazione di attesa informando allo stesso tempo i clienti, in modo gentile e non invadente, quando e quali sconti possono aspettarsi.
  • Conto alla rovescia per l’iscrizione al programma VIP: se hai a disposizione un programma VIP per i clienti più fedeli, puoi offrirgli l’accesso solo occasionalmente e così aumentare la sensazione di esclusività del club. Quando l’accesso al club è disponibile informa i tuoi clienti del tempo che hanno a disposizione per iscriversi usando il timer.
  • Conto alla rovescia all’offerta con regalo gratuito: per accelerare le vendite puoi offrire ai tuoi clienti un regalo gratuito all’acquisto. Per non lasciargli troppo tempo per pensarci limita l’offerta includendo nel messaggio il timer con i giorni alla scadenza.
  • Conto alla rovescia alla fine del gioco a premi: se hai l’abitudine di viziare i tuoi clienti con i giochi a premi, puoi utilizzare un timer per informarli su quanto tempo hanno ancora a disposizione per iscriversi e avere così la possibilità di vincere il premio.
  • Conto alla rovescia per la scadenza del carrello: se informi i tuoi clienti con messaggi email che nel loro carrello sono rimasti ancora articoli che non hanno acquistato, ti conviene anche informarli su quanto tempo hanno ancora a disposizione prima che il loro carello si svuoti e per farlo puoi usare il timer per il conto alla rovescia. Alle persone solitamente non piace cercare nuovamente gli stessi articoli sul sito, perciò sarà un ottimo stimolo ad effettuare l’acquisto.
  • Conto alla rovescia per l’inaugurazione della tua azienda: se sei un’azienda o un marchio nuovo puoi cominciare a inviare la newsletter anche prima di cominciare con la vendita. Nel messaggio puoi includere il timer con i giorni che mancano all’inaugurazione della tua attività e creare così un senso di piacevole attesa.
  • Conto alla rovescia per una festività: i tuoi clienti ti saranno grati se li ricorderai le festività che altrimenti avrebbero dimenticato, come la giornata della mamma, della donna e simili. Certo, informandoli dell’arrivo della festività puoi dargli anche tante idee sui regali per soddisfare così anche i tuoi interessi commerciali.
  • Conto alla rovescia per la fine del rinnovo del sito web: se decidi di rinnovare il tuo sito web probabilmente per un po’ di tempo non sarai disponibile online e questo potrebbe dare fastidio ai tuoi clienti. Ma puoi sfruttare questa situazione a tuo favore, avvisa i tuoi destinatari di questo inconveniente e con il timer per il conto alla rovescia informali quanto dovranno aspettare, e, ad esempio, offrili uno sconto se saranno tra i primi ad effettuare l’acquisto sul tuo nuovo sito web. Facendo così ti mostrerai professionale e diligente, e allo stesso tempo aumenterai le vendite.

Le regole d’oro nell’uso del timer

1. Non esagerare

Se includi il timer in ogni singola campagna, non sarà certo efficace – le persone con il tempo diventeranno immuni alla pressione temporale e non reagiranno più.  Se vuoi quindi raggiungere risultati migliori, devi utilizzare il conto alla rovescia solo nelle campagne più importanti.

2. Non mentire

Ai clienti non piace la sensazione di essere stati «presi in giro», perciò è importante essere sinceri nell’uso del timer. Se invii un’ottima offerta con breve limite di tempo è importante che dopo la scadenza questa offerta sia davvero terminata – e non che continui all’infinito.

È vero, prolungando l’offerta forse riuscirai a vendere ancora qualcosa ma allo stesso tempo perderai anche la fiducia dei clienti che hanno già effettuato l’acquisto e a lungo termine questo non conviene.

3. Avverti i clienti in anticipo

Se la tua offerta avrà un limite di tempo beve è importante anticiparlo prima ai tuoi consumatori – se perdono l’occasione potrebbero rimanerci molto male. Se invece annunci l’offerta almeno un paio di giorni prima, promettendo sconti fantastici, raggiungerai risultati notevolmente migliori, le persone sapranno già di dover prestare attenzione ai tuoi messaggi e perciò ci saranno anche più probabilità che li aprano.

4. Utilizza il timer con i secondi

Così i destinatari della tua newsletter potranno effettivamente vedere come sta scadendo il tempo all’acquisto – pochi di loro fisseranno il messaggio per un intero minuto aspettando che il timer cambi. Con lo scadere dei secondo sarà più facile creare quella sensazione di urgenza e garantire così ottimi risultati.

5. Includi un messaggio chiaro

Lo abbiamo detto già varie volte, è importante che i tuoi clienti capiscano qual è esattamente lo scopo del tuo messaggio: vuoi venderli un prodotto o un servizio, vuoi che si iscrivano alla tua newsletter, desideri forse regalargli un e-book … Questo vale anche nel caso del timer – se i tuoi clienti sanno solo che il tempo sta per scadere, ma non sanno per cosa, non raggiungerai alcun risultato.

6. Esegui dei test

Fare test è la regola d’oro dell’email marketing, e questo vale anche per iltimer. Prima bisogna scoprire se il conto alla rovescia ha successo con il tuo pubblico (anche se nella maggior parte dei casi la risposta è sì), poi invece bisogna testare in che modo il timer per il conto alla rovescia funziona meglio: la sua posizione nel messaggio, il design del messaggio e del timer, il tempo a disposizione per l’offerta … Questi sono i dettagli che dovrai scoprire da solo se vorrai raggiungere il massimo dei risultati.

Perché il timer è così efficace?

A questa domanda avrai trovato già la risposta da solo: perché crea pressione temporale e le persone non vogliono assolutamente perdere un’occasione del genere.

Come già detto fanno molto affidamento anche sul FOMO, la sensazione che stimola la paura di perdere qualcosa di importante e irripetibile.

In realtà quanto è efficace?

Le ricerche rivelano dati piuttosto sbalorditivi: con l’utilizzo del timer il tuo tasso di conversione può aumentare anche dal 400 % all’800 %. Non male, vero? Si tratta ovviamente di estremi che non riuscirai certo a raggiungere con ogni campagna, ma puoi comunque contare su risultati di vendita notevolmente migliori e questo non può che essere un vantaggio.

Un altro dato interessante: le ricerche hanno mostrato che l’uso del timer non influisce molto sul tasso di apertura dei messaggi, ma influisce invece sulla percentuale di click nei messaggi – ma questo non è il motivo principale che influisce sui risultati. Ad aumentare è soprattutto il ricavo per utente. Il segreto quindi non sta nel fatto che le moltissime persone acquistino i tuoi prodotti, ma che quelli che decidono di acquistare, acquistano più di quanto avrebbero fatto altrimenti.

Per finire

L’idea ti piace e vorresti subito provare ad inserire il timer per il conto alla rovescia nel tuo messaggio? Niente di più facile!

Con Squalo puoi farlo con pochi e semplici click.

È possibile utilizzare l’app Squalo per aggiungere un elemento Timer alla newsletter.

Non dimenticarti, i primi 15 giorni l’uso della piattaforma è completamente gratuito, perciò puoi provare l’efficacia e la facilità d’utilizzo senza alcun rischio. Siamo convinti che sarai soddisfatto dei risultati e che continuerai ad utilizzare Squalo, e come sempre, in caso di necessità siamo sempre qui, pronti a darti una mano.

 

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6 tipi di messaggi di email marketing che dovresti inviare

Spesso chi inizia con l’email marketing, lo fa in un modo caotico. Non sapendo esattamente cosa includere nei messaggi, si focalizza solo sul messaggio dell’offerta e sulla chiamata all’azione – tuttavia l’email marketing è molto di più che offrire solamente dei prodotti e servizi ai tuoi destinatari.

A disposizione ci sono infatti molti altri modelli di email marketing messaggi, che li puoi – e li dovresti – inviare.

Ognuno di loro corrisponde ad uno scopo specifico: alcuni messaggi aiutano ad aumentare la riconoscibilità del tuo brand, altri promuovono il tuo contenuto, oppure informano i destinatari della tua nuova offerta.

Scopri alcune possibilità tra le quali puoi scegliere:

1. Newsletter

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La Newsletter è il tipo di messaggio più comune, che fondamentalmente viene usato per comunicare le notizie aziendali, le nuove offerte, gli eventi e così via. È una scelta eccellente, perché ti permette di includere nel messaggio quasi qualsiasi cosa – link ai sondaggi o al vostro blog, sconti o le nuove offerte.

Con i tuoi destinatari ti puoi collegare e rimanere in contatto inviando regolarmente delle newsletter. Ciò permette ai tuoi destinatari di riconoscere più velocemente il tuo brand.

Interessante è anche il fatto, che proprio le Newsletter, in base a delle ricerche sui destinatari, sono tra i primi cinque messaggi preferiti da ricevere sui dispositivi mobili.

graph about what people like to read on mobile phonesFonte: Emailmonday.com

Il vantaggio delle newsletter è che sono molto semplici da creare. Con l’aiuto di un email editor di tipo responsive, puoi creare dei template bellissimi e utilizzarli anche più volte, infatti hai sempre la possibilità di aggiornare il loro contenuto e le immagini.

Risparmia tempo con Squalo. Offriamo template preparati professionalmente che puoi facilmente personalizzare con l’aiuto del Drag & Drop editor e utilizzare in più newsletter. Tutti i template sono adattati anche alla visualizzazione su cellulare.

Mentre il punto debole delle newsletter è la chiamata all’azione (Call To Action – CTA), che di solito non è abbastanza accentuata ed evidenziata.

Pertanto si dovrebbe proggettare la newsletter di modo da avere:

2. Un messaggio con un obiettivo preciso

I messaggi con un obiettivo preciso puntano su una sola cosa: sull’offerta speciale con la quale vogliono catturare l’attenzione dei destinatari.

Qui non si tratta necessariamente di un messaggio promozionale, con il loro aiuto si può anche accentuare una notizia importante o un evento che state organizzando.

Messaggi di questo tipo di solito includono la chiamata all’azione principale. Il design è semplice per attirare e dirigere lo sguardo del lettore direttamente verso la chiamata all’azione. Questi messaggi si possono creare in poco tempo – però attenzione, evidenziate e posizionate gli elementi cruciali in modo appropriato.

image about which CTA_color Fonte: retargeting.biz

Chiamata all’azione – le 6 pratiche migliori

Il successo delle conversioni finali dipende proprio dalla sua persuasività, perciò scopri come creare una perfetta chiamata all’azione per la tua campagna di email marketing successiva!

Dato che lo spazio che hai a disposizione è limitato, puoi risolvere questo problema inviando…

3. Il messaggio come riepilogo

Il riepilogo è sostanzialmente una versione semplificata della Newsletter. Questi messaggi spesso si usano per comunicare dei contenuti educativi e sono tipicamente designati come un elenco dei punti più importanti, che vogliamo riassumere ed accentuare.

Il vantaggio principale di questi messaggi è che sono semplici da capire e da creare – semplici a tal punto, che li puoi anche automatizzare.

Messaggio di ringraziamento, inviato dal venditore delle cover per i cellulari Otterbox.

Il loro svantaggio è invece che sono spesso percepiti come impersonali, così come vale per la maggior parte dei messaggi automatizzati. Se desideri avvicinarti ai tuoi lettori ed usare un approccio più personale, bisogna segmentare la tua mailing list, quindi creare diversi segmenti a seconda delle caratteristiche dei tuoi destinatari e alla fine preparare dei messaggi  su misura in base ai loro interessi e caratteristiche demografiche.

Nell’app Squalo puoi segmentare con precisione i tuoi iscritti usando l’opzione FILTRI DESTINATARI. Specifica una condizione, ovvero una proprietà degli abbonati in base alla quale desideri filtrarli, quindi scegli un’azione da compiere su di essi, ad esempio aggiungendoli a un nuovo elenco. Quindi crea una newsletter personalizzata appositamente per questo elenco ed imposta giorno ed ora d’invio.

4. Email automatiche

Sono messaggi inviati automaticamente dal programma ad una certa ora, o data una certa azione del tuo destinatario.

Ad esempio:

  • Ad una persona che si iscrive alla tua mailing list, desideri inviare dopo cinque minuti un’email di benvenuto (così informi anche il destinatario che la sua iscrizione è stata confermata e che potrà ricevere altre tue email).
  • Esattamente una settimana dopo il programma attiva automaticamente la prossima email con il codice di sconto per l’acquisto di un determinato prodotto.
  • Poi dopo tre settimane dall’iscrizione il destinatario riceverà ancora l’invito a visitare i tuoi social media – e così via.

Autoresponder_flow graph

Fonte: ianditravelmedia.com

Con questi messaggi ti consigliamo di usare un contatto personale, aggiungendo alcuni dati che hai ricevuto durante la loro iscrizione (come ad esempio il loro nome, il nome della loro azienda, l’area di interesse, ecc.).

Le email automatiche sono raccomandabili soprattutto perché con il loro utilizzo risparmierete un sacco di tempo. Se impostate correttamente, i tuoi destinatari riceveranno tutte le informazioni e le notizie più importanti senza che tu te ne preoccupi particolarmente.

Nell’app Squalo con l’aiuto degli AUTORESPONDERS è possibile automatizzare la comunicazione con i destinatari, come i messaggi di benvenuto, i ringraziamenti per l’acquisto, l’invio di e-book, ecc.

Così puoi invitare i tuoi destinatari ad affidarti anche altri dati personali, che potrebbero essere rilevanti per la tua azienda. Per esempio puoi chiedere quali sono i contenuti che li interessano maggiormente oppure quanto spesso desiderano ricevere i tuoi messaggi. Considerando le informazioni che riceverai, con l’invio dei prossimi messaggi potrai diminuire la possibilità di cancellazioni o segnalazioni delle tue newsletter come SPAM.

Vorresti avere un approccio più personale con i tuoi destinatari?

5. Messaggio per l’anniversario

Puoi automatizzare anche i messaggi che vengono inviati in occasione di anniversari o ricorrenze aziendali, come ad esempio l’anniversario del giorno di iscrizioni alle tue notizie, il loro compleanno, giorni festivi (se offri prodotti o servizi a livello internazionale, ti consigliamo di creare delle liste diverse e di segmentare i tuoi destinatari a seconda del loro paese).

Nell’app Squalo puoi creare un email automatica con auguri di buon compleanno. Scopri come!

I messaggi di questo tipo consolidano i rapporti, rafforzando la fiducia nel brand e nel buon nome dell’azienda, nonché offrono delle informazioni di ritorno positive e influiscono anche sulle conversioni. Come?

Con l’aiuto delle offerte speciali conformi agli obiettivi. Non sei convinto? I risultati delle ricerche ci mostrano, che le campagne di email marketing di questo tipo hanno un tasso di apertura ben tre volte più alto a confronto dei messaggi normali.

Happy-Birthday-newsletter

Messaggio, inviato dalla catena di fast food americana Wendy’s.

6. Messaggi per i clienti chiave

La creazione dei messaggi di questo tipo può essere tra le più difficili, però porta a risultati migliori. I messaggi per i clienti chiave si concentrano solamente sui destinatari che desideri far diventare i tuoi clienti chiave – quindi acquirenti.

In questi messaggi puoi esporre e dare informazioni ai tuoi destinatari su un prodotto o un servizio specifici, comunicare quali sono i vantaggi e presentare la tua offerta come una necessità, un qualcosa che per loro è essenziale – solo che fino ad ora non lo sapevano ancora.

Per ottenere dei risultati migliori, ti consigliamo di segmentare il tuo database e personalizzare i tuoi messaggi email. Infatti i messaggi di massa che seguono il principio »tutto a tutti« ormai non funzionano più.

Bisogna sapere chi sono i tuoi destinatari, quali sono i loro problemi ed interessi e cos’è quello che puoi offrire loro – in questo modo puoi creare dei messaggi molto personali, rilevanti ed attuali che offriranno ai tuoi destinatari le migliori soluzioni.

mailing_list_segmentation

Eppure questa è solo la punta dell’iceberg

Nell’email marketing – così come in ogni altro canale di marketing – bisogna provare, cadere e rialzarsi, prima di diventare un esperto ed ideare campagne di email marketing di successo!

Prepara una bellissima email per il compleanno dei tuoi lettori con l’app Squalo. Provala subito!

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Tutto ciò che devi sapere sul B2C email marketing

La settimana scorsa abbiamo parlato del B2B email marketing, rivolto alle aziende, questa settimana invece ci concentreremo sull’email marketing indirizzato ai clienti. È conosciuto anche come B2C marketing. Se hai letto l’articolo precedente, allora conosci già tutti i vantaggi del B2B email marketing, ma forse ancora non sai che molti di questi vantaggi valgono anche per il marketing B2C. Ma ne ha anche altri? Come si gestisce? Continua a leggere e scoprirai tutto questo e molto altro.

 Le regole d’oro del B2C email marketing che dovresti conoscere – e rispettare

1. Pianifica in anticipo

È vero che l’email marketing è semplice e veloce, ma ciò non significa che puoi permetterti di essere superficiale. Se vuoi che tutto fili liscio come l’olio allora dovrai prepararti bene e in anticipo. Se invece hai preparato il tuo messaggio e poi lo hai inviato in fretta e furia non puoi aspettarti di raggiungere i risultati desiderati.

Un buon template, nel quale devi aggiungere le informazioni desiderate e il testo, può farti perdere un sacco di tempo. Con Squalo tutto è molto più semplice, il sistema ti propone template attraenti e professionali, con l’aiuto dei quali potrai preparare un ottimo messaggio email in soli pochi minuti.

Durante la pianificazione considera anche quante volte hai intenzione di inviare i messaggi email – è un’informazione che dovrai dare ai tuoi destinatari, così sapranno cosa aspettarsi. Potrebbero infatti essere confusi se una volta ricevono 3 messaggi al mese e poi per 2 mesi niente.

2. Prepara i contenuti in modo sistematico

È consigliabile avere un buon piano di cosa inviare nella newsletter e quando. Non c’è niente di sbagliato se non hai abbastanza materiale, idee o tempo per inviare le newsletter ogni settimana – anche una o due volte al mese sarà sufficiente. È importante infatti non inviare le email solo perché ti senti obbligato a farlo – inviale perché hai qualcosa da dire.

Quando pianifichi i tuoi contenuti considera anche le stagioni, le feste, le offerte speciali che hai in progetto – cerca di includere tutto ciò nella newsletter in modo intelligente. Certo, può darsi che qualcosa cambi all’ultimo minuto, ma in generale pianificando bene i contenuti ti farà risparmiare molto tempo e garantirà ai tuoi messaggi un livello di qualità molto più alto.

3. Scrivi un oggetto creativo

Fonte: Fotographee

Questo è un tema di cui abbiamo parlato già molte volte, per conoscere tutti i dettagli consulta i nostri blog precedenti. In questo post ci limiteremo a riassumere solo quelli più importanti. L’oggetto dell’email non deve essere noioso. Un ottimo stratagemma è chiedersi sempre: io cliccherei su questo titolo o no? Se la risposta è no, allora ti aspetta ancora molto lavoro.

10 “subject” di messaggi che portano ad un più alto tasso di aperture

Leggi, come con un buon oggetto puoi raggiungere un open rate più alto, e di conseguenza anche più conversioni!

Uno degli ultimi trend nel scrivere i titoli delle email è l’uso degli emoji. Anche se si tratta di uno strumento molto efficace, ad utilizzarlo sono pochi destinatari, inserendo gli emoji nel titolo perciò ti farà risaltare nella casella di posta dei tuoi clienti.

Tutto ciò che devi sapere sugli emoji in 17 punti

Emoji può migliorare notevolmente la qualità della tua newsletter e aiutarti a raggiungere risultati migliori – ma solo se utilizzati correttamente.

È importante anche che il titolo sia personalizzato. Le statistiche mostrano infatti che i messaggi che contengono il nome del destinatario raggiungono il 29 % in più di messaggi aperti, mentre il CTR è più alto del 41 %.

Con Squalo puoi aggiungere tag personalizzati alle tue newsletter

4. Usa le foto e i video in modo sensato

La maggior parte delle persone appartengono alla categoria dei tipi visivi, le ricerche inoltre mostrano che a un’email dedichiamo in media circa 15 secondi, perciò è importante completare i testi con foto e video – così ai destinatari sarà subito chiaro l’argomento, e oltretutto, attireremo maggiormente la loro attenzione.

Un media ancora più efficace delle foto è il video – è vero però che richiede più tempo e lavoro. Ma i risultati valgono la pena, le statistiche rivelano che l’email con contenuti video ha un CTR maggiore del 96 %. Quando possibile quindi, includi nella newsletter almeno una foto o, ancora meglio, un video, che ti farà sicuramente migliorare i risultati della tua campagna.

La piattaforma Squalo ti consente anche di includere video nelle tue campagne. Con l’elemento Video, puoi facilmente aggiungere un link al video che desideri.

5. Non dimenticarti di una CTA (chiamata all’azione) travolgente

Non dimenticarti che ogni messaggio di email marketing deve obbligatoriamente contenere la CTA. Non importa la qualità dei testi che hai preparato, né le fantastiche foto che hai incluso nel messaggio e neanche quanto informativo sia il video che hai allegato – se nell’email non c’è la CTA è come se non avessi fatto niente di tutto ciò.

Chiamata all’azione – le 6 pratiche migliori

Il successo delle conversioni finali dipende proprio dalla sua persuasività, perciò scopri come creare una perfetta chiamata all’azione per la tua campagna di email marketing successiva!

Ma attenzione, la CTA non deve essere necessariamente di natura commerciale. A volte puoi anche invitare i destinatari a leggere la seconda parte dell’articolo, a visitare il tuo sito web, a connettersi con te tramite i social media o a confidarti la loro opinione. Forse ti sembrerà che tutto ciò sia di troppo e che non porti a risultati di vendita immediati, ma non è affatto così. A lungo termine saranno proprio questi inviti a costruire un rapporto che ti garantirà la fedeltà dei tuoi clienti.

6. Non lasciare che il tuo messaggio sia solo una delle tante newsletter nella casella di posta de tuo destinatario

Come abbiamo già menzionato prima, è molto importante che l’invio della newsletter non sia fine a se stesso. L’ultima cosa che vuoi è diventare solo spazzatura nella casella di posta del tuo destinatario. Questi capirà in fretta che i tuoi messaggi non dicono niente di nuovo e smetterà di aprire le tue email o addirittura annullerà l’iscrizione.

Se mai dovessi rimanere senza argomenti interessanti o nuove notizie, sarebbe meglio non inviare affatto il messaggio. Per evitare questo tipo di situazioni pianifica bene i tuoi contenuti, così non dovrai mai dipendere dall’ispirazione momentanea.

Fonte: Ernie Bushmiller

Gli errori più gravi – quali sono e come evitarli?

1. Non utilizzi un fornitore di servizio posta (ESP)

Un buon fornitore che ti permette di inviare le newsletter in modo semplice, vale oro. Certo, puoi inviare le tue email a scopi di marketing anche dai tuoi account Google o Yahoo, ma questo non farà certo colpo sui tuoi clienti, per non parlare del fatto che è molto più complicato.

Hai mai ricevuto un’email di marketing dove il mittente ha lasciato che tutti potessero vedere gli indirizzi email dei destinatari, invece di utilizzare la funzione BCC? Per niente professionale, vero?

Un fornitore di servizi è inestimabile anche quando parliamo dell’analitica dei messaggi inviati. Ti aiuterà a capire quale messaggio ha avuto successo e quale invece no, successivamente in base ai risultati potrai migliorare le tue campagne.

L’app Squalo fornisce anche l’ANALITICA, che consente di monitorare chiaramente il coinvolgimento dei destinatari. Ciò consente di visualizzare per ogni newsletter il destinatario che ha aperto il messaggio, fatto clic sul collegamento o annullato l’iscrizione alla ricezione della newsletter.

2. Possiedi una scarsa lista di invio

Una buona lista di invio è la base per una buona campagna, ma sfortunatamente troppi mittenti ignorano questo fatto. Come fai a sapere se la tua è una lista buona?

Aiutati con queste due domande:

I contatti sulla tua lista si sono effettivamente iscritti per ricevere le newsletter?

Se la risposta è sì, sei sulla buona strada, se invece la risposta è no, allora dovrai fare dei cambiamenti. Se invii le tue email a persone che in realtà non le vogliono, probabilmente non le apriranno neanche, anzi, è addirittura possibile che le segnalino come posta indesiderata (spam).

Le liste di invio comperate quindi non sono una buona idea, oltretutto si tratta anche di una prassi illegale, per la quale potresti venire sanzionato.

E la seconda domanda:

Queste persone si sono iscritte alla tua newsletter nell’ultimo anno?

Anche qui la risposta dovrà essere sì, altrimenti non potrai raggiungere i risultati desiderati.

In un anno le persone potrebbero già essersi scordate che si sono iscritte alla tua newsletter, perciò la considereranno come posta indesiderata, e poi c’è anche la possibilità che molti di loro non utilizzino più lo stesso indirizzo email con il quale si sono iscritti.

3. Invii email che non hanno un buon design

Naturalmente ti aiuterà un buon template che puoi scegliere nel sistema di Squalo, ma il template sfortunatamente non basta. È importante anche che nel messaggio non ci sia troppo testo, che i paragrafi siano brevi e che il contenuto sia accompagnato con la giusta quantità di immagini. Attieniti quindi alla regola meno è meglio e vedrai che riuscirai a raggiungere ottimi risultati.

Fonte: codeburst

4. Invii le email al momento sbagliato o non abbastanza/troppo spesso

Come già detto, è importante inviare le newsletter regolarmente ed a intervalli prevedibili – quando possibile. Le ricerche, ad esempio, mostrano che a raggiungere i risultati migliori sono i marchi che inviano le newsletter due volte al mese, cioè ogni 14 giorni. Se questo vale anche per te, allora sei sulla strada giusta.

Qual è il momento migliore per inviare le email?

Le ricerche hanno mostrato che il periodo migliore è la prima metà del mese, cioè le prime due settimane. Se parliamo di giorni, allora i migliori sarebbero il giovedì, martedì e mercoledì, i peggiori invece lunedì e sabato.

E l’ora?

Dipende. Molti aprono i messaggi la mattina, ma senza effettuare acquisti, probabilmente perché il lavoro non glielo permette. Gli acquisti sono più frequenti nelle ore pomeridiane, anche se sono meno le persone che aprono i messaggi. L’ora ideale per inviare le email sarebbe quindi intorno alle 13, ma ti consigliamo di fare test e capire cosa funziona meglio per i tuoi clienti.

Qual è il timing migliore per inviare le newsletter?

L’importanza di trovarsi nel posto giusto al momento giusto è rilevante anche nel campo dell’email marketing, soprattutto se ciò si riferisce al momento in cui è più probabile che i tuoi destinatari notino i tuoi messaggi.

5. Scrivi titoli non abbastanza accattivanti

Questo lo sai già, il titolo o l’oggetto dell’email è la prima cosa che attira l’attenzione dei tuoi clienti, quindi devi assicurarti che sia abbastanza attraente.


Il 35 % dei destinatari decide se aprire o meno un’email esclusivamente in base al titolo.

Aumenta il tuo Open Rate: 15 idee per il titolo della newsletter

Leggi l’elenco dei titoli o »subject« più efficaci e aumenta il grado di messaggi aperti!

6. Scrivi le informazioni più importanti solo alla fine

Forse ti sembra di far crescere la tensione ma in realtà stai solo perdendo i tuoi lettori. Al giorno d’oggi tutti abbiamo poco tempo e le persone spostano la loro attenzione velocemente verso qualcos’altro se il messaggio non li attrae abbastanza – le cose importanti perciò vanno dette subito all’inizio.

Quando scrivi i tuoi messaggi quindi rispetta la vecchia regola della piramide invertita. Per presentare il tuo messaggio in modo più efficace e assicurarti che venga letto da più destinatari. Ti suggeriamo di cominciare con le informazioni importanti, continuare poi con spiegazioni più dettagliate e poi dettagli meno interessanti.

7. Non utilizzi il pulsante per la CTA (chiamata all’azione)

Lo abbiamo già detto, vero? Senza il pulsante per la CTA non succederà nulla. Ma non esagerare. La cosa migliore sarebbe proporlo due volte, la prima volta all’inizio, la seconda invece alla fine. Non c’è niente di sbagliato se il collegamento è lo stesso ma con un testo diverso – ciò ti permetterà di coinvolgere più clienti che cliccheranno sul collegamento.

8. I tuoi messaggi sono pieni di refusi ed errori grammaticali e ortografici

È vero che non si tratta di una competizione grammaticale, ma i messaggi pieni di errori sembrano poco professionali. Il destinatario avrà la sensazione che la campagna sia stata preparata in modo frettoloso, superficiale e senza averci prima riflettuto, perciò potrebbero pensare che non li stimi abbastanza.

Se i tuoi clienti si prenderanno del tempo per leggere il tuo messaggio anche tu dovresti prenderti del tempo per preparare un messaggio come si deve – senza errori di battitura ed errori grammaticali e ortografici. Punto.

9. Non includi collegamenti ai social media

Non ti ruberà certo molto tempo, ma potrà portarti molti vantaggi – perché non inserire nel messaggio anche le icone con collegamenti alle tue pagine sui social media? Ogni nuovo follower conta, specialmente se non c’è bisogno di sforzarsi più di tanto.

La piattaforma Squalo ti consente di aggiungere l’elemento Social network che ti consente di collegarti facilmente ai tuoi profili social. Sono disponibili più di 50 icone diverse.

10. Non controlli che nei collegamenti non ci siano errori

Hai mai ricevuto un messaggio, notato un’offerta interessante, cliccato sul collegamento ma poi sei atterrato – beh, da nessuna parte? Imbarazzante, vero? Sicuramente non vuoi che qualcosa di simile succeda anche ai tuoi clienti.

Controlla quindi tutti i collegamenti prima di inviare la newsletter. Questo ti farà perdere qualche minuto, ma alla fine ti risparmierà il malumore e l’insoddisfazione dei tuoi clienti.

La piattaforma Squalo ti consente di inviare un messaggio di prova prima di impostare l’invio finale. Ciò ti consente di verificare nella tua casella di posta che la newsletter è come la desideri (link funzionanti, layout corretto, immagini, colori, ecc.).

11. Non segui il grado di efficienza delle tue campagne

Forse credi che le tue newsletter stiano andando alla grande, ed è possibile che sia proprio così. Ma se vuoi davvero avere successo non devi mai addormentarti sugli allori, significa che devi imparare e migliorare costantemente. Le analisi delle campagne email passate sono un’ottima opportunità.

12. Non dai la possibilità ai destinatari di annullare l’iscrizione

Certo, nessuno vuole che i suoi clienti annullino l’iscrizione, ma ciò non significa che hai il diritto di negargli questa possibilità. I tuoi messaggi, in base al regolamento GDPR, devono contenere un collegamento, chiaramente visibile, per annullare l’iscrizione dalle newsletter – spetta a te poi proporre contenuti di qualità per evitare che i lettori clicchino su questo collegamento.

Squalo ti consente di aggiungere dei collegamenti personalizzati. È possibile inserire questi tipi di collegamenti negli elementi quali testo, titolo, pulsante, immagine.

Per concludere …

Forse dopo aver letto tutto questo ti sembrerà che l’invio delle email ai clienti e ai clienti potenziali sia una vera e propria scienza, dove qualsiasi cosa può andare storto. È vero che si possono verificare errori, ma è importante non prendersela troppo. Le tue email non saranno mai perfette, ma neanche le email degli altri marchi lo sono, eppure riescono comunque a raggiungere ottimi risultati.

Devi essere meticoloso, attento e riflessivo, fare tutto ciò che puoi, seguire i consigli e le regole e, allo stesso tempo, rassegnarti al fatto che qualche errore lo farai anche tu. Non ti preoccupare, con l’email marketing, anche facendo qualche piccola gaffe, riuscirai a raggiungere ottimi risultati e migliorare notevolmente il successo del tuo marchio. Forza e coraggio!

 

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Come scrivere un’e-mail di scuse e cosa meglio evitare

La situazione ti sarà famigliare: hai creato con cura la tua campagna di email marketing, ci hai messo ore e ore per preparare i messaggi email, hai controllato un milione di volte ogni singola parola, e poi finalmente hai inviato la campagna ai tuoi clienti – ma proprio in quel momento hai notato un gigantesco errore. O l’errore si è verificato, malgrado tutti i tuoi sforzi, perché l’articolo o il servizio non sono più disponibili.

A volte l’errore è banale e può semplicemente essere un’occasione per imparare qualcosa, altre volte invece è tale da richiedere delle scuse. Se sei nel dubbio, scegli sempre le scuse – è meglio chiedere scusa per niente che non chiederlo affatto.

Ma se abbiamo fatto un errore, le scuse sono veramente necessarie? Assolutamente sì!

I tuoi clienti sapranno apprezzare le tue scuse e queste gli faranno capire quanto ci tieni a loro. Ma questa non è l’unica ragione per inviare le scuse. Esistono alcuni ottimi stratagemmi con l’aiuto dei quali potrai sfruttare gli errori a tuo vantaggio – ma di questo parleremo in seguito.

Cominciamo ora dall’inizio …

1. Quando è veramente necessario inviare un’email di scuse?

Quando abbiamo fatto un errore, ovvio, ma quali sono gli errori che si verificano più spesso? Vediamo ne alcuni, quelli più ovvi:

  • Informazioni imprecise nel messaggio email

A volte, quando prepariamo i messaggi email, facciamo semplicemente un errore e riportiamo informazioni imprecise – succede, ma per i clienti questo potrebbe essere un grosso inconveniente, visto che in base alle informazioni che abbiamo scritto potrebbero già aver preso qualche decisione.

  • Informazioni o dettagli insufficienti sull’offerta

Anche questo può succedere – siccome conosciamo l’offerta in ogni suo dettaglio, alcune informazioni potrebbero sembrarci scontate, ma i nostri clienti invece si trovano in una situazione diversa dalla nostra. È molto spiacevole pubblicare un’offerta e non dare ai nostri clienti informazioni sufficienti per poter usufruirne.

  • Collegamenti non funzionanti

Forse a prima vista questo non sembra un grave problema, ma i collegamenti che non funzionano in un messaggio email danno un’impressione poco professionale e superficiale – come se non ci importasse nulla dei nostri clienti e del loro tempo prezioso.

  • Refusi e altri errori nel testo

Di nuovo – non si tratta di un grave problema, anche se un messaggio email del genere dà l’impressione di essere stato inviato in modo avventato, senza aver prima riletto il testo.

  • Email inviata per sbaglio

Anche questo può succedere. Forse hai mandato l’email troppo in fretta, forse volevi inviarla a qualcun’altro o forse non avevi intenzione di inviarla affatto. In ogni caso, ci vogliono le scuse.

  • Comunicazione errata e inopportuna con il cliente

Forse di recente hai assunto un nuovo dipendente che non conosce ancora tutti i dettagli della tua offerta, forse qualcuno ha avuto una pessima giornata o forse avevi troppo lavoro per riuscire a fare le cose come avresti dovuto. Ma tutto questo è irrilevante, ciò che conta è che devi scusarti per questa comunicazione non proprio ai massimi livelli.

  • Difficoltà con la consegna dell’articolo e articoli difettosi

Anche questi sono inconvenienti per i quali bisogna scusarsi. Forse ci sono stati problemi in magazzino, forse hai avuto più lavoro del solito, forse il corriere non è stato efficiente – indipendente dal fatto che il problema sia stata colpa tua o meno, chi è responsabile agli occhi del cliente sei tu, perciò sarebbe giusto chiedere scusa e cercare di dare una buona impressione di te ma soprattuott del tuo marchio anche in queste circostanze.

  • Vari problemi tecnici

Tutti abbiamo a che fare con questo tipo di problemi, tutti li comprendiamo, ma le scuse anche in questo caso non sono di troppo.

2. Dilemma: e se con la nostra email di scuse dovessimo attirare ancor di più l’attenzione sul nostro errore che magari sarebbe passato inosservato?

Forse è vero – ma questa attenzione non sarà negativa. Forse la maggior parte dei destinatari non ha neanche notato l’errore nel tuo messaggio, forse al destinatario il tono del tuo collega non è sembrato poi tanto problematico, forse anche il tuo cliente si imbatte quotidianamente in problemi tecnici e capisce bene – ma non ti preoccupare, con le scuse non potrai sbagliare.

Ammettendo il tuo errore piuttosto che cercare di nasconderlo ti aiuterà a creare un’immagine onesta della tua azienda, che ci tiene ai suoi clienti. Le persone capiranno che hai sbagliato e in futuro preferiranno affidarsi a te, sapendo che possono aspettarsi un atteggiamento corretto e onesto.

Con delle scuse appropriate quindi aumenterai la lealtà dei tuoi clienti.

Ultimo, ma non meno importante: lo dice già il proverbio, peccato confessato, mezzo perdonato.

3. E ora la parte più difficile: come scrivere un email di scuse?

Sai bene che bisogna scriverla, ma sono ore e ore che continui a fissare il documento vuoto e non sai come e dove cominciare. Conosciamo bene la situazione, ma fatti consolare: non sei da solo. Saremo felici di aiutarti con consigli utili, alcuni ottimi esempi pratici e ovviamente anche con supporto tecnico, in caso di bisogno. Siamo sempre a completa disposizione di tutti gli utenti di Squalo.

5 passi con i quali cominciare

1. Non essere vago nell’oggetto, sii il più diretto possibile

Hai fatto un errore, i tuoi clienti sono probabilmente un po’ confusi, forse addirittura offesi. In ogni caso al momento sicuramente non gli stai molto a cuore, perciò ci sono poche possibilità che siano felici di aprire il tuo prossimo messaggio email.

È importante spiegarlo già nell’oggetto del messaggio che si tratta di una giustificazione – così aumenterai notevolmente le possibilità che i destinatari aprano il messaggio, tu invece avrai l’opportunità di scusarti e riscattarti per il tuo errore.

2. Sii sincero sul perché dell’errore

A volte gli errori tecnici sono realmente solo errori tecnici – ma nella maggior parte delle volte servono solo per giustificare qualcuno che si è dimenticato di schiacciare un tasto. Vero, no? Perciò è importante essere sinceri nella propria giustificazione e offrire ai clienti non solo una scusa generica del tipo «il mio cane mi ha mangiato i compiti».

Spiega in modo chiaro e sincero cosa e perché è successo. Ovviamente non c’è bisogno di andare troppo nei dettagli («Giorgio si è dimenticato di ricordarlo a Chiara, perciò Marco non ha stampato l’ordine e proprio quella settimana Piero era a casa con il mal di schiena perciò non ha notato che…»), ma spiega quanto basta per far capire alle persone del perché è successo.

3. Spiega come hai deciso di correggere l’errore, ovvero mitigarne le conseguenze

Hai detto che ti dispiace, e questo va bene – ma cosa farai adesso per correggere il tuo errore? Offrirai uno sconto a tutti i destinatari delle tue e-news? Offrirai la sostituzione dell’articolo difettoso? Restituirai al cliente, che ha aspettato l’articolo per 2 settimane, parte dei soldi che ha speso?

Quando chiedi scusa devi avere anche un piano preciso su come risolvere la questione. Non contare sul fatto che la maggior parte delle persone si dimentichi del tuo errore e che quindi prendere provvedimenti non sia necessario. Certo che se lo dimenticheranno, nessuno avrà incubi a causa di un collegamento non funzionante nel tuo messaggio email, ma pensare alla tua azienda avrà ogni volta un retrogusto amaro, se le scuse non saranno fatte in modo appropriato.

4. CHIEDI SCUSA

Questo potrà sembrarti ovvio, ma saresti sorpreso davanti al fatto che molte persone in un’email di giustificazione non si scusano affatto – o lo fanno tra le righe accanto a una comoda scusa.

Non farlo anche tu. Se stai inviando una email per scusarti, scusati davvero. In modo chiaro e tondo. Ci dispiace. Abbiamo fatto un errore. Non si ripeterà. Vedi, non è poi tanto difficile, vero?

5. Sii umano

Anche questo non dovrebbe essere poi tanto difficile, dopo tutto, ci sono buone probabilità che tu lo sia davvero. Ma il fatto è che le persone molte volte si dimenticano che dietro alle grosse aziende ci siano proprio esseri umani – che a volte fanno anche qualche errore.

Nella tua email di scuse quindi evidenzia questo fatto. Anche tu sei solo un essere umano e anche tu puoi sbagliare. La maggior parte delle persone capirà, ma non tutti – non prendertela a male. Tutti facciamo errori e questo non lo si può evitare. Se hai chiesto scusa e offerto una soluzione, hai fatto tutto quello che potevi – e se le persone non possono perdonarti, questo è un problema loro.

3 cose che dovresti evitare in un’email di scuse

1. Non fare promesse che non puoi mantenere

Quando facciamo un errore ci sentiamo in colpa – e vorremmo fare di tutto per rimediare. Anche promettere l’impossibile. Ma prima di fare una promessa che non potrai mantenere, fermati un attimo e pensa attentamente a ciò che invece puoi realizzare. Proponendo una soluzione impossibile da realizzare i clienti probabilmente se la prenderanno ancora di più della prima volta.

Perciò è meglio avere un buon piano invece di agire subito e in modo impulsivo. Certo, è importante reagire velocemente e correggere l’errore il prima possibile – nonostante ciò, prenditi abbastanza tempo per poter reagire nel modo giusto. È meglio scusarsi 5 minuti più tardi, ma almeno farlo con una soluzione adeguata e fattibile.

2. Non fare supposizioni e non aspettarti troppo

Una volta che hai preparato l’email di scuse, non cercare di presumere cosa pensano i tuoi clienti – o almeno non farlo intendere nel messaggio. Devi capire che loro sono già un po’ arrabbiati con te, e comportandoti come se sapessi cosa è meglio per loro, potresti solo peggiorare le cose.

Se hai fatto un grave errore, attento anche alle tue di aspettative. Uno sconto per il prossimo ordine è un bel gesto, ma se hai fatto veramente un buco nell’acqua, il prossimo ordine non ci sarà – i clienti reagiranno alla tua offerta con disprezzo e indignazione. Le aspettative quindi possono essere pericolose, perciò quando chiedi scusa, cerca di evitarle il più possibile.

3. Fa’ attenzione al tono che usi e scegli le parole con cautela

Hai fatto un errore – ammettilo. Come già detto prima, i tuoi clienti sono un po’ arrabbiati con te e non hanno bisogno che tu metta ulteriore legna sul fuoco.

Frasi come «Ci dispiace se hai avuto la sensazione …» e «Se ho capito bene, Le ha dato fastidio il fatto che …» possono essere un’arma a doppio taglio – l’intento non è sbagliato, ma tra le righe si legge che il problema sta nel destinatario. Fa’ attenzione quando scrivi, fallo con tono conciliante e rifletti bene se ci sono parole o frasi che potrebbero esser fraintese.

 

Alcuni suggerimenti per mettere i puntini sulle i

Ogni cosa ha il suo lato positivo e questo vale anche per i tuoi errori: puoi offrire ai tuoi clienti un’ottima soluzione e così fare una buona impressione. Abbiamo raccolto per te alcuni stratagemmi dei più grandi maestri dell’email marketing, che ti aiuteranno a sfruttare l’errore a tuo vantaggio.

1. A causa del tuo errore offri un vantaggio in più

Se il tuo è stato un piccolo errore (magari hai sbagliato collegamento o hai fatto un errore di stampa), puoi offrire ai tuoi clienti, che non sono rimasti eccessivamente feriti (probabilmente non l’hanno neanche notato), qualche vantaggio in più e trasformare il tuo errore in una vera e propria campagna.

Un’ottima idea sarebbe uno sconto sull’intero acquisto o spedizione gratuita. I destinatari della tua newsletter avranno la sensazione che si tratti di un’opportunità eccezionale (non succede mica tutti i giorni di commettere uno sbaglio!), di cui bisogna approfittare, tu invece aumenterai le vendite.

2. Dimostra di apprezzare ogni singolo cliente

Se il tuo cliente ha avuto la sfortuna di imbattersi in un dipendente scortese o ha ricevuto informazioni sbagliate da parte tua, la cosa migliore sarebbe se lo contattasse il direttore stesso. Ovvio, l’email può essere scritta da chiunque ma a firmarla deve essere il rappresentante dell’azienda e scusarsi a nome di tutti i dipendenti.

Una mossa del genere non ti ruberà più tempo che delle scuse «ordinarie», il tuo cliente però si sentirà importante e ascoltato, perciò, nella maggior parte dei casi, non farà fatica a perdonarti l’errore.

3. Dagli la possibilità di esprimere la loro insoddisfazione

Sai com’è, quando siamo arrabbiati – abbiamo bisogno di sfogare la nostra rabbia e raccontare cosa ci è successo a chiunque sia pronto ad ascoltarci. Permettendo ai tuoi clienti di sfogare la propria rabbia, senza arrecarti danno, non potrà che farti bene.

Se si tratta di un errore grave, puoi chiamare il tuo cliente e permettergli di sfogarsi direttamente, se l’errore invece era minore, basta inviare ai tuoi clienti un’email con un modulo, dove possono scrivere la loro opinione.

Facendo così eviterai che i clienti vadano a raccontare l’accaduto sui social media, dove potrebbero leggerlo anche tutti gli altri. Certo, ci sarà sempre qualcuno che vorrà linciarti su Facebook, ma ogni reazione negativa che riesci ad evitare è un grande successo.

4. Assicurati che siano contenti

Passato un po’ di tempo sarebbe conveniente verificare che i clienti siano contenti della tua soluzione. Non c’è bisogno di molto, inviagli una semplice newsletter, ricordagli dell’infortunio e chiedigli se ora è tutto a posto. I clienti apprezzeranno che non ti sia dimenticato di loro, perciò con un po’ di sforzo, farai una buona figura.

Fonte: Pinterest

E per concludere: in bocca al lupo!

Speriamo che tu non abbia bisogno spesso dei consigli soprariportati – ma se dovesse accadere il peggio almeno hai imparato tutto ciò di cui hai bisogno per superare al meglio la situazione. Ti auguriamo nervi saldi, clienti soddisfatti e tutte le tue scuse accettate!

 

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11 errori da non fare nell’email marketing

Nell’articolo precedente ti abbiamo svelato tutti i vantaggi dell’email marketing e sicuramente non vedi l’ora di cominciare. Ma prenditi prima un paio di minuti e assicurati di farlo come si deve. Le aziende, soprattutto quelle piccole e quelle medie, che nell’email marketing hanno poche conoscenze ed esperienze, spesso fanno alcuni errori di base.

Abbiamo preparato per te un breve resoconto di questo errori – con consigli su come evitarli.

1. Non stai utilizzando uno strumento di email marketing professionale

Inviare le email è una cosa semplice: devi solo raccogliere gli indirizzi email dei destinatari, scrivere il messaggio e poi inviarlo – e magari ricordarti anche di utilizzare la funzione copia conoscenza nascosta. Questo può andare bene se stai chiedendo ai tuoi amici di andare a bere una birra il venerdì sera – ma se stai comunicando con dei clienti, avrai bisogno di uno strumento più professionale.

I fornitori specializzati per l’invio delle newsletter, come p.es. Squalo, ti renderanno la vita più facile, avrai a disposizione pratici template, con i quali potrai preparare messaggi attraenti in pochi minuti, ma anche dati analitici, che renderanno le tue email migliori ad ogni invio.

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2. Non hai ottenuto il permesso per inviare le email

Magari hai un sacco di email dei tuoi clienti – ma se questi non ti hanno dato il permesso esplicito di poter inviare loro messaggi, non puoi utilizzarli. Forse ti sembra solo un dettaglio burocratico, ma se non segui le regole di base potresti presto trovarti nei guai.

Prima di cominciare con l’invio delle email, assicurati di avere sulla mailing list solo i clienti che ti hanno dato il loro permesso in modo esplicito.

3. I titoli dei messaggi che scrivi sono poco allettanti

Il titolo ovvero l’oggetto dell’email è la prima cosa che attira o respinge il destinatario, e questo lo sai già. E anche se la tua è un’azienda piccola senza un esperto di marketing non significa che i titoli delle tue email debbano essere noiosi e poco attraenti.

Rifletti sul tipo di email che vorresti aprire tu, cerca su internet, leggi qualche consiglio (ne puoi trovare tanti anche sul nostro blog) e prepara dei titoli che aiuteranno il tuo email marketing a raggiungere i risultati che desideri.

10 “subject” di messaggi che portano ad un più alto tasso di aperture

Leggi, come con un buon oggetto puoi raggiungere un open rate più alto, e di conseguenza anche più conversioni!

Aumenta il tuo Open Rate: 15 idee per il titolo della newsletter

Leggi l’elenco dei titoli o »subject« più efficaci e aumenta il grado di messaggi aperti!

4. I messaggi che scrivi sono noiosi e inutili

L’oggetto dell’email è quello che attira l’attenzione, questo è vero, ma se il contenuto del messaggio è noioso, il titolo non ti aiuterà un granché. Assicurati quindi di includere nel messaggio informazioni interessanti, delle buone offerte e foto attraenti.

Prova a farti una domanda – tu questo messaggio lo leggeresti con piacere? Accertati che i paragrafi non siano troppo lunghi, è importante infatti dire le cose in modo breve e conciso. E se continui ad avere dubbi consulta i dati analitici dei messaggi precedenti, ciò ti permetterà di fare un’analisi più approfondita dei temi che interessano i tuoi clienti.

5. Le parole che usi attivano i filtri antispam

Spam significa posta indesiderata, quella che nessuno vorrebbe nella propria casella di posta, perciò i client di posta si sono inventati dei filtri speciali che individuano questo tipo di messaggi. Quando scrivi un’email è quindi importante evitare parole che potrebbero attivare questi filtri.

L’elenco delle parole che attivano i filtri della posta indesiderata

Controlla l’elenco e assicurati di non usare parole che potrebbero metterti nei guai.

Puoi monitorare il così detto spam score del tuo messaggio controllarlo su vari siti web.

 

Per testare la tua newsletter ti consigliamo di utilizzare mail-tester.com.

In ogni caso, questo è un dato che non va ignorato – anche se il tuo è un ottimo contenuto i filtri antispam talvolta possono essere attivati da una parola totalmente inaspettata e tutti i tuoi sforzi saranno stati vani.

6. I tuoi messaggi vengono inviati in modo irregolare

Solitamente nelle piccole aziende c’è sempre tanto lavoro e ci sono cose molto più importanti da fare che inviare le email. Ma se vuoi farti pubblicità con l’email marketing, allora bisogna farlo nella modo giusto – questo significa che dovrai inviare messaggi regolarmente ovvero abbastanza spesso.

Immagina di iscriverti alla newsletter di un’azienda ma poi non ricevere nulla per un mese intero. Quando finalmente troveranno il tempo di inviare qualche messaggio potresti persino esserti dimenticato di chi siano, in ogni caso, dopo tutto questo tempo, la loro offerta potrebbe non suscitare più il tuo interesse.

Impegnati quindi a inviare i messaggi in modo regolare così da assicurarti che i tuoi clienti non abbiano la possibilità di dimenticarti.

7. Non segui la statistica del tuo email marketing

Come già detto prima, l’analisi dell’efficacia dei messaggi precedenti ti darà una visione approfondita sui temi e sulle offerte che interessano i tuoi clienti. Ma sfortunatamente ci sono ancora troppe aziende piccole e medie che non sfruttano abbastanza questi dati – comprensibile, a prima vista sembrano piuttosto complicati.

Ma in realtà non è così terribile. Se ti prenderai un po’ di tempo per analizzare tutti i dati a tua disposizione capirai ben presto che possono aiutarti a migliorare notevolmente i tuoi risultati. Magari mentre esamini queste informazioni ti verrà anche qualche ottima idea, ma in ogni caso, ti aiuteranno a conoscere meglio i tuoi clienti – e questa è un’occasione da non sottovalutare.

L’app Squalo include anche l’ANALITICA, che ti consente di monitorare il coinvolgimento dei tuoi abbonati. Ti consente di visualizzare per ogni newsletter quale abbonato ha aperto la newsletter, fatto clic su un link o annullato l’iscrizione alla tua newsletter.

8. Non utilizzi la segmentazione

Magari la tua lista di indirizzi email, ai quali invii i tuoi messaggi, è lunghissima, ma se non utilizzi la segmentazione, allora non stai sfruttando tutto il potenziale che ti offre l’email marketing.

Se i dati che possiedi te lo permettono, dividi in modo accurato e dettagliato le tue liste e poi invia messaggi personalizzati a ciascun gruppo, raggiungendo così risultati migliori.

Nell’app Squalo puoi segmentare con precisione i tuoi iscritti usando l’opzione FILTRI DESTINATARI. Specifica una condizione, ovvero una proprietà degli abbonati in base alla quale desideri filtrarli, quindi scegli un’azione da compiere su di essi, ad esempio aggiungendoli a un nuovo elenco. Quindi crea una newsletter personalizzata appositamente per questo elenco ed imposta giorno ed ora d’invio.

9. Non personalizzi i tuoi messaggi

Spettabile o Caro cliente è un modo educato per cominciare l’email, ma puoi raggiungere risultati migliori rivolgendoti ai destinatari con il loro nome e personalizzare il contenuto del messaggio. Il tempo e lo sforzo investiti ti ripagheranno con ottimi risultati.

Con Squalo puoi aggiungere tag personalizzati alle tue newsletter

10. Non includi la chiamata all’azione (CTA o Call to Action)


La newsletter che hai preparato può anche essere fantastica – ma se alla fine non includi la chiamata all’azione, i risultati non arriveranno. Forse credi che la cosa sia troppo semplice per funzionare, ma un breve Chiamaci subito, Clicca qui o Guarda i prodotti in offerta funzionano realmente, sarebbe un peccato quindi non includere il CTA nei tuoi messaggi.

Chiamata all’azione – le 6 pratiche migliori

Il successo delle conversioni finali dipende proprio dalla sua persuasività, perciò scopri come creare una perfetta chiamata all’azione per la tua campagna di email marketing successiva!

11. Non esegui un controllo grammaticale

Probabilmente di professione non fai lo scrittore e forse nessuno se la prenderà a male se i tuoi messaggi email non saranno grammaticalmente perfetti – ma evidenti errori di battitura e di ortografia potrebbero dare fastidio ai tuoi destinatari. Leggi sempre quello che hai scritto e poi fallo leggere anche a qualcun altro. Così riuscirai ad eliminare almeno la maggior parte degli errori.

Certo, sarebbe il massimo far correggere il testo ad un professionista, ma se questo non è possibile o è eccessivamente dispendioso, dovrai fare del tuo meglio per evitare gli errori.

Per finire

Ora che conosci i vantaggi dell’email marketing, gli errori più frequenti che si fanno e come evitarli, sei pronto per cominciare con l’email marketing anche tu.

Prova la piattaforma Squalo e usufruisci dei vantaggi che ti offre l’email marketing. In un periodo di 15 giorni puoi provare gratuitamente tutte le funzionalità che offre la piattaforma e fare un test inviando fino a 1000 messaggi.

 

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33 vantaggi dell’email marketing per la tua azienda

Credi che l’email marketing venga usato solo dai grandi? Sarà anche vero che nella tua casella di posta spesso trovi messaggi dei protagonisti del mercato – ma ciò non significa che siano gli unici a poterli inviare.

Se è vero che le grandi aziende hanno solitamente più risorse da destinare all’email marketing, tuttavia è vero anche che questo tipo di marketing è adatto a tutti i tipi di aziende, anche quelle più piccole. Se dubiti che l’email marketing sia la scelta giusta per il tuo business abbiamo raccolto per te 30 argomenti per convincerti del contrario.

1. Altissima redditività degli investimenti

L’email marketing conviene – questo è un dato di fatto. È ormai da tempo che l’email marketing è considerato una delle forme più redditizie del marketing in generale e una delle ricerche, fatta di recente negli USA, ne è solo la conferma. Hanno scoperto infatti che ogni dollaro investito nell’email marketing genera un reddito di circa 44 dollari.

2. Maggiore credibilità

Quando le persone hanno bisogno di un prodotto o un servizio preferiscono rivolgersi a qualcuno che conoscono, di cui si fidano, insomma, a un esperto nel settore. Con una buona strategia di email marketing questo qualcuno potresti essere tu. Le giuste informazioni, fornite nel modo giusto, infonderanno fiducia nelle persone, perciò una buona newsletter può notevolmente migliorare la tua credibilità.

3. Interesse per i tuoi servizi

Vuoi che i tuoi potenziali clienti ti facciano andare il telefono letteralmente in tilt? Questo è quello che può fare una buona email al momento giusto. Ovviamente non può succedere dall’oggi al domani e non tutti quelli che ti chiameranno diventeranno poi tuoi clienti – ma riuscirai a stabilire il primo contatto, che solitamente è proprio la parte più difficile.  

4. Aumento delle donazioni

Se sei un’organizzazione non a scopo di lucro le donazioni sono una parte importante delle tue entrate e tramite l’email puoi spiegare perché queste donazioni sono così importanti. Con gli altri tipi di marketing per le persone è più facile girarsi dall’altra parte, al telefono o di persona vorranno subito sbarazzarsi di te, l’email invece ti dà la possibilità di raggiungere buoni risultati.

5. Mantieni l’interesse e di conseguenza fidelizza il cliente

Se continuerai a informare i tuoi clienti sulle novità, ci sono molte probabilità che decidano di ordinare più prodotti o servizi – la logica è semplice, vero? Il modo più semplice per informare i tuoi clienti è proprio l’email marketing che ti permette una comunicazione costante con tutti quelli che ti hanno confidato il proprio indirizzo email.

6. Presentati ai nuovi clienti con i tuoi contenuti

L’email marketing è un ottimo modo per dire ai tuoi nuovi clienti chi sei e cosa fai. Ma non farlo solo con delle ottime offerte (non che queste non siano gradite), fallo anche con contenuti informativi che il destinatario non solo leggeà con piacere, ma gli daranno anche la conferma che nel tuo settore sei un vero esperto.

7. Costruisci il tuo marchio

Se sei un’azienda piccola o media, il tuo marchio probabilmente non è conosciuto quanto potrebbe esserlo – ed è qui che entra in gioco l’email marketing. Il marketing ti permette di costruire il tuo marchio e la sua reputazione in modo sistematico e graduale. Crea le linee guida del tuo marchio, come il tono, lo stile, l’apparenza e impegnati a seguirli in ogni messaggio, consentendo così ai tuoi clienti di conoscerti.

8. Aumenta le vendite con il programma fedeltà

I programmi fedeltà sono un modo molto efficace per aumentare le vendite, perciò vengono usati dalla maggior parte delle grandi aziende – ma ciò non vuol dire che non possano usufruirne anche le aziende piccole o medie. Introducendo il programma fedeltà potrai informare regolarmente i tuoi clienti sulle offerte speciali e i vantaggi di cui potranno avvalersi diventando membri ovvero iscrivendosi alla tua newsletter.

Fonte: Paychex

 

9. Promozione di nuovi prodotti e servizi

Come ogni altra azienda di successo anche tu ogni tanto decidi di proporre un nuovo prodotto o magari qualche nuovo servizio. Ma se i tuoi clienti non ne sono a conoscenza, ciò non ti aiuta un gran che. La newsletter ti offre una grande opportunità di informare regolarmente i tuoi clienti attuali e quelli potenziali sulle novità, assicurandoti di avere sempre nuovi ordini.

10. Scopri cosa piace e cosa non piace ai tuoi clienti

L’email marketing possiede una caratteristica fantastica, e cioè ti aiuta a scoprire cosa interessa o meno ai tuoi clienti. Già una semplice occhiata alle analisi delle email aperte e alle risposte ricevute, ti dirà molto, se poi ti prenderai un po’ più di tempo e continuerai anche con i test, riceverai risultati ottimi, con l’aiuto dei quali potrai facilmente preparare delle offerte migliori e vendere ancora di più.

Squalo ti consente effettuare L’ A / B test sullle tue newsletter

 

11. Sarai sempre sotto il naso dei tuoi clienti

Quando hai bisogno di qualcosa la vita è molto più semplice se quella cosa è subito dietro l’angolo, vero? Anche questo è uno dei vantaggi dell’email marketing: i tuoi clienti forse in questo momento non hanno bisogno dei tuoi prodotti o servizi, ma questo un giorno le cose potrebbero cambiare – e allora sapranno dove trovarti.

12. Risultati migliori con meno impegno

Una volta messo in moto, l’email marketing richiede relativamente poco sforzo e poco tempo, ciò significa che per raggiungere risultati migliori dovrai impegnarti molto meno rispetto a prima. Scegli un fornitore di qualità che abbia un buon supporto e soprattutto all’inizio, investi un po’ più di tempo e risorse per poi goderti i risultati del tuo lavoro.

13. Lascia una buona impressione

Come già detto, molti pensano che a usufruire dell’email marketing siano sono le grandi aziende – questa opinione può scoraggiare le piccole aziende che vorrebbero cominciare a lavorare con questa forma di marketing, ma può avere anche un vantaggio: le aziende che inviano newsletter vengono percepite dai destinatari come aziende di successo, affidabili ed esperte nel loro campo.

14. Aumenta il numero delle visite sul tuo sito

La newsletter inviata può aumentare efficacemente il numero delle visite sul tuo sito web, cliccando sui collegamenti nel messaggio i destinatari verranno reindirizzati su una delle tue pagine. Se poi sulle tue pagine troveranno anche qualcosa di interessante, rimarranno sul sito più tempo – e magari ci ritorneranno.

15. Gestire il marketing con un tocco personale

Il marketing può essere piuttosto impersonale e questa sua caratteristica potrebbe respingere le persone. L’email marketing però ti permette di avere un approccio più personale, puoi chiamare i tuoi destinatari con il loro nome, inviare loro offerte personalizzate o addirittura dargli del tu (questo non puoi certo farlo via telefono o dal vivo!), in questo modo riuscirai ad avvicinarti più facilmente ai tuoi clienti.

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16. Risultati immediati assicurati

L’email marketing funziona in modo veloce: il messaggio email viene spedito, in alcuni secondi arriva nella casella dei tuoi clienti, loro lo leggono, cliccano sui collegamenti al suo interno, vengono reindirizzati sul tuo sito web ed effettuano l’acquisto.
Certo, questa è la teoria, in pratica non va sempre tutto così liscio, ma nonostante tutti gli ostacoli che potrebbero insorgere, l’email marketing rimane una delle forme di marketing più veloci con risultati immediati assicurati.

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17. Acquisire potenziali clienti (Lead Generation)

Sicuramente avrai già sentito parlare del termine Lead Generation, ma forse non sai che anche l’invio delle newsletter può essere un ottimo strumento di questo processo. Con l’aiuto dell’email marketing puoi presentare le tue attività alle persone che ancora non conoscono la tua azienda o che non sono ancora pronte all’acquisto, così forse un giorno anche loro faranno parte della tua clientela.

18. Entusiasma i tuoi clienti

Se le tue newsletter saranno divertenti e interessanti, se conterranno argomenti piacevoli e foto di alta qualità, allora i tuoi destinatari non vedranno l’ora di leggerle e, di conseguenza, saranno entusiasmati di fronte ai tuoi prodotti e i tuoi servizi. Se le persone aspettano l’arrivo dei tuoi messaggi con entusiasmo, allora sei sulla strada giusta per raggiungere ottimi risultati di vendita.

19. Instaurare prima il contatto e poi il dialogo

A differenza delle altre numerose forme di marketing, l’email marketing consente una comunicazione a due vie, e questo va sicuramente sfruttato. Nel messaggio perciò fa’ una domanda, chiedi ai lettori un feedback o offri qualche vantaggio in cambio delle loro idee. Ogni reazione che riceverai ti aiuterà a instaurare un rapporto migliore e più stretto con i tuoi clienti.

20. Mostra di essere un esperto del settore

Questo è particolarmente importante quando fornisci servizi specializzati, perché in tal caso è necessario che le persone si fidino di te e delle tue capacità. Con contenuti informativi puoi convincere i destinatari della tua newsletter che sai esattamente quello che stai facendo, convincendoli così a scegliere proprio te.

21. Suscita l’interesse per i tuoi servizi

Se le persone hanno bisogno dei tuoi servizi solo occasionalmente o in determinate occasioni (come p.es. cambiare una ruota all’auto, potare degli alberi, tinteggiatura …), mantenere il loro interesse durante lunghi periodi di tempo è un compito difficile. Significa che, la prossima volta che avranno bisogno di te, potrebbero averti già dimenticato. L’email marketing è un ottimo modo per rammentarli della tua esistenza senza essere troppo invadenti. Sarebbe meglio non concentrarsi direttamente sulla promozione dei tuoi servizi, cerca invece di mascherarla dietro contenuti informativi con valore aggiunto, p.es. articoli, blog o diversi consigli.

22. Incrementa il tuo pubblico

La vita per le piccole aziende in questo mercato sovraffollato non è sempre facile e a volte è difficile trovare clienti interessati. Con l’email marketing aumenterai gradualmente il tuo pubblico assicurandoti così di poter informare sui tuoi servizi un pubblico sempre più ampio, senza dover spendere cifre da capogiro per la pubblicità classica.

23. Aumenta la qualità dell’organizzazione

Ad un cliente hai mandato questo, all’altro quello e al terzo un’offerta completamente diversa dalle altre due. A volte è difficile tenere traccia di tutte le conversazioni che hai avuto via email, vero? E cercare di tenere tutto a mente ti fa perdere tempo ed energie. Con un buon email marketing e uno strumento affidabile per l’invio dei messaggi email tutto sarà più facile, perché sarai in grado di informare tutti i tuoi clienti su tutte le tue offerte – o solo determinati gruppi di clienti.

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24. Rivolgiti ai clienti durante il loro tempo libero

Molte persone oggigiorno trascorrono gran parte del loro tempo sul web. Se anche i tuoi clienti fanno così l’email marketing sarà per te molto più efficace rispetto alla pubblicità nei media stampati.
Certo, ci sono anche delle eccezioni: se i tuoi clienti sono soprattutto persone anziane otterrai risultati migliori utilizzando approcci più tradizionali, ma nella maggior parte dei casi l’email marketing è molto più a portata di mano rispetto alle altre forme di marketing.

25. Attira clienti nuovi

Hai preparato degli ottimi contenuti per la newsletter – ma non significa che non puoi utilizzarli in altri modi. Magari puoi pubblicare gli stessi contenuti anche sui canali dei tuoi social media e raggiungere così anche chi non è ancora sulla tua mailing list. Chissà, forse sarà proprio questo, la tua newsletter pubblicata su un social, ad attirare la loro attenzione e convincerli ad iscriversi alla tua lista o magari a fare addirittura qualche acquisto.

26. Risparmia tempo

Una volta imparate le basi e introdotte le linee guida, vedrai che l’email marketing sa essere estremamente semplice e veloce. Puoi utilizzare sempre lo stesso template, cambiare il testo e le foto, aggiungere il testo attuale – e poi inviare il tutto. Fa’ attenzione però a scegliere il giusto fornitore che ti offra una piattaforma semplice ed efficace per l’invio di messaggi e che ti faccia risparmiare tempo.

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27. Diventa più riconoscibile

Forse credi che la gente sappia chi sei o cosa fai – ma probabilmente non è così. Forse non sanno neanche che tu esista, o forse sanno di te ma pensano che tu offra un solo servizio, anche se in realtà non è così, forse hanno un’idea totalmente sbagliata di quello che stai facendo …
In ogni caso l’email marketing può aiutarti a diventare più riconoscibile e a informare i destinatari su chi sei e di cosa ti occupi effettivamente.

28. Presentati in modi diversi

Sono pochi i media che permettono un approccio così vario quanto quello dell’email. Puoi utilizzare testi, foto, video, includere un sacco di collegamenti o aggiungere un allegato. Così hai la possibilità di presentarti in molti modi diversi, dire tutto quello che desideri e assicurarti che i tuoi messaggi non siano mai noiosi.

Il Drag & Drop editor di Squalo offre anche la possibilità di aggiungere elementi speciali come video, icone di social network, banner, ecc. Questo ti renderà davvero facile arricchire le tue newsletter e presentarti ai tuoi destinatari in un modo unico.

 

29. Sfrutta l’occasione per fare test

Praticamente nessun’altra piattaforma offre tante possibilità per effettuare dei test come invece fa l’email, e ciò ti permette di testare cosa effettivamente funziona per i tuoi clienti e cosa invece no. I test sono la regola d’oro dell’email marketing che ti permetteranno di ricevere tutte le risposte alle tue domande sui gusti ed interessi dei tuoi destinatari.

30. Ottieni più prenotazioni

Offri un servizio che richiede una prenotazione, magari aerobica o un altro tipo di corso? Allora includi nel tuo messaggio email un collegamento che permetta la prenotazione. Per molti effettuare la prenotazione tramite il web è molto più facile che farlo tramite telefono, oltretutto il messaggio servirà a ricordargli che è ora di fare la prenotazione.

31. Prenditi cura dei rapporti con i partner commerciali

L’email marketing è un’ottima soluzione per coltivare le relazioni con i clienti, ma perché non prendersi cura anche dei rapporti con i partner commerciali? Forse anche a loro interessa sapere cosa c’è di nuovo, forse neanche loro sanno cosa comprende la tua offerta e forse anche loro vorrebbero approfittarne. Si tratta di un’ottima occasione che sarebbe un peccato non sfruttare!

32. Puoi cominciare subito

Alcune forme di pubblicità richiedono tante conoscenze, altre numerosi investimenti, e altre ancora molto tempo. Ma con l’email marketing puoi cominciare subito – anche non essendo un esperto nel campo.
Ad esempio, con l’aiuto di template accattivanti, la piattaforma Squalo ti consente di preparare la tua prima email e inviarla ai tuoi clienti in pochi minuti. Anche non avendo conoscenze precedenti, con l’email marketing puoi cominciare subito.

Scopri come iniziare in modo semplice, rapido ed efficiente con l’app Squalo e invia la tua newsletter in pochi semplici passaggi.

 

33. Comunica in modo efficace con gli utenti di tutti i tipi di dispositivi

Al giorno d’oggi due terzi di tutte le email vengono aperte e lette sui telefoni cellulari e il numero continua ad aumentare ogni anno. È quindi importante rivolgersi ai destinatari proprio lì dove questi leggono più spesso i loro messaggi.
Per questo motivo è di vitale importanza che i tuoi messaggi si adattino a tutti i tipi di dispositivi. E qui entra in gioco Squalo che si prende carico della visualizzazione corretta dei tuoi messaggi preparati con cura su tutti i dispositivi. I nostri template infatti sono responsive, il che permette una visualizzazione perfetta sia sui dispositivi mobili che su desktop – a te rimane solo il compito di cliccare sul pulsante INVIA.

Con l’email marketing non sei mai da solo

Ma questo vale solo nel caso in cui tu abbia scelto un buon fornitore per l’invio dei messaggi email. Noi di Squalo ci siamo proposti un obiettivo, e cioè, essere sempre a tua disposizione in caso di bisogno, perciò, in caso di difficoltà, siamo facilmente raggiungibili sia via telefono che email.

Nelle altre forme di marketing probabilmente dovrai cavartela da solo o spendere una montagna di soldi per le consulenze, sulla nostra piattaforma invece la consulenza è già inclusa nel prezzo, perciò sulla strada per il successo non sarai mai da solo.

Non hai quindi alcun motivo per non cominciare con l’email marketing – ci sono solo molti vantaggi!

 

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I 6 errori più frequenti della tua strategia di email marketing

La nostra esperienza ci ha insegnato che i pubblicitari continuano a ripetere alcuni errori, i quali hanno delle conseguenze negative per il successo delle loro campagne di email marketing. Scopri, se sei tra loro!

1. Lista di destinatari non aggiornata

L’aggiornamento, la cura e la raccolta di nuovi destinatari è un processo che non ha fine. Ti consigliamo di chiedere ai tuoi futuri destinatari il consenso in modo chiaro e di informarli per quale scopo saranno usati i loro indirizzi email.

Questa è anche una richiesta del GDPR.

Hai già ottenuto i consensi dai tuoi destinatari esistenti?

Vedi come farlo in modo semplice ed efficace nell’applicazione Squalo.

Nel messaggio inserisci sempre il collegamento per cancellare l’iscrizione, in questo modo se il destinatario non desidera più ricevere i tuoi messaggi si può disiscrivere.

Proprio la fedeltà ottenuta e il buon rapporto con i tuoi clienti rafforzano la reputazione e l’affidabilità della tua azienda, nonché fortificano la posizione del tuo brand.

2. Cattiva prima impressione

Come nel mondo »offline« anche sul web non c’è spazio per una cattiva prima impressione, perciò evita errori come la irriconoscibilità del mittentel’oggetto mancante o l’oggetto simile a SPAM. Stai attento alla mancanza di tempo e che il titolo non sia composto e scritto all’ultimo momento.

La tua newsletter può rimanere inosservata perché non attira abbastanza l’attenzione per colpa della superficialità e dell’oggetto scritto in modo generico. Per evitare che questo accada ti consigliamo di pensare al titolo già all’inizio della tua campagna di email marketing!

Come attirare l’attenzione con l’oggetto della newsletter

Leggi le 7 regole, che ti aiuteranno ad aumentare il tuo tasso di apertura.

3. Forma inadatta

Il design efficace ed accattivante della newsletter insieme ad un contenuto interessante avvicinano il destinatario a raggiungere e realizzare lo scopo finale dell’azienda. Qui dobbiamo essere attenti ad alcune trappole del design:

Creazione di template

La continua creazione di template nuovi e visualmente molto differenti aumentano la possibilità di errori diminuiscono la riconoscibilità del brand. Ti consigliamo di usare un design per la tue email che sia permanente e che rispecchi l’immagine della tua azienda.

La scelta di colori, scrittura e immagini inadeguati al gruppo target sono solo alcuni degli errori più frequenti, perciò rifletti su chi sono i tuoi destinatari, quali sono le loro caratteristiche e quale immagine visiva avrà una migliore impressione su di loro.

Molte sono le piattaforme di email marketing che ti offrono dei template già pronti, dove con alcune modifiche di contenuto ed immagini, li potrai adeguare alle tue necessità.

Una delle piattaforme è proprio Squalo, dove puoi scegliere tra più di 50 template con design professionale, modificabili nel Drag & Drop editor. Tutti i template sono mobile responsive.

Vedi la galleria dei template Squalo!

 

Marchio del brand

Verifica se il marchio della tua azienda o del brand è chiaramente visibile, infatti rappresenta una conferma aggiuntiva di chi sia il mittente della newsletter e dà al destinatario un senso di sicurezza, insomma fai sì che sia chairo che il tuo messaggio non è SPAM. Stai attento però a non occupare lo spazio dedicato al contenuto e alla chiamata all’azione.

Uso eccessivo di immagini

Ti consigliamo di evitare un messaggio costituito solo da materiale grafico, infatti la probabilità che vada a finire nello spam è ben del 70 %!

Il rapporto tra gli elementi grafici e quelli del testo, fai si che sia 1:4 e cerca di non usare immagini di background, difatti alcuni email client (p.es. Outlook) non le visualizzano.

Proprio per questi motivi aggiungi sempre una descrizione delle immagini. Le immagini devono avere un senso e devono essere coerenti con il contenuto e accentuare lo scopo del messaggio.

4. Contenuto irrilevante e senza scopo

Il contenuto deve rispecchiare la personalità dell’azienda e del brand, l’attenzione deve essere orientata alla cura dei rapporti genuini con il destinatario e deve assicurare la reputazione e la credibilità dell’azienda.

Concentrati su cosa vuoi comunicare con il contenuto della newsletter e personalizza la comunicazione. Così guiderai il destinatario più facilmente alla realizzazione dello scopo del messaggio.

Evita di usare parole SPAM e correggi gli errori grammaticali, perché possono dissuadere facilmente il destinatario. Se non si tratta di comunicare un’offerta speciale temporalmente limitata, evita l’uso di toni aggressivi e l’imperativo.

La chiamata all’azione principale deve essere chiaramente visibile e comprensibile, deve comunicare il valore aggiunto e l’urgenza per il destinatario. Al posto delle frasi »Clicca qui« o »Registrati« è meglio usare »Scopri di più« o »Rimani in contatto«.

Chiamata all’azione – le 6 pratiche migliori

Scopri come creare una perfetta chiamata all’azione per la tua campagna di email marketing successiva!

 

  • Cosa comunica la newsletter?
  • Cosa ci si aspetta dal destinatario?
  • Perché questo è utile per il destinatario?

Se puoi rispondere a queste domande in modo chiaro e suggestivo, raggiungerai l’obiettivoprova con Squalo in un modo semplice e conveniente!

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5. Invio troppo frequente

Ti consigliamo di evitare, se possibile, l’invio di massa senza adeguare il contenuto ai gruppi target e di non inviare messaggi se non stai offrendo qualcosa di interessante o rilevante per il destinatario.

Se no, prevarrà l’opinione che le tue newsletter non siano importanti e saranno lasciate chiuse anche quando il loro contenuto sarà veramente attraente e preparato con cura.

Durante la registrazione, nell’email di benvenuto, informa il destinatario con che frequenza riceverà le tue newsletter, oppure invitalo a rivelarti quanto spesso desidera ricevere le tue newsletter.

6. Cancellazione difficoltosa

I motivi perché il destinatario non vuole più ricevere le tue newsletter possono essere tanti.

Spesso li troviamo nel contenuto poco interessante, irrilevante ed inadeguato al gruppo target oppure la frequenza d’invio è troppo alta.

Nonostante i motivi è importante offrire e garantire una cancellazione facile, veloce e trasparente.

Ti consigliamo di non dimenticare la buona impressione – i destinatari forse al momento non desiderano ricevere le tue newsletter, questo però non vuol dire che non visiteranno più il tuo negozio o il tuo sito web.

Ricorda che…

Quando invii una newsletter tieni sempre a mente che questa deve essere un’esperienza postiva per l’utente.

Ricorda quindi di:

  • Presentare la tua azienda in maniera appropiata
  • Invia la tua newsletter ad una lista contatti aggiornata, così sari sicuro che riceveranno i messaggi solo coloro che davvero li vogliono ricevere. Questo ovviamente comporterà un maggior grado di apertura e una minor possibilità di essere segnalato come spam.
  • Asicurati di rendere semplice ed intuitiva la cancellazione dalla tua newsletter.

 

Per fare tutto questo ti invitamo a provare la nostra applicazione. Con Squalo creare dei template accattivanti sarà un gioco da ragazzi!

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6 parametri chiave che devi misurare per ogni newsletter

Ogni volta che invii le newsletter devi misurare anche la loro efficacia o non potrai prendere le decisioni giuste per migliorare la tua strategia di marketing. Di seguito ti presentiamo i 6 parametri chiave che devi misurare per ogni newsletter.

 

1. Grado di messaggi aperti (Open Rate)

Il grado di messaggi aperti indica la percentuale delle newsletter aperte rispetto a quelle consegnate. Si misura in percentuale, il grado del valore dipende principalmente dalla riconoscibilità del mittente e dall’intriganza e rilevanza del titolo della newsletter.

Se il destinatario non riconosce subito il mittente del messaggio e vede nella sua casella di posta solo «info» o «vendita», esiste la possibilità che ignori il messaggio o lo segnali addirittura come SPAM.

La chiave è il titolo. Sono poche parole che influenzano la decisione se la newsletter verrà aperta o meno, perciò presta molta attenzione a quello che scrivi nel titolo del messaggio. Deve essere intrigante e riuscire a stimolare nel destinatario l’interesse per il contenuto.

Ti consigliamo di indicare chiaramente il nome dell’azienda o del marchio di fabbrica nel contenuto della newsletter – una buona prima impressione è anche un’opportunità per aumentare la tua riconoscibilità e instaurare con il destinatario una relazione basata sulla fiducia.

Le due domande chiave – cosa è bene e cosa è male. Dalle nostre esperienze possiamo concludere che:

  1. L’Open rate dipende molto dal tipo di newsletter inviata – le newsletter che, ad esempio, promuovono unicamente prodotti hanno un tasso di apertura inferiore rispetto a una newsletter che, per esempio, contiene articoli di una rivista.
  2. Tutto ciò che è sotto il 10% viene considerato insoddisfacente – se questo è il tuo caso rifletti seriamente sulla qualità del tuo database e sulla rilevanza del contenuto per i destinatari.
  3. Tutto ciò che è sopra il 30% è ottimo – se ci sei riuscito, congratulazioni!
  4. La media è intorno al 20% – per migliorare leggi nuovamente il punto 1.

Testo: blog.automizy.com

2. Click sui collegamenti (Click-Through Rate)

I click sui collegamenti indicano la percentuale dei click sui collegamenti rispetto ai messaggi aperti.

La chiamata all’azione è l’ingrediente chiave di ogni newsletter preparata con cura. Il suo compito è invitare i lettori alla collaborazione, stimolarli e motivarli a raggiungere lo scopo per il quale la newsletter è stata inviata.

Più è convincente la newsletter più aumentano le conversioni finali.

Assicurati che il contenuto della newsletter contenga le risposte ai problemi dei tuoi destinatari, scegli con cura le parole e fa attenzione che la chiamata all’azione principale sia chiaramente visibile e posizionata nella parte superiore del messaggio, i collegamenti devono essere funzionanti e reattivi.

Ti consigliamo anche di adattare attentamente il messaggio ai tuoi gruppi target, che devono essere segmentati con cura in base alle loro caratteristiche, interessi, desideri e abitudini d’acquisto precedenti.

Nella prassi, dalle nostre esperienze possiamo concludere che:

  1. Il numero dei click sui collegamenti dipende molto da cosa promuove la newsletter.
  2. Bisogna separare il collegamento “principale” dai collegamenti “secondari”. Quello principale (o più di uno), è quello presentato come parte centrale della newsletter.
  3. Se il numero dei click sul collegamento “principale” è sotto l’1%, la situazione è pessima.
  4. Tutto quello che va oltre il 5% è ottimo.

3. Cancellazioni dalla lista dei destinatari

Le cancellazioni indicano il numero dei destinatari che si sono cancellati dalla tua lista. Così come il grado delle newsletter aperte anche le cancellazioni sono un buon indicatore di riconoscibilità e interesse per la tua azienda e il marchio di fabbrica.

Ragioni comuni per cui un destinatario non vuole più ricevere le tue newsletter:

  • Scarso contenuto: non abbastanza interessante, rilevante e adattato al gruppo target.
  • Messaggi troppo frequenti: in senso giuridico e nel rispetto della privacy è essenziale dare al destinatario la possibilità di una cancellazione semplice, veloce e trasparente.

Un consiglio – non dimenticarti di fare una buona impressione – forse i destinatari non desiderano più ricevere le tue newsletter, ma questo non significa che non visiteranno più il tuo negozio o il tuo sito web.

Quante cancellazioni su una newsletter inviata sono ammissibili pima di chiederci, dove abbiamo sbagliato? In base alle nostre esperienze il 2%.

4. Newsletter inoltrate

Le newsletter inoltrate indicano quante volte il messaggio è stato inoltrato. A questo proposito ti consigliamo di inserire dei collegamenti nella newsletter che permettano al destinatario di inoltrare il messaggio o condividerlo con i membri della sua famiglia, amici e colleghi sui social media, come Facebook, Twitter, Instagram o LinkedIn aumentando l’effetto virale di questo web media.

5. Deliverability dei messaggi (Bounce Rate)

La deliverability dei messaggi indica la percentuale delle newsletter inviate che sono state recapitate con successo.

Possono esserci varie ragioni del perché i messaggi non vengono recapitati:

  • ostacoli tecnici, errori o guasti,
  • indirizzi email scritti erroneamente o inventati,
  • cambio di lavoro,
  • cambio del fornitore di servizi (ISP – internet service provider),
  • cancellazione o abbandono dell’account email.

In caso di messaggi non consegnati il mittente riceve un rapporto che spiega che la posta non è stata consegnata. Questi rapporti servono come base per la cura e l’aggiornamento della lista dei destinatari.

I rimbalzi e le newsletter non consegnate consentono di valutare la qualità della lista, perciò è importante raccogliere con attenzione e pazienza i destinatari dei tuoi messaggi email con indirizzi attivi ed esistenti.

Creare un buon database di destinatari e continuare a prendersene cura è di vitale importanza per un alto grado di deliverability e per il successo delle tue newsletter.

Ogni fornitore di servizi di email marketing (ESP – email service provider) deve avere uno strumento per l’elaborazione dei messaggi di sistema sulla deliverability. Squalo naturalmente ce l’ha, registra accuratamente e separa i messaggi come “Sono in vacanza” e “La casella di posta è piena” da quelli più sistematici e da errori irreparabili come per esempio “L’indirizzo non esiste”.

Per il bene del database il “bounce rate” non deve superare il 0,5%.

6. Conversioni con l’aiuto di Google Analytics

Google Analytics consente di misurare le conversioni che indicano se il destinatario ha realizzato lo scopo/l’obiettivo della newsletter inviata. Questo può essere un acquisto online, visita a un sito web o un sondaggio compilato online.

Offre anche un confronto tra i costi e la realizzazione del reddito dell’email marketing, il che rappresenta per l’azienda una delle statistiche più importanti e rilevanti (ROI).

Connetti l’email marketing con il tuo Google Analytics account tramite i codici UTM. Squalo lo fa per te automaticamente, perciò non hai bisogno di fare nulla a riguardo.

 

Tempo di mettersi a lavoro!

Una volta creata una campagna il nostro lavoro non finisce li, dobbiamo raccoglielre i frutti del nostro lavoro!

Assicurati che il tuo fornitore del servizio ti dia la possibilità di verificare il grado di apertura delle newsletter, Click sui collegamenti (Click-Through Rate), che ti dia la possibilità di verificare chi si è cancellato dalla tua lista e perchè, ma soprattuto assicurati che ti lasci fare tutto questo in maniera semplice!

Squalo ti offre la possibilità di consultare in ogni momento tutte le statistiche di cui hai bisogno, in maniera semplice ed intuitiva oltre ad offrirti la possibilità di esportare questi dati se ne dovessi avere bisogno.

Squalo offre una prova gratuita. Provalo oggi!

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Messaggi email inviati dai migliori – esempi interessanti e idee stimolanti

Nell’articolo precedente ci siamo dedicati all’analisi dei messaggi inviati dai migliori, alle regole che rispettano e agli stratagemmi che utilizzano. La teoria ovviamente è un’ottima (e necessaria) base, ma è la pratica quella che ci insegna come fare. Per questo motivo abbiamo deciso di aggiungere all’articolo della settimana scorsa degli esempi di messaggi email inviati dai migliori nel settore. Abbiamo raccolto tutte le singolarità trovate, le grandi idee ed alcuni interessanti punti di partenza, che ti aiuteranno a creare messaggi email con i quali potrai raggiungere ottimi risultati.

La nostra approfondita analisi include lo studio di alcuni centinaia di esempi di messaggi email dedicati all’email marketing. Per non farti perdere tempo ne abbiamo scelti 9, secondo il nostro parere i migliori e i più interessanti, che ricoprono diverse aree. Cominciamo!

1. Harry’s

Di cosa si tratta?

Harry’s è un marchio che produce rasoi e accessori legati alla cura dell’uomo. Molto semplice – ma anche un po’ noioso, vero?

E perché hanno tanto successo?

Perché capiscono che non è possibile vendere un prodotto a tutti i costi. Certo, senza la vendita non c’è profitto, ma continuare a convincere i lettori che devono comprare proprio il tuo prodotto/abbonarsi al tuo servizio, a volte è semplicemente troppo – specialmente oggi giorno che veniamo bombardati in continuazione da diverse offerte di marketing.

Cosa fa quindi Harry’s di diverso? Nella sua newsletter offre consigli, diversi contenuti informativi, legati naturalmente al proprio marchio, che però non viene pubblicizzato in modo diretto. In uno dei suoi messaggi email ha preparato dei consigli su come trattare la pelle dopo aver fatto la barba. Semplice, interessante e utile – cosa potrebbe esserci di più bello?

Fonte: Harry’s

Tali newsletter non richiedono né troppo tempo né molta fatica, ed essendo un esperto nel tuo campo non ti sarà difficile riportare tutte queste informazioni che per il tuo lettore rappresentano un valore aggiunto, che non potrà dimenticare facilmente – sicuramente si ricorderà che gli hai dato qualcosa gratuitamente, anche se si tratta solo di un consiglio. E alle persone le cose gratis piacciono.

E c’è un altro vantaggio; un’email del genere al giorno d’oggi è molto rinfrescante. Probabile che anche a te succeda di continuo che qualcuno voglia venderti, offrirti o addirittura importi qualcosa – quando invece ricevi una newsletter che contiene solo alcune informazioni interessanti, ne sei semplicemente felice.

Per mettere i puntini sulle i, assicurati che il design sia simpatico e il testo ben scritto, ciò ti farà guadagnare punti con la maggior parte dei tuoi destinatari che in futuro sicuramente ti serviranno.

 

2. Tailor Brands

Di cosa si tratta?

Tailor Brands è un’azienda che si occupa del personal branding e soluzioni di marketing. Il che in questo momento non è neanche tanto importante, perciò non farci caso.

E perché hanno tanto successo?

Perché quando inviano i loro messaggi email gli piace conquistare l’attenzione e l’interesse delle persone. Si sa, nessuno può resistere a qualche sconto o a un regalino gratis, vero? Nella newsletter che abbiamo analizzato, per esempio, offrono il 50 % di sconto su tutti gli articoli – in cambio di alcuni minuti del tuo tempo. Un’ottima offerta, vero?

Fonte: Tailor Brands

Certo, ma soprattutto per loro. Il feedback da parte dei destinatari del mailing non ha prezzo, e allo stesso tempo – se decidi di usufruire dello sconto che ti offrono – si assicurano anche l’aumento delle vendite. Gira e rigira, alla fine per l’azienda questa è una vittoria.

Ma un lettore medio di newsletter non la vede in questo modo, anzi, è tutto eccitato all’idea di aver ricevuto uno sconto in cambio di tre minuti del suo tempo. E alla fine sono tutti contenti …

Si tratta ovviamente di un’ottima idea rinforzata da un’eccellente scelta di colori (i contrasti attirano sempre l’attenzione) e un breve testo che si legge velocemente.

 

3. Bon Appetit

Di cosa si tratta?

Bon Appetit è una rivista che propone ai suoi lettori ricette di cucina, suggerimenti e idee. È una cosa grandiosa, ma non andare a leggerla a stomaco vuoto – fidati!

E perché hanno tanto successo?

Perché hanno considerato due fatti importanti: meno è meglio e un’immagine dice più di 1000 parole. L’introduzione del messaggio email è una grande immagine che attira l’attenzione e crea la giusta atmosfera. Segue un breve testo che dice quanto basta, per attirare il lettore. I risultati dicono che i lettori spesso cliccano sui collegamenti nel messaggio, perché ne vogliono sapere di più.

Fonte: Bon Appetit

Nel Drag&Drop editor di Squalo potrai modificare in modo semplice e veloce le tue immagini con l’editor delle immagini.

C’è un altro vantaggio: la newsletter è gentile con lettori proprio perché permette loro di scegliere i contenuti che gli interessano e che vogliono leggere. Sotto il testo infatti ci sono alcune ricette, tutte accompagnate da una fotografia. In questo modo i destinatari dei messaggi email possono scegliere da soli a quali contenuti dedicare il proprio tempo – e al giorno d’oggi, in un mondo colmo di informazioni, questa sicuramente è una cosa che le persone sanno apprezzare.

Se la tua azienda opera in settori attraenti dal punto di vista visivo, come per esempio il cibo, il turismo, la moda, bellezza e simile, allora conviene sfruttare il potere delle fotografie per attirare i lettori e riuscire a raccontare più che con le parole. Più informazioni esprimi con le immagini, meno ne dovrai scrivere con le parole, perciò vale la pena sforzarsi.

 

4. Nike

Di cosa si tratta?

L’azienda Nike probabilmente la conosci già, per tutti coloro invece sono stati un po distratti negl ultimi anni, possiamo spiegare in breve, che si tratta di uno dei principali produttori di abbigliamento e calzature sportive, i loro prodotti sono già considerati un cult.

E perché hanno tanto successo?

Lasciamo stare il fatto che un marchio, come quello Nike in realtà non ha bisogno di essere presentato – sappiamo tutti cosa ci si può aspettare. Ma ciò non significa che l’azienda si sia addormentata sugli allori, anzi, ogni volta dimostra di essere degna del suo status di culto.

È il minimalismo a fare l’effetto – così si potrebbe riassumere in modo semplice la campagna estiva per l’abbigliamento e le calzature che ha preparato Nike. Sembra semplice ma ogni singolo dettaglio nella newsletter è pensato con cura e ha un ruolo importante.

Un testo estremamente breve e giocoso, crea la giusta atmosfera, le fotografie ad alta risoluzione ci permettono di capire esattamente di cosa si tratta, i colori scelti invece enfatizzano l’atmosfera estiva sulla spiaggia.

Fonte: Nike

Forse avrai notato che il CTA è principalmente dedicato ad un pubblico maschile. È importante sottolineare quanto sia difficile ideare un offerta talmente minimalistica ed adattarla a un vasto pubblico target, perciò una buona segmentazione della mailing list in questo caso è ancora più importante del solito.

L’applicazione Squalo ti permette di segmentare i tuoi destinatari in base al sesso, nonostante questo dato non sia a tua disposizione.

Dietro un messaggio apparentemente semplice c’è quindi molto lavoro e molto impegno, ed è proprio questo solitamente ciò che garantisce buoni risultati.

 

5. Nintendo

Di cosa si tratta?

Nintendo è un’altra di quelle aziende che non hanno bisogno di essere presentate, vero? Ma ci sta, per quelli che non sono appssionati di videogiochi, Nintendo è un’azienda conosciuta principalmente per i suoi video game, ma produce anche dispositivi e giochi ad alta tecnologia. Un marchio importante per tutti i bambini e quelli che lo sono rimasti nel cuore!

E perché hanno tanto successo?

Anche questa volta parliamo di fatti evidenti: la newsletter di Nintendo è un’ottima newsletter già solo per il fatto che Nintendo ha un offerta eccezionale – ma anche loro sono pur dovuti arrivare a questo punto, giusto? Sicuramente non si sono svegliati da un giorno all’altro e diventati i migliori al mondo, anzi, c’è voluto moltissimo lavoro, incluso newsletter eccezionali. E queste lo sono rimaste fino ad oggi.

Questa volta, per cominciare, hanno preparato una gif interessante che rallegra la situazione, attira l’attenzione e combacia perfettamente con il loro slogan Make, Play, Discover.

Fonte: Nintendo

L’intera newsletter rispecchia l’aspetto del prodotto che vuole vendere. La linea Nintendo Labo è fatta di cartone e ciò si riflette nello stile dell’email. Come ispirazione vengono mostrati anche i prodotti che si possono realizzare, alla fine invece c’è un invito a partecipare a un concorso, decisamente un’altra ottima idea.

Fonte: Nintendo

I tuoi prodotti e il tuo marchio forse non saranno famosi quanto quelli di Nintendo, ma ciò non significa che non è possibile pubblicizzarli allo stesso modo. Il tuo prodotto deve essere la stella della tua newsletter, cerca di essere il più creativo possibile perché solo così riuscirai veramente a lasciare il segno.

 

6. TheSkimm

Di cosa si tratta?

TheSkimm propone in modo speciale una panoramica breve e concisa dei fatti quotidiani. Se sei interessato alle notizie del giorno ma non hai molto tempo, e se ti piacciono le cose scritte bene, allora probabilmente sei già iscritto alla mailing list del portale TheSkimm.

E perché hanno tanto successo?

TheSkimm non rispetta quasi nessuna delle regole dell’email marketing che abbiamo trattato nell’articolo precedente. Poichè troviamo immagini e tanto testo, molte più parole delle 150 – 200 raccomandate. Ma le loro email rimangono comunque tra le più lette al mondo.

Si tratta di contenuti che la gente legge perché interessata a loro – non perché arrivano per caso nella loro casella di posta. Anche se c’è tanto contenuto i paragrafi brevi e diretti permettono al testo di rimanere comprensibile e trasparente, mentre quel modo estremamente attraente e alquanto insolito di scrivere fa sì che i lettori siano attratti dal messaggio – e perciò lo leggono fino alla fine.

Fonte: TheSkimm

Se anche la tua azienda è tra quelle che per presentare le proprie attività o la propria offerta ha bisogno di più testo, TheSkimm è un ottimo esempio da seguire. Guarda anche il modo in cui utilizzano i collegamenti nei loro messaggi, in modo da non sovraffollare il lettore con troppo testo, ma allo stesso tempo permettendogli di accedere ad ulteriori informazioni se questo è ciò che desidera.

 

7. Threadless

Di cosa si tratta?

Sotto il marchio Threadless si nascondono vestiti creativi e accessori per la casa. Lo stile originale e insolito non si riflette solo nei loro prodotti ma anche nelle newsletter.

E perché hanno tanto successo?

Perché i loro messaggi email sono creativi, intensi e originali – il che è estremamente rinfrescante in un universo di newsletter mediocri e noiose, che sfortunatamente troppe volte riempiono le nostre caselle di posta. Hanno aggiunto anche una fotografia che mostra i loro prodotti nel mondo reale, cioè sulle persone vere, così che i potenziali clienti possano immagine come questo prodotto potrebbe far parte della loro vita.

Fonte: Threadless

Un’altra idea fantastica: la newsletter informa che il tempo sta per scadere. L’avviso «last chance» nella maggior parte dei lettori risveglia la sensazione di dover reagire, almeno di dover guardare i prodotti, finché sono ancora disponibili o addirittura di ordinarli – si tratta pur sempre dell’ultima occasione.

Non bisogna poi dimenticare le dichiarazioni degli utenti che hanno provato il prodotto. Alle persone piacciono le dichiarazioni, ci piace leggerle più che il resto del testo, oltretutto le dichiarazioni sono anche un eccellente strumento visivo che aiuta a dividere il messaggio email in parti più brevi e quindi gestibili.

 

8. Bombas

Di cosa si tratta?

Bombas è un’azienda che si occupa della vendita di calze. Semplice e facile, vero? A prima vista non sembra esserci molto spazio per idee creative – ma gli esperti di marketing dell’azienda Bombas non hanno gettato la spugna e hanno preparato alcune campagne estremamente interessanti.

E perché hanno tanto successo?

Perché offrono articoli gratuiti. Lo saprai già: i regalini gratis sono molto simpatici e piacciono a tutti, anche se si tratta «solo» di calzini. In questo caso se vorrai ricevere dei calzini gratis, dovrai prima raccomandare il marchio ai tuoi amici. La vittoria è quindi assicurata; il tuo amico sarà entusiasta dall’eccellente prodotto, tu invece riceverai un regalo.

Fonte: Bombas

Ma l’ingegnosità non finisce mica qui. Invece di includere nel messaggio grandi pezzi di testo, dove spiegare tutti i dettagli tecnici dell’offerta promozionale, hanno preparato punti divertenti, che si riescono a leggere in modo veloce. Semplice, ingegnoso, divertente e creativo – tutto ciò di cui ha bisogno una campagna email.

Bisogna segnalare un altro dettaglio: un doppio CTA con due frasi diverse, ed entrambi portano allo stesso collegamento. Ciò ha due vantaggi: primo, svariati CTA possono attirare pubblico target diverso, perciò il risultato finale è migliore, e secondo, i lettori che hanno preso la decisione di usufruire dell’offerta non hanno bisogno di cercare il pulsante per il click – uno è sempre proprio davanti al loro naso.

Nel Drag&Drop editor di Squalo puoi creare in modo semplice dei pulsanti CTA attraenti, che attireranno l’attenzione dei tuoi destinatari.

 

9. PlayStation

Di cosa si tratta?

Anche il marchio PlayStation non ha bisogno di essere presentato. Ma va bene, per quelli che non lo conoscono: video giochi – questo più o meno è tutto ciò che serve sapere.

E perché hanno tanto successo?

Perché conoscono il loro pubblico target al quale poi adattano anche le newsletter. Ogni messaggio email che inviano viene infatti interamente adattato al destinatario. Come puoi osservare, oltre al nome del destinatario, che nei messaggi di marketing al giorno d’oggi non è affatto una rarità, sono elencati anche i risultati di ogni giocatore: il numero dei trofei ricevuti e il numero delle ore di gioco.

Fonte: PlayStation

Adatta i messaggi ai tuoi destinatari con i tag personalizzati con l’aiuto dell’applicazione di Squalo.

Per tutti gli appassionati di gaming questa sarà un’ottima motivazione, soprattutto perché così passeranno ancora più tempo davanti ai video giochi, ma anche perché vorranno aprire la newsletter una volta al mese per vedere come stanno andando. Si tratta quindi di un’ottima idea, il marchio comunica ai destinatari in una lingua che capiscono: i risultati raggiunti durante il gioco.

Un’altra ottima idea: alla fine dell’email c’è la domanda; se i lettori sono stati soddisfatti dal contenuto del messaggio email. Con un solo click i destinatari possono esprimere il loro parere. La maggior parte di loro probabilmente non lo farà, ma le possibilità sono abbastanza buone da permettere all’azienda di ricevere informazioni preziose sulla qualità del messaggio email.

 

E ora al lavoro!

La teoria l’abbiamo esplorata la settimana scorsa, questa settimana abbiamo visto esempi pratici, quindi ora hai a disposizione tutta la conoscenza per creare autonomamente messaggi email di primo livello. Non dimenticare: non copiare, usa gli esempi come ispirazione – solo così riuscirai a creare messaggi di alta qualità, che presenteranno il tuo prodotto nel miglior modo possibile e che emozioneranno i tuoi clienti.

 

Con l’aiuto dell’applicazione Squalo puoi creare anche tu messaggi di alta qualità e stimolare i tuoi destinatari! Testala subito!

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Messaggi email inviati dai migliori (unisciti a loro anche tu)

Ti sei mai chiesto perché alcune aziende riescono a riscuotere tanto successo e ottenere risultati così buoni con l’email marketing? Alcuni sanno semplicemente fare bene il proprio lavoro, sanno esattamente quando fare la mossa giusta e questo riesce a garantire ottimi risultati di vendita. Per raggiungere lo stesso successo ti proponiamo un’analisi dettagliata delle newsletter inviate dai migliori, svelando tutti i loro segreti.

Scopri gli esempi di buona prassi, i motivi che si nascondono dietro le decisioni dei mittenti, gli stratagemmi più recenti che utilizzano e tutto il resto di cui avrai bisogno per aumentare le tue conversioni, attirare nuovi clienti e stimolare quelli attuali.

 

1. La lunghezza dei messaggi email – quelli brevi sono veramente i migliori e qual è in realtà la lunghezza ottimale?

La risposta probabilmente la conosci già, vero? Il messaggio deve essere breve e conciso! Questo è vero – ma ogni regola ha le sue eccezioni e anche questa volta è così.

Vediamo i fatti. Abbiamo esaminato le ricerche che analizzano milioni di messaggi email, e siamo arrivati alle seguenti conclusioni:

  • La lunghezza media di una newsletter, che arriva nella nostra casella di posta, è composta da ben 400 parole. Per leggere queste 400 parole ci vogliono in media tre minuti. Non sembra molto, ma oggi giorno ogni secondo è prezioso e siccome il numero dei messaggi email è infinito, anche quei tre minuti potrebbero essere troppi.
  • Non sorprende quindi il fatto che più del 50 % delle email analizzate contiene meno di 300 parole (il tempo di lettura in questo caso si riduce a due minuti). La maggior parte degli esperti di email marketing è consapevole del fatto che di messaggi ce ne sono tanti, di tempo invece poco, perciò le persone preferiscono messaggi più brevi che hanno di conseguenza anche più possibilità di essere letti.
  • Ma arriva la sorpresa: quasi un quarto di tutte le email analizzate contiene più di 600 parole, il 10 % invece addirittura 900 parole o più – per leggere questo contenuto ci vogliono quasi sette minuti.

 

2. Così ora sappiamo come lo fanno gli altri – scopriamo adesso se hanno anche successo

Le informazioni sulla lunghezza dei messaggi email che inviano gli altri sono indubbiamente preziose, ma senza sapere quali sono i risultati raggiunti queste non ci aiutano molto, vero? Nell’email marketing molte volte gli sforzi non vengono ripagati; diverse ricerche mostrano che i destinatari aprono meno di un quarto dei messaggi che ricevono.

In poche parole: anche se hai preparato con cura quattro ottime email e le hai inviate alla tua lista di destinatari, statisticamente guardando, ogni destinatario di queste quattro email ne aprirà solo una. Ma questa statistica, con l’approccio giusto e alcuni buoni stratagemmi, può migliorare in modo significativo.

Uno dei principali vantaggi dell’email marketing è quello di poter monitorare il coinvolgimento dei tuoi destinatari. Così per ogni Newsletter inviata hai la possibilità di vedere quale destinatario ha aperto il messaggio, cliccato sul collegamento o annullato l’iscrizione. Controlla come monitorare le statistiche dei tuoi messaggi nell Squalo app.

Le ricerche mostrano infatti che a raggiungere i risultati migliori sono i messaggi email che solitamente contengono tra le 50 e le 125 parole, ma in nessun caso più di 200 parole. Queste email sono state lette e hanno riscosso interesse nel 50 % dei destinatari.

Ma breve può essere anche troppo breve: se i tuoi messaggi contengono 25 parole o meno raggiungeranno risultati peggiori. A questo tipo di messaggi ha risposto solo il 44 % delle persone, le email con 10 parole o meno invece sono state accolte anche peggio, solamente dal 36 % dei destinatari.

 

3. Che dire invece delle email che infrangono tutte le regole?

Abbiamo già detto che il 10 % delle newsletter supera le 900 parole, una delle aziende primatiste, esposte nella ricerca invia addirittura email che in media contengono ben 1800 parole e che un destinatario medio impegna 14 minuti a leggere.

Ma i destinatari continuano comunque ad aprire e a leggere questi messaggi. Ciò ci insegna che la chiave è la qualità e non la lunghezza del messaggio. Se alle persone piace leggere le tue email non si faranno certo problemi a leggere anche messaggi lunghi. Ma dobbiamo sottolineare che ciò vale esclusivamente per i contenuti informativi, educativi o di intrattenimento, e non quelli commerciali.

 

Se stai scrivendo un blog che alle persone piace leggere, probabilmente inviare messaggi lunghi potrebbe funzionare – se invece la tua newsletter è puramente di natura commerciale, cerca di accorciarla il più possibile.

Riassumiamo: breve solitamente è meglio – specialmente se quello che vuoi dire può essere detto in un paio di frasi. Quali sono quindi gli elementi che deve obbligatoriamente contenere la tua newsletter?

  • Chi sei?
  • Cosa stai offrendo?
  • Cosa devono fare i destinatari per usufruire dell’offerta?

 

Nella maggior parte dei casi si può dire tutto ciò in meno di 100 parole, giusto?

Cerca di ribellarti all’impulso di inserire nel tuo messaggio varie cortesie e banalità – ovviamente non c’è bisogno di essere maleducati o scortesi. La maggior parte dei destinatari ti sarà grata se gli risparmierai qualche minuto o due di lettura invece di augurargli buon weekend o chiedergli come stanno oggi.

Un altro consiglio: una volta scritto il messaggio rileggilo ed escludi tutte le parole non necessarie. Rifletti sempre se c’è un modo per dire la stessa cosa con meno parole – solitamente non è una cosa difficile. Con il tempo diventerà un’abitudine evitare tutte le parole inutili, la tua newsletter di conseguenza sarà migliore e ancora più gradevole ai lettori.

Mettiamo i puntini sulle i: quando scrivi un messaggio, scrivilo come se ti stesi rivolgendo a dei ragazzi. Le analisi hanno infatti dimostrato che questi messaggi ottengo il 17 % di successo in più rispetto a quelli scritti in un linguaggio più complesso, e il 36 % rispetto a quelli scritti con un tipo di linguaggio ancora più particolareggiato.

 

4. La lunghezza del titolo (oggetto) dell’email – anche in questo caso meno è meglio?

Anche qui la risposta è sì. Bisogna considerare che il titolo del messaggio email è la prima cosa che incoraggia o dissuade il destinatario dal leggerlo. Perciò, oltre alla qualità, è importante anche la sua lunghezza – il titolo deve riuscire ad attirare già con poche parole. Le ricerche infatti mostrano che il 47 % dei destinatari decide se aprire un messaggio o meno solo in base al titolo.

E cosa dicono le analisi? La maggior parte dei mittenti scrive titoli composti da 40 caratteri, più dell’80 % dei titoli invece ne hanno meno di 60. Ciò è comprensibile considerando che numerosi client di posta elettronica mostrano solo i primi 60 caratteri – se questi non ti bastano per esprimere l’argomento, le possibilità che il destinatario apra il messaggio diminuiscono.

I dispositivi mobili, che vengono utilizzati sempre più spesso per leggere le email, hanno ridotto il numero dei caratteri visualizzati a 33 – 34, vuol dire che lo spazio a disposizione si restringe ancora di più.

In pratica ciò cosa significa? Ad ottenere i risultati migliori sono i titoli che comprendono solo quattro parole, in quanto sono quelli che vengono maggiormente cliccati. Ma attenzione, c’è anche l’altro lato della medaglia: questi titoli dicono poco, perciò l’efficacia complessiva del messaggio può risultare diversa da quella prevista.

Può infatti succedere che il destinatario apra la newsletter e poi capisca di non essere interessato al contenuto, quindi non reagire al messaggio. Se poi consideriamo anche il c.d. CTOR (click to open rate) possiamo concludere che i messaggi più efficaci in effetti sono quelli che hanno nel titolo esattamente sette parole, il che rappresenta circa 41 caratteri.

C’è anche l’eccezione: alcuni esperti consigliano di utilizzare titoli estremamente corti, con circa 20 caratteri o meno. Sono tre le ragioni che sostengono questa idea:

  • titoli così corti vengono utilizzati solamente dal 10 % di tutti i mittenti, ciò significa che in questo modo puoi distinguerti dagli altri;
  • con titoli corti ci sono più possibilità che i destinatari, indipendentemente dal dispositivo e dal client di posta che utilizzano, riescano a leggerlo per intero;
  • i titoli corti possono essere molto misteriosi e cliccati anche solo per curiosità. Ma come già detto prima, molti potrebbero capire successivamente che il contenuto non coincide con le loro aspettative. Ad ogni modo, fino a che non aprono il messaggio, non possono leggerlo, perciò è forse più importante superare questo primo ostacolo.

Fonte: Communigator

Ti starai chiedendo come si fa a dire tutto ciò che si vuole in cosi poche parole? Forse ti aiuterà il seguente punto che parla dell’uso degli emoji nei messaggi email.

5. Emoji – sì o no?

Gli emoji, simboli che esprimono diversi sentimenti, sono diventati molto amati al giorno d’oggi. Sicuramente ne invierai tanti anche tu e forse ti sorprenderanno i risultati delle ricerche, che dicono che negli oggetti delle email gli emoji compaiono solo nel 6,9 % dei casi. Meno del 7 % delle newsletter che riceviamo quindi comprende nel titolo i simpatici simboli, perciò anche qui hai la possibilità di distinguerti.

L’suo degli emoji, d’altra parte, fa sorgere alcune domande alle quali dobbiamo rispondere, prima di poterli includere nella nostra newsletter.

  • È appropriato l’uso degli emoji?

Al giorno d’oggi e nella maggior parte dei casi la risposta è sì. Bisogna però fare attenzione quando si propongono servizi/articoli professionali, per esempio nel campo delle finanze o giurisprudenza. In questo caso l’uso degli emoji potrebbe sembrare poco professionale, negli altri casi invece questi dubbi sono superflui.

  • Gli emoji sono appropriati per il mio pubblico target?

Ottima domanda. Per quanto riguarda le generazioni più giovani questo non è affatto un dilemma, infatti comunicano più spesso con gli emoji che con le parole. Anche le generazioni più vecchie si trovano già a proprio agio con gli emoji, ma il modo più semplice per rispondere alla tua domanda è (sì, hai indovinato!) fare un test!

Testare nuove idee, intuizioni o techinche rimarrà sempre la base dell’marketing.

Cerca quindi di utilizzare un messaggio email uguale, uno con gli emoji e l’altro senza, e vedrai velocemente qual è l’alternativa che preferiscono i tuoi clienti.

  • I destinatari riusciranno a vedere i miei emoji?

Sfortunatamente la risposta è dipende. Da cosa dipende? Da vari fattori che cambiano continuamente, tra questi ci sono anche il sistema operativo e il client di posta che utilizzano i destinatari dei tuoi messaggi. In alcuni casi i destinatari vedranno solo un quadratino e questo non sarà certo simpatico come un emoji. Ti suggeriamo di testare accuratamente la tua newsletter prima di inviare gli emoji per essere sicuro di ottenere i risultati desiderati.

 

E i vantaggi degli emoji?

  • Puoi risparmiare spazio

Un’immagine dice più di mille parole, un solo emoji può sostituire in modo efficace una parola lunga, farti risparmiare spazio e di conseguenza permetterti di dire di più.

  • Più persone apriranno e leggeranno la tua newsletter

L’uso degli emoji può migliorare notevolmente l’efficacia delle tue campagne di email marketing; le analisi infatti mostrano che il 56 % dei marchi, che utilizzano emoji nei titoli, ha riscontrato più email aperte.

  • Sarà più facile esprimere (e di conseguenza suscitare) emozioni

Se aggiungerai al tuo messaggio un po’ più di emozioni, ci sono grosse probabilità che anche i lettori reagiscano in modo più sentimentale. È questo non è certo un male, vero?

  • Ti farai riconoscere nella casella di posta dei tuoi clienti

Come abbiamo già detto prima sono pochi i mittenti che nei loro titoli utilizzano gli emoji, perciò non sarà difficile farsi riconoscere nelle caselle di posta strapiene dei tuoi destinatari.

 

La ciliegina sulla torta: sai quali sono gli emoji più amati, quelli che incoraggiano i destinatari ad aprire le email? Al primo posto c’è il simpatico pupazzo di neve. Chi se l’aspettava? Tra i più popolari ci sono anche quelli con il cuore, la stella, il sole e il semplice smiley.

 

6. Maiuscole o minuscole

Domanda finale, alla quale c’è una sola risposta, semplice e diretta: l’uso delle maiuscole nella newsletter non è mai una buona idea.

Se, per esempio, nel titolo della newsletter userai solamente lettere maiuscole, questa probabilmente verrà segnalata come posta indesiderata (spam), significa che il destinatario non la vedrà mai. Per non parlare del fatto che le maiuscole sul web vengono intese come grida e hanno perciò un tono maleducato.

Già una sola parola scritta in maiuscolo può causare problemi con i filtri per la posta indesiderata, perciò sarà meglio evitare completamente le maiuscole e utilizzare una scrittura normale.

Un consiglio: una delle ricerche ha mostrato che l’oggetto del messaggio scritto in caratteri minuscoli raggiunge risultati migliori, quasi del 35 % rispetto a un comune titolo grammaticalmente corretto. Forse con questo tipo di titolo perderai qualche punto tra gli appassionati di grammatica, ma sicuramente vale la pena provare e vedere cosa preferiscono i tuoi clienti.

 

7. Esiste quindi una ricetta perfetta per la newsletter?

Come avrai già capito da solo – no! Esistono diversi fattori che determinano cosa interesserà o meno ai tuoi clienti, cosa li convincerà ad effettuate l’acquisto e cosa no, e cos’è esattamente ciò che gli farà aprire il tuo messaggio.

Ma ciò non vuol dire che gli esempi di buona prassi non ti aiuteranno a creare le tue offerte email. Sei tu quello che conosce bene i tuoi destinatari, perciò sei anche quello che sa cosa preferiscono, cosa non amano, cosa gli interessa e cosa invece no.  Per questo motivo è importante non prendere i consigli prima elencati come delle regole che soddisfano tutti, ma devi saperli adattare alla tua situazione concreta.

 

Dove cominciare? Dll’inizio, ovviamente! La chiave di qualsiasi attività di marketing è fare test, e ovviamente la cosa più bella è avvicinarsi ai propri scopi subito al primo colpo.

 

Fonte: Optimizely

 

L’A/B testing consiste nell’inviare due versione di un messaggio, che differiscono in uno o più parametri, a una bassa percentuale di destinatari e, in seguito, nell’invio della versione vincente al resto dei destinatari. Questo metodo consente di capire cosa funziona o meno per i destinatari e, di conseguenza, di ottimizzare il contenuto, il design, la chiamata all’azione o l’oggetto. Controlla come testare A/B usando l’applicazione Squalo. 

Sarebbe quindi un’ottima idea per la tua prima newsletter optare per un template di una delle aziende che ha un articolo o un gruppo di prodotti simili al tuo e un gruppo target altrettanto simile. Ciò ti darà un ottimo punto di partenza per cominciare con i test e arrivare alla formula perfetta adatta alla tua situazione.

 

Sei senza idee?

Anche questo non è un problema – segui i nostri prossimi post dove ti presenteremo alcuni esempi di ottime newsletter, preparate dai migliori esperti nel settore dell’email marketing.

 

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Aumenta il tuo Open Rate: 15 idee per il titolo della newsletter

Come in ogni altro tipo di pubblicità, anche nell’email marketing il 75 % del successo dipende dal titolo. È stato dimostrato che se il titolo non è convincente e non attira l’attenzione, il messaggio non viene aperto. Leggi l’elenco dei titoli o »subject« più efficaci e aumenta il grado di messaggi aperti!

Prima di cominciare …

  • Adatta il titolo al gruppo target.
    I tuoi lettori sono uomini o donne? Quanti anni hanno? Sarà benvenuta una battuta spiritosa? Rispondi a questo tipo di domande e comincia a raccogliere delle idee per il titolo. La scelta delle parole deve essere adattata ai tuoi destinatari, ma in generale vale che nella comunicazione B2C è meglio utilizzare un tono comunicativo e personale.
  • Non utilizzare più di 5 o 6 parole, ovvero più di 50 caratteri.
    Evita un titolo lungo. Quando i tuoi destinatari scorrono velocemente la loro casella di posta, questo non viene visualizzato per intero, specialmente su dispositivi mobili. Ti consigliamo di essere chiaro, breve e appariscente!

1. Sottolinea i vantaggi

Con il titolo della newsletter metti in evidenza i vantaggi e i benefici che otterrà il destinatario aprendo il messaggio. Questi infatti scorre velocemente il suo »Inbox« cercando qualcosa di interessante.

Sottolineare i vantaggi è importante, perché così facendo stimoliamo il destinatario ad aprire il messaggio – possiamo accennare a un gioco a premi, offerte attraenti, buoni sconto, ricette di cucina, consigli di moda e di salute o articoli specializzati.

Fa’ attenzione anche alla scelta delle parole, invece di usare »dieta« o esercizio »fisico«, meglio scegliere »I tuoi amici noteranno subito la differenza!«.

Una volta che il destinatario apre il messaggio, devi però soddisfare tutte le aspettative che hai promesso nel titolo. Sempre!

2. Fa’ una domanda

Una frase che termina con il punto interrogativo stimola istintivamente il destinatario a fermarsi e rispondere. Di solito questi titoli sono brevi e invitanti e ci incuriosiscono a voler conoscere la risposta. La domanda può essere posta anche in modo che il destinatario conosca già la risposta o crede di conoscerla, il che stimolerà la sua necessità di conferma.

  • »Giornata impegnativa?«
  • »Vuoi risparmiare il 50 %?«
  • »Cosa ti dona di più?«

La domanda instaura immediatamente il dialogo con il destinatario, perciò le possibilità che il messaggio venga aperto sono maggiori.

3. Approccio personale

Le storie, le dichiarazioni o confessioni attirano i destinatari, visto che ci si possono immedesimare e farle proprie.

  • »Come ho perso i chili in più«

Fonte: glew.io

4. Spiega come

I titoli »How-To« sono più specifici, visto che promettono ai destinatari le giuste soluzioni a un determinato problema. Usando questo tipo di approccio pensa a un problema che accomuna i tuoi lettori proponendogli un prodotto o servizio per risolverlo.

Ovviamente devi sempre offrire soluzioni effettive. È difficile scrivere un titolo How-To inadeguato, perciò non avere paura di sbagliare.

  • »Come sorprendere il tuo caro?«
  • »Come scegliere il cane giusto?«

5. Comunica la notizia

Se il tuo messaggio email contiene una news dell’impresa o comunica qualcosa di completamente nuovo, annuncialo già nel titolo.

  • »Nuovi appartamenti a disposizione!«
  • »Il nuovo iOS11 e le sue trappole«

6. L’ignoto attrae

L’uso di parole come »Conosci la nuova bevanda proteica?«, »Scopri la nuova collezione« »Il segreto del make-up perfetto«, ha sempre successo. Sottolinea li fatto che al destinatario verrà rivelato qualcosa di sconosciuto ed esilarante.

Questi titoli suscitano in noi una sensazione di curiosità e voglia di risposta.

7. Personalizza il titolo

In base ai carrelli abbandonati, acquisti precedenti e altri tipi di segmentazione dei tuoi destinatari target, puoi adattare sia l’offerta della newsletter che il suo titolo. Questo è un metodo che si rivolge direttamente a un determinato gruppo target:

  • »Milanesi attenzione – nuovi appartamenti!«

A rendere un tale titolo efficace è proprio il fatto che si riferisce direttamente al destinatario – e più che di ogni altra cosa, le persone amano leggere – di se stesse.

Nel subject puoi rivolgerti ai destinatari anche per nome, inserendo una tag per la personalizzazione:

  • »Salve {subtag:name}, sei pronto per l’estate?«

Quando il messaggio verrà inviato, il subject che si visualizzerà sarà: »Salve Giuseppe, sei pronto per l’estate?«

8. Utilizza l’elenco

I lettori adorano gli elenchi perché oltre ad essere visualmente attraenti, sono anche pratici riassunti che possono essere consultati velocemente trovando subito le informazioni necessarie, senza dover farsi strada tra la vasta letteratura. Anche il blog che stai appena leggendo, è un elenco!

  • »5 ottime strategie su come dirigere gli impiegati«
  • »10 migliori prassi pubblicitarie«
  • »5 consigli su come scegliere la crema giusta«
  • »6 folli suggerimenti per una nuova cucina «

9. Titoli stagionali

I titoli motivati dalle stagioni, che troviamo spesso anche nel settore del turismo, in un determinato periodo dell’anno, come per esempio le feste, sono molto efficaci. È difficile scegliere il vincitore, ma le ricerche mostrano che con titoli di questo genere il successo è quasi assicurato.

Sembra che le persone non abbiano bisogno di altri stimoli, quando vedono parole come »vacanze« o »feste«.

  • »Vacanze hot«
  • »La tua promessa per l’anno nuovo – dieta sana«
  • »Grandi saldi festivi«
  • »Fantastici regali per i papà e i nonni«.

Fonte: onlinesalesguidetip.com

10. Richiama l’attenzione

Con la giusta scelta di parole ognuno di noi può essere motivato e stimolato al punto di fare qualcosa. Ma un titolo del genere deve essere seguito da un contenuto del messaggio, che riesca a soddisfare questa curiosità, a divertire e informare, altrimenti il destinatario sarà deluso.

  • »Cosa fa la tua concorrenza«

11. Parole chiave

Quando si tratta del blog o di un articolo della tua impresa, ti consigliamo di usare nell’oggetto le parole chiave del blog o dell’articolo. L’oggetto dell’email può essere diverso da quello dell’articolo e di solito è anche più breve.

12. Essere diretto

Con i titoli diretti comunichi chiaramente quello che desideri dal destinatario del messaggio e la chiamata all’azione principale c’è già nel titolo stesso. Questi titoli cominciano sempre con un verbo, che in cambio richiede un’azione:

  • »Iscriviti ai nuovi corsi«
  • »Scegli il tuo regalo«
  • »Riduci le spese di riscaldamento«

13. Panico!

Alcuni destinatari rispondono meglio alla sensazione di urgenza, che alla motivazione. Comunichiamo urgenza informando sul tempo di durata dei saldi o il limite dell’offerta. La pura di perdere qualcosa, di rimanere indietro, è nella nostra natura e perciò reagiamo con un’azione.

  • »Sbrigati! Solamente 3 posti liberi >>«
  • »Solo oggi – spedizione gratuita!«

Il successo di un tale titolo dipende dall’importanza che il tuo prodotto o servizio ha per il destinatario, perciò verifica a quali destinatari puoi inviare questo tipo di offerta.

14. Fa’ ridere i destinatari

L’umorismo funziona, su questo non c’è alcun dubbio – sia se siamo sul posto di lavoro sia se ci stiamo rilassando sul divano dopo una giornata faticosa. Ridere fa sempre bene. L’umorismo non è la soluzione migliore però se il tuo database non è ben segmentato. Se invece conosci bene il tuo gruppo target, la battuta giusta farà raggiungere velocemente lo scopo del tuo messaggio.

I 15 Emoji più utilizzati nei subject delle email. Fonte: optinmonster.com

Si sono dimostrati efficaci anche i titoli che si riferiscono a canzoni famose o film – anche qui però devi fare attenzione, i tuoi lettori devono capire il titolo.

15. Lo shock

Alcuni pubblicitari usano tutti i tipi di approcci e cercano in ogni modo di attirare l’attenzione del destinatario nel momento in cui questi apre il messaggio email.

Qui però conoscere il tuo gruppo target è ancora più importante, assicurarti che il titolo scioccante faccia ridere positivamente i tuoi destinatari, e non li faccia cancellare dalle tue news, denunciare il tuo messaggio come spam o addirittura bloccarti come mittente.

Infine, per un buon titolo ricordati queste 4 regole:

  1. Offri una risposta veloce e semplice su come fare qualcosa.
  2. Utilizza qualcosa che interessa il destinatario.
  3. Offri e comunica qualcosa di positivo.
  4. Suscita curiosità.

Non dimenticare …

Prova diversi titoli e segui la statistica delle reazioni dei tuoi destinatari. Questo ti darà la risposta su cosa funziona e cosa invece no.

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La guida completa su come creare i template per email in 22 passi

Dei template per email ben elaborati ci consentono di far arrivare il destinatario subito al punto, sfruttando al massimo il breve tempo che abbiamo a disposizione. Di solito abbiamo solo una possibilità, quando il destinatario nota il nostro messaggio nella casella di posta, e per fargli raggiungere il suo obiettivo, dobbiamo usare il maggior numero possibile di stratagemmi. Scopri quali sono!

Il principio che vorremmo sottolineare è che bisogna rispettare il destinatario e offrirgli sempre qualcosa di interessante e rilevante in cambio del suo tempo. In fin dei conti questa è anche la ragione principale per la quale si è iscritto alle nostre news.

 

Prima di cominciare

Sicuramente non tutte le indicazioni riportate di seguito saranno adatte ad ogni tipo di database, azienda, prodotto o servizio. Come qualsiasi altra cosa nel campo dell’email marketing, anche i nostri consigli vanno testati e verificati per vedere se funzionano o meno con dei determinati destinatari.

 

1. Se i destinatari desiderano annullare l’iscrizione devi consentirglielo (sempre)

In termini legali e nel rispetto della privacy è di vitale importanza aggiungere nel template l’opzione di annullamento all’iscrizione (Opt-out) e consentire al destinatario una cancellazione semplice e trasparente dalla tua mailing list. Se cerchi di impedire o complicare la cancellazione potresti nuocere al tuo marchio di fabbrica, il destinatario probabilmente sceglierà di contrassegnare i tuoi messaggi come spam o con l’aiuto dei filtri ti bloccherà come mittente.

Può darsi che il destinatario in questo momento non voglia ricevere i tuoi messaggi email, ma questo non significa che non rimarrà un cliente fedele anche in futuro.

 

2. Utilizza le pratiche comuni

Probabilmente lo troverai noioso, ma usare le pratiche comuni quando si creano template per email è assolutamente lecito. I messaggi email, infatti, sono limitati dalle dimensione e di solito rimangono aperti per poco tempo, perciò la funzione di ogni singolo elemento deve essere chiara come il sole.

 

3. Evidenzia i collegamenti

Realizza pulsanti grandi e attraenti per i tuoi collegamenti, sui quali è facile cliccare. Nella visualizzazione sui dispositivi mobili devono essere larghi del 100%, così si possono premere con un dito.

Se desideri avere collegamenti testuali nel tuo template, controlla che siano in grassetto e che il colore sia in contrasto con quello dello sfondo. I tuoi collegamenti testuali non devono essere troppo vicini, perché può succedere che il destinatario scelga quello sbagliato.

Quasi il 50% dei messaggi email viene aperto con l’aiuto di dispositivi mobili, perciò evita frasi che su smartphone e tablet non avrebbero alcun senso, come «Clicca qui».

Utilizza le frecce (per esempio >>), le ricerche mostrano che sono più che efficaci – ma, come sempre, fai prima dei test e controlla cosa ne pensano i tuoi destinatari.

 

4. Evidenzia i vantaggi del click

I pulsanti di maggior successo combinano i vantaggi del click con l’azione stessa, per esempio «Richiedi un test gratuito» o «Comincia a usare il tuo nuovo account».

 

5. Sii breve

Non scrivere troppo. I tuoi destinatari scorrono velocemente il contenuto del messaggio email controllando se questo include contenuto interessante e rilevante per loro, perciò è meglio dividerlo in brevi paragrafi.

Di solito vogliamo che i destinatari, con l’aiuto di una campagna di email marketing, facciano click sui collegamenti a un sito web o negozio online, perciò non c’è alcun bisogno di rallentarli con lunghi monologhi.

Le email lunghe spesso stufano il lettore e aumentano le probabilità che cancelli il messaggio.

 

6. Scorrere il messaggio deve essere semplice

Crea i tuoi messaggi in modo che sia facile scorrerli con lo sguardo. Il testo deve essere chiaro e diviso in parti che arrivano subito al punto.

Usa titoli comprensibili ed evidenzia i segmenti chiave con caratteri in grassetto. Così i tuoi destinatari riusciranno subito a capirli, anche senza aver letto tutto (il che succede spesso).

 

7. Puoi dire di più – dopo

Se sei tra quelli che inviano messaggi più lunghi di quanto i destinatari vorrebbero, non ti preoccupare, nell’email marketing c’è posto anche per te.

Le persone leggono la propria posta in luoghi e modi differenti. Alcuni durante riunioni importanti, altri mentre aspettano dal dentista. Anche se si tratta di occasioni diverse tra loro, è possibile accontentare tutti se ci atteniamo a una determinata struttura logica.

Prima esponi le informazioni brevi e incisive e solo in seguito aggiungi il resto del contenuto. Così facendo susciterai l’interesse del destinatario a leggere e saperne di più.

 

8. Concentrati sulla chiamata all’azione

Se vuoi comunicare ai tuoi destinatari qualcosa di specifico, non saziare il tuo messaggio con altri dati, che potrebbero confondere e distrarre i destinatari dalla chiamata all’azione principale.

 

9. Ripeti la tua chiamata all’azione principale

Se il tuo messaggio email è lungo e il destinatario ha letto velocemente il contenuto, assicurati che abbia nuovamente a disposizione la chiamata all’azione, così non dovrà ritornare all’inizio del messaggio.

 

10. Rimuovi tutti gli elementi non essenziali

Semplifica il tuo email design e rimuovi tutto ciò che non è necessario per comunicare quello che vuoi. Meno fattori di disturbo ci sono più è chiara la comunicazione.

 

11. Limita le opzioni

Quando il destinatario ha a disposizione più opzioni diminuiscono le probabilità che decida e aumentano le possibilità che chiuda il messaggio. Meglio che ti concentri su come portare il destinatario al tuo sito web o negozio online.

Se vuoi che i destinatari scelgano e acquistino un prodotto, non offrire loro tutti i prodotti già nel messaggio email, incoraggiali invece a guardare l’offerta sul tuo sito web.

 

12. Coinvolgi i destinatari gradualmente

Ti sconsigliamo messaggi email del tipo «ACQUISTA SUBITO!» o «ISCRIVITI!». Meglio invitare i lettori a visitare il tuo sito web gradualmente con l’aiuto di un antecedente, come per esempio «seleziona il numero di scarpe e controlla i modelli» che è molto meglio di «compra le scarpe».

 

13. Sii trasparente

Evita di usare nomi del mittente e titoli o «subject» ingannevoli e misteriosi. Questo, infatti, non farà altro che confondere i destinatari e li spingerà a cancellare il tuo messaggio o contrassegnarlo come spam.

Comunica ai tuoi destinatari chi sei, perché gli stai inviando il messaggio e perché dovrebbero leggerlo. Se quando il messaggio viene aperto è subito chiaro chi è il mittente e qual è il suo obiettivo, l’offerta non verrà ignorata.

Verifica anche che l’indirizzo del mittente, il «subject», l’intestazione e il contenuto, che si trova nel campo visivo (sopra la piega – ing. “fold”), spieghino del perché stai contattando i lettori.

 

14. Il tuo messaggio deve avere un punto centrale

La chiamata all’azione principale deve essere anche il punto centrale del tuo messaggio. Ciò garantisce che i tuoi destinatari capiscano subito la finalità del messaggio.

Creare il punto centrale è semplice. Pensa prima al tuo obiettivo e poi realizzalo in modo da contraddistinguerlo dal resto del contenuto, lasciando intorno ad esso abbastanza spazio vuoto, da attirare lo sguardo del destinatario. Questa forma sarà più evidente sul desktop del destinatario, dove è possibile visualizzare più template alla volta.

 

15. Utilizza lo spazio vuoto intorno agli elementi

Se il tuo messaggio è composto da più parti e queste sono più o meno della stessa dimensione, ugualmente importanti e intorno ad esse non c’è spazio vuoto, il tuo messaggio apparirà come un solo grande paragrafo che sfuggirà velocemente allo sguardo del lettore.

Con l’uso dello spazio vuoto intorno ai singoli elementi attirerai l’attenzione su quello che conta veramente.

 

16. Evita un alto numero di colonne verticali

Più colonne verticali ci sono in un template, più questo apparirà ostile al destinatario. Sono fastidiosi anche i bordi o le cornici accentuati, perciò, in quanto possibile, meglio evitarli.

 

17. Mantieni la larghezza del template sotto i 600 px

Così sarai sicuro che i tuoi destinatari possano visualizzare al meglio il messaggio sia su desktop che sui dispositivi mobili.

 

18. Crea gradualmente

Prima di rendere i bordi delle cornici arrotondati o aggiungere l’effetto ombra, pensa a come sarebbe il tuo template senza tutte queste modifiche. Fa di questa variante la tua forma base alla quale poter poi aggiungere gradualmente bordi arrotondati e ombre per arricchirla, ma ovviamente, fai dei test per vedere cosa funziona meglio.

 

19. Fai respirare il tuo design

Rassegnati al fatto che non è sempre possibile creare template che vengono visualizzati allo stesso modo da tutti i client di posta elettronica (come per esempio MS Outlook, Mozilla, Thunderbird, Gmail, Yahoo, Apple mail, iOS o Google Android mail), a causa delle loro caratteristiche specifiche nella visualizzazione della forma e del contenuto. Tienilo ben in mente quando crei i tuoi template e ti risparmierai parecchi mal di testa.

Crea dunque template nei quali non avrà grande importanza se un singolo client aggiungerà in fondo 7 px di spazio ed evita i piccoli dettagli, che non verranno visualizzati correttamente se spostati di un solo px.

 

20. Considera l’esperienza completa del destinatario

La tua email deve funzionare nel suo complesso. I destinatari vedranno il tuo messaggio nella propria casella, leggeranno il nome del mittente e il «subject». Una volta aperto, probabilmente vedranno la versione con le immagini impossibilitate, risultato della visualizzazione automatica di molti client. Se questi permettono la visualizzazione delle immagini, il messaggio apparirà come volevi tu.

Controlla che tutti questi passaggi funzionino nel loro complesso e che il destinatario capisca il tuo messaggio anche senza la visualizzazione delle immagini.

Non includere il tuo messaggio principale nell’immagine, poiché questa verrà probabilmente disabilitata, e alcuni client non mostrano gli Alt Tag. Anche se le immagini non vengono visualizzate automaticamente, il destinatario deve capire la finalità del messaggio e cosa ci si aspetta da lui.

 

21. Crea i tuoi Alt Tag

Aggiungi all’immagine la forma CSS assicurandoti così che venga visualizzata dai client che supportano gli Alt Tag, questo sicuramente aiuterà a migliorare l’esperienza del destinatario.

 

22. Inserisci i collegamenti, dove questi hanno un senso

Non inserire i collegamenti solamente nei pulsanti, considera anche la possibilità di includerli nelle immagini e nei titoli. Così facendo i destinatari avranno a disposizione più possibilità di arrivare al sito desiderato!

 

Esempi di template ben fatti

Per finire, guarda alcuni template fatti bene (clicca per ingrandire).

In poche parole…

Seguendo questi semplici consigli non potrai che creare dei template fantastici, personalizzati ed acattivanti che i tuoi utenti non vedranno l’ora di aprire. Ovviamente i risultati non si trovano dietro l’angolo, per raggiungere livelli di open rate sempre più alti ci vorrà consistenza e perseveranza ma ti assicuriamo che se avrai pazienza i risultati non tarderanno ad arrivare.

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10 “subject” di messaggi che portano ad un più alto tasso di aperture

Hai un azienda o un sito web? Allora per la comunicazione con i tuoi clienti stai probabilmente già usando l’email marketing.

Lo stai facendo nel modo giusto? Qui puoi incontrare delle difficoltà.

I tuoi messaggi possono essere i migliori del mondo, però allo stesso tempo possono essere inutili se i destinatari non li aprono mai. Metà della battaglia è preparare i destinatari ad aprire la tua newsletter. Quindi puoi attribuire tutto all’oggetto.

Vedi alcuni dati statistici sull’importanza dell’oggetto nei messaggi.


Cosa ti dicono questi numeri?

  • Più di un terzo dei tuoi destinatari decide di aprire o non il tuo messaggio a seconda dell’oggetto.
  • Quasi il 70% dei destinatari evidenzia un messaggio come indesiderato solamente sulla base dell’oggetto.
  • E quasi il 43% dei destinatari evidenzierà un messaggio come indesiderato se non conosce il mittente.

Dall’altra parte le persone vogliono ricevere i messaggi email.

L’86% degli esperti nel settore degli affari, dicono che le email sono il metodo di comunicazione che preferiscono.

Per cui è necessario saper maneggiare il processo di creazione di un buon oggetto, come anche del contenuto.

Crea degli oggetti interessanti ed accattivanti, e in questo modo aumenta il tasso di aperture, il numero di click sui collegamenti, nonché delle conversioni.

Qui troverai i 10 oggetti top per far aprire più messaggi:

1. Oggetti che suscitano curiosità:

Siamo curiosi già per natura. Per questo ha senso creare un oggetto, che susciti l’interesse dei tuoi destinatari. Ti chiedi come?

Non svelare ai tuoi destinatari tutte le informazioni già subito nell’oggetto. Cerca un po’ di provocarli.

Vedi l’esempio dell’azienda Quick Sprout:

Il titolo stimola curiosità e potrebbe essere usato anche come oggetto.

Supponiamo che desideri inviare ai tuoi destinatari il collegamento al tuo nuovo articolo con una tematica simile. Se l’oggetto del messaggio fosse »Le donne sono più attive sui social network degli uomini«, i tuoi destinatari non avrebbero nessuna ragione per cliccarlo.

Perché? Perché già conoscono la risposta. Nell’oggetto del messaggio hai già detto tutto. Al posto di questo indica loro cosa ci sarà nel messaggio e ottieni così un più alto tasso di aperture.

Ora, quando hanno aperto il messaggio, desideri anche far aumentare i click sui collegamenti. Continua a suscitare curiosità attraverso il contenuto del messaggio.

Vedi la continuazione dell’esempio di prima:

Nel messaggio hanno inserito l’introduzione all’articolo. Però hai osservato che il destinatario ancora sempre no sa chi è più attivo sui social network? La risposta non è ancora stata data.

Qual è Il flusso del pensiero dei destinatari In questo caso:

  1. Prima hanno ricevuto il messaggio email.
  2. Poi ci hanno cliccato sopra per ricevere la risposta all’oggetto.
  3. Leggendo il messaggio non hanno ancora scoperto la risposta.
  4. Sono ancora sempre incuriositi dalla faccenda, perciò probabilmente cliccheranno sul link dell’articolo sul sito internet.

Quindi cosa puoi raggiungere stimolando la curiosità con l’oggetto del messaggio:

  • Aumentare il tasso di aperture dei messaggi
  • Migliorare il tasso di click su link
  • Aumentare le visite sul tuo sito internet
  • Potenzialmente aumentare il numero delle conversioni

Tenta di catturare dai tuoi destinatari il massimo della curiosità:

Usufruisci di questa tattica marketing a tuo vantaggio e usala dagli oggetti dei tuoi messaggi.

2. Oggetti che suscitano una sensazione di urgenza o scarsità

Gli oggetti dei messaggi email che infondono una sensazione di urgenza possono portare ad un aumento del tasso di aperture del 22%.

Come farlo?

Ai destinatari fissa una scadenza, entro quanto tempo devono fare una cosa – può essere già tra qualche ora.

Questa tecnica è stata utilizzata anche dall’azienda Williams Sonoma (vedi sopra).

L’oggetto suscita una sensazione di urgenza e il messaggio contiene una chiamata all’azione perfetta.

Questo concetto si chiama »FOMO«, conosciuto anche come »Fear of missing out« ovvero »Aver paura di perdere l’occasione«. Il messaggio è »Agisci ora, altrimenti ti farai sfuggire un’occasione irripetibile.«

Il principio FOMO viene soprattutto usato sulle piattaforme dei social network.

Qui possiamo trovare ancora un altro modo per indurre una sensazione di urgenza – prova ad aggiungere nell’oggetto del messaggio la parola »domani«.

Perché?

I messaggi che contengono nell’oggetto la parola »domani«, hanno un tasso di aperture più alto del 10%.

L’importante è creare un oggetto che esprime rilevanza e urgenza.

L’immagine sovrastante indica il modello della gestione di tempo, creato dall’ex presidente degli Stati Uniti, Dwight D. Eisenhower.

Lo stesso concetto può essere utilizzato anche come un metodo di marketing. Gli oggetti che sono importanti e urgenti indurranno i tuoi destinatari a fare più click.

Oltre all’urgenza, il tuo oggetto può anche comunicare una scarsità. Le diverse compagnie aeree e hotel lo fanno continuamente:

»Su questo volo sono disponibili ancora solo 4 sedili«

»Su questa data sono libere ancora solo 3 stanze«

Hanno un potere psicologico, dandoti la sensazione di dover agire subito.

Vedi l’esempio del negozio online Sperry:

Hanno pubblicato che sono disponibili solo ancora 2 pezzi e con questo hanno causato una sensazione di scarsità.

Fai la stessa cosa con il tuo oggetto, p.es.: »Il numero dei prodotti disponibili è limitato«.

Parlando di metodi di email marketing, il principio della scarsità e dell’urgenza vanno di pari passo.

3. Oggetti che includono offerte gratuite

I tuoi destinatari saranno sempre più che felici di ricevere offerte gratuite o scontate. Con »il gratuito« offri ai destinatari una buona ragione per aprire il tuo messaggio e cliccare sul link. In questo modo avrai anche più possibilità di vendere gli altri prodotti sul tuo sito.

Le promozioni sono un ottimo strumento per mantenere il numero dei tuoi clienti e per migliorare il tuo servizio. Un buon servizio è quello che ti aiuta ad aumentare il tuo profitto.

Una delle ragioni principali perché inviare delle offerte gratuite tramite email, sta nel fatto che i costi dell’email marketing non sono alti. Anzi il contrario. Ha dei costi molto bassi (in confronto agli altri canali del digital marketing).

Inoltre crea anche un alto ritorno dell’investimento.

Il rendimento medio per ogni Euro investito nell’email marketing, supera i 44 Eur!

Puoi aspettarti un ritorno del 4.300%.

Se raggiungi una percentuale così alta, puoi permetterti di regalre un omaggio. Così avrai anche maggiori possibilità di mantenere più a lungo i tuoi clienti più fedeli, che di conseguenza ti porteranno più profitto.

Se guardi l’immagine di sopra, puoi vedere che ben il 66% dei clienti svolge il primo acquisto a causa del messaggio di email marketing. Per questo motivo non aspettare e sorprendi i tuoi destinatari con un regalo, già menzionandolo nell’oggetto del messaggio.

I risultati ti mostreranno che è stata una mossa efficace, nella quale vale la pena investire.

4. Oggetti personalizzati

Con i tuoi destinatari cerca sempre di avere un contatto personale, così sarà più facile ottenere la loro fedeltà. In tal modo potrai costruire con i tuoi clienti un rapporto durevole.

Il seguente passo è proprio l’utilizzo degli oggetti personalizzati.

Come può influire la personalizzazione sui tuoi messaggi:

  1. Aumenta il tasso di click sui collegamenti
  2. Migliora le conversioni

Essendo un professionista di marketing devi migliorare proprio questi due settori. E sono proprio gli oggetti personalizzati che ti aiuteranno a farlo in modo semplice.

Al posto di »Salve, signora/signore« usa meglio il nome: »Salve, {subtag:name}«, che nella casella postale del destinatario si vedrà come »Salve, Marco«.

Qui di sotto trovi la lista delle altre tag per la personalizzazione che hai a disposizione nel sistema Squalo:

TAG SIGNIFICATO DELLA TAG
{subtag:nome del campo}
*funziona solo per il campo di tipo testuale
Il dato del destinatario, salvato sotto questo campo personalizzato
{subtag:name} Il nome del destinatario
{subtag:name|part:first|ucfirst} La prima parte del nome del destinatario
{subtag:name|part:last|ucfirst} La seconda parte del nome del destinatario
{subtag:email} La email del destinatario

Vedi ancora altri vantaggi della personalizzazione:

Oltre all’utilizzo del nome esistono anche altri metodi con i quali puoi stabilire un rapporto con i tuoi destinatari.

Invia loro un messaggio di auguri per il compleanno. In questo modo puoi unire l’offerta gratuita (della quale abbiamo parlato prima) e la personalizzazione in un oggetto/messaggio.

Qui puoi trovare le istruzioni per creare questo tipo di messaggi automatici di compleanno nell’applicazione di Squalo.

5. Oggetti che comunicano delle news attuali

Le persone desiderano ricevere sempre le novità sulle ultime notizie, per questo motivo offrile. Però stai attento e cerca di rimanere rilevante. Esempio:

Supponiamo che lavori in un’azienda locale di lavaggio chimico. Una notizia dell’aumento del prezzo del caffè nelle regioni dell’America meridionale per te non ha rilevanza. Nonostante ciò puoi essere creativo e collegare questa notizia con il tuo settore industriale. Puoi per esempio menzionare che in città si sta aprendo una nova caffetteria e suggerire ai tuoi clienti, come fare a togliere le macchie di caffè dai tessuti.

Usa un approccio più creativo e prova a pensare »out of the box«.

Quasi il 40% delle persone legge le news su internet.

Internet è il canale favorito, subito dopo la televisione.

Solo il 5% delle persone, tra i 18 e 29 anni d’età, si informa con le notizie tramite la stampa.

Considerando il fatto che il trend della raccolta news si sta spostando al digital, devi considerare di adottare questa strada anche con il tuo email marketing.

Pensaci e aggiungi nel tuo oggetto le notizie più attuali, così facendo aumenteranno i tuoi tassi di apertura e click sui link.

6. Oggetti che comunicano il concetto dell’accettazione sociale

L’accettazione sociale è un concetto psicologico con un’idea molto semplice – se lo fanno anche gli altri è molto probabilmente una cosa corretta.

Qui trovi un esempio di newsletter, dell’azienda Smart Passice Income.

Usano questa tecnica sul loro sito internet per attirare nuovi destinatari. Puoi fare la stessa cosa anche tu. Esempio:

Supponiamo, che il tuo cliente ha comprato il prodotto nel tuo negozio online ma non si è iscritto alle news. A questo punto puoi inviare una newsletter, dove spieghi quanti sono gli iscritti alla tua mailing list in questo momento. Se parliamo di grandi cifre, potrai incoraggiarli all’iscrizione alla tua lista.

In questo ti possono aiutare anche dei personaggi VIP che utilizzano i tuoi prodotti/servizi. Puoi menzionarlo nelle tue newsletter, anche direttamente nell’oggetto, dove aggiungi il loro nome e descrivi in breve quello che fanno.

Questa tecnica sta portando all’azienda SAXX Underwear, che sta collaborando con il giocatore basket della NBA Kevin Love, molto successo:

Questo è un esempio preso dal loro sito internet. La stessa idea può essere comodamente usata anche per l’oggetto del tuo messaggio email.

  • »Kevin Love adora i nostri costumi da bagno.«
  • »Se sei anche tu un professionista, scegli la collezione Kevin Love.«
  • »Abbiamo notato, che la stella della NBA Kevin Love, indossa sempre dopo le partite gli intimi SAXX.«

I destinatari hanno così la sensazione, che se il marchio è indossato da un giocatore della NBA, deve essere sicuramente un marchio di qualità.

7. Oggetti che indicano una storia

Raccontando delle storie, puoi raggiungere alcuni obiettivi, dei quali abbiamo già parlato prima:

  • Suscita una sensazione di curiosità
  • Crea una rapporto più personale

Chiaramente non devi raccontare tutta la storia nell’oggetto del messaggio. Puoi però scrivere un introduzione, un così detto »teaser«.

Lo scopo nel raccontare una storia è quello di suscitare delle emozioni. Le emozioni promuovono le vendite.

Non sai quale storia raccontare? Inizia raccontando la tua.

Crea un oggetto su cosa hai fatto ovvero raggiunto. Per esempio: »Come, usando ‘XZY’ sono riuscito in 30 giorni a creare ‘123’.«

Ti ricordi ancora cosa devi fare per stimolare la curiosità? Nel messaggio scrivi un’introduzione al nuovo articolo che è pubblicato sul tuo sito.

La stessa cosa vale per la tua storia:

  1. Prima devi ottenere l’attenzione dei destinatari con un oggetto accattivante, nel quale accenni la tua storia.
  2. Poi, nel corpo del messaggio inserisci le prime righe o paragrafi della tua storia.
  3. L’obiettivo è quello di reindirizzarli sul tuo sito internet, dove potranno leggere la storia completa.

Molte aziende per la loro strategia di marketing del contenuto, usano proprio lo »storytelling«.

Più del 60% degli esperti di marketing B2B ha scoperto, che il storytelling è efficace.

Con dei risultati del genere vale la pena provare. Controlla se funziona anche da te.

8. Oggetti con campagne di »retargeting«

Stai seguendo il tasso delle conversioni del tuo carrello online?

Cosa fai con i carrelli abbandonati?

Se non hai una risposta a queste domande, puoi usare l’oggetto del tuo messaggio email, che ti aiuterà a migliorare le vendite e a diminuire il numero dei carrelli abbandonati.

Per tutti quelli che non seguite quanti sono i clienti, che nel vostro negozio online aggiungono un prodotto nel carrello e poi non finalizzano mai l’acquisto, sarete probabilmente sorpresi nel vedere di quanto spesso questo accade:

Nell’anno 2016 più di tre quarti dei clienti hanno aggiunto il prodotto nel carrello e non hanno finalizzato l’acquisto. Queste cifre diventano ancora più grandi se parliamo di acquisti tramite tablet o mobile.

Perché i clienti lo fanno?

Qui puoi trovare più ragioni:

  • Costi imprevisti, come tasse o spese di spedizione
  • L’obbligo di creare un profilo account per finalizzare l’acquisto
  • Dubbi sulla sicurezza dei dati della carta di credito
  • Un lungo e non chiaro processo dell’acquisto completo
  • Non ci sono coupon o sconti

Se i tuoi clienti abbandonano spesso i prodotti nei carrelli, allora devi agire il prima possibile.

Invia loro un messaggio email e cerca di capire qual è la ragione, per la quale non hanno terminato l’acquisto e perché ci hanno ripensato.

Offri loro la consegna gratuita.

Questo l’hanno fatto nell’azienda Huckberry.

Nell’oggetto del messaggio hanno menzionato esattamente quello che stanno offrendo – la consegna gratuita. »Terminate l’acquisto e ricevete la consegna gratuita«.

L’acquirente apparentemente è interessato al prodotto, dato che l’ha inserito nel carrello, quindi l’invio di un messaggio del genere può essere un motivo in più, un incentivo, che serve per finalizzare l’acquisto.

9. Oggetti che includono avvisi e inviti per eventi

Invia ai destinatari un avviso di lavoro. Se la tua azienda sarà presente ad una fiera/showroom oppure a qualche altro tipo di evento, fai si che lo sappiano. Invitali a unirti a te e manda loro dei biglietti gratuiti o a prezzi più convenienti.

Il tuo oggetto può essere una cosa del genere: Per te abbiamo 2 biglietti gratuiti, sei inviato ad unirti a noi.«

Incoraggerà i destinatari ad aprire il messaggio e a sfruttare la tua offerta.

Per fare questo, non ti serve nemmeno un evento fisicamente reale. Basta creare un evento promozionale online.

Come per esempio:

La cosa più importante è preannunciare l’evento nell’oggetto del messaggio.

Con ciò potrai raggiungere alcune cose, delle quali abbiamo già parlato:

  • Suscita la curiosità
  • Crea una sensazione di urgenza

Questo è un metodo efficace per stimolare più click nelle tue campagne di email marketing.

10. Oggetti che comunicano autorità e professionalità

Fai risplendere la tua autorità. Se hai raggiunto qualcosa di importante, comunicalo ai tuoi destinatari.

Prima abbiamo parlato dei vantaggi che può avere l’utilizzo del concetto dell’accettazione sociale, da parte di personaggi VIP o di gruppi di persone.

La stessa cosa la puoi fare tu, esprimendoti come un’autorità nel tuo settore di lavoro.

Qui puoi vedere un esempio sul sito internet di un uomo d’affari di successo:

Questo manager, ormai di successo, ha avuto a che fare con degli affari buoni, come anche cattivi. Dalle esperienze che ha raccolto durante gli anni, può ora dire che è diventato un esperto nel suo settore. Perciò può condividere le sue esperienze con i suoi destinatari.

Anche tu puoi fare lo stesso.

Se non sei un esperto, trova qualcuno, che lo è. Considera la possibilità di utilizzare un’opinione di un dottore o di un avvocato e in tal modo rafforza i tuoi argomenti.

P.S.: Il titolo dell’esempio sopra indicato potrebbe essere un oggetto del tuo messaggio email eccellente.

Conclusione

Le email sono un metodo di comunicazione con i tuoi clienti e destinatari efficace. Sono però efficienti solamente se i destinatari le cliccano e le aprono.

La scelta corretta dell’oggetto ti può aiutare a raggiungere i tuoi obbiettivi che hai stabilito per la tua campagna. Se non sai dove iniziare, cerca di provare con degli oggetti diversi, considerando quelli menzionati in questo articolo.

Soprattutto fai attenzione che il tuo oggetto stimoli delle emozioni:

Suscita curiosità.

Suscita l’interesse dei destinatari con l’oggetto con l’oggetto e preparali a cliccare sul collegamento per il tuo sito internet, dove potranno continuare la lettura di un’introduzione o di un titolo invitanti.

Racconta delle storie.

Crea una sensazione di urgenza.

»Agisci ora o ti perderai un’ottima occasione«.

FOMO.

»Il numero dei prodotti a disposizione è limitato«.

Personalizza l’oggetto del messaggio e offri ai tuoi destinatari delle gadget gratuiti. In questo modo renderai più forte il vostro rapporto – in più piace a tutti ricevere in dono qualcosa.

L’email marketing è molto conveniente in confronto alle altre possibilità del marketing digitale e allo stesso tempo produce un alto ritorno sull’investimento. Per questo motivo puoi permetterti di dare ai tuoi destinatari qualche regalo o sconto su alcuni prodotti.

Negli oggetti dei tuoi messaggi promuovi eventi, annunci e notizie attuali.

Per generare i click e le aperture dei messaggi, utilizza negli oggetti anche il concetto dell’accettazione sociale.

Focalizzati sui carrelli di acquisto abbandonati e ricorda i tuoi destinatari della tua professionalità.

Quindi come sarà il tuo prossimo oggetto?

Invia le tue newsletter con oggeto interesanto utilizzando l’applicazione Squalo. Prova l’app oggi!

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4 passi per personalizzare i messaggi

Le ricerche mostrano che i messaggi email con titolo («subject») personalizzato vengono aperti del 22,2% in più rispetto a quelli inviati sul principio «tutto a tutti». L’email marketing, quindi, si distingue dagli annunci usuali perché questi non sono segmentati.

I messaggi personalizzati che sono adattati ai tuoi destinatari target e contengono meno pubblicità diretta e generica, portano a risultati migliori e aumentano notevolmente la vendita. Verifica come!

1. Raccogli i dati

Un buon pubblicitario sa che creare un database sicuro e pulito è un processo che non finisce mai, perché bisogna pensare continuamente a come migliorarlo e come aumentare il numero dei destinatari.

Alla registrazione, quando l’interesse è ancora vivo, ti consigliamo di presentare ed evidenziare gli argomenti interessanti e utili che il lettore troverà leggendo le tue newsletter.

Puoi chiedere ai destinatari di condividere con te anche altre informazioni personali, ma raccogli solo quelle veramente importanti per la tua azienda!

Consenti ai tuoi destinatari di personalizzare l’offerta, cerca di scoprire quanto frequenti dovrebbero essere le newsletter e quali sono i contenuti che vorrebbero vedere più spesso nella loro casella di posta.

Ormai siamo diventati tutti un po’ diffidenti e prudenti quando si tratta di riferire i nostri dati personali, perciò devi incoraggiare i tuoi futuri destinatari e sottolineare i vantaggi del condividere con te informazioni aggiuntive. Questi vantaggi possono essere sconti speciali nel giorno del loro compleanno o newsletter adattate in base alla location o agli interessi del destinatario.

Puoi informare il lettore sugli orari di apertura e l’offerta del negozio più vicino a lui, o puoi offrirgli, in base ai suoi interessi e i recenti acquisti online, prodotti complementari.

Alla fine tutti i tuoi sforzi saranno ricompensati, il numero di cancellazioni diminuirà, mentre l’Open rate e il numero dei click ai collegamenti aumenteranno, il che porterà a migliori risultati delle conversioni finali.

Una volta che i tuoi destinatari si fideranno di te e della tua scelta di contenuti che desiderano vedere nella loro casella di posta, la tua newsletter non sarà più solo un annuncio, ma diventerà un vero e proprio consulente di vendita.

2. Crea le liste

Con l’aiuto dei dati raccolti, puoi segmentare i destinatari in base alle loro caratteristiche creando diverse liste, alle quali poi inviare annunci personalizzati.

Con l’applicazione Squalo, puoi facilmente creare nuove liste

Come creare una lista

Con l’applicazione Squalo potrai creare in modo semplice, veloce ed efficace diverse liste di destinatari in base alle loro caratteristiche. Aggiungendo un numero qualsiasi di celle, dividendo i destinatari in base al sesso, età, residenza, interessi, desideri, la frequenza o la scelta degli acquisti.

Con l’applicazione Squalo, puoi facilmente creare campi personalizzati per i tuoi destinatari per inserire ulteriori informazioni.

Campi su misura

L’uso semplice dei filtri facilita la ricerca dei destinatari, che puoi aggiungere a diverse liste a tua scelta e creare un’offerta che stimoli un gruppo specifico di destinatari target.

Con l’applicazione Squalo, puoi segmentare i tuoi indirizzi email con l’aiuto dei Filtri sui destinatari.

Filtri destinatari

 

3. Determina l’obiettivo

Determina l’obiettivo che vuoi raggiungere e crea la strategia più adatta per la tua azienda. Per poterlo fare devi prima pensare al tuo prodotto o servizio, a chi sono i tuoi clienti potenziali, quali sono le loro abitudini di acquisto, interessi e desideri, esaminarli e rispondere con un annuncio fatto su misura per loro.

Dietro ogni email, infatti, si nasconde un destinatario unico, con i propri interessi, desideri e abitudini.

È importante che il destinatario si accorga che il contenuto è rivolto proprio a lui e che trovi le informazioni interessanti, rilevanti e attuali, perciò avvertilo delle prossime festività, eventi divertenti e offerte speciali, o offrigli consigli utili, i quali sei sicuro che lo attireranno e stimoleranno a realizzare l’obiettivo del messaggio.

In questo modo riuscirai a stabilire un rapporto duraturo con il destinatario, costruito sulla fiducia dell’azienda e del marchio di fabbrica, mentre i tuoi messaggi rimarranno sempre interessanti e utili  agli occhi del destinatario.

4. Invia messaggi personalizzati!

In media, la durata della vita di un messaggio email è relativamente corta, la maggior parte delle volte il messaggio viene aperto nelle prime 48 ore. Perciò, con l’aiuto del »subject« della newsletter, che deve essere adattato al gruppo target, devi attirare l’attenzione del lettore per fargli aprire il messaggio.

Una delle maggiori sfide e obiettivi dell’email marketing moderno è riuscire ad attirare l’attenzione e uscire dalla moltitudine di dati e informazioni impersonali che hanno pervaso il mondo.

La soluzione è il content marketing, e significa che dobbiamo attirare il lettore con un contenuto interessante, utile e divertente e non con annunci ordinari, che oramai non funzionano più. Con l’applicazione Squalo potrai adattare velocemente le tue newsletter, sia dal punto di vista della forma che del contenuto, a destinatari singoli o a gruppi target chiave.

Rivolgersi in maniera personale al destinatario, l’adattamento visivo con diversi template, colori, caratteri, immagini e collegamenti e il contenuto stesso del messaggio, contribuiscono ad aumentare la reazione del destinatario e la sua soddisfazione si rispecchia anche nell’aumento delle vendite.

Invia messaggi personalizzati utilizzando l’opzione ‘tag personalizzati’. Controlla i tuoi tag nell’app Squalo.

Tag personalizzati

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Cos’è «In» e cos’è «Out» nell’email marketing

Da dove cominciare? Come essere sicuri che i messaggi saranno recapitati, aperti e non segnalati come posta indesiderata? Ci sono varie indicazioni su cosa bisogna o non bisogna rispettare e noi abbiamo deciso di svelartene alcune nel seguente articolo.

L’email marketing viene considerato da molte imprese e organizzazioni come il canale di vendita più efficace. Anche nel 2019 si è assicurato un netto vantaggio nel campo della promozione della vendita ed efficacia dei costi. Sono infatti proprio i destinatari a preferire questo web media quando si tratta di ricevere offerte, sconti e altri messaggi promozionali. Ma per raggiungere risultati effettivi bisognerà rispettare alcune best practices del campo dell’email marketing.

1: Non inviare mai da un indirizzo email personale

A causa delle restrizioni, rappresentate dalle proprietà di dominio per gli indirizzi generici e gratuiti, come p.es. @gmail.com, questo tipo di indirizzi non può essere utilizzato come mittente di email marketing. Dovrai invece usare il titolo del dominio in tuo possesso, come p.es. @mia-impresa.it.

Oltre alle ragioni tecniche ci sono anche altri vantaggi nell’uso di questo tipo di dominio. @mia-impresa.it o @mio-marchio.it aumenta infatti la riconoscibilità dell’impresa e del marchio di fabbrica anche quando i messaggi restano chiusi. Inoltre, suscitano una sensazione di sicurezza, garantendo che non si tratti di messaggi SPAM.

Il grado di messaggi aperti o «open rate» dipende dal mittente, ma anche dal titolo stesso o «subject» della newsletter, perciò è importante che il destinatario ti riconosca subito come mittente legittimo del messaggio, visto che, essendosi iscritto da solo alle news e offerte, se li aspetta.

Un altro consiglio è evitare i domini «no-reply», i tuoi destinatari devono avere sempre la possibilità di contattarti. Succede frequentemente che i destinatari rispondano alle newsletter con richieste dirette.

Nelle Configurazioni della tua applicazione di Squalo determina il mittente predefinito delle newsletter e dei messaggi follow-up. Volendo puoi anche aggiungere nuovi mittenti o rimuoverli.

Determina Mittente

2: Scegli con cura il fornitore

Hai a disposizione tantissime possibilità, perciò assicurati di scegliere quella giusta per te. Quindi scegli con cura il fornitore del servizio di email marketing.

Scopri alcuni vantaggi che ti offre la piattaforma di Squalo.

Benefits

Squalo Vantaggi

3: Verifica tutti i collegamenti nella newsletter

Più volte! Controlla che i collegamenti reindirizzino sulla pagina web giusta, è inutile aspettarsi che i destinatari cerchino da soli gli articoli pubblicizzati nella tua offerta. Se quindi offri il 20 % di sconto su determinati articoli, non reindirizzare i tuoi destinatari sulla pagina con la nuova collezione a prezzi interi. La verifica ti ruberà pochissimo tempo e vedrai che ne sarà valsa la pena.

L’applicazione di Squalo ti consente di inviare messaggi di prova.

Messaggio di prova

4: Testing

Qual è il «subject» migliore? L’uso delle immagini aumenta il grado di conversione? Che tipo di tasti usare per aumentare il numero dei click sui collegamenti? Avrai tutte le tue risposte con il testing. Controlla che il tuo fornitore di email marketing consenta l’uso degli A/B o split test e l’analisi dei risultati.

Con l’applicazione di Squalo è possibile effettuare l’A/B testing.19

A/B testing

 

5: Verifica la casella di posta elettronica

Iscriviti alle news dei tuoi concorrenti e altre offerte che ti interessano. Controlla la tua casella di posta elettronica per vedere quali sono i messaggi che ti stimolano e perché?

Cos’è che ti attira nel messaggio; la forma, il contenuto o la chiamata all’azione appariscente? Rifletti su chi sono i tuoi destinatari e su come trasmettere le tue conoscenze nella creazione della giusta strategia di email marketing.

Riassumendo

Quindi se vuoi che la tua newsleter funzioni assciurati di far capire immediatamente ai tuoi utenti chi li sta contattando utiizzando un indirizzo email con un dominio personalizzato ed assicurati che il tuo fornitore del servizio possa offrirti tutti gli strumenti necessari per creare campagne di succeso.

La soluzione che rende possibile tutto ciò

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Guida completa in 9 passi: Come iniziare a raccogliere indirizzi email

Nel campo dell’email marketing hai sicuramente già sentito che »i dati sono denaro«. Quindi ci si pone la domanda – come cominciare a creare da zero una mailing list di qualità, con potenziali acquirenti? Nell’articolo di oggi ti condurremo attraverso tutti i passi necessari.

Un dato ti fatto è che la mailing list ti offre le migliori possibilità per comunicare con i tuoi clienti e anche se i social media attirano molta attenzione, il canale digitale più pregevole è proprio quello delle email.

Le ricerche mostrano ancora sempre che lo strumento della email è uno tra i migliori nel campo del digitial marketing, soprattutto quando parliamo di ritorno sugli investimenti (Return on Investment – ROI)

Per ogni euro che investiamo, con l’email marketing ne riceviamo indietro ben 34!

Lo stesso vale anche quando confrontiamo la pubblicità online in diversi settori industriali.

Però tutti i dati che abbiamo menzionato fin ad ora non ti possono offrire nessun aiuto, se non hai una propria mailing list – l’unico modo per massimizzare l’effetto della pubblicità online e quello di creare un proprio database. Scopri come!

Come iniziare?

Per creare un elenco degli indirizzi email è assolutamente necessario:

1. Conoscere i tuoi gruppi target

Prima di cominciare a raccogliere gli indirizzi email devi conoscere e capire bene, chi è la persona dietro l’indirizzo. Ti consigliamo di creare il profilo della persona che rappresenta il tuo cliente ideale.

Cerca di creare la tua strategia di vendita così, da adattarla a questa persona.

Buyer personas graphic image

Fonte: dontbeshydigital.com

Più che conosci i tuoi clienti target, meglio è! I social network sono un’ottimo modo per trovare i tuoi futuri destinatari. Sapendo quali social preferiscono, potrai anche trovare più facilmente i loro indirizzi email.

2. Avere una landing page

Il passo successivo è avere uno spazio dove far “atterrare” tutti i tuoi potenziali contatti della mailing list – in breve – hai bisogno di un sito internet.

All’inizio forse ti sembrerà un’impresa troppo ardua, per questo cercheremo di semplificare questo passo il più possibile. Per raccogliere gli indirizzi email infatti non serve avere un sito web esteso, ma solo una landing page o pagina di atterraggio. Qui si tratta in effetti di una sola pagina, dov’è inserito il modulo per l’iscrizione dell’indirizzo email o il modulo Opt-In.

La pagina di atterraggio è creata con un obbiettivo preciso – convincere il visitatore a compiere un’azione per noi molto importante, che nel nostro caso significa affidarci il proprio indirizzo email.

Delle meravigliose landing page si possono creare già in pochi minuti con l’uso di una delle seguenti soluzioni:

    • Landerapp.com
    • iContact.com
    • Hubspot.com
    • Leadpages.net
    • Unbounce.com
  • Wix.com

La maggioranza delle pagine di atterraggio contiene alcuni elementi chiave, come ad esempio un’immagine visuale attraente, il titolo, i principali vantaggi, degli incentivi e un’invito all’azione (Call To Action – CTA). La tua pagina di atterraggio deve quindi contenere il modulo di iscrizione alle tue notizie o offerte aziendali, così i visitatori potranno inserire i propri indirizzi email.

anatomy of an optimal landing_page scheme

Fonte: niftymarketing.com

Attenzione – in quanto deciderai di usare canali pubblicitari a pagamento, come Google AdWords, verifica che il tuo sito o la tua pagina di atterraggio siano conformi con le loro regole, che contengano i vostri contatti, i termini di utilizzo e la dichiarazione di impegno alla riservatezza dei dati.

3. Avere un fornitore di servizi di email marketing

Per poter comunicare con il tuo nuovo database in un modo appropriato, devi avere una piattaforma di email marketing. Con il suo aiuto potrai segmentare le tue banche dati su diversi elenchi, creare delle offerte personalizzate ed inviare i tuoi messaggi email ad un tempo prestabilito, anche quando non sarai davanti al computer.

Prova gratuita Squalo email marketing

4. Avere un’offerta che attira

Nonostante quello che stai vendendo, offrendo, creando, modificando o semplicemente richiedendo, tuttle le persone, hanno bisogno di sapere la ragione, quindi avere un motivo per l’iscrizione alla lista.

Pensaci. Se ti trovi su un sito internet, dove ti chiedono di iscriverti alla loro mailing list, probabilmente non lo farai – ma tutto cambia se ti offrono qualcosa che è per te rilevante ed interessante.

Qui la domanda cruciale è – cosa desiderano i tuoi gruppi target? Possono essere delle offerte speciali, degli sconti, degli interessanti e-book gratuiti con utili consigli, delle buone pratiche, prove gratuite delle applicazioni, partecipazioni a seminari o altri eventi – insomma tutto quello che per i tuoi futuri destinatari può avere una valore aggiunto.

Pertanto ti consigliamo di nuovo di controllare se il tuo modulo di iscrizione contiene tutti gli elementi di un’offerta attraente:

    • un titolo che sottolinea i vantaggi,
    • dei punti, che spiegano cosa otterrà il visitatore con l’iscrizione,
    • il campo per iscrivere l’indirizzo email,
  • un design che cattura l’attenzione.

Questo è tutto – sei pronto a raccogliere gli indirizzi!

LOL cat for schetch

Fonte: lightningrank.com

5. Non ho bisogno di un contenuto, un prodotto o un servizio?

All’inizio in alcuni casi non si ha questa necessità, infatti in molti casi la mailing list viene costruita con l’obiettivo di ricevere informazioni e non il contrario.

Nella fase iniziale della creazione di un’azienda, la raccolta di dati del genere può essere molto utile, infatti con l’aiuto di un sondaggio o di un quiz divertente, puoi scoprire cosa i tuoi gruppi target desiderano.

Customer survey

In questo modo, prima ti informi su cosa desiderano i tuoi clienti e dopo glielo puoi offrire. Sicuramente l’incentivo deve essere grande per ottenere la loro partecipazione – devi scoprire cos’è quello che li attira – forse può essere la possibilità di scaricare un contenuto divertente o educativo, oppure sarnno già sufficienti i risultati di un quiz?

Se vuoi invece costruire e mantenere con i tuoi destinatari un buon rapporto, i tuoi futuri messaggi dovranno persistere come utili, attuali e rilevanti.

6. Comincia con i tuoi contatti già esistenti

Presumiamo che hai già dei contatti e indirizzi email personali e aziendali. La domanda che sicuramente ti poni è se puoi aggiungere questi indirizzi alla tua mailing list? La risposta è: No, in quanto riguarda le persone fisiche.

Quello che invece puoi fare, è inviare a queste persone un messaggio personale con il link alla tua pagina di atterraggio e invitarle ad iscriversi alle tue notizie.

Dove si possono trovare altri nuovi destinatari?

7. Social network

In quanto la tua azienda o il brand hanno i social network, come Facebook, Google+, Instagram, Pinterest, LinkedIn o Twitter,  inserisci il link alla tua pagina di atterraggio, in questo modo potrai raggiungere una maggiore portata.

Un altro metodo efficace con i social network è di associarsi con i gruppi rilevanti, dove i tuoi gruppi target sono più attivi. Di solito i gruppi ti permettono così, anche di pubblicare i tuoi collegamenti sulla loro bacheca. I gruppi LinkedIn sono uno dei modi più potenti per raggiungere la riconoscibilità e l’interazione, perché di solito includono proprio le presone con le quali vuoi entrare in contatto.

email and facebook are connected

Sarai sorpreso cosa si può raggiungere, collegando in modo appropriato la pagina di atterraggio con i tuoi social network dell’azienda e del brand.

Ed ora siamo arrivati al punto, dove possiamo iniziare a parlare ad un livello professionale più avanzato.

8. Acquisto delle inserzioni

Finora hai costruito le tue banche dati in modo organico. Questo è il modo migliore per cominciare, ma non è il più veloce. Raccogliendo i destinatari e creando il contenuto, acquisisci un traffico organico, per questo la tua lista di indirizzi email crescerà spontaneamente – ma per accelerare il tutto, puoi acquistare le inserzioni.

Quali inserzioni scegliere? Le soluzioni migliori sono:

    • Inserzioni Facebook. Con l’uso delle potenti possibilità di segmentazione di Facebook, puoi posizionare la tua inserzione nel gruppo target desiderato. Ogni indirizzo email ti potrà costare, però di sicuro ne varrà la pena.
    • Inserzioni LinkedIn. Le inserzioni su LinkedIn offrono un targeting simile a quello di Facebook, però con una diversa tipologia di utenti. Se cerchi questo gruppo target, provaci!
  • Annunci AdWords. Con l’uso degli annunci AdWords puoi ingrandire la tua banca dati e raggiungere un traffico target enorme, e così incoraggiare le iscrizioni alla tua mailing list da una vastità di utenti impensabile.

9. Comincia con il content marketing

Tutto quello che abbiamo descritto finora si riferisce a metodi targettati per la raccolta degli indirizzi email. Però esiste anche un approccio di grande successo, che non lo abbiamo ancora menzionato – il content marketing.

Il content marketing aiuta a costruire le tue banche dati in un modo diretto, attirando i tuoi visitatori prima con il contenuto e poi invitandoli a diventare parte della tua mailing list. Un approccio simile lo usiamo anche sul nostro blog.

Non dobbiamo mai sottovalutare il potere del contenuto – infatti il content marketing è e rimarrà una delle forme di marketing più potenti.

Content marketing strategy scheme

Fonte: designcontest.com

Per finire

Puoi quindi creare una banca dati di qualità in pochi passi?

Certamente. Però ci sono anche molte altre cose, che puoi provare. Ti consigliamo di pensare anche all’uso delle tecniche avanzate come i webinars o l’uso delle finestre Pop-Up sul tuo sito internet, blog o negozio online, infatti si sono mostrati come incredibilmente efficaci nell’ottenimento di nuovi indirizzi email.

Però qui dobbiamo sottolineare che non si tratta mai solo della raccolta di indirizzi email, l’importante è anche instaurare un buon rapporto con le persone che si trovano nella tua banca dati.

Il denaro quindi non è nelle banche dati, ma nei rapporti con i tuoi destinatari, che devono essere coltivati e mantenuti con dei messaggi rilevanti, offerte speciali, informazioni utili e con un approccio personale.

Guida: Come ottenere più consensi GDPR per l’email marketing (e cosa meglio evitare)

Visto che il tema del GDPR al momento è molto attuale e tutti siamo alla sfrenata ricerca di consensi, ti abbiamo preparato una guida completa che ti spiega a cosa devi fare attenzione, cosa devi rispettare e cosa evitare quando invii messaggi. Tutto ovviamente al fine di ottenere il maggior numero possibile di consensi dai destinatari esistenti. 
 

Guarda il Video podcast

Se non hai voglia di leggere questo articolo puoi anche guardarlo come un Video podcast.

Prima di iniziare a creare la tua campagna e preparare il contenuto devi impostare i consensi.

1. Prepara una strategia d’invio adeguata

Non basta inviare un solo messaggio per ottenere il consenso. È importante creare in modo premeditato l’intera strategia delle campagne cercando di coinvolgere il maggior numero dei tuoi destinatari già esistenti.

Otterrai i risultati migliori se la tua intera strategia comprenderà almeno 3 messaggi diversi inviati ogni 14 giorni. È opportuno inviare nuovamente lo stesso messaggio ai destinatari che non lo hanno aperto, ovvero non hanno dato il loro consenso, tre giorni dopo il primo invio.

6 passi (con 6 esempi di messaggi) per ottenere i consensi GDPR dai destinatari esistenti

In questo articolo, nel 5° passo, scoprirai qual è la strategia ottimale e come realizzarla nell’applicazione di Squalo.

Potrai continuare a inviare i messaggi per ottenere i consensi dei destinatari esistenti anche dopo il 25 maggio 2018!

Le autorità di controllo, infatti, permetteranno un periodo di transito durante il quale i titolari del trattamento potranno garantire la conformità al 100%. Il timore di venire multati perciò è prematuro. Lo conferma anche il fatto, che la legge con base giuridica per determinare le sanzioni, non è ancora stata accolta.

Citiamo di seguito la dichiarazione della commissaria per l’informazione britannica Elizabeth Denham, nella quale spiega che il loro scopo è istruire le aziende e dirigerle alla conformità e non imporre sanzioni di massa per irregolarità minori:

«L’affermazione che, per dare una lezione alle altre organizzazioni, puniremo le prime piccole irregolarità o che le enormi multe diventeranno una norma, sono timori ingiustificati,» ha dichiarato. «L’ICO (commissaria per l’informazione britannica, op.a.) si impegna a dirigere, consigliare e istruire le organizzazioni su come rispettare la legislazione, e questo con il GDPR non cambierà. Abbiamo sempre messo al primo posto la carota e non il bastone.»

«Anche se le multe – metaforicamente parlando – sono la mazzuola nella nostra scatola degli attrezzi, abbiamo a disposizione anche altri arnesi, anche essi efficaci,» ha continuato. «Il GDPR ci dà a disposizione diverse sanzioni, che aiuteranno le organizzazioni a rispettare la legge – avvertimenti scritti e orali e ordinanze per eliminare gli errori. Anche se questi provvedimenti non colpiranno le tasche delle organizzazioni, nuoceranno sicuramente alla loro reputazione» ha aggiunto.

2. Non inviare messaggi per i consensi a indirizzi email generici

Il GDPR vale unicamente per gli indirizzi email considerati come dati personali. Perciò non ha alcun senso includere nella tua strategia anche indirizzi email generici, come per esempio info@.., marketing@.., …

Ma che cosa sono i dati personali?

È qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile; si considera identificabile la persona fisica che può essere identificata, direttamente o indirettamente, con particolare riferimento a un identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all’ubicazione, un identificativo online o a uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale e sociale;

Applicando la definizione al contesto dell’email marketing, si tratta di ogni indirizzo email determinato con un nome e un cognome – cioè l’email di una persona fisica. Esempi:

  • nome.cognome@gmail.com – persona fisica
  • nome.cognome.@nome-azienda.it – persona fisica!
  • info@nome-azienda.it – persona giuridica

 

Rilevamento automatico degli indirizzi per i quali non hai bisogno del consenso.

Squalo ti propone il rilevamento automatico degli indirizzi per i quali non hai bisogno del consenso. Nell’applicazione sono presenti quattro liste predefinite, che dispongono i destinatari in base al consenso; se ne hai bisogno o no:

  1. Destinatari per i quali devi ottenere il consenso – sono indirizzi email di persone fisiche
    Lista [GDPR] Consenso non ancora  ottenuto
  2. Destinatari per i quali non devi ottenere il consenso – sono indirizzi email generici non considerati come un dato personale (info@, vendita@, …)
    Lista [GDPR] Il consenso non è necessario
  3. Destinatari per i quali hai già ottenuto il consenso – il sistema verifica ogni ora quali destinatari hanno dato il loro consenso e li elimina automaticamente dalla lista [GDPR] Consenso ancora non ottenuto e li aggiunge alla lista [GDPR] Consenso già ottenuto
  4. Destinatari ai quali devi inviare solo un avviso relativo alla politica aggiornata sulla privacy – sono i destinatari che si sono iscritti alla tua lista tramite il modulo di iscrizione, pop-up o altri modi. Tutti gli indirizzi email ottenuti in questa maniera – e per lo scopo di inviare le Newsletter – sono già conformi. Iscrivendosi alle e-news i destinatari ti hanno implicitamente dato il permesso di inviare loro messaggi.
    Lista [GDPR] Notifica aggiornamento policy
  • Le Email automatiche, se collegate con queste liste del sistema, non funzioneranno.
  • A queste liste puoi inviare direttamente.
  • Le liste si aggiornano automaticamente ogni ora.

I nostri clienti hanno in questo modo “salvato” (in media) ben il 24,3% dei destinatari già esistenti.

DESIDERO PROVARE SQUALOMAIL SENZA ALCUN OBBLIGO

 

3. Non raccogliere i consensi dei destinatari che si sono già iscritti

Non è quindi necessario raccogliere i consensi dei destinatari che si sono iscritti alla tua lista tramite il modulo di iscrizione o il pop-up. Tutti gli indirizzi email ottenuti in questo modo – e per lo scopo dell’invio delle Newsletter – sono già conformi. Iscrivendosi alle e-news i destinatari ti hanno già dato il permesso esplicito di inviare loro i messaggi.

È sufficiente informare questi destinatari sui cambiamenti delle condizioni generali di contratto, ovvero sulla politica della privacy – non hai bisogno di consensi aggiuntivi.

Questo ovviamente non vale quando qualcuno si è registrato nel negozio online o sul portale, tramite l’applicazione online ecc. e ha poi ricevuto i tuoi messaggi. Per questo tipo di destinatari è necessario ottenere il consenso per l’invio dei messaggi.

È inoltre necessario ottenere nuovamente i consensi da indirizzi email che hai raccolto tramite giochi a premi, fiere, corsi, conferenze, … quando all’iscrizione il destinatario non è stato informato che avrebbe ricevuto messaggi, significa che non è stato chiaramente specificato lo scopo del trattamento dei dati – e cioè l’invio.

Come determinare e raccogliere i consensi dei destinatari esistenti

Per saperne di più su come impostare i consensi nell’applicazione di Squalo, leggi questo articolo.

 

4. Nel contenuto del messaggio non parlare di te, parla del destinatario

Nel messaggio devi prima presentarti e dire chi sei – molti destinatari potrebbero non riconoscerti come mittente. Subito dopo presenta ai destinatari il valore aggiunto, del perché dovrebbero darti il loro consenso.

Non cominciare con “… il nuovo regolamento GDPR ci chiede di ottenere i consensi dai destinatari esistenti, per questo motivo hai ricevuto questo messaggio…” – il destinatario probabilmente non sentirà alcun bisogno di darti il suo consenso. Anzi, potresti provocare l’effetto contrario.

Comunica chiaramente ai destinatari cosa ne guadagneranno dandoti il loro consenso e continuando a ricevere i tuoi messaggi. Sii personale e utilizza un tono gentile.

Ancora un esempio che puoi usare per ottenere i consensi, è quello di informare i destinatari prima sullo scopo del trattamento dei dati personali e dopo chiedere loro di darti il consenso per poter continuare ad inviare le news. In seguito avvisali che i loro dati, in caso non ti diano il consenso, verranno cancellati.

In continuazione, informa i tuoi destinatari, in modo indipendente, che dopo la cancellazione prevista dopo una certa data, farai tra tutti i destinatari delle tue news un sorteggio, dove 10 fortunati riceveranno un premio.

Facendo così non chiedi direttamente ai destinatari di darti il loro consenso solo per ricevere in cambio lo sconto, ma anticipi che stai preparando per tutti i tuoi destinatari dei premi, degli sconti, promozioni speciali, offerte, contenuti esclusivi,… Tutti buoni motivi per voler restare sulle tue liste.

Esempio di template:

 5. Non utilizzare trucchetti, sii sincero

Tutto comincia con l’oggetto del messaggio. Non ingannare i destinatari con oggetti tipo “Conferma dell’ordine”, o “Re:…”.

Le persone apprezzano la tua sincerità, puoi permetterti anche un po’ di humor. Alcuni buoni esempi di oggetti, che sono arrivati nel nostro Inbox:

  • 😢 Niente più e-news su biglietti aerei a buon prezzo ✈
  • Finalmente puoi liberarti di noi (questa è l’email GDPR che stavi aspettando)
  • [Riattivazione GDPR] Apri, pensa e decidi – vorremmo che tu restassi con noi
  • Panico riguardo il GDPR – lasciati consolare
  • Vuoi ricevere buone idee d’acquisto?
  • Disturbiamo? (1° messaggio)
  • Ora sì che disturbiamo (2° messaggio))
  • Sto preparando qualcosa di eccitante e interessante

Nel creare la campagna devi fare soprattutto attenzione a non condizionare i consensi del GDPR, in quanto questo non è in conformità con il regolamento.

Un avviso del tipo: «Se ci dai il tuo consenso riceverai un buono sconto» non va bene, perché in realtà, invece di informare i destinatari con che cosa concordano, stai proponendo loro un’offerta alettante in cambio di un click.

 

Per avere un’idea su come non deve essere il messaggio, guarda i seguenti esempi (di cattive pratiche):

1. Oggetto del messaggio ingannevole – L’azienda Green Man Gaming ha deciso di inviare ai suoi destinatari un messaggio con il titolo “Conferma dell’ordine”, mentre il contenuto comprendeva l’invito a dare il consenso GDPR per l’invio. Sicuramente una spiacevole sorpresa o un brutto scherzo.

 

2. Puoi ricevere le news, ovvero le ricevi – Nel messaggio sono stati inseriti due pulsanti che, in linea di principio, hanno la stessa chiamata all’azione – rimanere sulla lista e ricevere le news. Con la differenza che cliccando sul tasto blu, che è quello che più risalta, i destinatari riceveranno molte più news di quante ne avrebbero ricevute scegliendo il pulsante bianco. In questo modo le persone vengono spinte a premere il pulsante blu iscrivendosi a diverse liste.

 

3. Rispondi a questa email per confermare il tuo consenso per l’invio dei messaggi – Un altro esempio che è meglio non prendere come spunto. L’azienda Abrecco team ha reso la raccolta dei consensi difficile – pretendono dai destinatari di inviargli il consenso via email, come risposta al messaggio. Oggi giorno sicuramente esistono modi più semplici per ottenere i consensi di questo.

6. Per il consenso non usare moduli complicati, anzi, chiedi il minor numero di dati possibile

Se il modulo per il consenso contiene troppi campi da compilare e testo aggiuntivo ci sono meno probabilità che il destinatario ti dia il suo consenso. Troppo contenuto confonde le persone e le dissuade dal voler compilare il modulo.

Ogni azione in più che richiedi al destinatario diminuisce le probabilità che il destinatario completi il processo. Questo naturalmente riduce anche il numero di destinatari che ti daranno il loro consenso.

Un esempio di come NON deve essere un modulo:

 

Un altro esempio:

7. Non chiedere dati aggiuntivi ma solo quelli di cui hai bisogno

Cerca di ottenere dai destinatari il minor numero di dati possibile, ovvero, solo quelli necessari per eseguire con successo le tue campagne di email marketing. Se raccogli solo i consensi ai fini dell’invio dei messaggi, questa dovrebbe essere l’unica cosa che i tuoi destinatari devono confermare – cliccare sul pulsante o spuntare la casella vuota.

Raccogliere dati “di scorta” secondo il GDPR non è permesso – si deve raccogliere sempre solo il minor numero possibile di dati ai fini di uno scopo.

Un esempio di come NON dovrebbe essere un modulo:

Dove cominciare

È importante impostare la campagna per ottenere i consensi dai destinatari esistenti in modo premeditato, visto che da ciò dipende la misura della portata delle tue campagne di marketing.

In ogni caso devi assicurarti che la piattaforma che utilizzi per la raccolta dei consensi sia compatibile al 100% con il GDPR e ti dia a disposizione tutte le funzionalità necessarie per far “sopravvivere” il tuo database.

A questo proposito ti invitiamo a provare Squalo gratuitamente.

DESIDERO COMINCIARE A RACCOGLIERE I CONSENSI

 

 

6 passi (con 6 esempi di messaggi) per ottenere i consensi per il GDPR dai destinatari già esistenti con successo

In questo articolo potrai scoprire il modo più efficace per raccogliere e conservare i consensi dei tuoi destinatari già esistenti, e anche come farlo nell’applicazione Squalo.
 

Guarda il Video podcast

Se non hai voglia di leggere questo articolo puoi anche guardarlo come un Video podcast.

La nuova legislazione GDPR, prevede che devi ottenere i consensi per il trattamento dei dati personali e per la profilazione da parte di tutti i destinatari che raccoglierai dopo il 25 maggio 2018, nonché anche per quelli raccolti prima di questa data.

Se non hai ottenuto il consenso dopo il 25 maggio, in teoria, non potrai più inviare messaggi a destinatari, che sono delle persone fisiche. C’è da sottolineare il fatto, che dopo l’approvazione della legge, ci sarà un periodo transitorio, dedicato all’ottenimento dei consensi precedenti. Quindi si suppone che le istituzioni di controllo permetteranno un periodo di passaggio, dove i titolari potranno finalizzare al 100 % la loro compatibilità.

Allo stesso modo, guardando dal punto di vista legale, rimane aperta la domanda sulla retroattività prevista dal GDPR. Questa verrà probabilmente ritrattata con degli esempi più pratici, che daranno una visione più chiara sulla corretta interpretazione delle leggi.

La raccolta dei dati per i nuovi destinatari, sarà dopo il 25 maggio più semplice (le istruzioni per come farlo in Squalo), mentre per i destinatari già esistenti, sarà un po’ più difficoltosa, infatti dovrai dare loro qualche motivazione in più.

Di certo, questo non deve rappresentare un ostacolo per mantenere i destinatari che già hai, infatti statisticamente parlando, rimane sempre più facile mantenerli che acquisirne di nuovi.

Con l’ottenimento dei consensi dei destinatari già esistenti, hai anche la possibilità di ripulire il tuo database dagli indirizzi email. In questo modo potrai anche raggiungere dei risultati migliori, un tasso di consegna più alto, evitare la casella dello spam o le blacklists, ma soprattutto potrai aumentare il tasso delle conversioni.

La raccolta dei consensi vale per tutti i destinatari, di cui raccogli i dati personali, ciò significa per gli indirizzi email delle persone fisiche, quindi non per gli indirizzi email generici (info@, sales@, marketing@, …).

Sei invitato a leggere i seguenti 6 passi, su come ottenere dai destinatari che sono già nel tuo database i consensi per il GDPR:

1° passo: Scegli gli indirizzi che fanno parte dell’Unione europea

SALTA QUESTO PASSO SE SVOLGI GLI INVI SOLAMENTE ENTRO L’UNIONE EUROPEA!

Questa legislazione è obbligatoria solo per il territorio dell’Unione europea, per questo motivo devi dividere nella tua lista contatti i destinatari che si trovano nell’EU dagli altri.

Se operi esclusivamente nel territorio dell’Unione europea questo passo puoi tralasciarlo!

Se possiedi anche dei dati aggiuntivi dei tuoi destinatari (per esempio l’indirizzo per la consegna nel negozio online), puoi usare questo indirizzo come base, per definire se il destinatario fa parte o meno dell’EU.

L’altra possibilità è quella di usare l’indirizzo IP, dal quale il destinatario ha aperto le tue email, ovvero ha cliccato sui collegamenti. Da questo possiamo interpretare, che se una persona non ha mai aperto/cliccato nessun messaggio, da nessuno stato nell’EU, non la consideriamo come cittadino dell’EU, il che significa che per questa persona il GDPR non vale.

Come farlo nell’applicazione di Squalo

1. Crea una nuova lista: p.es. [GDPR] Tutti i destinatari EU
2. Adesso con i filtri scegli tutti i destinatari, che si trovano nell’Unione europea ed aggiungili sulla lista:

Vai su Filtri destinatari:

  • Condizione: Geolocalizzazione >  geolocation_country > = > scegli lo stato
  • Azione: Liste > Iscrivi i destinatari su > [GDPR] Tutti i destinatari EU
  • Clicca su elabora, per finalizzare il filtro

Ripeti l’azione per tutte gli stati EU.

Austria Italy
Belgium Latvia
Bulgaria Lithuania
Croatia Luxembourg
Cyprus Malta
Czech Republic Netherlands
Denmark Poland
Estonia Portugal
Finland Romania
France Slovakia
Germany Slovenia
Greece Spain
Hungary Sweden
Ireland United Kingdom
Per gli altri destinatari (fuori dall’EU) i consensi non ti servono. Questo vale anche per quelli che usano Gmail e che aprono le email solo sulla casella web (quindi tramite il motore di ricerca web), infatti a causa della locazione dei server di Gmail, la loro geolocalizzazione sarà segnata come USA. Se invece questi destinatari, essendo residenti nell’EU, desiderano dare il loro consenso, lo possono certamente fare.

 

2° passo: Filtra gli indirizzi email, che sono considerati un dato personale

Cosa sono i dati personali:

Questi rappresentano qualunque informazione riguardante un definito o identificabile individuo; un individuo identificabile è colui che può essere direttamente o indirettamente definito, soprattutto nominandolo con un identificatore, come il nome, il numero di identificazione, i dati della posizione, l’identificatore web, oppure indicando uno o più fattori che caratterizzano l’identità fisica, fisiologica, genetica, mentale, economica, culturale o sociale di quel individuo;

Se trasferiamo la definizione nel contesto dell’email marketing, possiamo parlare di ogni indirizzo email, che è definito con il nome e cognome – quindi l’indirizzo email di una persona fisica. Esempio:

  1. cognome@gmail.com – persona fisica
  2. cognome@nome-azienda.it – persona fisica
  3. info@nome-azienda.it – persona giuridica

Per questo motivo, quando tratti i dati, devi prima di tutto separare gli indirizzi email generici (info@, sales@, …) da quelli delle persone fisiche. Infatti per gli indirizzi email generici il GDPR non è obbligatorio.

Rilevamento automatico degli indirizzi per i quali non hai bisogno del consenso.

Squalo ti propone il rilevamento automatico degli indirizzi per i quali non hai bisogno del consenso. Nell’applicazione sono presenti quattro liste predefinite, che dispongono i destinatari in base al consenso; se ne hai bisogno o no:

  1. Destinatari per i quali devi ottenere il consenso – sono indirizzi email di persone fisiche
    Lista [GDPR] Consenso non ancora  ottenuto
  2. Destinatari per i quali non devi ottenere il consenso – sono indirizzi email generici non considerati come un dato personale (info@, vendita@, …)
    Lista [GDPR] Il consenso non è necessario
  3. Destinatari per i quali hai già ottenuto il consenso – il sistema verifica ogni ora quali destinatari hanno dato il loro consenso e li elimina automaticamente dalla lista [GDPR] Consenso ancora non ottenuto e li aggiunge alla lista [GDPR] Consenso già ottenuto
  4. Destinatari ai quali devi inviare solo un avviso relativo alla politica aggiornata sulla privacy – sono i destinatari che si sono iscritti alla tua lista tramite il modulo di iscrizione, pop-up o altri modi. Tutti gli indirizzi email ottenuti in questa maniera – e per lo scopo di inviare le Newsletter – sono già conformi. Iscrivendosi alle e-news i destinatari ti hanno implicitamente dato il permesso di inviare loro messaggi.
    Lista [GDPR] Notifica aggiornamento policy

A queste liste puoi inviare direttamente (nel caso stai inviando solamente a destinatari italiani).

Se invece hai filtrato anche i destinatari come europei e non europei (1° passo), devi prima di inviare, creare ancora un nuovo filtro:

  • Prima crea una nuova lista: p.es. [GDPR] Tutti i destinatari EU – Consenso non ancora ottenuto
  • Vai su Filtri destinatari:
    • Condizione 1: Liste > Destinatari iscritti a > [GDPR] Tutti i destinatari EU
    • Condizione 2: Liste > Destinatari iscritti a > [GDPR] Consenso non ancora ottenuto
    • Azione: Liste > Iscrivi i destinatari su > [GDPR] Tutti i destinatari EU – Consenso non ancora ottenuto
    • Clicca su elabora

Le liste si aggiornano automaticamente ogni ora.

Le Email automatiche, se collegate con queste liste del sistema, non funzioneranno.

I nostri clienti hanno in questo modo “salvato” (in media) ben il 24,3% dei destinatari già esistenti.

DESIDERO PROVARE SQUALOMAIL SENZA ALCUN OBBLIGO

 

3° passo: Controlla, per quale ambito hai già il consenso

Gli ambiti nell’email marketing, per i quali devi avere i consensi:

  • Il trattamento dei dati con scopo di invio di messaggi email promozionali
  • Il trattamento dei dati per migliorare l’esperienza utente – per poter elaborare dei dati aggiuntivi (p.es. l’indirizzo IP, la locazione, il tipo di dispositivo, …) per profilare i destinatari.

    Su questa pagina verrà reindirizzato il destinatario dopo aver cliccato sul link {consent}{/consent}.

Se per esempio, hai ottenuto l’indirizzo email tramite i moduli di iscrizione o le finestre pop up, sui quali hai scritto che lo scopo per il trattamento dei dati e quello dell’invio (p.es.: “Iscriviti alle nostre newsletter” – qui lo scopo è l’invio), non è necessario che tu richieda i consensi. Con l’iscrizione alle tue newsletter, ti hanno implicitamente già dato il consenso per l’invio.

A questo tipo di destinatari devi inviare solamente una notifica sull’aggiornamento della nuova privacy policy.

Nell’applicazione Squalo, hai già automaticamente raggruppati questi destinatari nella lista [GDPR] Notifica aggiornamento policy.

NOTA: Su questa lista vengono aggiunti tutti i destinatari, che hai aggiunto tramite l’User o il System API.

Come determinare e raccogliere i consensi dei destinatari esistenti

In questo articolo puoi leggere come preparare i consensi nell’applicazione Squalo

 

4° passo: Crea una strategia di invio

Non basta inviare un solo messaggio, importante è creare una strategia della tua campagna completa e ben pensata, nella quale potrai ingaggiare il maggior numero dei tuoi destinatari già esistenti.

Qui fai attenzione a scegliere il momento giusto per l’invio e il contenuto del messaggio:

a) L’ora di invio

Ottimale è preparare una strategia di 3 messaggi diversi, che vengono inviati ogni 14 giorni.

L’invio ripetuto della stessa newsletter ai destinatari che non l’hanno aperta, lo puoi fare tre giorni dopo il primo invio (ovvero dopo il secondo e dopo il terzo).

Nell’applicazione Squalo hai la possibilità di ripetere l’invio della stessa newsletter con la funzione “Reinvio”, che la trovi come bottone nelle impostazioni della newsletter, quando questa è stata già inviata o è in attesa di invio.

Fai anche attenzione che le newsletter per ottenere i consensi non si sovrappongano con la tua attuale campagna.

b) Il contenuto
Sottolinea lo scopo dei tuoi messaggi e perché vengono loro inviati. Cosa possono ottenere dandoti il consenso, quindi qual è il valore dei messaggi se continueranno a riceverli.

In questo articolo puoi vedere come raccogliere in modo efficace i consensi GDPR dei destinatari già esistenti.

Attenzione! Per l’ottenimento dei consensi il condizionamento dei servizi non è più consentito, come ad esempio: »Confermandoci il tuo consenso riceverai il codice sconto«. Quello che puoi fare, è invece aggiungere nel messaggio un testo, dove spieghi cosa li aspetta se rimarranno iscritti sulla tua lista: »A giugno sono previsti dei grandi saldi, offerti esclusivamente ai nostri destinatari. Rimani con noi e risparmia!«.

Quindi inizia con un oggetto della newsletter chiaro, che comprende la personalizzazione, gli emoji, un contenuto simpatico, divertente e pieno di emozioni. Puoi attirare l’attenzione anche con delle animazioni GIF.

 

Affinché i destinatari possano darti il loro consenso devi inserire nel messaggio (pulsante, immagine o testo) UNO dei seguenti collegamenti:

  • {consent}{/consent} – cliccando su questo collegamento il destinatario potrà accedere alla pagina dei consensi, dove scegliere con quali consensi concorda.
  • {autoconsent}{/autoconsent} – cliccando su questo collegamento il destinatario darà automaticamente il suo consenso per l’invio, senza dover andare sulla pagina dei consensi del GDPR.
  • La lingua nella quale verrà visualizzato il consenso va impostata nelle Impostazione della newsletter > Lingua.

 

Come inserire il link nel testo:

  1. Seleziona il testo
  2. Nell’editore semplice del testo clicca sul simbolo del link
  3. Scegli il tipo di collegamento URL,
    Protocollo <altro>,
    nell’URL inserisci {consent}{/consent}

Come inserire il link nel bottone:

  1. Clicca sul bottone e nella colonna alla tua destra, dove puoi modificare il contenuto inserisci nella sezione stile il collegamento:

Come inserire il link nell’immagine:

  1. Clicca sull’immagine e nella colonna alla tua destra, dove puoi modificare il contenuto inserisci il collegamento:

 

Come devono sembrare questi messaggi:

1° messaggio

Cerca di attirare l’attenzione – inserisci emozioni ed umorismo. Aggiungi anche qualcosa, che potrà essere ai tuoi destinatari d’aiuto – un buon consiglio, un collegamento ad un articolo appena uscito, un ebook, una guida ecc. Non dimenticare di aggiungere il collegamento {consent}{/consent} o {autoconsent}{/autoconsent},  dove ti daranno il consenso.

Invia il primo messaggio per ottenere i consensi alla lista  [GDPR] Consenso non ancora ottenuto – su questa lista sono aggiunti automaticamente tutti i destinatari, che ti devono dare il consenso per l’invio.

Dopo tre giorni invia di nuovo il messaggio ai destinatari, che non l’hanno aperto. Scegli l’opzione “Reinvio”, che trovi come bottone nelle impostazioni della newsletter, quando questa è stata già inviata o è in attesa di invio.

2° messaggio (dopo 14 giorni)

Quali sono i loro vantaggi e cosa si perderanno se non riceveranno più le tue email.

Comunica loro che rispetti la loro scelta ed il tempo impiegato, e che non desideri più inviare messaggi, se così desiderano. Allo stesso tempo ricorda loro perché hanno ricevuto questa email ed elenca i vantaggi nel restare tuoi destinatari.

Mantieni un tono gentile e garantisci loro che rispetterai la loro scelta.

Non dimenticare di aggiungere il collegamento {consent}{/consent} o {autoconsent}{/autoconsent}, dove ti daranno il consenso.

Invia il secondo messaggio per ottenere i consensi alla lista  [GDPR] Consenso non ancora ottenuto I destinatari, che dopo il primo invio ti hanno dato il consenso, saranno automaticamente rimossi da questa lista.

Dopo tre giorni invia di nuovo il messaggio ai destinatari, che non l’hanno aperto. Scegli l’opzione “Reinvio”, che la trovi come bottone nelle impostazioni della newsletter, quando questa è stata già inviata o è in attesa di invio.

3° messaggio (dopo 14 giorni dal secondo messaggio)

Crea una sensazione di urgenza. Avvertili che la scadenza per l’ottenimento del consenso si sta avvicinando e che se non proseguiranno con la conferma li dovrai cancellare dalla lista.

Non dimenticare di aggiungere il collegamento {consent}{/consent} o {autoconsent}{/autoconsent}, dove ti daranno il consenso.

Invia il terzo messaggio per ottenere i consensi alla lista  [GDPR] Consenso non ancora ottenuto I destinatari, che dopo il secondo invio ti hanno dato il consenso, saranno automaticamente rimossi da questa lista.

Vedi alcuni esempi di messaggi, che hanno preparato diverse aziende per l’ottenimento dei consensi:

ESEMPIO n.1:

L’azienda Espares è un buon esempio, di come puoi comunicare ai tuoi destinatari il valore che possono trovare nel ricevere i tuoi messaggi: »…le persone che come voi, seguono le nostre offerte email esclusive, hanno quest’anno già risparmiato xx €…« e allo stesso tempo indica i vantaggi che possono ottenere.

ESEMPIO n.2:

L’azienda Litmus invia solitamente questo tipo di messaggi, per cercare di riattivare i destinatari non più attivi, però allo stesso modo può essere usato anche da te per la raccolta dei consensi. Il tuo testo deve essere onesto e diretto, come ad esempio:

»Probabilmente avete già sentito parlare della nuova legislazione EU per la protezione dei dati (GDPR), che inizierà a valere il 25 maggio 2018. Per essere conformi al nuovo regolamento, dobbiamo ottenere da parte vostra il consenso, che desiderate ricevere i nostri messaggi.

Speriamo che il nostro contenuto vi sia utile. Se desiderate continuare a ricevere i nostri contenuti vi preghiamo di aggiornare le vostre configurazioni.«

ESEMPIO n.3:

Il caso successivo è quello dell’azienda Asos, che con un design del messaggio ben fatto, sono riusciti a garantire un’esperienza utente molto buona. Anziché richiedere immediatamente il consenso, hanno prima offerto ai destinatari la scelta del contenuto che desiderano ricevere.

ESEMPIO n.4:

Il vibrante colore giallo ed il contenuto animato, sono sicuramente una combinazione che attira l’attenzione. Dall’azienda Selfridges&Co, hanno aggiunto il contenuto per ottenere i consensi direttamente nel messaggio promozionale. Il contenuto del messaggio è stato spostato più in basso e l’attenzione è stata richiamata quasi tutta sul bottone per il consenso, perciò forse rischierai di perdere qualche click sul sito, ma riuscirai a mantenere più destinatari nella tua base.

ESEMPIO n.5:

Così come da Asos, anche da Optimizely non hanno menzionato il GDPR, ma hanno invitato i destinatari, a dare il consenso in un modo divertente: »Pulizie di primavera!«

ESEMPIO n.6:

Dall’azienda Barnimages hanno prima aggiunto una descrizione con la ragione dell’invio e le loro aspettative, poi hanno aggiunto due bottoni: un bottone per ottenere il consenso e l’altro per la disiscrizione. Così hanno dato ai destinatari la possibilità di un’azione immediata, cercando di influenzarli con un input visuale.

 

5° passo: Messaggio di ringraziamento con il collegamento al profilo d’utente

A tutti i destinatari che ti hanno dato il consenso, invia subito un altro messaggio con un ringraziamento e il collegamento al loro profilo dove possono modificare le impostazioni, accedere a tutti i dati che hai raccolto su di loro, tutti i consensi e anche esportare o cancellare tutti questi dati.

Come inviare un messaggio automatico di ringraziamento con il collegamento al profilo nell’applicazione di Squalo?

1. Crea un Autoresponder:

  1. Vai su Campagne > Email automatiche
  2. Crea prima l’Email automatica. Clicca su Crea nuovo:
    1. scegli il nome della campagna d’email automatiche, per esempio “Ringraziamento per il consenso”
    2. imposta l’Inizio della campagna “Quando il destinatario si iscrive”
    3. nella lista [GDPR] Consenso già ottenuto clicca Sì
    4. clicca Salva e chiudi.
  3. Crea successivamente un messaggio follow-up per questa Email automatica. Clicca su AGGIUNGI NUOVO MESSAGGIO FOLLOW-UP:
    1. Scegli un template e modificalo con il Drag & Drop editor.
    2. Nel pulsante, testo o immagine inserisci il collegamento {modify}{/modify}.
    3. Salva e imposta il Ritardo – 0 minuti, così il messaggio verrà inviato subito dopo che il destinatario si sarà iscritto alla lista.
    4. Conferma le impostazioni con il pulsante Salva e chiudi.

Ora, per tutti i destinatari che ti daranno il consenso, partirà questa email automatica.

2. Testa:

  1. Vai su Destinatari > Tutti i destinatari e aggiungi un nuovo destinatario (la tua email di prova) cliccando Crea nuovo.
  2. Imposta a questo destinatario il consenso per inviare con il Sì.
  3. Clicca Salva e chiudi.
  4. Verifica la lista di attesa (Campagne > Lista di attesa > scheda Email automatiche) per vedere se il messaggio follow-up è in fase di invio.

Cliccando sul collegamento creato dal tag {modify}{/modify}, il destinatario sarà reindirizzato su una pagina speciale, dove potrà vedere ossia modificare i seguenti dati:

– Indirizzo email ed altri campi su misura
– Quando ha dato il consenso
– A cosa ha acconsentito
– Dove ha dato il consenso (modulo d’iscrizione, finestra pop up, pagina Facebook)
– Se il consenso è stato annullato
– Esportazione dei dati
– Cancellazione dei dati

6° passo: Analizza i risultati

L’obiettivo di questa strategia è quello di ottenere il consenso dal maggior numero di destinatari possibile. Alla fine della campagna avrai quindi quelli che ti hanno dato il consenso, e quelli che non te l’hanno dato. Cosa fare con gli uni e cosa con gli altri:

  • Hanno dato il consenso: continua ad inviare le campagne
  • Non hanno dato il consenso: cancellali

Come fare a raccogliere in Squalo tutti quelli, che alla fine della campagna non ti hanno dato il consenso:Tutti i destinatari, che ti avrebbero dovuto dare il consenso, e non l’hanno fatto, sono iscritti alla lista [GDPR] Consenso non ancora ottenuto.

Per cancellare questi destinatari, vai su Filtri destinatari:

  • Condizione: Liste > Destinatari iscritti a > [GDPR] Consenso non ancora ottenuto.
  • Azione: Destinatari > Elimina destinatari
  • Clicca su Elabora
Non affrettarti a cancellare i destinatari, si prevede infatti che le autorità di vigilanza permettano un periodo di transizione anche dopo il 25 maggio 2018, durante il quale i titolari del trattamento potranno garantire la conformità al 100% – il che significa che anche dopo questa data sarà possibile raccogliere i consensi dei destinatari esistenti. Dal punto di vista legale potrà essere messa sotto interrogativo la retroattività prevista dal GDPR. In questo caso si vedrà come agire correttamente solo con il tempo.

Ricapitolando

Ti abbiamo presentato come raccogliere i consensi dei tuoi destinatari dell’EU già esistenti, in tal modo potrai inviare loro messaggi ed elaborare i loro dati, anche dopo l’approvazione della nuova legislazione.

Quello che devi fare, è creare delle campagne accattivanti ed efficaci, con le quali potrai comunicare ai tuoi destinatari una ragione sufficiente per voler restare iscritti sulle tue liste.

Ti consigliamo di pensarci bene e di intraprendere questi passi con serietà. Proprio da questi dipenderà il numero di destinatari che avrai, una volta finita la campagna.

Da Squalo ci prenderemo cura di tutto il necessario, per poterti garantire una conformità alle leggi GDPR al 100 %.

Guida completa per garantire la conformità al GDPR in 10 passi

In questo articolo ti abbiamo preparato il processo completo, che deve passare chiunque si occupi di promozione con l’aiuto dell’email marketing e allo stesso tempo desideri rispettare il GDPR. L’articolo è stato scritto dalla prospettiva per poter garantire la conformità nel settore dell’email marketing.

Guarda il Video podcast

Se non hai voglia di leggere questo articolo puoi anche guardarlo come un Video podcast.

1° passo: Scopri i concetti base del GDPR

Il GDPR ovvero dall’inglese il General Data Protection Regulation è un regolamento che è stato emesso dal Parlamento europeo ed entrerà in vigore il 25 maggio 2018.

La legislazione consiste in alcune novità nell’ambito dell’ottenimento, trattamento e salvataggio dei dati personali.

Le domande fondamentali, alle quali devi saper rispondere sono:

  1. Quali sono i concetti base del GDPR?
  2. Per chi vale il GDPR?
  3. Per quali dati e come viene applicato il GDPR?
  4. Quali sono gli obblighi del titolare per il trattamento dei dati personali?
  5. Come procedere in caso di violazioni?
  6. Chi è responsabile in caso di violazioni?
  7. Quali sono le sanzioni in caso di violazioni?
  8. Quando entrerà in vigore il GDPR?

Per queste domande, ti abbiamo preparato delle risposte molto sistematiche e dettagliate al punto giusto, che potrai trovare in un articolo preparato appositamente, il quale ti invitiamo a leggere, prima di proseguire.

Tutto quello che devi sapere sul GDPR in 8 passi

In questo articolo scoprirai i concetti base del GDPR, che ti aiuteranno a comprendere ed implementare più facilmente le nuovi leggi nella tua azienda ovvero organizzazione. L’articolo è stato scritto per garantire la conformità dell’email marketing con il GDPR.

2° passo: Documenta i tuoi processi di trattamento dei dati

Ora che hai scoperto che cos’è il GDPR e cosa ti richiede, devi compiere il passo successivo e cioè fare l’inventario dello stato dei dati personali. Per farlo ti suggeriamo di attenerti alla seguente procedura:

1. Prima specifica lo scopo della raccolta dei dati personali, poi definisci quali sono i dati che raccogli e quindi categorizzarli.

Devi sapere, infatti, che il GDPR prevede in primis che si specifichi lo scopo per il quale i dati vengono raccolti. Da questo dipende poi quali sono i dati personali che si raccolgono. Pertanto, bisogna pensare in direzione opposta rispetto a quanto fatto finora.

Nella categorizzazione è importante distinguere tra i dati personali comuni (nome, cognome, ecc.) e i dati personali sensibili (dati sull’orientamento sessuale, dati sanitari, ecc.). Nel contesto dell’email marketing solitamente non vengono registrati dati personali sensibili.

Nell’applicazione di Squalo (Configurazioni → GDPR Compliance → Consensi) hai a disposizione un documento che puoi utilizzare come bozza per organizzare tutto questo.

2. Documenta chi tratta i dati personali all’interno dell’azienda, con quali esecutori esterni (responsabili del trattamento) hai stipulato contratti sul trattamento dei dati, con quali partner (riceventi) hai stipulato contratti sul trattamento dei dati e cosa dicono questi contratti riguardo il trattamento dei dati – bisogna garantire la conformità dei contratti.

I documenti devono essere tre (o anche uno diviso in tre parti) e devono includere:

  1. Il documento che contiene l’elenco dei dipendenti che hanno accesso ai dati personali, e che specifica a quali dati hanno accesso e perché.
  2. Il documento che specifica tutti i responsabili del trattamento dei dati, e che determina a quali dati ha accesso ognuno di loro e con quale scopo trattano questi dati.
  3. Il documento che determina tutti i riceventi dei dati personali, il quale specifica quali dati personali sono stati forniti loro e a quale scopo.

Ma fai attenzione ai fornitori “quotidiani”, come Gmail, Dropbox, Google Drive, Google Documents, Office 365, ecc. Se utilizzi questi fornitori sicuramente ci sono in gioco molti dati personali.

Se invece hai un negozio online non dimenticarti dei processori di pagamento (PayPal) e delle aziende di consegna (Poste Italiane, ecc.).

Ma non bisogna neanche dimenticarsi dell’Information Commisioner (quando/se ti chiede dati personali).

Qui trovi un bell’esempio: https://www.paypal.com/uk/webapps/mpp/ua/third-parties-list

Nella piattaforma di Squalo hai a disposizione un documento che puoi utilizzare come bozza per la documentazione delle persone coinvolte nel trattamento dei dati. Il documento è già compilato per Squalo se sei un nostro cliente.

3. Informati con chi, i tuoi partner e responsabili del trattamento, hanno stipulato contratti per il trattamento dei dati.

Aggiungi ai documenti anche tutti i subesecutori dei tuoi responsabili del trattamento contrattuale specificando quali sono i dati che si trasmettono ai subesecutori e la ragione per la quale questi vengono trasmessi.

Quest’ultimo punto potrebbe essere pericoloso in quanto viviamo nel periodo dell’informatica cloud, significa che alcuni responsabili del trattamento potrebbero utilizzare un alto numero di subesecutori e devono perciò garantire la conformità di tutti i contratti.

Ovviamente i più problematici sono i responsabili del trattamento con sede al di fuori dell’UE. Perché in base a quello che abbiamo scritto, p.es. le aziende statunitensi, dovrebbero stipulare tra di loro contratti in conformità al GDPR. Ma siamo ancora molto lontani da tutto ciò, per questo ti consigliamo di essere estremamente cauto nel rilasciare dati personali a responsabili del trattamento che non conosci bene e che hanno sede al di fuori dell’UE.

Squalo è proprietario dell’infrastruttura che possiede e, per quanto riguarda i dati personali, non ha alcun esecutore esterno, i nostri clienti perciò non hanno nulla di cui preoccuparsi. Anche tutti i nostri server sono nell’UE e i dati non vengono mai trasmessi fuori dall’UE.

4. Specifica se si tratta di dati personali non sensibili o dati personali sensibili.

I dati personali sensibili sono quelli sull’orientamento sessuale, la razza, dati sanitari, …

Se tratti dati personali sensibili, probabilmente avrai bisogno di un DPO. In questo caso ti consigliamo di contattare uno studio legale professionale.

5. Specifica dove questi dati personali vengono custoditi.

Qui è importante specificare sia le forme elettroniche sia le forme fisiche della registrazione dei dati. Ovviamente non devi dimenticarti delle copie di sicurezza.

6. Specifica dove e in che modo i dati personali vengono processati.

È soprattutto fondamentale prevedere tutti i punti – all’interno della tua organizzazione e al di fuori di essa – dove avviene il contatto con i dati. Gli esempi quindi possono essere molto diversi – dalla navigazione nel database del CRM, al controllo dei risultati delle campagne di email marketing, al pagamento degli stipendi ai dipendenti – quindi là dove nel processo aziendale sono coinvolti dati personali.

7. Specifica chi ha accesso a questi dati.

Degli esecutori interni ed esterni ne abbiamo già parlato nel 2° passo, ma non dobbiamo dimenticarci dei dipendenti (o responsabili del trattamento esterni), che, anche se non per il trattamento, possono comunque accedere ai dati. L’esempio più comune è il reparto IT, che crea le copie di sicurezza dei dati.

Attenzione se si creano copie di sicurezza cloud – è necessario codificare le copie di sicurezza con una password.

8. Indica quali misure sono state adottate e implementate per la protezione dei dati.

Se non hai ancora definito la politica della sicurezza, ora è il momento giusto per farlo. Ti suggeriamo di assumere esperti adeguati. Se invece l’hai già, ti consigliamo di riesaminarla per assicurarti che sia in conformità con il GDPR – anche per questo è meglio rivolgersi a degli esperti.

Squalo ovviamente ha la sua politica della sicurezza e ti suggeriamo di leggerla. Ma puoi anche usarla come base per scrivere la tua politica.

9. Determina il periodo di conservazione dei dati.

Un aspetto molto importante del trattamento dei dati è anche il periodo di conservazione dei dati. È necessario definire una politica di conservazione dei dati (ingl. Data retention policy), dove definire chiaramente, per ogni scopo, quanto tempo i dati verranno trattenuti, ovvero conservati, e in che modo questo verrà effettuato.

Gli elementi chiave che bisogna definire in termini di email marketing, sono:

  1. Di custodire i dati dei destinatari, che ricevono le tue news, fino a che continuano a leggerle o non annullano l’iscrizione.
  2. Di custodire i dati dei destinatari che hanno annullato l’iscrizione per almeno (esempio) 1 anno.
  3. Di cancellare i dati dei destinatari che richiedono la cancellazione, in 5 giorni dalla loro richiesta.
  4. Di cancellare i dati dei destinatari che non annullano l’iscrizione, ma non leggono nemmeno le tue news (per esempio) da più di 1 anno. Ciò ha senso non solo dal punto di vista del GDPR ma anche dal punto di vista del grado di deliverability dei tuoi messaggi.
  5. Di conservare i dati sulle domande dei destinatari (metadati), salvati nella traccia di audit, per almeno (per esempio) 2 anni dopo la cancellazione.
Non dimenticarti di accordare questa politica con i tuoi responsabili del trattamento.
Squalo ti mette a disposizione tutti gli strumenti per automatizzare questa politica. Verrà pubblicato in breve un articolo su questo tema, ma intanto puoi trovare tutte le opzioni nelle Impostazioni → GDPR Compliance.

3° passo: Prepara la Valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (data protection impact assessments (DPIA).

La Valutazione d’impatto sulla protezione dei dati è un processo (di seguito useremo l’abbreviazione inglese DPIA), che ti aiuta a identificare e diminuire i rischi presenti nell’ambito del trattamento dei dati personali.

Il GDPR richiede la preparazione del DPIA per tutti i processi, “che potrebbero indicare un alto rischio per i diritti e per la libertà delle persone fisiche”.

Le tre categorie principali, per le quali il GPR richiede il DPIA, sono:

  1. la valutazione sistematica e ampliata degli aspetti personali delle persone fisiche – inclusa la profilazione;
  2. il trattamento dei dati su larga scala, soprattutto se si tratta di dati sensibili;
  3. sorveglianza sistematica degli spazi pubblici su larga scala.

In generale l’email marketing rientra nella prima categoria, visto che i titolari del trattamento raccolgono i dati tramite i messaggi aperti, i click, ma anche tramite la posizione del destinatario, ecc.

Di conseguenza questo offre la possibilità di profilare in base alle preferenze, la posizione, la lingua, ecc. Per poter sfruttare tutte le opportunità dell’email marketing, è dunque necessario un DPIA.

Il DPIA è un documento che specifica il processo e i rischi e comprende i seguenti punti:

  1. La descrizione della natura, dell’ambito, della portata, del contesto e dello scopo del processamento.
  2. La valutazione della necessità, proporzionalità e conformità dei provvedimenti.
  3. L’identificazione e la valutazione del rischio per le persone fisiche.
  4. L’identificazione di misure aggiuntive per diminuire i rischi.

Nella valutazione del rischio bisogna tener conto sia della probabilità che della gravità d’impatto sulle persone fisiche. Un alto rischio, infatti, si può verificare sia in casi in cui la probabilità d’impatto sulle persone fisiche è alta, sia in presenza di una gravità di impatto bassa se la probabilità d’impatto sulle persone fisiche è alta, sia in caso in cui la probabilità d’impatto sulle persone fisiche è bassa ma la gravita d’impatto rimane invece alta.

L’email marketing rientra nel gruppo dei processi dove la probabilità del rischio è bassa, mentre la gravità d’impatto è alta.

I problemi si verificano solo in caso di intrusione nel sistema e di violazioni da parte di dipendenti o partner, questo abuso infatti compromette una grande quantità di dati personali, visto che i database di solito contengono migliaia, se non decine di migliaia di individui.

Non dimenticarti di informare in merito al DPIA tutti i partecipi del processo del trattamento dei dati personali.

Per preparare il DPIA conviene attenersi ai seguenti passaggi:

  1. Identifica la necessità del DPIA
  2. Descrivi il processo
  3. Considera un aiuto legale
  4. Valuta la necessità e la proporzionalità
  5. Identifica e valuta il rischio
  6. Identifica le misure per diminuire il rischio
  7. Annota i risultati
  8. Includi i risultati nel piano
  9. Riesamina il processo

Poiché l’analisi dettagliata di tutti questi passaggi va oltre l’obiettivo di questo articolo, in seguito ti presentiamo un documento ufficiale (in inglese) per l’applicazione del DPIA, preparato dal gruppo dell’Unione europea per la protezione dei dati. Disponibile qui.

La piattaforma di Squalo ti mette a disposizione un documento, che puoi utilizzare come base per preparare la tua Valutazione d’impatto sulla protezione dei dati – DPIA. Lo trovi nelle Impostazioni → GPR Compliance.

4° passo: Valuta la necessità di avere un responsabile della protezione dei dati personali – data protection officer (DPO)

Il responsabile della protezione dei dati personali (di seguito il DPO) è un esperto della sicurezza aziendale, richiesto dal GDPR in alcuni casi. Il compito del DPO è supervisionare la strategia del trattamento dei dati personali in un’azienda o organizzazione e introdurre provvedimenti, che garantiscano la conformità al GDPR.

Il DPO deve:

  1. Essere indipendente – non può esserlo chi ha un interesse diretto o indiretto nel trattamento dei dati personali. Il ruolo del DPO può essere affidato anche a qualcuno che lavora nell’azienda, ma probabilmente tutti i dipendenti che lavorano nel marketing, nella vendite, l’IT, contabilità, risorse umane, …, non sono adatti a occupare questa posizione. Solitamente è meglio rivolgersi a esperti esterni.
  2. Essere un esperto nella protezione dei dati – il DPO deve avere buone conoscenze sia sulla sicurezza fisica che quella informatica, in quanto deve fornire un servizio completo.
  3. Avere le risorse adeguate – per poter svolgere il suo lavoro, il DPO deve disporre di sufficienti informazioni, accessi adeguati e meccanismi di sicurezza.
  4. Avere l’accesso diretto alla direzione dell’azienda – In caso di discordanze nella politica della sicurezza con il GDPR, il DPO deve avere la possibilità di avvertire direttamente la direzione dell’azienda/organizzazione.

Il DPO è obbligatorio, se:

  1. sei un Ente Pubblico,
  2. la tua attività principale prevede il trattamento dei dati personali su larga scala, una frequente e sistematica sorveglianza di individui (per esempio il monitoraggio del comportamento delle persone fisiche sul web),
  3. la tua attività principale prevede il trattamento dei dati personali sensibili su larga scala.

Molte aziende o organizzazioni, che non svolgono il ruolo di titolari del trattamento, non necessitano di un DPO, ne ha invece bisogno la maggior parte dei responsabili del trattamento dei dati.

Le piccole e micro imprese non sono necessariamente esenti dall’obbligo di avere un DPO – tutto dipende dalla portata del raccoglimento dei dati personali.
Squalo, essendo responsabile del trattamento, ha un DPO, i titolari del trattamento, che fanno email marketing, invece no.

5° passo: Stipula dei contratti con i tuoi responsabili del trattamento dei dati

Puoi cedere i dati personali, che gestisci come titolare del trattamento, al responsabile del trattamento solo quando con lui hai stipulato un contratto. Oltre ad essere richiesto dal GDPR, è anche un meccanismo di sicurezza che serve a far comprendere ad entrambe le parti, a te e al responsabile del trattamento, i propri obblighi e le proprie responsabilità.

Il GDPR afferma che i titolari del trattamento sono responsabili della conformità e che possono collaborare solamente con responsabili del trattamento che offrono “sufficienti garanzie” nel soddisfare i requisiti del GDPR e rispettare i diritti delle persone fisiche.

In futuro saranno a disposizione programmi di certificazione che serviranno a garantire in modo obiettivo la conformità del responsabile del trattamento al GDPR, ma fino ad allora il peso delle verifiche ricade sui titolari del trattamento.

I responsabili del trattamento possono gestire i dati solo in base alle istruzioni documentate (che fanno parte del contratto) del titolare.

Il passaggio chiave per introdurre la conformità al GDPR è quindi la verifica dei responsabili del trattamento e la stipulazione di contratti adeguati. Squalo preparerà per tutti i suoi clienti un contratto, che definirà chiaramente i compiti e le limitazioni del responsabile del trattamento e l’indirizzo del titolare – in breve, tutto quello che il GDPR richiede.

In questo modo semplificheremo ai nostri clienti il processo di introduzione della conformità, alleggerendoli dal lavoro e dalle preoccupazioni.

6° passo: Garantisci la traccia di audit

La traccia di audit (ingl. audit trail) è un meccanismo di sicurezza che stabilisce una panoramica cronologica degli avvenimenti verificatisi con un dato personale.

Di solito è impostata come diario e contiene (almeno) i seguenti dati:

  • Tempo dell’avvenimento (data e ora)
  • Autore dell’avvenimento (utente o destinatario che ha eseguito l’avvenimento)
  • Tipo di avvenimento (per esempio: modifica dei dati, accesso ai dati, cancellazione dei dati, ecc.)
  • Parametri dell’avvenimento (per esempio: cambio del cognome, aggiunta della data di nascita, ecc.)

La traccia di audit deve distinguersi dal resto dei dati e non essere mischiata con altri dati nello stesso database.

Il GDPR richiede a tutti i titolari e ai responsabili del trattamento di condurre le tracce di audit per tutti i dati personali. In base a queste, infatti, è possibile scoprire casi di potenziali abusi.

È obbligatorio controllare che tutti i responsabili del trattamento registrino la traccia di audit o ti permettano di accedere ad essa. Se non ne sei certo chiedi e verifica anche nella pratica.

Nella traccia di audit si possono trovare anche determinati dati personali, perciò è necessario che l’accesso alla traccia sia limitato e che anche questo venga registrato. Come titolare del trattamento hai il diritto di conservare una traccia di audit per un dato personale, anche se il suo proprietario richiede la cancellazione di tutti i dati. In questo caso si tratta della precedenza che hanno alcune legislazioni rispetto al GDPR, ovvero della necessità di conservare dati come prove in caso di abusi.

Un esempio in cui la traccia di audit è indispensabile

Nel tuo database hai un destinatario che ti ha fornito il consenso per il trattamento dei suoi dati personali e in base a questo consenso gli hai inviato una newsletter.

Ad un certo punto richiede la cancellazione di tutti i dati. Dopo aver effettuato la cancellazione, come previsto dal GDPR, il destinatario ti denuncia all’Information Commisioner accusandoti di non avere avuto il suo consenso per il trattamento dei dati (ed inviare la newsletter).

Quando poi quest’ultimo ti chiede delle prove, se non hai la traccia di audit, non potrai mostrargli nulla, visto che tutti i dati sono stati cancellati. Ciò significa che sarai automaticamente colpevole, il destinatario dimostrerà con facilità che hai trattato i suoi dati (mostrando la newsletter ricevuta), tu invece sarai senza argomenti e non potrai dimostrare di aver avuto il suo consenso.

Squalo garantisce la traccia di audit completa a tutti i suoi clienti, sia per i destinatari che per i riceventi. L’accesso ad essa è consentito al titolare dell’applicazione – l’amministratore.

7° passo: Completa i punti della raccolta dei dati personali

Nel 2° passo hai, tra l’altro, documentato anche tutti i punti della raccolta dei dati personali, quindi ora possiedi già tutte le informazioni su dove e cosa bisogna regolare.

I punti della raccolta dei dati personali possono essere la registrazione nel negozio online, la raccolta dei dati tramite il form su Facebook, il modulo di iscrizione sul sito web, il pop-up sul sito web, ecc.

Di seguito abbiamo descritto in modo dettagliato la raccolta di dati tramite i moduli di iscrizione e le finestre pop-up, visto che questi sono i due metodi più usati.

I consensi che bisogna raccogliere devono essere diversi per ogni scopo – quindi ogni scopo ha bisogno della propria casella di conferma. Nel contesto dell’email marketing ce ne sono sempre almeno due:

  1. “Autorizzo il trattamento dei dati per inviare le news”
  2. “Autorizzo il trattamento dei dati con lo scopo di migliorare il contenuto delle news”

Ma bisogna spiegare perché i due scopi devono essere separati. Il primo scopo è, per esempio, la raccolta dell’indirizzo email per inviare le news, mentre il secondo scopo prevede la raccolta dei dati sull’indirizzo IP, i dati sulla posizione che ne derivano, i dati sul client, la risoluzione dello schermo, il browser, ecc., con il fine di migliorare il tempo di invio, il formato di invio, il contenuto, ecc. In quest’ultimo caso si tratta quindi della profilazione.

Secondo il GDPR, il destinatario deve sempre avere la possibilità di dare il consenso per l’elaborazione di un determinato numero di dati per uno scopo, il che significa che per la profilazione avrai bisogno di un consenso aggiuntivo.

Le caselle di conferma non devono essere già segnate, è comunque sensato aggiungere ad ognuna un collegamento che spieghi cosa significhino. La descrizione dettagliata deve includere le seguenti informazioni:

  1. Quali sono i dati che vengono raccolti – non dimenticarti di informare il destinatario che oltre ai dati che ha inserito nei campi, si raccolgono anche altri dati, come la data di iscrizione, l’indirizzo IP del computer, dal quale è stata effettuata l’iscrizione e i dati sui click successivi.
  2. Con che scopo vengono raccolti i dati – oltre, chiaramente, all’indirizzo email dove si inviano le news, è necessario indicare anche il motivo per il quale si raccolgono gli indirizzi IP all’iscrizione – per la traccia di audit. Bisogna spiegare al destinatario la ragione per la quale si raccolgono i dati sui click – per verificare le attività del destinatario e, in quanto questi non è attivo, cancellarlo. Lo scopo della raccolta dei dati è anche quello di inviare le notizie giuste al momento giusto.
  3. Per quanto tempo intendi conservare i dati – il GDPR richiede di definire chiaramente dopo quanto tempo i dati verranno cancellati. Una politica di conservazione appropriata sarebbe, per esempio:
    1. Destinatari attivi – tempo indeterminato
    2. Destinatari non attivi – 1 anno dopo l’ultimo messaggio aperto o click a un collegamento
  4. Dove può il destinatario modificare i suoi dati personali e i consensi – è necessario informare i destinatari su dove possono modificare i propri dati personali e dove possono dare o rievocare i consensi per il trattamento dei dati personali. La possibilità di modifica deve essere gratuita, semplice e veloce. La soluzione migliore è una pagina web a parte, dove il destinatario può fare tutto in un unico posto.
  5. Con chi (e se) i dati verranno condivisi – non c’è bisogno di informare i tuoi destinatari sui tuoi responsabili del trattamento, ma bisogna avvertirli se e quando i loro dati vengono condivisi con altri soci d’affari (il GDPR li definisce come “riceventi” dei dati personali).
In ogni caso conviene aggiungere e sottolineare nella spiegazione anche i vantaggi del trattamento dei dati personali per il destinatario. Questa, infatti, è la ragione principale per la quale i destinatari ci danno il consenso per il trattamento dei loro dati personali.
Secondo il GDPR non è consentito mascherare le informazioni sopra elencate in delle condizioni generali d’uso lunghe e complicate.
Squalo permette di aggiungere, registrare, conservare, modificare e gestire in modo semplice i consensi dei destinatari.

8° – 11° passo: La prossima settimana

8° passo: Ottieni i consensi dei tuoi destinatari esistenti
9° passo: Consenti ai destinatari tutti i diritti previsti dal GDPR
10° passo: Avvia il wizard di Squalo per introdurre la conformità al GDPR e utilizza tutti gli strumenti per la conformità al GDPR
11° passo: Elimina gradualmente i dati per i quali non hai il consenso

Tutto quello che devi sapere sul GDPR in 8 passi

In questo articolo ti parleremo dei concetti base del GDPR, che ti aiuteranno a comprendere ed implementare più facilmente le nuovi leggi nella tua azienda ovvero organizzazione. L’articolo è stato scritto dalla prospettiva per poter garantire la compatibilità nel settore dell’email marketing.

 

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Il regolamento generale dell’Unione europea sulla protezione dei dati personali (ingl. General Data Protection Regulation, conosciuto anche con le sigle GDPR) è un regolamento che è stato emesso il 27 aprile 2016 dal Parlamento europeo ed entrerà in vigore il 25 maggio 2018.

Il Parlamento europeo adotta direttive che vengono poi introdotte dai membri dell’UE nelle loro legislazioni, ma in questo caso si tratta di un regolamento, il che vuol dire, che sarà valido direttamente e in modo uguale in tutti i paesi membri.

Data la legislazione (nazionale) già esistente, il nuovo regolamento apporta molte novità, da una parte sfide e agguati, dall’altra parte invece l’unificazione e anche (specialmente se si fanno affari in diversi paesi dell’UE) la semplificazione. Come prima cosa ti invitiamo a leggere i concetti base, così come menzionato nel regolamento stesso:

1. Concetti

  1. Dato personale – qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile («interessato»); si considera identificabile la persona fisica che può essere identificata, direttamente o indirettamente, con particolare riferimento a un identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all’ubicazione, un identificativo online o a uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale;

    Il regolamento definisce esplicitamente, che si tratta di persone fisiche, il che vuol dire che distingue chiaramente tra persone fisiche e persone giuridiche. Nel contesto dell’email marketing bisogna contraddistinguere tra 3 tipi:

    1. cognome@gmail.com – persona fisica
    2. cognome@nome-azienda.it – persona fisica (attenzione!)
    3. info@nome-azienda.it – persona giuridica

    Durante il trattamento dei dati bisognerà perciò prima distinguere gli indirizzi email generici (info@, vendita@, …) dagli indirizzi di persone fisiche. Il GDPR, infatti, non si applica agli indirizzi generici.

  2. Trattamento – qualsiasi operazione o insieme di operazioni, compiute con o senza l’ausilio di processi automatizzati e applicate a dati personali o insiemi di dati personali, come la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la strutturazione, la conservazione, l’adattamento o la modifica, l’estrazione, la consultazione, l’uso, la comunicazione mediante trasmissione, diffusione o qualsiasi altra forma di messa a disposizione, il raffronto o l’interconnessione, la limitazione, la cancellazione o la distruzione;

    Nel contesto dell’email marketing bisogna distinguere tra 2 cose:

    1. Raccolta e utilizzo di indirizzi email per l’invio di messaggi email.
    2. Raccolta di informazioni aggiuntive sul destinatario per scopi di profilazione – sia automatica che manuale – queste informazioni includono p.es. il sesso, l’età, ecc., come anche la data e l’ora di lettura dei messaggi email, click ai collegamenti, geolocalizzazione, ecc.
  3. Titolare del trattamento – la persona fisica o giuridica, l’autorità pubblica, il servizio o altro organismo che, singolarmente o insieme ad altri, determina le finalità e i mezzi del trattamento di dati personali; quando le finalità e i mezzi di tale trattamento sono determinati dal diritto dell’Unione o degli Stati membri, il titolare del trattamento o i criteri specifici applicabili alla sua designazione possono essere stabiliti dal diritto dell’Unione o degli Stati membri;

    Nel contesto dell’email marketing il titolare è l’azienda, che ottiene i consensi per il trattamento dei dati personali. Quindi raccoglie gli indirizzi email, li conserva ed invia loro i messaggi email (quindi il mittente; probabilmente Tu, gentile lettore).

  4. Responsabile del trattamento – la persona fisica o giuridica, l’autorità pubblica, il servizio o altro organismo che tratta dati personali per conto del titolare del trattamento;
    Nel contesto dell’email marketing si tratta del fornitore della tua piattaforma di email marketing (per esempio Squalo).
    Il responsabile del trattamento tratta i dati rispettando le istruzioni del titolare.
  5. Ricevente: la persona fisica o giuridica, l’autorità pubblica, il servizio o un altro organismo che riceve comunicazione di dati personali, che si tratti o meno di terzi.
    Il ricevente è quindi il tuo socio d’affari con il quale condividi i dati personali. Bisogna però distinguere tra il ricevente e il destinatario.
  6. Creazione dei profili (profilazione) – qualsiasi forma di trattamento automatizzato di dati personali consistente nell’utilizzo di tali dati personali per valutare determinati aspetti personali relativi a una persona fisica, in particolare per analizzare o prevedere aspetti riguardanti il rendimento professionale, la situazione economica, la salute, le preferenze personali, gli interessi, l’affidabilità, il comportamento, l’ubicazione o gli spostamenti di detta persona fisica;
    Qui vorremmo evidenziare che secondo la nostra interpretazione, eseguire manualmente i filtri sui destinatari viene considerato come trattamento automatizzato di dati personali, e perciò non richiede un ulteriore consenso. Ma ne parleremo di più in seguito.

 

Esempi di titolare, responsabile, ricevente

Di seguito ti abbiamo preparato alcune tra le situazioni più frequenti, che prevede il GDPR. Le situazioni sono state create soprattutto nel contesto dell’email marketing, però possono essere utili anche più in generale.

Sito web/Negozio online

  1. Una persona visita il sito web dell’azienda, dove iscrivendosi alla newsletter inserisce il suo indirizzo email e da il consenso per gli invi delle newsletter. In questo modo questa persona diventa un Destinatario.
  2. Dall’altra parte invece Il proprietario dei sito web che ottiene i dati ed il consenso diventa il Titolare del trattamento dei dati personali del Destinatario.
  3. Il proprietario del sito web poi affida i dati del Destinatario all’azienda che offre la piattaforma per l’email marketing — come per esempio Squalo — con la quale ha già un contratto di trattamento dei dati. Questa azienda diventa così il Responsabile del trattamento.
Tutto questo (può accadere) accade automaticamente con l’aiuto di un modulo sulla pagina del Titolare, che è direttamente collegato alla piattaforma per l’email marketing.

 

Agenzia web

  1. La persona visita il sito web dell’azienda, dove iscrivendosi alla newsletter inserisce il suo indirizzo email e da il consenso per gli invi delle newsletter. In questo modo questa persona diventa un Destinatario.
  2. Dall’altra parte invece Il proprietario dei sito web che ottiene i dati ed il consenso diventa il Titolare del trattamento dei dati personali del Destinatario.
  3. Il proprietario del sito web poi affida i dati del Destinatario all’agenzia di digital marketing. L’Agenzia diventa con questo il Responsabile del trattamento. Tra il Titolare e il Responsabile deve essere stabilito un contratto per il trattamento dei dati personali.
  4. L’Agenzia collabora con un’azienda che offre la piattaforma per l’email marketing — come per esempio Squalo — con la quale ha già un contratto di trattamento dei dati. Anche questa azienda diventa il Responsabile del trattamento.
Il Titolare del trattamento deve dare all’Agenzia le istruzioni per il trattamento dei dati personali, e questa le deve poi trasferire correttamente sulla piattaforma per l’email marketing.

Condivisione dei dati personali

  1. La persona visita il sito web dell’azienda, dove iscrivendosi alla newsletter con una certa tematica, inserisce il suo indirizzo email e da il consenso per gli invi delle newsletter con una certa tematica e accetta, che i suoi dati vengano inoltrati al Ricevente. In questo modo questa persona diventa un Destinatario.
  2. L’Agenzia ricevendo i dati ed il consenso diventa Il Titolare del trattamento dei dati personali del Destinatario.
  3. L’Agenzia poi affida i dati personali al pubblicitario. Con questo diventa il Ricevente. Tra il Titolare ed il Ricevente deve essere stabilito un contratto per il trattamento dei dati personali.
  4. Il pubblicitario collabora con un’azienda che offre la piattaforma per l’email marketing — come per esempio Squalo — con la quale deve avere un contratto di trattamento dei dati. Questa azienda diventa il Responsabile del trattamento.

 

2. A chi si applica il GDPR?

Si applica a tutte le organizzazioni che gestiscono, custodiscono, trattano, trasmettono o operano in altro modo con i dati personali di persone fisiche, che sono cittadini dei paesi dell’Unione europea.

Significa che la sede dell’organizzazione non è rilevante e che il GDPR si applica anche alle aziende statunitensi, se queste trattano i dati degli europei.

L’organizzazione in questo contesto significa un’azienda, un istituto o un’istituzione nazionale, così come un’associazione, un sindacato, partito politico e altre forme di organizzazioni. Gli unici esenti sono (altre) persone fisiche.

Il GDPR si applica anche a tutti i tuoi esecutori contrattuali (responsabili del trattamento), indipendentemente da dove si trovino (nell’UE o altrove). Ma la responsabilità che siano conformi al GDPR è (anche) tua.

Non è possibile, infatti, trasferire le responsabilità sui partner contrattuali, perciò è molto importante verificare che tutti i partner siano conformi al GDPR e stipulare con essi un contratto.

In questo contesto bisognerà fare molta attenzione all’informatica cloud (incluse le piattaforme di email marketing) e ai fornitori di marketing non europei (maggiormente statunitensi). Molti di loro si occupano del marketing a forfait (o neanche) e secondo la “legge del minimo sforzo”.

Avere responsabili di trattamento di dati al di fuori dell’UE rappresenta un rischio più elevato di discordanze e di conseguenza, sanzioni.

 

3. A quali dati si applica il GDPR?

Il GDPR si applica a tutti i dati personali, trattati dalla tua organizzazione. Questo include anche i dati dei tuoi clienti o acquirenti, e attenzione, anche i dati dei tuoi partner (fornitori) e dei tuoi dipendenti.

Per il trattamento dei dati il GDPR richiede sempre un consenso esplicito. Questo significa che il destinatario deve chiaramente dare il consenso al titolare per trattare i suoi dati per uno scopo preciso, che deve essere chiaramente determinato.

Tuttavia, è fondamentale distinguere tra i dati personali e i dati di carattere pubblico.

I dati di carattere pubblico non sono (necessariamente) i dati pubblicati! Se per esempio una persona rivela pubblicamente il suo indirizzo email (p.es. su Facebook), tu non hai alcun diritto di copiarlo e salvarlo nel tuo database, né tantomeno inviar un messaggio email a questo indirizzo.

Per trattare i dati, nonostante questi siano accessibili pubblicamente su Facebook, Linkedin o qualche altro social media, devi avere il consenso esplicito.

Anche l’indirizzo email professionale non è un dato pubblico, nonostante sia pubblicato sul sito web. Nome.cognome@certa-azienda.it è ritenuto come dato personale, che senza permesso non hai il diritto di trattare.

Tuttavia, gli indirizzi email generici sono dati di carattere pubblico. Info@certa-azienda.it non rientra sotto la giurisdizione del GDPR e per il trattamento di questi dati non hai bisogno di alcun consenso esplicito. Ma devi, se invii messaggi email a questi indirizzi, sempre dare e rispettare la possibilità di annullare l’iscrizione.

Un ulteriore esempio di raccolta legittima di dati è la raccolta di dati aggregati. Questi infatti non determinano nessuna persona fisica in particolare, perciò raccoglierli, secondo il GDPR, è consentito.

Ma, a questo riguardo, è necessario fare molta attenzione, visto che bisogna effettivamente garantire che i dati siano anonimizzati in modo che non sia più possibile ripristinare le informazioni sull’individuo a cui si riferiscono.

Un esempio di scarsa anonimizzazione è, ad esempio, disporre dei dati sulla via, il numero civico e la città. A prima vista questi sembrano dati anonimizzati, visto che allo stesso indirizzo possono vivere anche più persone, ma in caso ci viva una sola persona, si tratta di dati personali, visto che la persona può essere determinata.
Il GDPR prevede anche casi di questo tipo, che vengono interpretati come dati personali.

Bisogna poi evidenziare la differenza tra i dati obbligatori e quelli non obbligatori – e qui non si tratta di un obbligo determinato dal titolare (per esempio come campo obbligatorio all’iscrizione, perché così ha deciso e perché questi dati gli “faranno comodo”), ma di una necessità obiettiva di un dato personale.

Il GDPR precisa che è consentito raccogliere dati che sono appropriati, rilevanti e necessari per eseguire il servizio ordinato (adequate, relevant, and not excessive in relation to the purposes for which they are processed).

Esempio: Per ricevere una Newsletter è necessario che il titolare ottenga l’indirizzo email, ma non è necessario che il titolare ottenga anche i dati sulla data di nascita.

Per questo motivo il GDPR chiede ai titolari di raccogliere sempre il minor numero di dati necessari per ogni scopo.

In pratica questo significa che i dati su un determinato click, legato all’indirizzo email, sono dati personali.

Allo stesso tempo, la cronologia dei click per un destinatario non è necessariamente indispensabile per garantire il servizio primario (p.es. l’invio delle news). Perciò è necessario dare al destinatario la possibilità di cancellarsi solamente da questa sezione di dati e, di conseguenza, dalla profilazione – dove vengono create nuove liste e segmenti.

L’impossibilità di ottenere la cronologia dei click per i destinatari non significa necessariamente che non sia possibile raccogliere il numero o il grado dei click – questi sono, infatti, dati aggregati.

È molto importante anche la nuova richiesta, che dice che il GDPR si applica anche ai dati raccolti prima dell’introduzione del GDPR. In pratica questo significa che devi:

  1. Controllare innanzitutto quali sono i consensi che hai per i tuoi dati esistenti – se sono (già) in conformità al GDPR. Se la risposta è Sì, non hai bisogno di raccogliere ulteriori consensi.
  2. Se non è così, sei obbligato a raccogliere nuovamente i consensi. Questo significa che devi contattare i tuoi destinatari e chiedere loro di darti il consenso per il trattamento dei dati per tutti o solo alcuni degli scopi, per i quali vengono trattati questi dati.

Il condizionamento dei servizi con il consenso per il trattamento dei dati personali non è (più) consentito.In pratica questo significa che bisognerà modificare le campagne di email marketing, dove, per esempio, proponi al destinatario un e-book chiedendogli di registrarsi per il trasferimento del libro e di iscriversi automaticamente alle tue e-news.

L’iscrizione alle e-news deve essere proposta come opzione indipendente (essere indicata con un segno di spunta) e non deve essere implicita (già selezionata).

4. Gli obblighi del titolare

Il GDPR richiede al titolare di garantire ai destinatari, in maniera semplice, trasparente e sicura, determinati diritti, che fin ora erano garantiti solo parzialmente o non lo erano affatto. Questi diritti sono i seguenti:

  1. Il titolare deve definire la base giuridica sulla quale gli è consentito il trattamento dei dati personali. Degli esempi di basi giuridiche sono i consensi, interessi legittimi, base legale, obblighi contrattuali, … Fornire dei servizi ai clienti è sicuramente una base giuridica di questo tipo, ma bisogna fare attenzione a raccogliere la quantità minima di dati personali necessaria.
    Per l’email marketing la base giuridica viene solitamente fornita dal consenso esplicito del destinatario.
  1. Il titolare deve garantire un consenso volontario e trasparente del destinatario sul trattamento dei dati. Se ti occupi del trattamento dei dati personali dei bambini, dovrai chiedere il consenso ai loro genitori. Per l’email marketing, una decisione trasparente e volontaria significa, che devi includere all’inizio del modulo di iscrizione una casella vuota, quindi senza segno di spunta, per il consenso allo scopo del trattamento.
    Squalo fornisce al ricevente e al destinatario un modo semplice e veloce per raccogliere questo tipo di consensi, interamente conforme al GDPR.
  1. Il titolare deve garantire al destinatario il diritto di informazione. Questo significa che:
    1. I dati personali si ottengono direttamente dal destinatario o esiste un consenso esplicito, ottenuto da uno dei nostri partner, che ha raccolto questi dati direttamente, e che permette al titolare di utilizzarli
    2. Le informazioni sui quali i dati si raccolgono, perché si raccolgono e quanto tempo verranno custoditi devono essere chiare, concise, trasparenti, comprensibili, facilmente accessibili e gratuite. Quest’ultimo non va definito nelle condizioni generali di contratto in una lingua legale e difficile da capire né occultato in altro modo. Il modo giusto è presentarlo in maniera chiara ed esplicita nel momento in cui il destinatario consegna i suoi dati personali al titolare.
I moduli di Squalo forniscono un modo chiaro di informare sulla raccolta dei consensi.
  1. Il titolare deve garantire al destinatario il diritto di accesso ai propri dati personali. Questo significa che deve esserci un modo semplice e sicuro per il destinatario di informarsi sui dati che sono stati raccolti e quelli che si stanno ancora raccogliendo.
  2. Il titolare deve garantire al destinatario il diritto di rettifica dei propri dati personali. Questo significa che deve esserci una procedura semplice e sicura, sulla cui base il destinatario può modificare i propri dati personali a sua libera scelta.
    Squalo semplifica il processo per i propri clienti (i titolari) consentendo ai destinatari l’accesso automatizzato, ma allo stesso tempo sicuro, e la modifica dei loro dati personali.
  1. Il titolare deve garantire al destinatario il diritto di cancellare (dimenticare) i propri dati personali. Questo significa che deve esserci un processo semplice e sicuro con il quale il destinatario può richiedere la cancellazione di tutti i suoi dati personali. Bisogna sottolineare che il GDPR non ha una precedenza “assoluta” rispetto alle altre leggi e il titolare può anche respingere questo tipo di richiesta o soddisfarla solo parzialmente, se ha altre basi giuridiche per custodire tali informazioni. Un bell’esempio sono i dati degli acquirenti nel negozio online: L’azienda è tenuta a conservare i dati degli account e, di conseguenza, degli acquirenti anche diversi anni dopo l’acquisto, perciò si potrà soddisfare la richiesta di cancellazione solo in parte.
    Squalo consente ai suoi clienti (titolari) di automatizzare in modo sicuro il processamento delle richieste dopo la cancellazione.
  1. Il titolare deve garantire al destinatario il diritto di trasferire i propri dati personali. Questo significa che deve esserci un processo semplice e sicuro con il quale il destinatario ottiene i suoi dati personali in un formato leggibile (che possano essere elaborati facilmente con il computer – per esempio in formato XML o CVS). Il destinatario potrebbe poi trasferire questi dati, per esempio, da un altro fornitore di servizi.
    Squalo consente ai suoi clienti (titolari) un modo automatizzato e sicuro per i destinatari di esportare i propri dati personali in formato XML, conforme al GDPR. Allo stesso tempo permette anche l’esportazione differenziata per gli utenti in formato CSV.
  1. Il titolare deve garantire al destinatario il diritto di obiezione. Questo significa che il titolare deve dare al destinatario la possibilità di revocare qualsiasi consenso, che abbia mai dato al titolare. Questo include sia i consensi per scopi diretti (p.es. invio delle Newsletter), come anche per scopi indiretti (p.es. la possibilità di profilazione).
    Squalo consente a tutti i destinatari di dare o revocare un consenso per il trattamento dei dati in modo semplice, chiaro e sicuro. Pertanto, il titolare non avrà contrattempi e costi aggiuntivi nel garantire la conformità al GDPR.
  1. Il titolare deve garantire una traccia di audit delle operazioni con i dati personali. Questo significa che ogni dato in caso di accesso, modifica e cancellazione, viene anche registrato. Si tratta dei così detti metadati (i dati sui dati) che devono essere memorizzati per poter ricostruire in modo semplice il ciclo di vita dei dati.È necessario sottolineare che bisogna fornire anche i dati su chi e quando ha avuto accesso ai dati e che questo vale sia per i destinatari che per i dipendenti del titolare o del titolare del trattamento. Il titolare deve avere facile accesso alla traccia di audit, perciò è necessario che il titolare si assicuri che tutti i titolari del trattamento abbiano una traccia di audit e che questa sia a disposizione del titolare.
    Squalo offre una traccia di audit completa, coerente e accurata per tutte le situazioni – sia per le iscrizioni, cancellazioni, modifiche, approvazione o revoca dei consensi, accesso ai dati, accesso alle parti dell’applicazione, accessi tramite l’API utente o di sistema. Questo significa che tutti i passi del trattamento dei dati vengono registrati, come previsto dal GDPR.

Oltre a quello che abbiamo elencato sopra, il titolare deve, in caso di trattamento di maggiori quantità di dati, o in caso abbia oltre 250 dipendenti, determinare anche il c.d. DPO – Data protection officer

È una persona che garantisce la conformità della sicurezza dei dati personali relativa al GDPR. Questa persona può essere assunta dall’azienda, ma non deve avere conflitti di interesse.

Non può esserlo chi lavora nel campo del marketing, dell’amministrazione, delle risorse umane o dell’IT. La cosa più sensata è assumere qualcuno da fuori che si prenda carico di questo ruolo.

La maggior parte dei titolari non avrà bisogno di un DPO, ma sarà invece d’obbligo per quelli che trattano grandi quantità di dati o trattano dati sensibili.

Le aziende che avranno sicuramente bisogno del DPO sono i fornitori delle piattaforme di email marketing. Ogni titolare deve controllare che il suo fornitore abbia un DPO. Per Squalo la risposta è ovviamente affermativa.

 

5. Come procedere in caso di violazioni

La novità, introdotta dal GDPR, è anche un modo più chiaro e rigoroso di agire in caso di violazioni.

In caso di abuso (irruzione nel sistema informatico, violazione da parte dei dipendenti, violazione da parte dei soci, …) è necessario informare in meno di 72 ore gli organi competenti – il titolare delle informazioni o la polizia se sei stato vittima di un reato, che come conseguenza ha compromesso la sicurezza dei dati personali.

Non denunciando il fatto potresti essere sanzionato, il che vuol dire che avrai subito danni due volte.

In caso di violazioni gravi (il GDPR definisce come violazione grave la violazione “dei diritti e delle libertà” del destinatario) bisogna informare anche il destinatario – nel contesto dell’email marketing è necessario informarlo solo in caso qualcuno abbia fatto irruzione nel sistema informatico (nel tuo o in quello del responsabile del trattamento contrattuale) e abbia rubato i dati personali dei destinatari).

6. Responsabilità in caso di violazione

È importante sapere che per la gestione dei dati è sempre responsabile il titolare.

Questo significa che il titolare non potrà pronunciarsi sui contratti che ha stipulato con i suoi partner o responsabili del trattamento (eccetto, ovviamente, in casi evidenti).

In pratica questo significa che i servizi di ispezione continueranno a esercitare la vigilanza sui titolari e solo successivamente sui responsabili del trattamento.

Ci sarà invece meno sorveglianza dei responsabili del trattamento al di fuori dell’UE. Il GDPR afferma che per loro valgono le stesse regole, ma è chiaro che metterle in atto sarà più difficile. Di conseguenza i servizi di ispezione si concentreranno ancora di più sui titolari.

Se i tuoi responsabili del trattamento non hanno sede nell’UE, fa molta attenzione che siano conformi al GDPR. A causa delle ridotte possibilità di essere multati, della lontananza e assenza di contatti nell’UE, hanno meno voglia e interesse di essere in conformità al GDPR, rispetto alle ditte con sede nell’UE.

Stai attento anche ai responsabili del trattamento con i quali non hai contatti personali diretti. Le aziende che evitano il contatto, e quindi non sono pronte a rivelare in maniera pubblica e chiara il proprio numero di telefono e l’indirizzo, probabilmente hanno qualcosa da nascondere, il che non va certo a tuo favore.

Secondo le nostre analisi la maggior parte dei servizi cloud che non hanno filiali nell’UE non sono interamente conformi al GDPR.

7. Sanzioni in caso di violazioni

Le sanzioni per i responsabili del trattamento, il ricevente, ma soprattutto per i titolari sono molto alte! Il GDPR prevede multe fino al 2% del fatturato totale annuo dell’esercizio precedente per la maggior parte delle infrazioni. Per gli abusi gravi invece fino al 4% del fatturato totale annuo dell’esercizio precedente o 20 milioni di euro.

Bisogna anche sottolineare che saranno sotto sorveglianza e verranno sancite tutte le aziende – sia le micro aziende, che le piccole aziende, sia quelle medie e grandi.

Non contare sul fatto che la tua azienda sia troppo piccola per poter essere sotto sorveglianza o per essere sancita.

8. Quando inizia a valere il GDPR

Le normative GDPR iniziano formalmente a valere il 25 Maggio 2018.

Bisogna capire che l’applicazione delle normative, nel senso pratico, NON avverrà da un giorno all’altro, ma sarà graduale.

Devi comprendere, che tantissimi paesi dell’Unione europea non hanno ancora approvato le leggi necessarie, che danno una base per permettere l’applicazione del GDPR.

La situazione il giorno 31. 1. 2018

Con l’introduzione del GDPR ti consigliamo di seguire il seguente ordine di passi:

  1. Nella prima fase, assicurati che i tuoi processi e sistemi siano compatibili con il GDPR. Questo lo devi fare assolutamente prima del 25 di Maggio.
    Nella seconda fase, assicurati che tutti i dati personali ottenuti dopo il 25 di Maggio siano raccolti rispettando il GDPR
  2. Nella terza fase, assicurati di ottenere tutti i consensi dei tuoi contatti di prima. Qui si suppone che le istituzioni di controllo permetteranno un periodo di passaggio, dove i titolari potranno finalizzare al 100% la loro compatibilità.
  3. Allo stesso modo, guardando dal punto di vista legale, restano aperte alcune domande sulla retroattività prevista dal GDPR. Queste probabilmente verranno esaminate e risposte con delle situazioni più pratiche.
  4. Alla fine, elimina tutti i dati personali, per i quali non hai ottenuto il consenso al trattamento. Così come menzionato prima, anche qui ti consigliamo di non avere fretta.
L’autore di questo articolo e l’azienda Squalo Srl. non prendono alcuna responsabilità in merito all’accuratezza o all’irregolarità delle informazioni date in questo articolo. Il lettore (non) tiene conto del contenuto di questo articolo a seconda della proprio scelta.

 

Per concludere

Con i dati e con le conclusioni sovrastanti abbiamo presentato un’analisi completa del GDPR. Da sottolineare è, tuttavia, che questo non rappresenta in alcun modo tutto ciò che comprende il GDPR, soprattutto se stiamo parlando in un contesto aziendale più grande, e non solo nel contesto dell’email marketing.

Per delle informazioni più dettagliate ti consigliamo di rivolgerti a studi legai specializzati per la privacy o di leggere da solo il GDPR completo.

La traduzione del GDPR in lingua italiana la puoi trovare qui.

 

12 consigli per dei risultati di Email marketing veramente festivi

Con le feste che bussano alla porta, è arrivato il momento giusto per riempire di energia la tua strategia di email marketing. Infatti per molte aziende, questo è il periodo più importante dell’anno, per questo ti abbiamo preparato 12 consigli veloci per dei risultati di email marketing veramente festivi!

Il Natale e il Capodanno sono un’opportunità eccellente per entrare in contatto con i tuoi clienti chiave, anche con l’aiuto dell’email marketing, che ti permette di collegarti con i tuoi clienti in un modo più personale e conveniente, aumentando così anche le tue vendite.

 

1. Cosa ha funzionato in passato?

Ogni campagna di email marketing è diversa, questo però non significa che devi cominciare ogni volta da zero. Controlla cosa ha funzionato nelle tue campagne precedenti è usalo – trasferisci le tue esperienze nel contenuto ed aggiorna il tuo design. Se stai appena iniziando con l’email marketing, puoi trovare degli utili consigli sul nostro blog, dove puoi leggere ed imparare dalle esperienze altrui.

Se non l’hai ancora fatto, iscriviti alle offerte dei tuoi concorrenti e ad altre notizie interessanti, e segui quali sono i messaggi che attirano di più la tua attenzione – scopri cosa attira e cosa no. Così con il calendario in mando puoi cominciare a creare la tua campagna di email marketing!

 

2. Adatta l’offerta

Quando le feste si avvicinano è molto importante considerare nuovamente chi sono i tuoi destinatari. Affidarsi solamente al periodo delle feste non è abbastanza, e prima di cominciare con il marketing bisogna conoscere i propri clienti chiave ed avere un’immagine chiara di quali siano i loro desideri e qual è l’offerta che li attirerà di più.

Non devi dimenticare che in questo periodo dell’anno i tuoi destinatari, così come anche te, non acquistano solo per se stessi, ma anche per i loro collaboratori aziendali, per gli amici e per la famiglia, per questo ti consigliamo di preparare diversamente dal solito, più differenti offerte.

 

3. Considera un invio più frequente

La frequenza è per le feste molto importante! Qui però non vogliamo dire che puoi cominciare ad inviare messaggi di massa con un contenuto generico e noioso, che non comunica e non offre ai destinatari nulla, perché in questo modo puoi seriamente danneggiare il tuo marchio e l’azienda stessa.

Assicurati che i tuoi messaggi abbiano veramente un contenuto interessante, speciale e che offrano al destinatario, in cambio del suo tempo, sempre un valore aggiunto. In quanto la tua campagna di email marketing sarà già all’inizio considerata utile, divertente ed attuale, puoi aspettarti, che verranno aperti più frequentemente anche i tuoi futuri messaggi.

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4. Comincia con un oggetto natalizio

Prima di tutto, assicurati che l’oggetto della Newsletter sia attraente, divertente e ingegnoso. Insomma deve attirare i tuoi destinatari, che in questo periodo dell’anno danno anche più attenzione alle offerte che ricevono, che però sono anche molto più numerose. Se vuoi attirare l’attenzione quindi evita i generici »Acquista ora!«, e scegli invece qualcosa di più festivo come »Apri il tuo regalo natalizio!«.

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Per scoprire come scegliere l’oggetto giusto, leggi queste 7 regole, come attirare l’attenzione con l’oggetto della Newsletter.

 

5. Comunica la necessità

Il tempo vola è più che ci avviciniamo al Natale, più i destinatari sono preoccupati se i loro acquisti arriveranno in tempo. Comunica ai tuoi destinatari, che il loro ordine arriverà in tempo e mantieni la tua promessa. Oppure informali, quanto tempo hanno ancora a disposizione per effettuare l’ordine se desiderano ricevere la spedizione in tempo per Natale.

La necessità si deve però comunicare senza allarmare ed appesantire il messaggio. Bensì ti consigliamo di riassicurare i tuoi destinatari, che con la vostra azienda le feste  saranno veramente senza preoccupazioni.

 

6. Mettiti nelle scarpe di Babbo Natale e …

regala ai tuoi destinatari qualcosa di speciale!

Le feste natalizie sono quel periodo dell’anno, quando ci sentiamo più generosi – per questo ti consigliamo di regalare ai tuoi clienti più fedeli degli sconti speciali o altri vantaggi e così comunicare loro che per te contano.

Uno stimolo del genere, che può essere facilmente incluso nel contenuto della tua Newsletter, è importante soprattutto per aumentare le visite del tuo sito internet, blog aziendale o negozio online e di conseguenza anche il valore delle conversioni finali.

Photo of happy Santa Claus outdoors in snowfall carrying gifts

7. Aggiungi un contenuto natalizio

Ora è il tempo di variare e rallegrare i tuoi messaggi con delle idee divertenti per i regali, consigli di moda, ricette di cucina ed ingegnose proposte per le feste. Attirandoli in questo modo, potrai anche comunicare come i tuoi prodotti o la tua offerta possono aiutarli a trascorrere le feste ancora meglio.

Se per esempio hai un negozio online con prodotti alimentari, offri ai tuoi destinatari alcuni consigli con delle ricette festive e aggiungi nella tua Newsletter i collegamenti sul tuo sito, dove i lettori potranno acquistare gli ingredienti.

 

8. Connettiti con i social media

L’email marketing è di sicuro un modo effettivo e conveniente per la promozione e l’aumento delle vendite, però è importante, che la tua offerta festiva sia pubblicizzata anche su tutti i social media della tua azienda. Infatti di solito è necessario sentire una determinata cosa più volte, per poterla comprendere. Quindi è meglio, che i tuoi potenziali clienti ti vedano proprio tramite i tuoi diversi canali di social media.

Per sapere come farlo, leggi il nostro articolo: Come collegare il tuo email marketing con i social network.

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9. Invia messaggi ottimizzati per i dispositivi mobili

Il tuo sito internet o il tuo negozio online devono essere adattati per i dispositivi mobili e lo stesso vale anche per il tuo template.

Durante le feste passiamo più tempo con i nostri famigliari ed amici fuori dall’ufficio, quindi controlliamo le diverse offerte con dispositivi mobili. Smartphone e tablet, ci accompagnano ad ogni passo e con l’aiuto dell’email marketing e dei social media, siamo sempre al corrente delle ultime offerte. Con il loro aiuto possiamo perciò confrontare i prodotti, le loro informazioni e i loro prezzi sempre e dappertutto.

Per queste ragioni è importante, che i tuoi template consentano al destinatario una lettura più agevole anche sugli schermi più piccoli e in condizioni di luce scarsa, e che i bottoni con il collegamento al tuo sito internet, siano sufficientemente grandi e distaccati dal contenuto, così che i destinatari possano facilmente fare con il dito il “tap” su di loro.

Squalo-Vantaggi

Se non hai ancora cominciato ad usare i template che si adattano su dispositivi mobili, adesso è il tempo giusto. La piattaforma Squalo ti offre la possibilità di utilizzare il drag& drop editor, che ti permette di creare dei template in modo semplice ed effettivo, con il sistema ”trascina e rilascia”.  Tutti i template che crei con il nostro drag& drop editor sono automaticamente adattati agli schermi dei dispositivi mobili.

Voglio provare il drag& drop editor

 

10. Crea i template festivi

Le feste di Natale e di Capodanno sono il periodo dell’anno, dove puoi permetterti di più! Regala ai tuoi destinatari un senso di festività con dei template creati con un pizzico di magia. Con l’aiuto di immagini natalizie e contenuto festivo, potrai accentuare la tua offerta e stimolare i lettori a compiere l’obbiettivo della tua Newsletter.

Ti consigliamo di verificare se il tuo fornitore di email marketing ha a disposizione dei template con motivi natalizi, con i quali potrai facilmente e velocemente adeguare la tua offerta.

Dai un’occhiata alla galleria di template Squalo e sorprendi i tuoi destinatari con dei stupendi template festivi.

Galleria Squalo di template festivi

 

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11. Fai risaltare il tuo marchio

Il nome dell’azienda deve essere chiaramente visibile già dal mittente. Ti consigliamo che il logo aziendale o del brand sia presente anche nel contenuto della Newsletter, il che confermerà al destinatario che non si tratta di un messaggio spam.

Le campagne di email marketing infatti non si usano solamente per lo scopo di stimolare il destinatario a rispondere alla chiamata all’azione della Newsletter, ma anche come un canale di successo per costruire la riconoscibilità del brand aziendale!

 

12. Inizia ora!

Se non hai ancora iniziato, incomincia ora! Prima di Natale ti rimane meno di una settimana, per questo è importante che prepari la tua strategia di email marketing in tempo, così eviterai di rimanere indietro rispetto alla tua concorrenza.